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MATERA

MATERA
Via Ugo La Malfa, 3/B – CAP 75100
Telefono: 0835.1766729
Cellulare: 376.1448694
E-mail: confconsumatorimatera@gmail.com
Responsabile: Giovanni Vinci
Orario di apertura: Martedì dalle 17 alle 19; Giovedì dalle 16 alle 19

ROTONDELLA (Mt)
Via Garibaldi, 131 – CAP 75026
Telefono: 328.1984943
e-mail: confconsumatoribasilicata@gmail.com
Orario di apertura: Lunedì dalle 15.30 alle 19.30; Martedì dalle 9 alle 13

PISTICCI (Mt)
Viale Gramsci, 34 – CAP 75015 Marconia
presso Confederazione Italiana Agricoltori
Telefono: 328.1984943
E-mail: confconsumatoribasilicata@gmail.com
Orario di apertura: venerdì dalle 17 alle 19

TURSI (MT)
Via Roma, 143 – CAP 75028
Telefono: 338.7686589
E-mail: confconsumatoribasilicata@gmail.com
Orario di apertura: mercoledì dalle 16 alle 18.30

TAG: truffa online

Le 10 truffe dell’estate 2026: ecco come riconoscerle prima che sia troppo tardi Dalla prenotazione delle vacanze agli SMS che sembrano arrivare dalla banca, l'estate è diventata la stagione preferita dai truffatori. Conoscere i loro trucchi è il primo passo per non cadere nella rete.

20 agosto 2026 – Quando pensiamo alle vacanze estive, immaginiamo spiagge o montagne, valigie da fare, panorami da sogno, cene all’aperto e quella meravigliosa sensazione di poter finalmente abbassare la guardia. Ma mentre noi rallentiamo i ritmi, c’è chi accelera i propri: i truffatori. Nei mesi caldi, la nostra naturale propensione al relax si trasforma nella loro più grande opportunità di guadagno. Infatti, le truffe non vanno in vacanza, al contrario, seguono le nostre abitudini e si adattano ai nuovi comportamenti digitali.

Nel 2026 i raggiri sfruttano le tecnologie di uso quotidiano per confondersi tra i gesti ordinari delle nostre giornate. Si prenota una cena, si acquistano biglietti online, si cerca una casa in affitto, si paga con lo smartphone, si condividono fotografie sui social. Tutto sembra più semplice. Con l’iniziativa Smacco alla Truffa, Confconsumatori ha tracciato la mappa delle insidie più diffuse in questa stagione, per aiutarti a riconoscerle al primo sguardo.

