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MATERA

MATERA
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Telefono: 0835.1766729
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Responsabile: Giovanni Vinci
Orario di apertura: Martedì dalle 17 alle 19; Giovedì dalle 16 alle 19

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Telefono: 338.7686589
E-mail: confconsumatoribasilicata@gmail.com
Orario di apertura: mercoledì dalle 16 alle 18.30

TAG: volo cancellato

Voli saltati per Covid: rimborsi al posto dei voucher No ai voucher per i voli cancellati: grazie a Confconsumatori, capofila in questa battaglia, hanno ottenuto il rimborso integrale anche due famiglie bolognesi

Bologna, 5 novembre 2020 – La pandemia da Coronavirus ha avuto effetti disastrosi per tanti, tra cui anche per quei consumatori che dovevano spostarsi in aereo, per lavoro o per piacere, e si sono trovati, spesso all’ultimo momento, con il volo cancellato nell’impossibilità di partire. Oltre al danno, in molti hanno avuto la beffa di vedersi offrire, anziché il rimborso, direttamente un voucher per “riprogrammare” il viaggio (e a volte neppure quello). Confconsumatori si era da subito schierata contro i voucher a tutela dei passeggeri, lanciando anche una petizione online (oltre 22 mila firme) e, richiamando l’attenzione dell’Antitrust. Ora l’associazione continua a tutelare i passeggeri danneggiati, come le due famiglie bolognesi, che grazie al supporto di Confconsumatori hanno ottenuto la restituzione dell’interno importo versato.  

I DUE CASI RISOLTI A BOLOGNA – Una famiglia bolognese aveva acquistato, per oltre 3 mila euro, tre biglietti di andata e ritorno per S. Francisco con la Compagnia Lufthansa. La partenza era fissata il 20 giugno 2020, con ritorno il 5 luglio, ma a 15 giorni dalla partenza il volo era stato cancellato. La famiglia, senza essere interpellata, aveva ricevuto una comunicazione dalla Compagnia con un codice da far valere entro gennaio per prenotare un altro volo. Confconsumatori Bologna aveva immediatamente contestato il voucher e la richiesta di rimborso integrale è stata accolta ed eseguita nei giorni scorsi. Un’altra famiglia di Bologna aveva, invece, prenotato tramite Expedia un viaggio per tre persone a New York: il volo di andata era previsto il 5 aprile 2020 con British Airways, quello di ritorno il 14 con Virgin Atlantic. Il costo dei tre biglietti era di oltre 1600 euro, ma il volo era stato cancellato una settimana prima della partenza e la famiglia aveva ricevuto la comunicazione che solamente una Compagnia, la Virgin Atlantic, avrebbe messo a disposizione un voucher. Anche in questo caso l’intervento di Confconsumatori ha consentito alla famiglia di ottenere il rimborso integrale, versato a settembre. 

IL COMMENTO – “Non è facile per un passeggero – ha dichiarato la responsabile di Confconsumatori Bologna, Emanuela Ferri – capire se il comportamento della Compagnia è legittimo e, eventualmente, come contestarlo, specie in un periodo difficile come quello che viviamo. Per questo è fondamentale garantire il supporto e la competenza delle associazioni dei consumatori, come la nostra che ha dimostrato impegno concreto ed efficace a tutela dei passeggeri”. Per informazioni è possibile contattare gli sportelli di Confconsumatori. 

  • Novembre, 5
  • 2637
  • Emilia Romagna, sitoer, Turismo e Trasporti
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Voli cancellati: dopo gli appelli finalmente i rimborsi Vittoria per i passeggeri e per Confconsumatori. Alcune compagnie rimborseranno in denaro coloro che non sono potuti partire, non imponendo più i voucher

Parma, 23 ottobre 2020 – Dopo i numerosi appelli di Confconsumatori e la decisione della Commissione europea di avviare due procedure di infrazione contro l’Italia per il mancato rispetto dei diritti di passeggeri, finalmente alcune compagnie aeree rimborseranno in denaro gli acquirenti dei biglietti aerei che per diverse cause hanno dovuto rinunciare alla partenza o hanno visto annullare il loro volo dalla stessa compagnia.

