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MATERA

MATERA
Via Ugo La Malfa, 3/B – CAP 75100
Telefono: 0835.1766729
Cellulare: 376.1448694
E-mail: confconsumatorimatera@gmail.com
Responsabile: Giovanni Vinci
Orario di apertura: Martedì dalle 17 alle 19; Giovedì dalle 16 alle 19

ROTONDELLA (Mt)
Via Garibaldi, 131 – CAP 75026
Telefono: 328.1984943
e-mail: confconsumatoribasilicata@gmail.com
Orario di apertura: Lunedì dalle 15.30 alle 19.30; Martedì dalle 9 alle 13

PISTICCI (Mt)
Viale Gramsci, 34 – CAP 75015 Marconia
presso Confederazione Italiana Agricoltori
Telefono: 328.1984943
E-mail: confconsumatoribasilicata@gmail.com
Orario di apertura: venerdì dalle 17 alle 19

TURSI (MT)
Via Roma, 143 – CAP 75028
Telefono: 338.7686589
E-mail: confconsumatoribasilicata@gmail.com
Orario di apertura: mercoledì dalle 16 alle 18.30

TAG: truffa bancaria

Truffe bancarie digitali: come riconoscerle e difendersi davvero Guida pratica alle principali frodi bancarie digitali e agli strumenti di tutela del consumatore

Parma, 03 febbraio 2026 – Sms, e-mail, QR-code: i canali digitali che utilizziamo ogni giorno sono diventati il terreno di caccia preferito dei cyber criminali. Le truffe bancarie online sono sempre più sofisticate e convincenti, ma hanno un punto debole: seguono schemi ricorrenti che possiamo imparare a riconoscere. Conoscere i meccanismi delle frodi è il primo passo per proteggere i nostri risparmi.

Le nuove frontiere della frode bancaria

Le truffe finanziarie digitali hanno tutte un obiettivo comune: ottenere l’accesso ai nostri conti correnti o indurci a compiere operazioni dannose. Per farlo, i malviventi combinano tecniche “classiche” con strumenti digitali avanzati, sfruttando l’urgenza, la paura o la fiducia dell’utente. Dietro nomi inglesi apparentemente complessi si nascondono strategie ben precise. Vediamole nel dettaglio, in modo semplice e pratico.

Phishing e Smishing: l’inganno che sembra autentico

Con i termini phishing (via e-mail) e smishing (via sms) si indicano comunicazioni fraudolente che imitano perfettamente quelle di banche o intermediari finanziari. Logo, linguaggio, grafica: tutto sembra reale.

Attenzione ai dettagli: indirizzi e-mail sospetti, numeri di telefono leggermente diversi, errori grammaticali o link anomali sono segnali chiave.
Regola d’oro: non rispondere, non cliccare su link e non aprire allegati.

Sms spoofing: quando il numero sembra quello giusto

In questo caso – sempre più diffuso rispetto ad altri canali – il messaggio fraudolento si inserisce direttamente in una conversazione autentica con la banca, mostrando persino il numero reale dell’istituto. Un inganno particolarmente insidioso. Il messaggio contiene quasi sempre un messaggio di allerta in merito ad un presunto addebito sul proprio conto, con richiesta di chiamare subito la banca al numero indicato, oppure un link che rimanda a un sito “clone” della banca, progettato per rubare credenziali e dati sensibili.

Cosa fare: non cliccare e non chiamare alcun numero e contattare immediatamente la propria filiale o il servizio clienti ufficiale.

SIM swap: il furto passa dal telefono

Il SIM swap consiste nella sostituzione abusiva della SIM della vittima, ottenuta dopo il furto dei dati personali, spesso tramite malware (software dannoso). Una volta preso il controllo del numero, i truffatori intercettano OTP e codici di sicurezza dell’home banking.

Segnali d’allarme: perdita improvvisa di segnale, chiamate o sms che non arrivano, malfunzionamenti anomali del telefono.

QRishing: il pericolo nascosto nei QR-code

Sempre più diffuso è il QRishing, che sfrutta i QR-code presenti in luoghi pubblici. Il codice viene alterato o sostituito per reindirizzare l’utente verso siti malevoli o pagamenti fraudolenti.

Come difendersi: controllare il formato del QR-code, verificare l’URL di destinazione e utilizzare sempre un antivirus aggiornato sullo smartphone.

Ricorda sempre: la banca non chiede mai i tuoi dati

Un principio fondamentale da tenere a mente:
nessuna banca o intermediario finanziario chiederà mai di comunicare o confermare dati personali, PIN o codici di sicurezza tramite telefono, sms o e-mail. Quindi, anche qualora ti capiti di cliccare su un link “incriminato” o di chiamare il numero indicato nell’SMS ricevuto, che si pensa essere un reale messaggio di allarme, non fornire MAI il codice OTP o il codice numerico di sicurezza che ti arriva sul telefono o che è presente sul dispositivo fornito dalla banca per effettuare bonifici dall’home banking, anche se ti viene detto che è necessario comunicarlo per “sventare” un tentativo di truffa.