  1. L’SMS di allarme della banca: ti trovi in viaggio e ricevi un messaggio sul telefono: “Accesso anomalo sul tuo conto, clicca qui per bloccarlo”. Il mittente sembra proprio la tua banca (i truffatori riescono a camuffare il numero). Cliccando sul link e inserendo i codici, consegnerai le chiavi del tuo conto ai malviventi.
  2. Il finto pacco in giacenza: un grande classico estivo. Un SMS ti avvisa che un pacco a tuo nome è bloccato e che serve pagare una tassa di pochi euro per sbloccarlo. La cifra irrisoria spinge a pagare senza pensarci, ma l’obiettivo reale è clonare i dati della tua carta di credito.
  3. La trappola del Wi-Fi pubblico: negli aeroporti, nelle stazioni o negli hotel cerchiamo spesso connessioni gratuite. I truffatori creano reti parallele senza password con nomi simili a quelli ufficiali (es. “Free_Hotel_WiFi”). Chi si connette rischia di farsi intercettare password e dati personali.
  4. I QR Code ingannevoli: al ristorante o al parcheggio trovi un QR code da inquadrare per leggere il menù o pagare il biglietto. Attenzione: i malintenzionati sovrappongono adesivi falsi sopra quelli originali, reindirizzandoti su siti specchietto creati per rubare denaro.
  5. L’assistenza clienti fantasma: scrivi un post di protesta sui social contro una compagnia aerea o un servizio di spedizioni. Pochi minuti dopo, un account apparentemente ufficiale ti contatta in privato offrendoti aiuto e chiedendoti dati riservati. È un profilo clone pronto a truffarti.
  6. Le offerte shock sui social network: annunci sponsorizzati di brand famosi che svendono valigie, occhiali da sole o attrezzature sportive a prezzi ridicoli (sconti del 90%), oppure voli intercontinentali o traghetti a metà prezzo, valide solo “per poche ore”. I siti sono clonati e la merce o i biglietti non arriveranno mai e la pagina sparisce.
  7. La casa vacanza che non esiste e i noleggi auto fantasma: una villa con piscina, fotografie perfette e un prezzo irresistibile. Tariffe low cost per noleggiare auto o camper in località turistiche affollate. Dopo il pagamento della caparra, però, il proprietario sparisce oppure l’immobile si rivela inesistente, così come il noleggio dei mezzi: al momento del ritiro, l’agenzia non esiste. Il primo campanello d’allarme è la richiesta di pagare fuori dalle piattaforme ufficiali o tramite bonifico senza alcuna garanzia.
  8. Il finto parente che ha perso il telefono: ricevi un messaggio su WhatsApp da un numero sconosciuto: “Mamma/Papà, mi è caduto il telefono in acqua, questo è il mio nuovo numero. Ho un’emergenza, puoi farmi un bonifico?”. Prima di disperarsi, basta fare una telefonata al vecchio numero del figlio per scoprire che non è successo nulla.
  9. I biglietti introvabili per i grandi concerti: i tour estivi dei grandi artisti registrano il tutto esaurito in pochi minuti. Sui social o sui siti di vendite online spuntano privati che vendono biglietti “a prezzo di costo per improvviso contrattempo”. Ricevuto il pagamento, spariscono nel nulla.
  10. La truffa del “secondo pagamento” su Booking e app di viaggio: avete prenotato regolarmente un hotel. Il giorno dopo vi arriva una e-mail o un messaggio WhatsApp apparentemente ufficiale della piattaforma o dell’albergo stesso: “C’è un problema con la carta, clicca qui entro 24 ore o la prenotazione sarà cancellata”. Il link porta a un sito clone che vi ruba i dati bancari

Truffa estate: comincia dalla prudenza, che salva

Non serve rinunciare agli acquisti online, alle prenotazioni digitali o ai servizi più innovativi. Serve piuttosto utilizzarli con attenzione, scegliendo canali affidabili e diffidando delle richieste inattese o troppo convenienti.

Le truffe cambiano continuamente volto, ma seguono quasi sempre lo stesso copione: creano urgenza, promettono un vantaggio economico, invitano a decidere in fretta e chiedono di pagare immediatamente o comunicare dati riservati.

Riconoscere questi elementi significa interrompere il meccanismo prima che sia troppo tardi. La tecnologia evolve, ma il miglior antivirus continua a essere il tempo dedicato a verificare.

La sicurezza della tua estate comincia da qui.

Lo sportello di Confconsumatori è attivo per tutta la stagione per analizzare i vostri casi, aiutarvi a sporgere denuncia e fornirvi l’assistenza necessaria.

Sportello online sulle truffe – CONFCONSUMATORI

Finanziato dal MIMIT. D.D. 12 maggio 2025
  • Agosto, 20
  • 933
  • Casa e Utenze, Internet, Privacy e Protezione dei dati personali, Smacco alla Truffa, Turismo e Trasporti
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Truffa bancaria, correntista recupera 15mila euro con Confconsumatori Rieti La decisione dell'Abf: «Risparmiatore imprudente, ma la responsabilità è anche della banca»

Rieti, 14 novembre 2025 – Un’altra vittoria di Confconsumatori Rieti dinanzi all’Arbitro bancario e finanziario (Abf) che ha riconosciuto il diritto al rimborso di 15mila euro a favore di un risparmiatore reatino che si era ritrovato ben 47 operazioni fraudolente sul proprio conto corrente bancario.