Buone notizie, dunque, per i passeggeri Ryanair, EasyJet, Vueling e Blue Panorama che nei mesi scorsi avevano acquistato un biglietto con la speranza di partire ma che invece si erano ritrovati con un volo improvvisamente cancellato e con la sola possibilità di richiedere un voucher. L’Antitrust ha comunicato proprio oggi la sospensione dei procedimenti disciplinari nei confronti di queste quattro compagnie aeree che hanno finalmente deciso per il rimborso in denaro dei biglietti cancellati.

Con questa comunicazione dell’Authority la battaglia per i rimborsi in denaro fa registrare una prima vittoria: da diversi mesi Confconsumatori sostiene attivamente le richieste di rimborso in denaro e non recede dalla posizione a tutela dei diritti dei passeggeri. A questo fine l’associazione ha lanciato una petizione online su Charge.org (LINK) che ha superato le 22 mila firme e ha messo a disposizione gratuitamente alcuni schemi di lettera da utilizzare per contestare i voucher (LINK).

L’intervento dell’Antitrust è stato decisivo affinché le compagnie aeree facessero un passo in dietro, e tale intervento è stato anche tempestivo perché arrivato ancor prima che l’Europa aprisse nei confronti dell’Italia la procedura d’infrazione (LINK al precedente comunicato). Rispetto a quest’ultima, Confconsumatori si augura ci siano presto novità affinché le miopi scelte del legislatore vengano riviste a favore di scelte eque e non favorevoli solo ad una parte dei contratti di viaggio e di turismo.

Tornando alla decisione dell’antitrust e al fatto che sono comunque ancora aperti i procedimenti istruttori, l’associazione provvederà a segnalare tutte quelle ipotesi purtroppo allo stato ancora sussistenti in cui ai passeggeri viene negato il diritto al rimborso in denaro. E non solo per le compagnie oggetto del procedimento, ma anche per altre che si sono dedicate alla pratica della stessa attività in danno dei consumatori.

«Da parte nostra – afferma Carmelo Calì, Responsabile nazionale del Settore Trasporti dell’associazione – la soddisfazione non solo per aver visto premiato l’impegno profuso sin dal primo momento su tale questione, anche quando tra coloro che oggi plaudono all’intervento dell’Autorità avevamo trovato scetticismo e perplessità, ma anche perché dopo le nostre diffide ai sensi dell’art.139 del Codice del Consumo e rivolte alle compagnie, queste ultime pur accampando scuse varie hanno iniziato a rimborsare».

«Da sempre – affermano Mara Colla, Presidente nazionale di Confconsumatori, e Carmelo Calì – le battaglie dei consumatori sono state vinte grazie alla tenacia di coloro che vi hanno creduto fin dall’inizio e le hanno sostenute. Questo è uno dei tenti casi che conferma la strada da imboccare sempre, guardando sempre avanti. Noi abbiamo dato il nostro contributo e siamo consapevoli che senza l’intervento dell’Authority, oggi dell’Antitrust, questo non sarebbe stato possibile».

  • Ottobre, 23
  • 2959
  • Pratiche commerciali scorrette, Servizi e Società, Turismo e Trasporti
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Rimborsi in denaro per vacanze e viaggi: la petizione supera le 20.000 firme! La petizione, lanciata da Confconsumatori su Change.org, ha confermato il “no” dei cittadini ai voucher come unica risposta agli annullamenti causati dell’emergenza Covid-19

Parma, 27 giugno 2020 – La petizione online su “Change.org”, promossa da Confconsumatori al fine di far ottenere ai consumatori il rimborso in denaro, ha superato le 20.300 firme e il conteggio continua a salire di ora in ora. Un risultato importante che conferma l’ingiustizia delle disposizioni legislative di fine aprile che consentono tutt’ora agli operatori di rimborsare a mezzo voucher chi ha acquistato biglietti per trasporti, concerti ed eventi o ha prenotato vacanze, a causa dell’emergenza sanitaria da nuovo Coronavirus.

Confconsumatori lo aveva sostenuto da subito, sin dall’emanazione del decreto legge successivamente convertito in legge, che si trattava di una soluzione scellerata che chiudeva totalmente alla possibilità di rimborso in denaro. L’associazione lo aveva sostenuto anche nelle audizioni parlamentari di questo periodo e nella richiesta di un tavolo di lavoro che affrontasse la questione.

