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MATERA

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Telefono: 0835.1766729
Cellulare: 376.1448694
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Responsabile: Giovanni Vinci
Orario di apertura: Martedì dalle 17 alle 19; Giovedì dalle 16 alle 19

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Telefono: 328.1984943
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Viale Gramsci, 34 – CAP 75015 Marconia
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Orario di apertura: venerdì dalle 17 alle 19

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Telefono: 338.7686589
E-mail: confconsumatoribasilicata@gmail.com
Orario di apertura: mercoledì dalle 16 alle 18.30

TAG: vishing

Truffe bancarie online, parmigiano vittima di vishing recupera 10mila euro: la decisione dell’Arbitro bancario finanziario Confconsumatori: «La banca non chiede mai di rivelare pin o password via telefono o altra forma»

Parma, 1 aprile 2025 – Un risparmiatore di Parma, titolare di conto corrente on line con una banca straniera, è stato vittima di vishing: aveva ricevuto la telefonata di un falso operatore bancario che gli chiedeva di rivelare l’otp ricevuto via sms per fermare – a detta del sedicente operatore – un bonifico all’estero. Il correntista, in buona fede, gli aveva comunicato il dato ma così, anziché impedire la transazione, l’aveva autorizzata. E 10mila euro, tutto il saldo del conto, era finito in Lituania.

La banca si era rifiutata di rimborsargli la somma e così il correntista si era rivolto alla sede di Parma di Confconsumatori, che l’ha assistito avviando un’arbitrato bancario. Con decisione del 18 marzo 2025 il Collegio di Bologna dell’Arbitro bancario finanziario di Banca d’Italia ha accolto la domanda di rimborso del malcapitato risparmiatore, rilevando che il bonifico era stato eseguito con un solo “fattore forte”. La normativa prevede infatti che per pagamenti superiori ai 50 euro la banca sia obbligata ad autorizzare l’operazione solo attraverso due distinti fattori di autorizzazione conosciuti solo dal cliente. Pertanto tutta la responsabilità, nel caso di operazioni Sca (cioè semplificate, con un solo fattore) ricade esclusivamente sulla banca.

«Ricordiamo a tutti i cittadini risparmiatori – dichiarano da Confconsumatori Parma – che la banca non chiederà mai via telefono o in un’altra forma di rivelare il pin o la password, quindi è importante non cadere in tranelli simili e non cliccare su comunicazioni bancarie via sms contenenti link».

Per informazioni e assistenza, infatti, è possibile rivolgersi agli sportelli locali di Confconsumatori (contatti: www.confconsumatori.it/gli-sportelli-di-confconsumatori) o scrivere allo Sportello online dell’associazione: (www.confconsumatori.it/spiegaci-il-tuo-problema/).

  • Aprile, 1
  • 1327
  • Risparmio e Investimenti
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Truffa bancaria digitale: una parmigiana recupera 2.400 euro L’Arbitro bancario finanziario ha riconosciuto la responsabilità dell’intermediario per non avere attivato l’autenticazione forte

Parma, 13 settembre 2024 – Continuano, a Parma, gli episodi di truffe bancarie digitali. In questo caso, lo sportello di Confconsumatori di via Mazzini si è trovato ad assistere una donna a cui erano stati sottratti con l’inganno oltre 2000 euro: attraverso il ricorso presentato all’Arbitro bancario finanziario (Abf), l’associata è riuscita a recuperare le somme rubate, dimostrando la responsabilità dell’intermediario.

LA VICENDA

La scorsa estate, la donna aveva ricevuto una notifica dall’home banking del suo intermediario in cui le veniva richiesto di compilare un modulo per confermare la propria identità e il saldo della carta prepagata. A quel punto, l’aveva chiamata un sedicente operatore dell’istituto informandola che erano stati effettuati alcuni pagamenti anomali e che era opportuno bloccare la carta. Seguendo le istruzioni dell’operatore, la cliente è riuscita, attraverso l’app, a fermare i movimenti. Ciò che non si aspettava è che la persona che l’aveva contattata era in realtà truffatore che, con la tecnica del vishing (phishing vocale), l’aveva di fatto indotta ad autorizzare due pagamenti di ricarica verso carte prepagate di sconosciuti, per un totale di 2400 euro.

