Parma-Grosseto, 8 aprile 2019 – Confconsumatori organizza questa settimana un doppio appuntamento per parlare di “risparmio tradito”. Verrà, infatti, presentato il docufilm di Fabrizio Rizzi “Il buio oltre il risparmio”, che andrà in scena: a Grosseto domani, martedì 9 aprile, alle 17 al cinema Stella e a Parma, venerdì 12 aprile sempre alle 17 nell’aula lauree del Dipartimento di Economia dell’Università di Parma in via Kennedy. L’iniziativa, a ingresso libero e gratuito, ha lo scopo di dare voce ai tanti italiani che hanno visto di punto in bianco dissolversi i risparmi di una vita; dopo ogni proiezione verrà lasciato ampio spazio al dibattito per indagare cause, conseguenze e possibili rimedi di quello che Rizzi ha definito uno “tsunami” delle banche che ha travolto moltissime famiglie.
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Confconsumatori confermata nel processo BPV Il Tribunale nell’ammettere l’associazione e i propri associati, ha riconosciuto la “Concreta attività di tutela svolta per i risparmiatori”
Parma, 2 aprile 2019 – Il Tribunale di Vicenza ha ammesso in via definitiva Confconsumatori e i suoi associati come parte civile nel processo penale a carico dei vertici della BPVI imputati di ostacolo ed intralcio alla vigilanza bancaria, false comunicazioni sociali e falsità nei prospetti informativi delle azioni rifilate ai soci. L’ordinanza conferma, ancora una volta e al di là di ogni tentativo di delegittimazione, il ruolo di Confconsumatori nella tutela e rappresentanza della collettività dei cittadini risparmiatori, anche in sede penale.
LA PRIMA ODINANZA DI AMMISSIONE – Con l’ordinanza del 3 febbraio 2018 il Giudice dell’udienza preliminare del Tribunale di Vicenza aveva ammesso la costituzione di parte civile della Confconsumatori, difesa dall’Avv. Luca Baj. Si leggeva nell’ordinanza che i delitti contestati agli indagati hanno leso gli scopi statutari dell’associazione, tra i quali rientra anche quello di garantire il buon andamento dei mercati finanziari e la tutela degli investitori e dei risparmiatori.
LA DECISIONE DEL TRIBUNALE – Alla fine di marzo il collegio del Tribunale di Vicenza ha confermato sostanzialmente la decisione del Gup, rigettando l’inammissibilità richiesta dai legali della controparte e confermando la costituzione di Confconsumatori, insieme ai propri associati che avevano presentato istanza di ammissione alla prima udienza. Il Tribunale di Vicenza, oltre ad aver richiamato gli scopi statutari dell’associazione, tra i quali spicca la tutela dei risparmiatori, ha riconosciuto anche una «Concreta attività di tutela – si legge nell’ordinanza di ammissione – esercitata nello specifico settore dei servizi bancari (Cirio, Parmalat, Monte dei Paschi di Siena eccetera) e, una volta resa nota la vicenda BPVI, anche con specifico riferimento alle vicende oggetto del presente procedimento».
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Fir: il Governo snobba i consumatori? Troppe incognite: perché il Fondo Indennizzo Risparmiatori non diventi solo “fumo negli occhi” serve il confronto con le Associazioni dei consumatori
Parma, 16 febbraio 2019 – L’approvazione del decreto sul Fir (Fondo Indennizzo Risparmiatori) è dietro l’angolo, ma sono tanti gli aspetti e le incognite che lasciano ancora perplessi. Per questo sarebbe urgente e importante un dialogo costruttivo tra il Governo e i responsabili delle Associazioni dei consumatori, che sono pronte a offrire il loro contributo e la loro esperienza affinché l’intervento risulti più efficace. Eppure, da anni, a prescindere dal colore politico, i Governi continuano a evitare il confronto diretto con le Associazioni dei consumatori su questi temi. Viene da chiedersi il perché.
IL RUOLO ISTITUZIONALE DELLE ASSOCIAZIONI – Peraltro, Confconsumatori già da aprile 2018 aveva chiesto pubblicamente al Premier Conte, al Ministro dell’Economia ed a quello dello Sviluppo economico di aprire un tavolo di confronto sul risparmio. Giovedì sera il vice premier Salvini ha detto che il Governo si è confrontato sul risparmio “solo con i risparmiatori”. Si apprende, inoltre, che sempre giovedì al Mef è stata tenuta una riunione per sottoporre agli interessati il testo sul decreto attuativo Fir. Vogliamo ricordare alle Istituzioni del nostro Paese che le Associazioni dei consumatori hanno prerogative istituzionali fissate dal Codice del consumo, e che esiste un organismo istituzionale, il Cncu presso il Mise, deputato a fornire pareri a Governo e Parlamento in materia di risparmio.
COMPETENZE ACQUISITE SUL CAMPO – Oltre alla forma le associazioni hanno la sostanza. Confconsumatori, per parte sua, da decenni promuove battaglie (giudiziarie e non) in difesa dei consumatori-risparmiatori, su tutti i fronti, (dai Bond argentini a Parmalat, Cirio, 4 banche, le due venete, i fondi immobiliari chiusi) sino a Mps compreso (grande escluso dalla finanziaria), con l’adesione di migliaia di cittadini. Le associazioni dei consumatori hanno dimostrato di avere competenza, esperienza e capacità per reggere un confronto tecnico e politico sulla materia, come dimostrano le tante iniziative e proposte offerte alle Istituzioni negli anni.