IL CASO – Il risparmiatore, associato a Confconsumatori, aveva ricevuto sul proprio smartphone un sms dal centro antifrode della banca per comunicargli un tentativo di frode non andato a buon fine. Lo stesso giorno aveva contattato l’istituto bancario disconoscendo ogni operazione richiesta e richiedendo l’immediato blocco dello strumento di pagamento: l’operatrice l’aveva rassicurato in merito alla messa in sicurezza del conto e al blocco della carta di credito. Solo qualche giorno dopo, non avendo ricevuto a domicilio la nuova carta di credito, il correntista era stato informato dalla banca che sulla carta di credito risultavano 47 operazioni.

Il risparmiatore aveva così richiesto il rimborso alla banca, che però aveva accusato il correntista di aver fornito a terzi i propri codici di accesso, così da consentire l’associazione di un nuovo dispositivo alle funzioni di Internet Banking e neutralizzando i presìdi di sicurezza. Vista rigettata la sua richiesta di rimborso, il correntista ha promosso una procedura davanti all’Arbitro Bancario Finanziario.

LA DECISIONE DELL’ARBITRO – Il cittadino truffato è stato assistito dall’avvocato Francesca Tilli dello Sportello Confconsumatori di Rieti. Il legale di Confconsumatori, dopo il diniego di rimborso ricevuto dalla banca, si è rivolta all’Abf che ha riconosciuto il diritto del correntista al rimborso parziale, pari a 15.000 euro, dell’importo sottratto, oltre al rimborso delle spese di procedura.

«Il Collegio – commenta l’avvocato Francesca Tilli, responsabile legale dello sportello Confconsumatori di Rieti – benché abbia voluto ritenere sussistenti elementi di imprudenza da parte del ricorrente, ha in ogni caso accertato che anche il comportamento della banca non fosse esente da responsabilità. Infatti, in caso di più operazioni ravvicinate, a favore dello stesso beneficiario e per il medesimo importo, è ragionevole reputare che si configurino indici di anomalia tali da far scattare precisi presìdi di sicurezza a carico della banca. Misure di sicurezza che nel caso concreto sono risultate completamente mancanti. Quindi, il collegio ha sicuramente riconosciuto un difetto organizzativo dell’intermediario bancario, il quale ha concorso a causare il danno. Si tratta dunque di una vittoria importante per Confconsumatori, considerando che l’Abf ha ritenuto di riconoscere il 50% della responsabilità in capo all’intermediario nonostante la dichiarata imprudenza a carico del ricorrente».

LA TUTELA – Per informazioni e assistenza è possibile rivolgersi alle sedi territoriali di Confconsumatori (tutti i contatti su https://confconsumatori.it/gli-sportelli-di-confconsumatori/).

 

Finanziato dal MIMIT. D.D. 12 maggio 2025

  • Novembre, 14
  • 1939
  • Dalle Sedi, Lazio, Risparmio e Investimenti, Smacco alla Truffa
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Truffa online, rimborsati 1.400 euro per “responsabilità concorrente” La decisione dell'Arbitro bancario finanziario con l'intervento di Consumatori nel caso di una risparmiatrice di Bari

Parma, 23 luglio 2025 – Grazie all’intervento di Confconsumatori, l’Arbitro Bancario Finanziario ha riconosciuto a una cittadina di Bari il diritto al rimborso di 1.400 euro sottratti illecitamente attraverso 10 operazioni non autorizzate.

IL CASO – La risparmiatrice aveva ricevuto tre sms da un’utenza apparentemente riconducibile all’istituto bancario, il primo dei quali la informava dell’esecuzione di tre operazioni da lei non autorizzate sulla sua carta di credito. Il secondo messaggio l’aveva invitata a chiamare un numero telefonico, al quale aveva risposto un sedicente operatore della banca sostenendo che stava provvedendo alle procedure di blocco della carta e di storno dei pagamenti. Infine, il terzo messaggio conteneva un link per l’attivazione dell’app, che risultava bloccata. La risparmiatrice, però, aveva scoperto che dal conto collegato alla sua carta di credito risultava un addebito: era stata truffata.

