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MATERA

MATERA
Via Ugo La Malfa, 3/B – CAP 75100
Telefono: 0835.1766729
Cellulare: 376.1448694
E-mail: confconsumatorimatera@gmail.com
Responsabile: Giovanni Vinci
Orario di apertura: Martedì dalle 17 alle 19; Giovedì dalle 16 alle 19

ROTONDELLA (Mt)
Via Garibaldi, 131 – CAP 75026
Telefono: 328.1984943
e-mail: confconsumatoribasilicata@gmail.com
Orario di apertura: Lunedì dalle 15.30 alle 19.30; Martedì dalle 9 alle 13

PISTICCI (Mt)
Viale Gramsci, 34 – CAP 75015 Marconia
presso Confederazione Italiana Agricoltori
Telefono: 328.1984943
E-mail: confconsumatoribasilicata@gmail.com
Orario di apertura: venerdì dalle 17 alle 19

TURSI (MT)
Via Roma, 143 – CAP 75028
Telefono: 338.7686589
E-mail: confconsumatoribasilicata@gmail.com
Orario di apertura: mercoledì dalle 16 alle 18.30

TAG: UE

Multato per salvare il gatto: sanzione annullata Vittoria di Confconsumatori Pisa, nulla la multa per aver superato di poco il limite di velocità: "Il gatto non è una cosa ma un essere senziente"

Pisa, 19 maggio 2015 – Era stato multato per eccesso di velocità perché stava correndo dal veterinario per cercare di salvare la vita al proprio gatto. Il giudice di Pace ha deciso di accogliere il ricorso di un pisano, tutelato da Confconsumatori, e di annullare il verbale, perché se è vero che lo stato di necessità oggi riguarda solo le persone, è vero anche che la legislazione ormai considera gli animali domestici qualcosa di più di una "mera res". Il gatto non è una cosa o un bene di possesso e l’errore del proprietario, che ha superato (di poco) i limiti di velocità, risulta di conseguenza "scusabile".

Spiega l’avvocato Giovanni Longo, che ha ottenuto l’annullamento della sanzione: «Il Giudice di Pace di Pisa ha accolto il ricorso avanzato dal proprietario di un gatto in grave pericolo di vita (poi deceduto), multato per eccesso di velocità durante il trasporto dell’animale presso un veterinario, nel tentativo estremo di salvargli la vita. L’uomo, nell’impugnare la sanzione, aveva invocato lo stato di necessità, rappresentando come sul territorio non esistessero mezzi di soccorso da poter eventualmente chiamare per il trasporto d’urgenza del felino». Il Giudice di Pace di Pisa gli ha dato ragione e nell’annullare il verbale ha ammesso che «È vero che lo stato di necessità così come ritenuto dalla legge e dalle correnti giurisprudenziali richiede che il soggetto in pericolo imminente sia una persona fisica, mentre nel caso di specie il fatto concerne un animale. […] Ma la stessa legislazione penale ha visto in tempi recenti un inasprimento delle pene per i maltrattamenti di animali, manifestando quindi un’attenzione a considerare l’animale, soprattutto quello domestico, come qualcosa di più di una mera res, anche se certamente non può parlarsi dell’animale come di un soggetto portatore di diritti alla stregua dell’essere umano».

Per il giudice dunque, sul piano psicologico, il cittadino poteva ritenersi legittimato a raggiungere l’ambulatorio del veterinario nel minor tempo possibile per salvare il proprio gatto e, si legge nella sentenza, «Risulta pertanto scusabile l’errore da lui commesso nell’avere superato, peraltro in misura contenuta, i limiti di velocità» il cittadino infatti andava a 64 km/h in un tratto stradale in cui il limite è di 50 km/h. «Se pertanto poteva essere legittimo il comportamento dell’agente accertatore che, in mancanza di elementi immediati di verifica della situazione concreta, ha elevato il verbale di contestazione, tale provvedimento – prosegue la sentenza – deve essere oggi annullato, stante la mancanza dell’elemento soggettivo dell’illecito, risultando sussistente uno stato di necessità quantomeno putativo, e comunque scusabile l’errore commesso dall’odierno ricorrente».