Gli interventi sul punto dell’Antitrust e della Commissione Europea hanno confermato che non si trattava, così come non si tratta, di una mera posizione rivendicazionistica, ma della contestazione di una soluzione ingiusta, da molti punti di vista.

«La petizione online – spiega l’Avvocato Carmelo Calì, Responsabile nazionale del Settore Trasporti dell’associazione – è stata rivolta ai Presidenti di Camera e Senato, al Presidente del Consiglio dei Ministri ed al Presidente della Repubblica e ci auguriamo, che, dopo questo primo risultato, tali Autorità si rendano conto che una modifica legislativa non è più rinviabile»

Confconsumatori proseguirà nella sua battaglia continuando, innanzitutto, a chiedere il sostegno alla sua posizione, proseguendo con la petizione online su “Change.org”, affinché altre firme vadano ad aggiungersi alle già 20.347 risultanti ad oggi.

A QUESTO LINK chiunque vorrà potrà sottoscrivere la petizione e condividerla anche sui canali social.

Oltre a quanto autorevolmente scritto dall’Antitrust e dalla Commissione Europea, Confconsumatori ribadisce che il voucher al posto del rimborso in denaro, oltre che non condivisibile, é oggettivamente ingiusto perché non garantisce al consumatore la restituzione effettiva del servizio acquistato. Infatti, nel momento in cui il turista sceglierà di utilizzare il voucher per l’acquisto di un nuovo pacchetto turistico, si potrebbe trovare di fronte ad una lievitazione dei prezzi che lo costringerebbe ad un ulteriore esborso per garantirsi un pacchetto turistico di qualità equivalente a quello annullato. Difatti, la legge di conversione n. 27/2020 non prevede e garantisce che il voucher consenta la possibilità di usufruire di un pacchetto turistico di qualità equivalente a quello acquistato.

Anche per i titoli di viaggio si pone la stessa questione perché nel momento in cui il passeggero sceglierà di utilizzare il voucher per l’acquisto di un nuovo biglietto si potrebbe trovare anche in questo caso di fronte ad una lievitazione dei prezzi, che lo costringerebbe ad un ulteriore esborso per garantirsi la stessa tratta del titolo di viaggio annullato. Ed anche in questo caso la legge nulla prevede a tutela della effettività del servizio.

Stessa sorte, sempre nel silenzio della legge, è riservata ai soggiorni perché nel momento in cui il turista sceglierà di utilizzarlo per l’acquisto di un nuovo soggiorno, si potrebbe trovare di fronte ad una lievitazione dei prezzi che lo costringerebbe ad un ulteriore esborso per garantirsi lo stesso periodo di vacanza e di qualità equivalente a quella annullata.

Tornando ai pacchetti turistici, altra questione non garantita dal voucher è la mancata previsione della possibilità per il consumatore, già disciplinata nel Codice del Turismo all’art. 38, di poter cedere, previo preavviso dato all’organizzatore, il contratto di pacchetto turistico a una persona che soddisfa tutte le condizioni per la fruizione del servizio. Su tale aspetto nulla ha previsto la legge per una possibile estensione al voucher e tanto meno per i titoli di viaggio e soggiorni dove non esiste una norma specifica come quella sopra indicata.

Per tali motivi il voucher, a prescindere dalla brevità della durata di un anno, é una soluzione del tutto ingiusta di per sé.

«Aver superato le ventimila firme – hanno dichiarato Mara Colla, Presidente nazionale di Confconsumatori e l’Avvocato Carmelo Calì – costituisce un primo risultato importante che ci dà molta soddisfazione. Ci fa capire che abbiamo interpretato una legittima domanda dei cittadini alla quale dobbiamo rispondere con grande senso di responsabilità proseguendo nella battaglia perché non riteniamo la questione chiusa. Continueremo la nostra battaglia a tutela dei consumatori, purtroppo frettolosamente dimenticati da questi provvedimenti legislativi. Chiediamo ai consumatori di dare ulteriore forza alla nostra battaglia, che è anche la loro battaglia, continuando a sottoscrivere e a far sottoscrivere la petizione on line».