LE INCOGNITE SUL DECRETO – Infine, la bozza di decreto che circola sulla stampa, se verrà licenziata in questa forma, presenta molte incognite per i risparmiatori che il Governo dice di voler ristorare a prescindere da tutto. A partire dalla legge finanziaria, con invenzioni recenti di commissioni ministeriali, per finire con la “violazione massiva del Tuif” di difficile prova, fino alle difficoltà per gli azionisti di reperire gli ordini di acquisto di azioni comprate anche 20 anni prima del crack e, per finire, alla non prevista presentazione dell’istanza on line come era avvenuto per il precedente fondo.
Confconsumatori auspica, quindi, un confronto serio, tecnico e consapevole sulla materia e anche sul decreto Fir, affinché questo non diventi solo ulteriore “fumo negli occhi” per decine di migliaia di cittadini. Per finire Confconsumatori ricorda al Governo che sono molti i temi “bancari” ancora aperti e caldi, per i quali combatte per conto di migliaia di risparmiatori (aderenti all’associazione e non), quali quelle di Banca Popolare di Bari, Banca Popolare di Ragusa e Carige.
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Fondo Indennizzo risparmiatori: come funziona Ecco come aderire all'azione cumulativa sul caso del cartello tra case automobilistiche e finanziarie
Parma, 7 gennaio 2019 – Confconsumatori è pronta a fornire assistenza ai risparmiatori “traditi” dalle banche fallite che desiderano informazioni sull’accesso al Fondo Indennizzo risparmiatori di recente istituzione. Al momento sono ancora in via di definizione le modalità di presentazione della domanda di accesso al fondo, ma è comunque possibile avere indicazioni sui requisiti di accesso, sugli indennizzi previsti e sulla documentazione da predisporre. L’associazione lamenta, inoltre, l’esclusione dei risparmiatori MPS, che non potranno accedere. Per informazioni contattare le sedi territoriali o, qualora non ci fosse una sede vicina, scrivere a risparmio@confconsumatori.it.
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BPVI: 20 giorni per costituirsi nel processo penale Confconsumatori invita i risparmiatori che non abbiano già provveduto a rivolgersi alle sedi per procedere con la costituzione entro il 15 novembre
Parma, 23 ottobre 2018 – Rimane meno di un mese di tempo ai risparmiatori che desiderano costituirsi come parte civile nel processo penale di Banca Popolare di Vicenza.
Per decisioni del Giudice dell’udienza preliminare di Vicenza, infatti, i vertici della ex BPVI sono stati rinviati a giudizio. Il dibattimento avvierà dinanzi al Tribunale di Vicenza all’udienza dell’1 dicembre 2018.
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Banche Venete: per due giudici Intesa è responsabile Due decisioni recenti, a Vicenza e a Roma, indicano che Intesa non è immune da responsabilità nel caso dei danni arrecati dalle Banche Venete
Parma, 20 marzo 2018 – Banca Intesa sembra non essere immune da responsabilità per i danni arrecati, nei contratti di intermediazione finanziaria, dalle due banche venete (acquistate da Intesa). Conferme importanti in tal senso giungono da due decisioni recenti, a Roma e a Vicenza, di cui terranno certamente conto gli avvocati di Confconsumatori nelle cause civili pendenti avviate nei confronti delle due banche fallite in diverse parti d’Italia.
Infatti, il Tribunale di Vicenza (con sentenza n.733 del 14.3.18) e, più in particolare, il Giudice Luigi Giglio, con argomentazione chiara, ha stabilito che nelle cause promosse dai risparmiatori contro Veneto Banca Spa, prima che questa fosse posta in liquidazione coatta amministrativa dal D.L. n. 99/2017, convertito nella Legge n. 131/2017, non possa essere chiamata in giudizio Veneto Banca in l.c.a., ma è ammissibile chiamare in giudizio Intesa San Paolo Spa quale successore a titolo particolare, nonché quale responsabile a titolo solidale insieme alla banca cedente (Veneto Banca in lca), oltre che ai sensi dell’art. 2560 c.2 c.c..
La decisione del Tribunale Civile di Vicenza, fa il pari con analoga decisione assunta, questa volta in sede penale, dal GUP di Roma nel procedimento penale nei confronti di Veneto Banca e degli ex amministratori all’udienza del 26/01/18, imputati dei reati di aggiotaggio e ostacolo alla vigilanza, che aveva autorizzato la chiamata di Intesa San Paolo quale responsabile civile.
Si tratta di due precedenti giurisprudenziali importanti, che i legali di Confconsumatori utilizzeranno nelle azioni a tutela dei tanti risparmiatori associati, danneggiati gravemente dal default delle Banche Venete.
Resta ferma per azionisti e obbligazionisti danneggiati la possibilità di costituirsi parte civile nei processi penali di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca. Per informazioni contattare gli sportelli di Confconsumatori: https://www.confconsumatori.it/gli-sportelli-di-confconsumatori/
- Marzo, 20
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