In relazione alla multa, il Giudice ha inoltre rilevato che nel caso di specie debba applicarsi il principio giurisprudenziale secondo cui «In tema di sanzioni amministrative, non è sufficiente che siano accertati gli estremi oggettivi della violazione, ma occorre altresì, per l’affermazione di responsabilità, che la condotta sia almeno colposa, e la colpa è esclusa quando, secondo il disposto del secondo comma dell’art. 3 L. 689/81, la violazione è commessa per errore sul fatto non determinato da colpa dell’agente (Cass. sez. III, 12.5.2000, n. 6111)».

L’avvocato di Confconsumatori Giovanni Longo ha dedicato un approfondito articolo al tema, in cui passa in rassegna altri importanti precedenti. In particolare Longo evidenzia: «La Legge quadro in materia di animali di affezione e prevenzione del randagismo afferma che lo Stato promuove e disciplina la tutela degli animali di affezione, condanna gli atti di crudeltà contro di essi, i maltrattamenti ed il loro abbandono. Se la tutela degli animali di affezione è un principio affermato dallo Stato, può essere considerata una facoltà legittima quella esercitata da chi, per salvare il proprio animale da una situazione di pericolo imminente di vita, superi il limite di velocità per trasportare il predetto animale presso una clinica veterinaria. Anche la tutela della vita dell’animale, dunque, dovrebbe essere presa in considerazione ai fini del bilanciamento degli interessi in gioco. Si tratta di notevoli passi in avanti verso una legislazione diretta a tutelare gli animali quali esseri "senzienti", cioè capaci di provare gioia e dolore, in linea con i principi stabiliti nel Trattato dell’Unione Europea».

Scarica l’articolo dell’avvocato Giovanni Longo

Scarica la sentenza del Giudice di Pace di Pisa.

  • Maggio, 19
  • 2790
  • Toscana, Turismo e Trasporti
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Xylella: «La Regione Puglia reagisca contro l’UE» Confconsumatori Puglia suggerisce tre azioni concrete che la Regione può intraprendere: «In gioco il futuro della produzione pugliese»

Bari, 5 maggio 2015 – La UE si comporta con gli ulivi pugliesi esattamente come fa con la Grecia o con i migranti. Non contano le sofferenze e gli aspetti umani delle vicende, contano solo gli aspetti economici. Quelli favorevoli a Bruxelles ovviamente. Come noto, il 28 aprile il Comitato fitosanitario permanente dell’UE, ha disposto sia l’abbattimento di tutti gli alberi infetti da Xylella sia l’abbattimento di tutte le piante ospiti, anche se sane, che si trovino nel raggio di 100 metri dagli ulivi malati, indipendentemente dal loro stato di salute.

In Italia su 250 milioni di ulivi censiti, ben 60 milioni sono in Puglia. Stime delle Associazioni di categoria ci dicono, che eseguire alla lettera il diktat UE, significherebbe abbattere almeno 10 milioni di alberi.

Secondo l’avvocato Antonio Pinto, presidente di Confconsumatori Puglia, la Regione Puglia, al di là delle sacrosante richieste di risarcimento danni per gli agricoltori, può mettere in campo 3 azioni concrete:

  1. Imporre nella fase esecutiva il metodo di testare gli alberi vicini a quelli infetti e non tagliare quelli sani, applicando le tecniche già note di prevenzione e difesa dal batterio. Tanto è possibile interpretando la decisione del Comitato, che, invero, presenta vari distinguo e varie ambiguità, che vanno usate, anche strumentalmente se sarà il caso, per ridurre il rigore irragionevole dei burosauri europei.
  2. Farsi soggetto promotore e coordinatore di una specifica azione di ricerca scientifica che, avvalendosi dei Centri di ricerca anche pugliesi (Università e IAM) costituisca una base tecnica seria per presentare all’Europa una proposta alternativa all’eradicazione scriteriata e, comunque, a legittimare una esecuzione delle decisioni diversa da quella voluta dai burosauri di Bruxelles.
  3. Promuovere azione giudiziale dinanzi alla Corte di Giustizia UE (ove serva processualmente, anche passando attraverso un giudizio innanzi al TAR Lazio per poi chiedere un rinvio dinanzi alla Corte), dove, sulla base dei risultati della ricerca scientifica di cui sopra, richiedere una pronuncia che applichi certo il principio di precauzione: ma lo faccia contemperando le giuste preoccupazioni espresse dall’EFSA, con criteri applicativi ragionevoli.