Link agli sportelli territoriali di Confconsumatori: https://www.confconsumatori.it/gli-sportelli-di-confconsumatori/

  • Giugno, 27
  • 3268
  • Servizi e Società, Turismo e Trasporti
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Volo cancellato e nessuna assistenza: risarcite due turiste Ryanair ha rimandato e poi cancellato il volo di andata, lasciando a terra due passeggere. Confconsumatori le ha assistite nella tutela dei loro diritti.

Parma-Massa, 24 giugno 2020 – Due passeggere avevano acquistato un biglietto Ryanair di andata e ritorno per Londra, ma la compagnia ha prima rinviato e poi cancellato il volo di andata, senza fornire spiegazioni, lasciando le passeggere a terra senza soluzioni alternative. La compagnia, citata in giudizio, è stata condannata dal Giudice di Pace al risarcimento dei biglietti e dei disagi provocati alle passeggere.

Una breve vacanza di quattro giorni si è trasformata in un’odissea ancora prima che iniziasse: due turiste toscane avevano prenotato un volo Ryanair di andata e ritorno da Pisa a Londra, con partenza fissata il 27 luglio del 2018. Durante la mattinata, grazie a un messaggio sul telefono, avevano scoperto, però, che il volo di andata, previsto per le ore 12:55, era stato rinviato.

Da quel momento si erano susseguiti numerosi altri messaggi della compagnia aerea con cui le due passeggere si erano viste continuamente posticipare l’orario della partenza fino alle 21 di sera, quando, infine, era arrivato il messaggio che annunciava la cancellazione anche dell’ultimo volo, senza che fosse data loro alcuna assistenza e /o ulteriore informazione in merito.

Le signore, che avevano in programma una breve vacanza di quattro giorni, durante la giornata passato in aeroporto ad aspettare notizie certe, avevano scoperto che non vi erano altri voli Ryanair in partenza neppure il giorno successivo, così avevano deciso di comprare un volo con un’altra compagnia, così da riuscire finalmente ad arrivare a destinazione nella tarda serata del 27 luglio.

Le due turiste toscane, dopo essere tornate in Italia, si erano rivolte alla Confconsumatori di Massa-Carrara per chiedere il rimborso dei biglietti di andata e, assistite dall’avvocato Francesca Galloni, hanno portato la questione dinanzi al Giudice di Pace di Massa.

Con la sentenza del 29 maggio scorso, il GdP ha condannato Ryanair a restituire alle due viaggiatrici il prezzo pagato per il volo cancellato, al rimborso del prezzo del volo acquistato con un’altra compagnia e delle spese di trasferimento dall’aeroporto di Londra pagate in anticipo, oltre alla compensazione pecuniaria di 250 euro e al risarcimento del danno, più i disagi che le due toscane hanno avuto per essere state costrette a stare tutto il giorno in aeroporto senza ricevere assistenza e informazioni.

La tesi di Ryanair, che si era opposta al riconoscimento della compensazione pecuniaria adducendo il motivo della cancellazione al maltempo all’aeroporto di Londra, è stata rigettata dal Giudice di Massa, perché la compagnia aveva prodotto delle dichiarazioni unilaterali prive di data certa e di riferimento all’autorità a ciò preposta, avendo inoltre le attrici fatto riferimento al fatto che per i due giorni precedenti c’era stato uno sciopero dei dipendenti Ryanair che aveva avuto ripercussioni su tutti i voli degli scali europei.

Leggi la sentenza del Giudice di Pace a QUESTO LINK

Firma a QUESTO LINK la nostra petizione online su Change.org sui rimborsi per i rimborsi di viaggi, vacanze ed eventi.

  • Giugno, 24
  • 2352
  • Dalle Sedi, Toscana, Turismo e Trasporti
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Rimborsi aerei: inviata diffida alle compagnie Confconsumatori chiede il rispetto dei diritti dei passeggeri su rimborsi, compensazione pecuniaria e facilità contatti. “No show rule rovesciato e d’ufficio”.

