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MATERA

MATERA
Via Ugo La Malfa, 3/B – CAP 75100
Telefono: 0835.1766729
Cellulare: 376.1448694
E-mail: confconsumatorimatera@gmail.com
Responsabile: Giovanni Vinci
Orario di apertura: Martedì dalle 17 alle 19; Giovedì dalle 16 alle 19

ROTONDELLA (Mt)
Via Garibaldi, 131 – CAP 75026
Telefono: 328.1984943
e-mail: confconsumatoribasilicata@gmail.com
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Viale Gramsci, 34 – CAP 75015 Marconia
presso Confederazione Italiana Agricoltori
Telefono: 328.1984943
E-mail: confconsumatoribasilicata@gmail.com
Orario di apertura: venerdì dalle 17 alle 19

TURSI (MT)
Via Roma, 143 – CAP 75028
Telefono: 338.7686589
E-mail: confconsumatoribasilicata@gmail.com
Orario di apertura: mercoledì dalle 16 alle 18.30

TAG: BPV

Processo BPV: ammessi Confconsumatori e soci Ammissione storica per l’associazione e i suoi risparmiatori: c’è ancora tempo per costituirsi parte civile nel processo tramite Confconsumatori

Parma, 9 febbraio 2018 – Confconsumatori e i suoi associati sono stati ammessi come parte civile nel processo penale di Vicenza a carico dei vertici della BPVI imputati di ostacolo ed intralcio alla vigilanza bancaria, false comunicazioni sociali e falsità nei prospetti informativi delle azioni rifilate ai soci. I risparmiatori danneggiati che non lo hanno già fatto, potranno costituirsi nel processo contattando l’associazione.

Con l’ordinanza del 3 febbraio scorso il Giudice dell’udienza preliminare del Tribunale di Vicenza ha ammesso la costituzione di parte civile della Confconsumatori, difesa dall’Avv. Luca Baj. Si legge nell’ordinanza che i delitti contestati agli indagati hanno leso gli scopi statutari dell’associazione, tra i quali rientra anche quello di garantire il buon andamento dei mercati finanziari e la tutela degli investitori e dei risparmiatori.

L’ordinanza vicentina è particolarmente importante perché ha ammesso la costituzione di parte civile anche in relazione al reato di intralcio ed ostacolo alla vigilanza bancaria, rilevando come, per valutare il soggetto danneggiato, il Giudice debba non meramente limitarsi al titolo di reato ma analizzare la condotta materiale contestata. Si tratta di una particolare e storica decisione perché nei precedenti scandali bancari ed anche in quello di Banca Etruria gli azionisti, i risparmiatori e le associazione dei consumatori erano state escluse dal processo per ostacolo alla vigilanza bancaria.

A questo punto Confconsumatori ricorda che è possibile costituirsi ancora parte civile sin quando non verrà fissata l’udienza dibattimentale, la cui data non è ancora stabilita. Pertanto gli azionisti e gli obbligazionisti interessati possono contattare le sedi territoriali dell’associazione consultabili a questo link: https://www.confconsumatori.it/gli-sportelli-di-confconsumatori/ oppure scrivere a risparmio@confconsumatori.it.

  • Febbraio, 9
  • 3962
  • Risparmio e Investimenti
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BPV: ora è possibile costituirsi parte civile Confconsumatori si costituirà parte civile insieme ai propria associati nel processo: c'è tempo fino alla prima udienza dibattimentale

Parma, 7 dicembre 2017 – Partirà a breve il processo penale a carico dei vertici della BPVI imputati di ostacolo ed intralcio alla vigilanza bancaria, false comunicazioni sociali e falsità nei prospetti informativi delle azioni rifilate ai soci.

La Confconsumatori si costituirà parte civile perché le condotte degli ex amministratori, in particolare la concessioni di finanziamenti “baciati” e finalizzati o subordinati all’acquisto di azioni, è una pratica che ha destabilizzato la credibilità del sistema bancario e soprattutto creato il panico tra risparmiatori, investitori e consumatori.

La Confconsumatori curerà anche la costituzione in giudizio di tutti i propri associati ad ogni livello e, in particolare, nei prossimi giorni le sedi territoriali dell’associazione contatteranno singolarmente tutti i propri soci per attivare la procedura di costituzione.