In realtà, è proprio questo il tentativo di truffa: i codici di sicurezza (come l’OTP che arriva sull’app della banca quando si effettua un pagamento dall’home banking) servono ad autorizzare le operazioni, non a bloccarle.

SOS, sono stato truffato: cosa fare subito

Se sospetti o scopri di essere vittima di una truffa bancaria, agisci tempestivamente:

  • denuncia l’accaduto alla Polizia Postale, anche online su www.commissariatodips.it
  • richiedi immediatamente il blocco di carte e strumenti di pagamento
  • verifica con la banca le operazioni fraudolente e conserva l’estratto conto
  • invia un reclamo scritto alla banca, allegando la denuncia e chiedendo il rimborso
  • in caso di risposta negativa, attiva una procedura ADR o rivolgiti all’ABF – Arbitro Bancario Finanziario
  • se necessario, valuta un’azione legale con il supporto di un professionista

Risorse utili per informarsi e prevenire

La prevenzione passa anche dall’informazione. Ecco alcuni strumenti affidabili:

  • Webinar Confconsumatori “Smacco alla truffa: impatti sociali ed economici di un fenomeno in crescita”, disponibile su YouTube e Facebook
  • Vademecum ABI – Polizia di Stato sulla protezione dei dati personali
  • Decalogo Cybersecurity dell’iniziativa NOI&UniCredit, con consigli pratici anti-truffa

In caso di dubbi o difficoltà, Confconsumatori è sempre al tuo fianco per fornire assistenza, tutela e orientamento.

Puoi sempre rivolgerti ai nostri sportelli dedicati:

Sportelli territoriali

Sportello online

Finanziato dal MIMIT. D.D. 12 maggio 2025
  • Febbraio, 3
  • 3293
  • Risparmio e Investimenti, Smacco alla Truffa
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Truffa bancaria, correntista recupera 15mila euro con Confconsumatori Rieti La decisione dell'Abf: «Risparmiatore imprudente, ma la responsabilità è anche della banca»

Rieti, 14 novembre 2025 – Un’altra vittoria di Confconsumatori Rieti dinanzi all’Arbitro bancario e finanziario (Abf) che ha riconosciuto il diritto al rimborso di 15mila euro a favore di un risparmiatore reatino che si era ritrovato ben 47 operazioni fraudolente sul proprio conto corrente bancario.

IL CASO – Il risparmiatore, associato a Confconsumatori, aveva ricevuto sul proprio smartphone un sms dal centro antifrode della banca per comunicargli un tentativo di frode non andato a buon fine. Lo stesso giorno aveva contattato l’istituto bancario disconoscendo ogni operazione richiesta e richiedendo l’immediato blocco dello strumento di pagamento: l’operatrice l’aveva rassicurato in merito alla messa in sicurezza del conto e al blocco della carta di credito. Solo qualche giorno dopo, non avendo ricevuto a domicilio la nuova carta di credito, il correntista era stato informato dalla banca che sulla carta di credito risultavano 47 operazioni.

Il risparmiatore aveva così richiesto il rimborso alla banca, che però aveva accusato il correntista di aver fornito a terzi i propri codici di accesso, così da consentire l’associazione di un nuovo dispositivo alle funzioni di Internet Banking e neutralizzando i presìdi di sicurezza. Vista rigettata la sua richiesta di rimborso, il correntista ha promosso una procedura davanti all’Arbitro Bancario Finanziario.

LA DECISIONE DELL’ARBITRO – Il cittadino truffato è stato assistito dall’avvocato Francesca Tilli dello Sportello Confconsumatori di Rieti. Il legale di Confconsumatori, dopo il diniego di rimborso ricevuto dalla banca, si è rivolta all’Abf che ha riconosciuto il diritto del correntista al rimborso parziale, pari a 15.000 euro, dell’importo sottratto, oltre al rimborso delle spese di procedura.

«Il Collegio – commenta l’avvocato Francesca Tilli, responsabile legale dello sportello Confconsumatori di Rieti – benché abbia voluto ritenere sussistenti elementi di imprudenza da parte del ricorrente, ha in ogni caso accertato che anche il comportamento della banca non fosse esente da responsabilità. Infatti, in caso di più operazioni ravvicinate, a favore dello stesso beneficiario e per il medesimo importo, è ragionevole reputare che si configurino indici di anomalia tali da far scattare precisi presìdi di sicurezza a carico della banca. Misure di sicurezza che nel caso concreto sono risultate completamente mancanti. Quindi, il collegio ha sicuramente riconosciuto un difetto organizzativo dell’intermediario bancario, il quale ha concorso a causare il danno. Si tratta dunque di una vittoria importante per Confconsumatori, considerando che l’Abf ha ritenuto di riconoscere il 50% della responsabilità in capo all’intermediario nonostante la dichiarata imprudenza a carico del ricorrente».