L’istituto di credito ha risposto al reclamo inviato dalla donna sostenendo che era lei ad avere agito con imprudenza, fornendo le proprie credenziali al truffatore, perché quelle operazioni risultavano regolarmente effettuate. La parmigiana non si è data per vinta e, con l’aiuto di Confconsumatori, si è rivolta all’Arbitro bancario finanziario: il collegio ha infine riconosciuto la responsabilità dell’istituto per non avere tutelato la propria cliente, a cui spetta un rimborso completo. La banca, infatti, non è riuscita a provare che le operazioni fossero state effettuate con l’obbligatoria autorizzazione forte “a due fattori” (conosciuti, questi ultimi, soltanto dall’utente).

Leggi la decisione dell’Abf

Per informazioni e assistenza con frodi bancarie digitali è possibile rivolgersi alla sede di Confconsumatori Parma, in via Mazzini 43, chiamando il numero 0521 230134 oppure inviando una e-mail all’indirizzo parma@confconsumatori.it.

 

  • Settembre, 13
  • 2065
  • Risparmio e Investimenti
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Truffa via Sms: restituiti 9.000 euro a Bari Prima l’Sms allarmistico poi la telefonata e i prelievi sul conto, ma per l’Abf, i sistemi di sicurezza dell’intermediario non erano sufficienti a impedire la frode

Bari, 28 marzo 2023 – Ancora un lieto fine che conferma, però, la frequenza preoccupante di casi di frodi telematiche di nuova generazione. Grazie all’intervento di Confconsumatori, l’Arbitro Bancario Finanziario ha riconosciuto a un cittadino di Bitonto (BA) il diritto al rimborso di 9.000 euro, sottratti attraverso un bonifico fraudolento effettuato a seguito di una truffa che combina più tecniche, “Sms spoofing” e “Vishing”, purtroppo ormai ben nota.

UNA TRUFFA COLLAUDATA – La truffa di cui era rimasto vittima il cittadino pugliese è quella dell’ormai nota tecnica dell’“SMS spoofing” seguito da “Vishing”. Prima era arrivato l’sms, in apparenza proveniente dal canale ufficiale dell’Intermediario (Sms Spoofing), che allarmava il consumatore con la minaccia di un accesso anomalo all’home banking. Dopo pochi minuti, era seguita la telefonata dal sedicente operatore dell’Istituto (Vishing) che, sfruttando la vulnerabilità del cittadino confuso e preoccupato, aveva portato a compimento la truffa riuscendo ad accedere al conto e ad effettuare operazioni. Si tratta di frodi ben congegnate e sempre più frequenti, che si scontrano, spesso, con il rifiuto, da parte dell’Istituto di Credito, a rimborsare il cliente danneggiato. Questa volta, però, grazie all’intervento di Confconsumatori Bitonto – Sede provinciale di Bari e degli avvocati Nuccia Lisi e Filomena Panzarino, il consumatore si è rivolto all’Arbitro Bancario Finanziario che ha condannato l’Istituto a rimborsare l’intera somma sottratta.

LA DECISIONE DELL’ARBITRO – Il cittadino truffato, assistito da Confconsumatori, non riuscendo ad ottenere un rimborso dall’Intermediario, si è rivolto all’Arbitro finanziario bancario che ha riconosciuto il diritto del correntista al rimborso totale dei 9.000 euro, sottratti attraverso un’operazione di bonifico fraudolenta. «Il Collegio di Bari – ha commentato l’avvocato di Confconsumatori, Nuccia Lisi, – ha accolto il ricorso, condividendo pienamente la tesi da noi prospettata e affermando, invero, che la descrizione in termini generali del processo di autorizzazione delle operazioni effettuate sul canale di pagamento così come effettuato dall’Intermediario nel caso in esame, in assenza di ulteriori evidenze in merito alla corretta autenticazione in base al sistema con codice *****id, non è sufficiente al fine di ritenere assolto l’onere probatorio gravante sull’intermediario».

Scarica la decisione dell’Arbitro.

INFORMAZIONI E ASSISTENZA – Confconsumatori ha lanciato l’iniziativa “Chi ha paura del web?” per offrire ai cittadini materiali gratuiti e iniziative di formazione in materia di digitalizzazione e sul tema della prevenzione e del contrasto delle truffe online. Tra queste si ricorda il webinar “Prima e dopo la truffa digitale: strumenti di tutela del cittadino”: con esperti che hanno illustrato le truffe di nuova generazione.