LA DECISIONE DELL’ARBITRO – La cittadina truffata, assistita dagli avvocati Nuccia Lisi e Filomena Panzarino di Confconsumatori, non riuscendo ad ottenere un rimborso dall’istituto bancario finanziario si è rivolta all’Abf, l’Arbitro bancario finanziario, che ha riconosciuto il diritto della correntista al rimborso parziale, pari a 1.400 euro, dell’importo sottratto.

«Il Collegio – commentano gli avvocati Nuccia Lisi, presidente di Confconsumatori Bitonto, sede provinciale di Bari, e Filomena Panzarino, legale dell’associazione esperta in materia bancaria – benché abbia accertato la conformità ai requisiti normativamente previsti in tema di Sca (Strong Customer Authentication, Autenticazione forte del cliente) delle operazioni eseguite e l’esclusiva colpa grave della consumatrice nel verificarsi dell’evento, ha accolto il ricorso. Confermando la tesi da noi prospettata, secondo cui l’intermediario bancario, in questo caso, ha violato la normativa in materia di rischio frode, non avendo predisposto meccanismi in grado di rilevare le operazioni di pagamento non autorizzate pur essendo in presenza di 8 operazioni fraudolente sulla carta Bancomat nell’arco di 24 ore e 2 operazioni fraudolente sulla carta di debito, nello stesso stesso arco di tempo, in favore di Stati esteri».

«Si tratta di una vittoria importante per Confconsumatori – precisa l’avvocato Panzarino – considerando che l’Abf ha ritenuto di riconoscere il 50% della responsabilità in capo all’intermediario nonostante l’accertata colpa grave della risparmiatrice poiché, a suo dire, la correntista aveva seguito alla lettera le indicazioni ricevute dal truffatore per la predisposizione delle operazioni».

LA TUTELA – Per informazioni e assistenza è possibile rivolgersi alle sedi territoriali di Confconsumatori (tutti i contatti su https://confconsumatori.it/gli-sportelli-di-confconsumatori/ o allo Sportello online (https://confconsumatori.it/spiegaci-il-tuo-problema/).

  • Luglio, 23
  • 3221
  • Dalle Sedi, Puglia, Risparmio e Investimenti
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Bonifico istantaneo con truffa online, 9mila euro rimborsati a una correntista con Confconsumatori La decisione dell'Arbitro bancario finanziario: “Responsabilità concorrente della banca”

Bari, 26 giugno 2025 – Grazie all’intervento di Confconsumatori, l’Arbitro bancario finanziario ha riconosciuto a una cittadina di Terlizzi (Bari), il diritto al rimborso di 9mila euro sottratti illecitamente attraverso un bonifico istantaneo indotto da frode online.

IL CASO – La risparmiatrice aveva ricevuto sullo smartphone un messaggio di testo il cui mittente era apparentemente riconducibile all’istituto bancario che la informava di un pagamento non autorizzato di 945 euro, con indicazione di un numero di cellulare per “info e blocco”. La correntista aveva tentato più volte di contattare il servizio clienti della banca, senza mai riuscirci, neppure tramite il servizio “chat mediante app”. Era stata reindirizzata, da un numero verde inattivo, a un altro numero riconducibile alla banca dal quale aveva ricevuto rassicurazioni in merito alla ricezione di un’imminente telefonata da parte della sezione Antifrode per le dovute verifiche. A quel punto aveva ricevuto una chiamata da un interlocutore che si era qualificato come “operatore antifrode” e gli aveva fornito istruzioni sulle operazioni da compiere per mettere in sicurezza il conto generando un codice di blocco che si era rivelato invece essere l’importo sottratto.

LA DECISIONE DELL’ARBITRO – La risparmiatrice truffata, assistita dagli avvocati Nuccia Lisi e Filomena Panzarino di Confconsumatori – non riuscendo a ottenere un rimborso dalla banca – si è rivolta all’Arbitro finanziario bancario che ha riconosciuto il diritto al rimborso di 9mila euro, cifra parziale dell’importo sottratto.