Si ricorda che la costituzione di parte civile può essere esperita sino all’apertura del dibattimento penale sicchè ci sarà tempo per procedere.

Per informazioni via web è possibile contattare la casella di posta: risparmio@confconsumatori.it

Si ricorda che i soggetti già seguiti dalle sedi territoriali possono rivolgersi alle strutture di competenza.

  • Dicembre, 7
  • 3827
  • Risparmio e Investimenti
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Plafond Intesa Banche Venete: serve un incontro Confconsumatori ritiene positivo il segnale di attenzione lanciato da Intesa ma i rimborsi vanno valutati caso per caso

Parma, 11 ottobre 2017 – Come noto, Intesa Sanpaolo ha deciso di stanziare un plafond di 100 milioni di euro a favore dei clienti del gruppo danneggiati a seguito della crisi delle ex banche venete, Veneto Banca e Popolare di Vicenza. Confconsumatori valuta positivamente l’attenzione e la volontà dimostrate da Intesa di alleviare, parzialmente, le sofferenze e le difficoltà dei risparmiatori, tuttavia i termini dell’accordo meritano un approfondimento condiviso con le associazioni dei consumatori che in questi anni hanno approfondito la vicenda e conoscono bene la realtà delle famiglie danneggiate.

Un accordo condiviso tra Intesa e le associazioni del Cncu troverebbe senz’altro l’appoggio di Confconsumatori. Un accordo che tenga conto del fatto che, per quanto 100 milioni siano una cifra importante e non scontata da parte di Intesa, gli azionisti delle due banche venete hanno visto azzerare dieci miliardi di euro: è importante non generare false aspettative nelle famiglie già in ginocchio.

Oltre a prendere atto delle dimensioni e della gravità dei danni subiti, Confconsumatori auspica che si possa entrare nel merito anche dei termini tecnici dell’accordo proposto da Intesa, per comprendere meglio quali strumenti intende utilizzare la Banca per le erogazioni e con quale grado di liquidabilità. Più in generale si ritiene utile la valutazione puntuale dei casi.

In conclusione, Confconsumatori auspica la convocazione di un incontro a breve tra il Gruppo Intesa Sanpaolo e le associazioni dei consumatori del Cncu.

  • Ottobre, 11
  • 2778
  • Risparmio e Investimenti
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Banche Venete: lettera aperta dalle associazioni dei consumatori Tutelare i piccoli azionisti delle Banche Venete: cambi il decreto o esodo di massa da Intesa Sanpaolo

Roma, 5 luglio 2017 – Il decreto legge sulle banche venete dà il colpo di grazia a decine di migliaia di piccoli azionisti già clienti di Veneto Banca e Popolare Vicenza ai quali negli anni sono state vendute fraudolentemente, come accertato dalla Consob, le azioni delle due banche.

Tutti i piccoli azionisti, oltre ad aver indiscutibilmente perso il valore del proprio investimento, non potranno nemmeno confidare sul patrimonio residuo delle banche trasferito ad Intesa Sanpaolo in quanto il decreto, con una norma del tutto eccezionale, e a nostro avviso irragionevole ed ingiusta, esclude che Intesa possa rispondere dei debiti derivanti da tali illeciti.

Riteniamo che il decreto sia ingiusto e che debba essere modificato in quanto pregiudica decine di migliaia di vittime di illeciti gravissimi che minano valori fondamentali quali la tutela del risparmio sancita dall’art. 47 della Costituzione. 

Gli attivi delle due banche sono l’irrinunciabile garanzia per tutti i creditori involontari quali le vittime degli illeciti. A fronte del trasferimento delle aziende bancarie e degli attivi a Intesa Sanpaolo chiediamo che nel perimetro della cessione siano ricompresi anche i debiti risarcitori derivanti dal misselling delle azioni.

Auspichiamo che Intesa Sanpaolo si dichiari presto disponibile a tale modifica del decreto che risponderebbe allo stesso interesse della banca in quanto le vittime degli illeciti sono l’asset principale dell’operazione che consentirà ad Intesa Sanpaolo di creare valore per i propri azionisti. Già in passato Intesa Sanpaolo avviò con le associazioni di consumatori una procedura di conciliazione paritetica per le obbligazioni Parmalat e Cirio che diede ottimi frutti e che potrebbe essere riproposta anche in quest’occasione.