Chi desidera ricevere informazioni specifiche o assistenza può rivolgersi allo sportello online dell’associazione: https://www.confconsumatori.it/spiegaci-il-tuo-problema/ oppure alle sedi territoriali i cui recapiti sono elencati qui: https://www.confconsumatori.it/gli-sportelli-di-confconsumatori/.

  • Marzo, 28
  • 4855
  • Internet, Privacy e Protezione dei dati personali, Puglia
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Truffe online in aumento: aiuto anche a distanza Confconsumatori, forte dei rimborsi ottenuti, invita i truffati a rivolgersi al nuovo sportello online, per informazioni e tutela. “Le banche gestiscano i reclami con maggiore umanità”

Parma, 2 febbraio 2023 – Nell’era della digitalizzazione le truffe si sono evolute e sono sempre più sofisticate, insidiose e frequenti: da oggi, però, Confconsumatori ha attivato un nuovo canale, interamente online, per informazioni e assistenza in materia di frodi telematiche. Le vittime di smishing, vishing, sms spoofing, sim fraud, phishing, QRishing e altre nuove forme di furto online, non solo possono rivolgersi alle oltre 100 sedi territoriali di Confconsumatori, ma possono chiedere aiuto anche da casa attraverso il nuovo sportello online dell’associazione, pronto ad assistere i consumatori a distanza dal reclamo fino all’eventuale arbitrato presso la Banca d’Italia, che in molti casi ha consentito di ottenere rimborsi.

PIÙ VICINI ALLE VITTIME – Confconsumatori è da tempo in prima linea per arginare l’emergenza nazionale delle truffe online su conti e carte bancarie, con numerose attività di sensibilizzazione, prevenzione e tutela. Il moltiplicarsi di attacchi in tutto il territorio italiano ha spinto l’associazione ad arricchire i propri servizi di assistenza per offrire la possibilità ai truffati di ricevere informazioni e tutela specializzata interamente a distanza. Lo sportello online si affianca, così, al lavoro degli sportelli territoriali, e ha lo scopo di incoraggiare le vittime di truffa digitale a denunciare e a non arrendersi alla prima richiesta di rimborso respinta: Confconsumatori, infatti, ha già ottenuto diverse vittorie tramite l’ABF.

COSA SAPERE SULLE TRUFFE ONLINE – La frode telematica spesso viene realizzata perché i truffatori si inseriscono in alcune lacune dei sistemi bancari e di pagamento on line, pertanto, come dimostrano le numerose vittorie arbitrali e giudiziali ottenute da Confconsumatori i consumatori danneggiati possono recuperare tutto o parte della somma sottratta se il sistema di sicurezza on line della Banca o della carta di credito non ha funzionato come doveva.

Tuttavia, per Confconsumatori l’arma migliore è la prevenzione. Per questo l’associazione ha promosso diverse attività di sensibilizzazione ed educazione dei cittadini, come l’iniziativa “Chi ha paura del web?” e il webinar “Prima e dopo la truffa digitale: strumenti di tutela del cittadino”. Inoltre, Confconsumatori ricorda alcuni accorgimenti per limitare il rischio di essere truffati:

  • La Banca non chiede mai le credenziali al proprio cliente (pin, password o codice OTP) né telefonicamente né a mezzo sms;
  • Mai cliccare sui link che riceviamo tramite e-mail, sms o chat (anche se compaiono nei canali ufficiali utilizzati dalla banca), meglio fare nuovo accesso alle aree personali del sito o della App e verificare le notifiche;
  • Dubitare degli avvisi allarmistici che possono fare riferimenti a operazioni anomale o blocchi imminenti della carta o del conto. Se arrivano sms, e-mail o telefonate di questo tenore, mai cliccare su link né comunicare le proprie credenziali: meglio contattare autonomamente la propria banca tramite i canali ufficiali messi a disposizione dei clienti.

Per il presidente di Confconsumatori Marco Festelli: “Le banche e gli intermediari finanziari devono ancora spiegare come è possibile l’intrusione di terzi nella chat messaggistica con i clienti ed invita tutti gli operatori, da un lato, ad innalzare l’asticella della sicurezza e, dall’altro lato, a voler gestire con maggiore umanità e meno standardizzazione i reclami dei clienti, tenendo presente che se i consumatori percepiscono insicurezza nell’utilizzo dei pagamenti elettronici questo va a discapito delle Banche stesse e delle politiche governative che hanno l’obiettivo di diminuire il contante in favore dei pagamenti elettronici”.