«Il Collegio di Bari – dichiarano gli avvocati Nuccia Lisi, presidente di Confconsumatori Bitonto, sede provinciale di Bari, e Filomena Panzarino – ha accolto il ricorso, confermando la tesi da noi prospettata secondo cui i tentativi che la ricorrente ha dedotto e documentato di avere effettuato per contattare l’assistenza clienti dell’intermediario prima che la frode si perfezionasse, rappresentano uno degli elementi dai quali è possibile desumere, anche in caso di operazioni eseguite dal cliente, l’eventuale concorrente responsabilità dell’intermediario».

«Si tratta della prima vittoria, da parte nostra, ottenuta in materia di bonifici istantanei indotti da frode online – dichiara l’avvocato Filomena Panzarino – che si aggiunge alla lotta posta in essere, ormai da anni, da parte dell’associazione contro le frodi online e che ha portato al rimborso ai risparmiatori di una cifra consistente, oltre 100mila euro».

L’ASSISTENZA – La sede provinciale di Bari di Confconsumatori è a Bitonto, in via Traetta 116 (080 3756356; 347 6931510; 340 8606429). I contatti di tutte le altre sedi di Confconsumatori sono su https://confconsumatori.it/gli-sportelli-di-confconsumatori/. È possibile anche rivolgersi allo Sportello online (https://confconsumatori.it/spiegaci-il-tuo-problema/).

 

  • Giugno, 26
  • 9791
  • Dalle Sedi, Puglia, Risparmio e Investimenti
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Le rubano tutti i risparmi dal conto corrente, li recupera grazie a Confconsumatori Piacenza Una piacentina aveva perso 46mila euro per una truffa online: sms-spoofing e telefonata di un finto operatore bancario. Il ricorso all'Arbitro bancario finanziario

Piacenza, 16 maggio 2025 – Nel giro di 48 ore aveva perso tutti i risparmi depositati sul suo conto corrente bancario, circa 46mila euro, per una truffa online. E la banca le aveva rifiutato il rimborso. Ma con l’assistenza dello sportello di Piacenza di Confconsumatori ha presentato ricorso all’Arbitro bancario e finanziario della Banca d’Italia ed è riuscita a recuperare l’intera somma.

IL CASO – Una cittadina piacentina è stata vittima di truffa online prima tramite sms-spoofing – ricevendo cioè un sms il cui mittente si presenta con falsa identità – e poi con una successiva telefonata da parte di un falso operatore. La correntista non era però caduta nel tranello: non aveva cliccato sul link del messaggio e non aveva neppure divulgato alcun dato al sedicente operatore bancario. Tuttavia i truffatori, pur senza fattori di autenticazione, erano riusciti ugualmente a entrare nel conto corrente: avevano disinvestito e liquidato titoli e, in 48 ore, disposto 390 ricariche telefoniche o di carta bancaria ricaricabile (in tagli da 100 o 150 euro) in favore dello stesso soggetto. La correntista, ridotta alla disperazione, aveva chiesto il rimborso all’istituto bancario che però, con una risposta pre-compilata, aveva rifiutato il reclamo nel giro di appena 24 ore.

IL RICORSO – La correntista piacentina si è rivolta così allo sportello Confconsumatori di Piacenza, appartenente alla federazione interprovinciale di Parma, Piacenza e Reggio di Confconsumatori Aps, che le ha suggerito di procedere con il ricorso all’Arbitro bancario e finanziario della Banca d’Italia. L’esperta dell’associazione, l’avvocato Margherita Bonanno, ha contestato alla banca non solo l’assoluta carenza di sistemi anti-frode – perché le operazioni ricorrenti nei confronti dello stesso beneficiario avrebbero dovuto far intervenire il sistema anti-frode, come previsto dal Dm 112/2007 – ma anche l’assoluta assenza di una prevenzione del rischio riciclaggio. Infatti ripetute operazioni di piccolo importo, fino a raggiungere la cifra di circa 46mila euro circa, avrebbero dovuto far scattare l’allarme del sistema antiriciclaggio della stessa banca. Dopo il deposito del ricorso, lette le precise contestazioni, la banca non ha atteso la decisione dell’arbitro e nel giro di pochi giorni ha rimborsato l’intera somma.