LA TUTELA – Per informazioni e assistenza è possibile rivolgersi alle sedi territoriali di Confconsumatori (tutti i contatti su https://confconsumatori.it/gli-sportelli-di-confconsumatori/).

 

Finanziato dal MIMIT. D.D. 12 maggio 2025

  • Novembre, 14
  • 1942
  • Dalle Sedi, Lazio, Risparmio e Investimenti, Smacco alla Truffa
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Truffa, l’Arbitro bancario e finanziario si pronuncia a favore di un risparmiatore romano assistito da Confconsumatori: recuperati 7mila euro «Riconosciuta la responsabilità dell'istituto bancario nonostante la dichiarata imprudenza a carico del correntista».

Roma, 6 ottobre 2025 – Confconsumatori Roma ha riportato un’altra importante vittoria dinanzi all’Arbitro bancario e finanziario, che ha riconosciuto il diritto al rimborso di 7mila euro a favore di un consumatore romano che ha disconosciuto ben 12 bonifici eseguiti fraudolentemente dal proprio conto corrente.

IL CASO – L’associato a Confconsumatori aveva ricevuto sul proprio telefono un sms che l’aveva informato di un accesso anomalo al conto, invitandolo a chiamare il numero di telefono indicato. Il messaggio sms si era posto in perfetta prosecuzione di altri messaggi autentici presenti nella chat tra la banca e il correntista. Lo stesso giorno il risparmiatore aveva ricevuto anche una telefonata proveniente da un numero telefonico identico a quello riferibile alla banca, durante la quale un sedicente operatore bancario l’aveva avvertito che erano state eseguite operazioni fraudolente tramite il suo account, clonato da un altro dispositivo, invitandolo quindi per sicurezza a disinstallare le applicazioni dal cellulare. In realtà, controllando il proprio conto corrente, il risparmiatore si è ritrovato ben 12 bonifici eseguiti verso una banca in Lituania. Il correntista ha chiesto il rimborso al proprio istituto bancario, ricevendo però una risposta negativa, e ha deciso così di promuovere una procedura dinanzi all’Arbitro bancario finanziario.

LA DECISIONE DELL’ARBITRO – Il cittadino truffato è stato assistito dall’avvocato Barbara d’Agostino di Confconsumatori, la quale, dopo il diniego di rimborso ricevuto da parte dell’istituto bancario, si è rivolta all’Abf, l’Arbitro bancario finanziario, che ha riconosciuto il diritto del correntista al rimborso parziale, pari a 7mila euro, dell’importo sottratto.

«Il Collegio – commenta l’avvocato Barbara d’Agostino, presidente di Confconsumatori Lazio – benché abbia voluto ritenere sussistenti elementi di imprudenza da parte del ricorrente, ha in ogni caso accertato che anche il comportamento dell’intermediario non fosse esente da responsabilità in quanto è emerso che i bonifici disconosciuti erano stati disposti, nell’arco di poco più di due ore, in favore di soli due beneficiari verso una banca lituana: indici di anomalia che avrebbero dovuto allertare la banca. Di conseguenza, l’Arbitro ha statuito che la banca non ha agito conformemente alla diligenza richiesta ai sensi dall’art.1176 del Codice civile, in base al quale a carico dell’accorto banchiere grava l’obbligo di predisporre un sistema di monitoraggio al fine di un possibile blocco, in relazione ad operazioni anomale per frequenza e tipologia, idonee a configurare un rischio di frode oggettivo, imminente e rilevabile attraverso l’analisi delle informazioni riguardanti le transazioni “sospette”. Quindi è importante che il Collegio abbia accertato e valutato l’assenza di meccanismi di monitoraggio e blocco automatico una volta rilevata un’anomalia delle movimentazioni bancarie nel suo utilizzo, rappresentando una disfunzione organizzativa dell’intermediario che implica una sua responsabilità. Si tratta di una vittoria importante per Confconsumatori, considerando che l’Abf ha ritenuto di riconoscere il 50% della responsabilità in capo all’intermediario bancario nonostante la dichiarata imprudenza a carico del ricorrente».

LA TUTELA – Per informazioni e assistenza è possibile rivolgersi alle sedi territoriali di Confconsumatori: tutti i contatti su https://confconsumatori.it/gli-sportelli-di-confconsumatori/.

  • Ottobre, 6
  • 4119
  • Dalle Sedi, Lazio, Risparmio e Investimenti
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