I CONTATTI – Per contattare direttamente lo Sportello Online, oltre a inviare la richiesta dalla homepage del sito www.confconsumatori.it, si potrà scrivere una e-mail all’indirizzo sportello@confconsumatori.it. La rete degli sportelli territoriali di Confconsumatori è consultabile all’indirizzo www.confconsumatori.it/gli-sportelli-di-confconsumatori/.

  • Febbraio, 1
  • 7354
  • Privacy e Protezione dei dati personali, Risparmio e Investimenti
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SMS Spoofing: due truffati e rimborsati a Roma e Massa Aumentano le frodi telematiche, sempre più sofisticate. Confconsumatori ha ottenuto due rimborsi da 12 mila e da 2.500 euro a Roma e a Massa

Roma-Massa, 23 gennaio 2023 – La fattispecie è più o meno la stessa: prima arriva l’sms dall’Istituto di Credito (apparentemente dal canale ufficiale della banca) che allarma il consumatore con una minaccia: l’imminente blocco della carta, un accesso anomalo all’home banking, ecc. Dopo pochi minuti, ecco la telefonata dal finto operatore dell’Istituto che, sfruttando la vulnerabilità del cittadino confuso e preoccupato, porta a segno la truffa ottenendo informazioni per accedere al conto o inducendo il consumatore ad autorizzare operazioni online. Si chiamano SMS Spoofing e Vishing, si tratta di frodi ben congegnate, sempre più frequenti e che si scontrano, spesso, con il rifiuto, da parte dell’Istituto di Credito, a rimborsare il cliente danneggiato. Ma vale la pena di insistere: Confconsumatori, particolarmente attiva sul fronte delle truffe telematiche, ha ottenuto due nuove importanti vittorie di fronte all’Arbitro Bancario Finanziario, a Roma e a Massa Carrara.

ROMA, RESTITUITI OLTRE 12 MILA EURO – Nel febbraio 2022 un cittadino di Roma aveva ricevuto un sms da un numero riconducibile all’Istituto di Credito presso il quale aveva il proprio conto corrente. Il messaggio invitava ad inserire con urgenza alcuni dati per evitare il blocco della carta associata al conto. Poco dopo era arrivata la telefonata del presunto addetto dell’Istituto il quale si offriva di guidare il cliente nelle operazioni di sblocco, dimostrando anche di conoscere la sua password. Al termine, un’altra telefonata, questa volta del centro antifrode, avvisava il romano di movimenti sospetti: sul conto, infatti, erano comparse varie operazioni – mai richieste – di pagamenti e prelievi per complessivi 12.248 €. L’Istituto di Credito aveva rifiutato ogni richiesta di rimborso, ma grazie all’intervento di Confconsumatori Roma il malcapitato si è rivolto all’Arbitro Bancario Finanziario e ha ottenuto la restituzione dell’intera somma sottratta.

«L’Arbitro – ha commentato l’avvocato Barbara d’Agostino, Presidente di Confconsumatori Lazio – ha statuito in pieno rispetto della normativa vigente che tutti i servizi di pagamento offerti elettronicamente devono essere prestati in maniera sicura, adottando tecnologie in grado di garantire l’autenticazione certa dell’utente e riducendo al massimo il rischio di frode. In questo caso, l’Istituto non ha prodotto una completa documentazione relativa alla registrazione, contabilizzazione e autenticazione delle operazioni disconosciute, non assolvendo in questo modo il proprio onere probatorio di autenticazione ed esecuzione, per tale motivo è stato condannato al rimborso delle somme illegittimamente sottratte dal conto corrente».

Scarica la decisione dell’Arbitro Bancario Finanziario.

MASSA, RESTITUITI 2500 EURO – Una donna della provincia di Massa Carrara aveva ricevuto un messaggino all’interno del canale di comunicazione ufficiale utilizzato dalla sua banca, che la informava di un accesso anomalo al suo home banking. All’interno del messaggio c’era un link per accedere alla finta pagina di home banking, con tanto di accesso biometrico. Nel frattempo, la donna aveva ricevuto anche la telefonata del presunto operatore della banca e, in breve, dal suo conto erano spariti 2500 euro. Di fronte al rifiuto di restituire la somma da parte dell’Istituto è intervenuta la Confconsumatori, che ha ottenuto il rimborso per la propria associata davanti all’Abf. «Non era ravvisabile – ha commentato l’avvocato Francesca Galloni, vicepresidente regionale di Confconsumatori Toscana – la colpa grave dell’utente non essendoci indici di inattendibilità o anomalie del messaggio tali da consentire di ritenere che il cliente abbia tenuto una condotta gravemente colposa. È una decisione importante perché le truffe tramite Sms si fanno via via sempre più sofisticate per trarre in inganno il consumatore e la Banca difficilmente riesce a fornire la prova della colpa grave dell’utente».