LA TUTELA – Per informazioni e assistenza sulle truffe online è possibile contattare lo sportello Confconsumatori di Piacenza (via Cornelio Musso 5, presso Casa delle Associazioni; 351 5273633; confconsumatoripiacenza@gmail.com; aperto lunedì e mercoledì dalle ore 14.30 alle ore 18.30) oppure ricevere assistenza con lo Sportello Online di Confconsumatori (https://www.confconsumatori.it/spiegaci-il-tuo-problema/).

  • Maggio, 16
  • 2656
  • Dalle Sedi, Emilia Romagna, Risparmio e Investimenti
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Viareggio, vittima di truffa telefonica e informatica ottiene oltre 18mila euro di risarcimento La sentenza del Collegio di Bologna dell'Arbitro bancario finanziario su un caso di phishing

Viareggio, 24 febbraio 2025 – Un viareggino associato a Confconsumatori, la scorsa estate, si era rivolto allo sportello dell’associazione e ai carabinieri dopo essere incappato in una truffa telefonica e informatica che gli era costata un prosciugamento del conto corrente di oltre 18mila euro depositati in un istituto di credito locale. Il correntista era stato ingannato tramite il sistema del phishing, una truffa digitale che mira a carpire informazioni personali, dati finanziari o codici di accesso fingendosi interlocutori affidabili.

Confconsumatori della provincia di Lucca, tramite gli avvocati Costanza Tommasi e Giorgio Paolini, incaricati del caso, dopo un percorso lungo e insidioso ha ottenuto un importante successo nella difesa dei consumatori contro le frodi informatiche. Con la recentissima decisione dell’Arbitro bancario finanziario, emessa dal Collegio di Bologna, è stato riconosciuto il diritto al risarcimento del risparmiatore truffato per l’intero importo delle transazioni fraudolente da lui disconosciute.

«È un altro grande risultato per Confconsumatori – dichiarano dall’associazione – e rappresenta un importante precedente per la tutela dei consumatori contro le frodi informatiche, perché questa decisione ha dimostrato che gli intermediari finanziari non possono esimersi da responsabilità nella protezione dei dati e nella corretta applicazione delle misure di sicurezza, come richiesto dalla normativa vigente. Un altro caso è stato risolto, anche se purtroppo le vittime inconsapevoli sono ancora tante».

Mentre prosegue l’attività di polizia giudiziaria, rivolta all’individuazione e al fermo dei responsabili materiali dei reati in questione, Confconsumatori continuerà a impegnarsi anche con lo sportello provinciale a Viareggio nella difesa dei diritti dei consumatori e nella lotta contro le truffe: «Invitiamo tutti coloro che si trovano in situazioni simili a muoversi con tempestività per fare denuncia ed avere assistenza».

Per informazioni e assistenza è possibile contattare lo sportello provinciale di Confconsumatori a Viareggio in via Marco Polo 127 (348 0150163; lucca@confconsumatori.it).

  • Febbraio, 24
  • 2844
  • Dalle Sedi, Internet, Privacy e Protezione dei dati personali, Toscana
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Pagina 1 di 212»

SEDE REGIONALE E PROVINCIALE
L’AQUILA
SULMONA
Via E. Gianmarco 9   – CAP 67039
Telefono e Fax:  0864.50165
e-mail regionale e provinciale: confconsumatorisu@alice.it
e-mail sportello: confconsumatoriaqsu@gmail.com
Responsabile provinciale: Francesca Davini
Responsabile regionale: Domenico Taglieri
Orari di apertura: Martedì dalle 10 alle 12.30; Giovedì dalle 16 alle 18.30

CHIETI
Sede provinciale
SAN SALVO
Vico IV Garibaldi 2   – CAP 66050
Cellulare:  347.0834207
Email:   confconsumatorich@libero.it
Responsabili:   Antonio Artese
Orari di apertura:  Venerdì 16 – 18

SEDE NAZIONALE
Via Mazzini 43 - 43121 - PARMA
CF 80025080344
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