«Se non si farà nulla, – conclude Pinto – deve esser chiaro a tutti che la posta in gioco è la stessa sussistenza della produzione pugliese di olio di oliva nei prossimi anni. Anni, nel corso dei quali, gli altri produttori nostri concorrenti, come ad es. Turchia, Spagna, Nazioni nordafricane, saranno liberi, legittimamente, di occupare gli spazi di mercato che invece noi saremo costretti a lasciare».

  • Maggio, 5
  • 2424
  • Alimentazione, Puglia, Rapporti con Pubblica Amministrazione
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Moneta elettronica: L’Unione Europea non garantisce i diritti ai consumatori Un’indagine IPSOS rivela la preoccupazione per il provvedimento UE: per il 79% i costi ricadranno sui consumatori. Longo: "la norma va modificata"

Roma, 3 luglio 2014 – I risultati dell’ultima indagine IPSOS – Moneta elettronica: L’Unione Europea non garantisce i diritti ai consumatori – realizzata per Italian E-Payment Coalition (IEPC) non lasciano dubbi: la direttiva europea che disciplina i pagamenti con moneta elettronica danneggerà i consumatori su cui ricadranno i crescenti costi causati dal provvedimento. Ne è convinto il 79% degli intervistati, su un campione composto da 800 persone. Solo l’11% e l’8%, rispettivamente, ritengono invece che la riduzione delle commissioni interbancarie sui pagamenti con carta provocherà costi crescenti per banche e commercianti.

La presidenza italiana in carica da domani 1° luglio dovrebbe far sentire la propria voce e chiedere che la direttiva non venga approvata: è quello che pensa il 54% degli intervistati, mentre solo il 19% non ne ritiene necessario l’intervento; il 27% non ha un’opinione.

“È venuto il momento di essere ascoltati – dichiara Antonio Longo, presidente di Italian E-Payment Coalition – e la presidenza italiana in carica da domani non può esimersi dal farlo. La Coalizione che presiedo chiede che venga modificata la direttiva Ue per evitare ricadute sulla vita di tutti i consumatori europei. L’indagine IPSOS rivela, una volta di più, che il provvedimento che ridisegna il sistema dei pagamenti digitali nell’Eurozona avrà pesanti ricadute sui consumatori. È il segreto di pulcinella: il cap unico sulle transazioni causerà minori introiti per le banche e maggiori risparmi per i commercianti. Si tratta di un cocktail letale per i cittadini: le banche aumenteranno i costi dei conti correnti e i negozianti non abbasseranno di un centesimo i prezzi. Noi non vogliamo che a pagare siano sempre gli stessi, cioè tutti noi: per questo continueremo in tutti i modi a farci sentire

Le modifiche dovranno scongiurare gli aumenti dei costi bancari e dovranno garantire la certezza del calo dei prezzi. I commercianti sono i grandi beneficiari del provvedimento, grazie alla riduzione dei costi a loro carico. Nella logica dell’UE questo risparmio dovrebbe favorire il calo dei prezzi: ma siamo davvero sicuri che i negozianti abbasseranno i prezzi? Il 53% del campione giudica questa probabilità bassa, il 29% molto bassa, il 15% medio/alta e solo il 3% la ritiene alta.

A proposito di introiti, il cap unico disposto dalla direttiva (vale a dire un tetto fisso alle commissioni interbancarie) determinerà una riduzione dei ricavi per le banche. Se qualcuno si stesse chiedendo dove verranno prese le risorse per mantenere sicuro ed efficiente il sistema dei pagamenti elettronici la risposta – secondo il sondaggio – è nei possessori delle carte di plastica. IPSOS rivela che il 45% del campione ritiene molto alta la probabilità che aumentino i costi di gestione dei conti correnti, mentre per il 41% quest’evenienza è addirittura molto alta.