Parma, 22 giugno 2020 – Confconsumatori ha inviato questa mattina alle compagnie aeree una diffida ai sensi del Codice del Consumo per chiedere il rispetto dei diritti dei passeggeri previsti dal Regolamento comunitario in seguito a cancellazioni di molti voli avvenute a partire da inizio giugno, senza che fosse concesso in cambio alcun rimborso e dando invece, come unica alternativa, l’emissione di un voucher e senza compensazione pecuniaria.

  • Giugno, 22
  • 4069
  • Servizi e Società, Turismo e Trasporti
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Cina e Coronavirus: attenzione ai rimborsi aerei Legittimo chiedere il rimborso di biglietti aerei e pacchetti turistici per la Cina, ma attenzione a chi non lo mette in pratica

Parma, 31 gennaio 2020 – L’emergenza Coronavirus “2019-nCoV” sta condizionando anche il settore dei trasporti aerei, con migliaia di voli annullati e rinunce da parte dei viaggiatori che non sempre si vedono rimborsare il volo o il pacchetto turistico acquistato.

Lo svilupparsi del virus, oltre a suscitare legittime domande sulla salute, ha fatto insorgere in molti consumatori che hanno programmato di recarsi in Cina, dubbi su cosa fare e su quali siano i propri diritti. Le questioni sono sostanzialmente due e riguardano coloro che hanno acquistato pacchetti turistici e chi, invece, un biglietto aereo.

PACCHETTI TURISTICI

I consumatori che hanno acquistato un pacchetto turistico che comprende la visita in Cina possono tranquillamente recedere prima della partenza.

A prevederlo è il Codice del Turismo che recita: «In caso di circostanze inevitabili e straordinarie verificatesi nel luogo di destinazione o nelle sue immediate vicinanze e che hanno un’incidenza sostanziale sull’esecuzione del pacchetto o sul trasporto di passeggeri verso la destinazione, il viaggiatore ha diritto di recedere dal contratto, prima  dell’inizio del pacchetto, senza corrispondere spese di recesso, ed al rimborso integrale dei pagamenti effettuati per il pacchetto, ma non ha diritto a un indennizzo supplementare».

E, prima ancora dell’espressa previsione legislativa, la giurisprudenza di merito e di legittimità aveva riconosciuto legittimo il recesso. Se quindi dovessero verificarsi dei dinieghi è consigliabile formulare subito una contestazione e, in ogni caso, comunicare per tempo il recesso per iscritto.

BIGLIETTO AEREO

Anche su questo aspetto nessun problema. Infatti l’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile (ENAC) ha comunicato il 31 gennaio 2020 che su disposizione delle Autorità sanitarie nazionali ha provveduto a sospendere tutti i collegamenti aerei tra l’Italia e la Cina, fino a nuove comunicazioni.

I voli saranno quindi cancellati a causa di una circostanza eccezionale e, in virtù del Regolamento Comunitario n. 261/2004, il passeggero in questi casi ha diritto al rimborso del prezzo pieno del biglietto pagato senza nessuna decurtazione. Anche in questo caso, qualora ci fossero dei dinieghi, Confconsumatori consiglia di contestare, insistere per il rimborso e segnalare all’Enac la violazione del Regolamento.

Da questo punto di vista Confconsumatori in queste ore ha ricevuto segnalazioni di consumatori ai quali alcuni travel provider – che si occupano di acquisto on line dei biglietti – hanno proposto un parziale rimborso inviando messaggi che prevedono una limitazione di 64 ore per l’accettazione. Tale comportamento è del tutto illegittimo e l’associazione ha già provveduto a fare la dovuta segnalazione all’ENAC, riservandosi di farne altra all’Antitrust essendo evidente che ci troviamo di fronte ad una pratica commerciale scorretta. Si segnala quindi ai consumatori di fare attenzione e, qualora lo ricevessero, di non accettare questa forma di rimborso.

«Ci auguriamo – ha dichiarato Mara Colla, Presidente nazionale di Confconsumatori – che i legittimi diritti dei consumatori sulla questione non subiscano intralci nel riconoscimento, con eccezioni infondate e pretestuose, come purtroppo avvenuto in passato».

Gli sportelli di Confconsumatori sono a disposizione per consulenza e assistenza (link alle sedi territoriali)

  • Gennaio, 31
  • 3618
  • Turismo e Trasporti
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