La modifica che proponiamo è concretamente perseguibile in quanto le risorse necessarie per indennizzare i danneggiati sarebbero contenute e comunque bilanciate dai vantaggi dell’operazione. Ad oggi, infatti, quasi il 70% degli ex soci di Vento Banca e Popolare Vicenza hanno rinunciato ad ogni azione accettando la transazione proposta dalle banche ad inizio anno. Il rimanente 30% sono quegli azionisti che hanno subito i danni più consistenti, che hanno perso tutti i risparmi della propria vita e che oggi si trovano in difficoltà ad arrivare alla fine del mese.

Tale sforzo è del tutto compatibile con i grandissimi vantaggi che Intesa Sanpaolo avrà dall’operazione, a partire dal discutibile “contributo” a fondo perduto, di quasi 5 miliardi di euro erogati dallo Stato, senza l’attribuzione di nemmeno un’azione.

Se il decreto legge fosse confermato senza modifiche il comportamento razionale di tutte le vittime degli illeciti e delle relative famiglie, che organizzazioni come le nostre si vedrebbero costrette a sostenere,  sarebbe quello di richiedere in massa l’immediata restituzione di tutti i depositi e l’interruzione di ogni rapporto contrattuale con una banca che ha richiesto ed imposto per il proprio intervento un’evidente ingiustizia intollerabile.

La modifica del decreto è tanto più necessaria in quanto non è prevista alcuna norma speciale per attribuire alle vittime della vendita fraudolenta delle azioni un privilegio nella liquidazione e per consentire procedure di accertamento dei crediti risarcitori.

Ci rivolgiamo pertanto al Parlamento, al Governo e a Intesa Sanpaolo: eliminate immediatamente quest’ingiustizia.

Le associazioni di consumatori: Acu, Adiconsum, Adoc, Adusbef, Assoconsum, Assoutenti, Cittadinanzattiva, Codacons, Codici, Confconsumatori, Lega Consumatori, Movimento Consumatori, Movimento Difesa del Cittadino, Unione Nazionale Consumatori.

  • Luglio, 5
  • 3946
  • Progetti e Attività, Rapporti con Pubblica Amministrazione, Risparmio e Investimenti
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Banche Venete: che fare dopo il Decreto Confconsumatori “rilegge” il Decreto dal punto di vista dei risparmiatori e delle possibilità, ad oggi, di recuperare i risparmi in fumo

Parma, 30 giugno 2017 – Alla luce del via libera del Consiglio dei Ministri al decreto legge ‘Disposizioni urgenti per la liquidazione coatta amministrativa di Banca Popolare di Vicenza Spa e di Veneto Banca Spa’, Confconsumatori ha analizzato il Decreto dal punto di vista dei tantissimi azionisti e obbligazionisti subordinati che sperano di recuperare i propri risparmi.

  • Giugno, 30
  • 6989
  • Risparmio e Investimenti
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Banche Venete: Intesa dialoghi con i consumatori Confconsumatori auspica un confronto concreto con Intesa riguardo i piccoli azionisti delle Banche che hanno visto azzerati i propri risparmi

Parma, 23 giugno 2017 – Prendiamo atto della notizia trapelata sulla stampa di un concreto interessamento di Banca Intesa all’acquisto di Veneto Banca e Banca Popolare di Vicenza. Riteniamo che Banca Intesa debba necessariamente aprire un tavolo di lavoro con le associazioni dei consumatori che rappresentano i piccoli azionisti delle Banche in dissesto e che hanno visto azzerati i titoli ed i propri risparmi.

Ricordiamo, infatti, a Banca Intesa che centinaia di associati alla Confconsumatori hanno già promosso azioni civili, nei Tribunali di Venezia, Bari, Grosseto e Prato, contestando le modalità di vendita delle azioni e numerose violazioni al Testo unico in materia di intermediazione finanziaria.

Pertanto, se da un lato auspichiamo la fine della vicenda delle banche venete, dall’altro lato riteniamo opportuno anche un intervento dell’acquirente per porre fine alle liti, ristorare gli azionisti e riportare fiducia nei mercati finanziari e nelle Banche. Confconsumatori, da sempre aperta al dialogo, attende soltanto la chiamata di Banca Intesa per un confronto concreto sulle posizioni dei singoli azionisti.

  • Giugno, 23
  • 3014
  • Risparmio e Investimenti
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CHIETI
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