  • Luglio, 3
  • 2631
  • Progetti e Attività, Risparmio e Investimenti
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Disservizi in volo: ora c’è il procedimento europeo Un sistema ancora poco conosciuto in Italia che ha consentito a una famiglia di Parma di avere un risarcimento in soli 3 mesi

Parma, 19 maggio 2014 – Buone notizie per chi quest’estate viaggerà in aereo: Confconsumatori ha ottenuto per alcuni passeggeri danneggiati una sentenza di risarcimento flash in soli 3 mesi, grazie al “Procedimento Europeo per le controversie di modesta entità”, ancora poco conosciuto in Italia. Si tratta della prima sentenza di questo tipo emessa a Parma, un incentivo a non farsi scoraggiare dai tempi lunghi e dai costi della giustizia quando si subisce un danno di entità inferiore ai 2000 euro.

Ecco il caso risolto tramite il procedimento europeo: la scorsa estate, una famiglia in partenza dall’aeroporto greco di Corfù diretta all’aeroporto di Milano Malpensa con volo Easyjet si era vista negare inspiegabilmente l’imbarco nonostante si fosse regolarmente presentata al check-in ed era stata così costretta ad organizzare autonomamente il proprio rientro in Italia. Tentata, tramite la Confconsumatori, la composizione bonaria della controversia insorta con la compagnia aerea per ottenere il rimborso dei biglietti non utilizzati, la famiglia si era vista negare ogni diritto da parte di Easyjet e aveva deciso così, di intraprendere la strada giudiziale, con l’assistenza del legale di Confconsumatori, avvocato Grazia Ferdenzi.

Con il legale la famiglia aveva deciso di intraprendere la strada del “Procedimento Europeo per le controversie di modesta entità” che ha permesso in meno di tre mesi di ottenere una sentenza che ha condannato Easyjet al rimborso dei biglietti aerei di cui la famiglia non aveva usufruito, oltre alla compensazione pecuniaria per ciascun passeggero, per i disagi sofferti a causa del negato imbarco ed una somma forfettaria, sempre per ciascun passeggero, per la mancata assistenza che Easyjet avrebbe invece dovuto fornire. Il tutto con condanna della compagnia aerea anche alle spese legali per un totale di quasi 2000 euro.

«Si tratta della prima volta che il Giudice di Pace di Parma emette una sentenza in un Procedimento di tale fattispecie – commenta l’avvocato Ferdenzi, che ha assistito i viaggiatori – È da sottolineare che lo strumento utilizzato è scarsamente conosciuto in Italia ma in realtà è molto importante perché permette di accedere alla giustizia in tempi brevissimi e con costi quasi inesistenti in casi, come quello della fattispecie, in cui la controparte ha sede all’estero e, con procedimenti ordinari, occorrerebbe invece affrontare anche i costi delle traduzioni degli atti e delle notifiche all’estero».

Scarica la sentenza e il modulo per il Procedimento Europeo.

  • Maggio, 19
  • 7082
  • Emilia Romagna, sitoer, Turismo e Trasporti
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SEDE REGIONALE E PROVINCIALE
L’AQUILA
SULMONA
Via E. Gianmarco 9   – CAP 67039
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e-mail sportello: confconsumatoriaqsu@gmail.com
Responsabile provinciale: Francesca Davini
Responsabile regionale: Domenico Taglieri
Orari di apertura: Martedì dalle 10 alle 12.30; Giovedì dalle 16 alle 18.30

CHIETI
Sede provinciale
SAN SALVO
Vico IV Garibaldi 2   – CAP 66050
Cellulare:  347.0834207
Email:   confconsumatorich@libero.it
Responsabili:   Antonio Artese
Orari di apertura:  Venerdì 16 – 18

SEDE NAZIONALE
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