Scarica la decisione dell’Arbitro bancario finanziario.


Vuoi prevenire il rischio di truffe telematiche?

Segui l’iniziativa “Chi ha paura del web?” di Confconsumatori, scarica i materiali gratuiti e partecipa alle iniziative di formazione.

IL WEBINAR – Nell’ambito dell’iniziativa, Confconsumatori ha organizzato il webinar “Prima e dopo la truffa digitale: strumenti di tutela del cittadino”: durante l’evento, numerosi esperti hanno affrontato il tema delle truffe di nuova generazione, con un’attenzione particolare anche a quello che accade all’estero, e fornito indicazioni e consigli utili sia per prevenire i rischi, sia per tutelarsi dai danni da frode digitale.

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  • Gennaio, 25
  • 6864
  • Internet, Lazio, Privacy e Protezione dei dati personali, Risparmio e Investimenti, Telefonia, Toscana
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Bancomat clonato prima della consegna Ancora un caso di vishing a Grosseto, risolto con la conciliazione: "Le nuove truffe telematiche sono ormai all'ordine del giorno"

Grosseto, 22 novembre 2021 – Un nuovo caso di vishing (voice phishing) la truffa telematica che consiste nel carpire dati sensibili tramite servizi di telefonia – messaggi o telefonate – allo scopo di prelevare somme da conti correnti o carte di debito o di credito. Un problema molto diffuso per il quale Abi e le associazioni dei consumatori, tra cui anche Confconsumatori, hanno chiesto anche l’intervento di Agcom.

In conseguenza di fusione bancaria, una consumatrice grossetana attendeva la nuova carta bancomat emessa dall’Istituto incorporante. Durante l’attesa aveva ricevuto una telefonata che appariva proveniente dal numero verde della sua banca: l’operatore le chiedeva di svolgere on line, sul sito di home banking, tutte le operazioni occorrenti all’attivazione del nuovo bancomat, fornendo anche i numeri della stessa carta, numero che non era – evidentemente –  ancora conosciuto dalla cliente. Dopo qualche ora, la donna aveva ricevuto un’altra chiamata, questa volta autentica, anche se proveniente dal solito numero verde, un cui l’operatore la avvertiva di operazioni truffaldine per prelievi bancomat e ricariche di Postepay di terzi per circa 2.500,00 euro.

La grossetana aveva denunciato tutto all’autorità giudiziaria e aveva disconosciuto le operazioni presso la banca, la quale, però, aveva negato il rimborso. A quel punto la consumatrice si era rivolta alla Confconsumatori di Grosseto che aveva avviato con la banca la procedura di conciliazione paritetica, attivata tra le associazioni dei consumatori e la banca stessa, evidenziando la circostanza che il numero della tessera bancomat era stato carpito direttamente dagli archivi informatici della banca, in quanto non conosciuto dalla cliente perché mai ricevuto; una prova, quindi, di una falla nei sistemi bancari. All’esito del procedimento la banca ha accolto le richieste della cliente e restituito tutte le somme.

“Purtroppo questo non è un caso isolato  – commenta Confconsumatori Grosseto – anzi, dal 2020 (con l’incremento dell’utilizzo dei servizi on line) episodi simili sono ormai all’ordine del giorno a Grosseto, come in altre città. Questo tuttavia è un caso peculiare che si aggiunge ad una casistica di truffe ormai in continua evoluzione. Ricordiamo che è importantissimo controllare il proprio conto on line tutti i giorni, non divulgare mai i propri codici segreti, non considerare come attendibili sia la messaggistica della propria banca sia per il canale sms che telefono e quindi- a fronte di comunicazioni che chiedono di svolgere un qualche accesso on line- contattare direttamente la filiale di competenza per chiedere conferma“.

Leggi anche il Vademecum anti truffe realizzato da Abi e dalle associazioni dei consumatori.

  • Novembre, 22
  • 4809
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