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TAG: Veneto Banca

Inchiesta Consoli: perché è utile agli azionisti VB L’indagine nei confronti dell’ex AD di Veneto Banca è utile a sostenere il diritto degli azionisti al rimborso delle azioni “gonfiate”

Parma, 4 agosto 2016 – L’indagine della Procura di Roma su Veneto Banca sta verificando la sussistenza dei reati di aggiotaggio e ostacolo alla vigilanza.

L’avv. Antonio Pinto di Confconsumatori che sta seguendo oltre trecento azionisti rileva che: «L’aggiotaggio è proprio il reato che riguarda chi, al fine di turbare il mercato interno dei valori o delle merci, pubblica o altrimenti divulga notizie false, esagerate o tendenziose o adopera altri artifizi atti a cagionare un aumento del prezzo delle merci, ovvero dei valori negoziabili nel pubblico mercato, ed è punito con la reclusione fino a tre anni. L’ipotesi accusatoria è quindi quella di aver omesso il reale stato patrimoniale della banca dinanzi agli organi di vigilanza ed al pubblico dei risparmiatori».

Infatti, gli aumenti di capitale sarebbero stati realizzati anche con prestiti offerti per consentire l’acquisto di azioni. Soprattutto, i crediti deteriorati non sarebbero stati svalutati e, in questo modo, il bilancio sarebbe stato alterato, dando una immagine falsa di maggiore solidità, a danno degli azionisti ignari.

«Tutto quanto sta emergendo in questi giorni dalle indagini penali, – sostiene Mara Colla, presidente di Confconsumatori, – è utilissimo per sostenere le ragioni degli azionisti, che hanno tutto il diritto di ottenere la restituzione delle somme investite nell’acquisto di azioni che sono state vendute ad un valore gonfiato rispetto alla realtà, come ormai sta emergendo dalle indagini».

  • Agosto, 4
  • 6010
  • Risparmio e Investimenti
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Veneto Banca: via alle procedure di conciliazione Il Gruppo non sembra lasciare nessuno spiraglio di composizione bonaria della controversia: "Ora le conciliazioni e, se necessario, le cause"

Brindisi, 22 luglio 2016 – Si è aperto in questi giorni un nuovo capitolo della vicenda relativa alle azioni “Veneto Banca”. Il coordinamento istituito dalla Confconsumatori e dalla Associazione Nazionale Dalla Parte del Consumatore, infatti, dopo avere inviato per i propri associati coinvolti nella vicenda diffide evidenziando le violazioni di legge ravvisate nelle singole fattispecie e chiedendo, di conseguenza, alle Banche coinvolte la restituzione del maltolto, ha avviato le prime procedure di conciliazione.

“Purtroppo, il Gruppo Veneto Banca alle diffide dei risparmiatori ha risposto limitandosi a difendere integralmente l’operato della banca venditrice dei titoli, non lasciando, quindi, nessuno spiraglio per addivenire ad una composizione bonaria della controversia, così come auspicato dal nostro Coordinamento” afferma l’avv. Emilio Graziuso, responsabile del coordinamento Confconsumatori – Dalla Parte del Consumatore “A questo punto, i nostri associati hanno cominciato ad avviare le procedure di conciliazione, per cercare di risolvere la questione senza dovere intraprendere una causa per far valere i propri diritti”.

Le fattispecie sottoposte all’attenzione del coordinamento sono le più varie.

Vi è, infatti, il pensionato che su suggerimento del personale della banca ha investito in titoli, prospettati come senza rischio alcuno, al neolaureato al quale è stato proposto lo stesso investimento che ha, quindi, visto andare in fumo i risparmi derivanti da regali ricevuti da parenti nel corso degli anni e depositati, sino a prima dell’acquisto di azioni Veneto Banca, su libretto o su conto corrente.

Ancora, sono frequenti i casi di persone che, entrate in Banca per chiedere informazioni sulle condizioni di un mutuo o di finanziamento applicate, sono uscite dall’Istituto di credito avendo investito i propri risparmi in azioni Veneto Banca, unico modo per ottenere, essendo soci, dei tassi agevolati.

Ed è proprio un caso del genere tra quelli per i quali sono state avviate le prime procedure di conciliazione.

Un associato Confconsumatori, infatti, si era recato in Banca al fine di conoscere le condizioni applicate dalla stessa ai contratti di finanziamento per credito al consumo.

In tale occasione, un dipendente dell’Istituto comunicava che la Banca applicava (all’epoca dei fatti) ai contratti di finanziamento un tasso di interesse (TAEG) pari a 7,5300%, salvo che il richiedente non fosse stato possessore di almeno 100 titoli della Veneto Banca, nel qual caso il tasso di interesse (TAEG) applicato era pari (all’epoca dei fatti) a 6,070 %.

I titoli in questione venivano, quindi, prospettati al risparmiatore, persona avente una propensione al rischio estremamente bassa e senza esperienza finanziaria alcuna, come sicuri e privi di rischio per il capitale investito.

Sulla base di tali rassicurazioni, il consumatore sottoscriveva una richiesta di acquisto di n. 100 azioni della Veneto Banca al solo fine di potere stipulare un contratto di credito al consumo a tasso agevolato rispetto a quello normalmente applicato al cliente non possessore di titoli.

“La nostra speranza è che i tentativi di conciliazione che stiamo avviando per i nostri associati vadano a buon fine. In caso contrario, sferreremo un attacco frontale a livello giudiziario, promuovendo processi per cercare di far valere dinnanzi ai Tribunali i diritti dei risparmiatori” conclude l’avv. Graziuso

Per maggiori informazioni tel. 347 – 0628721, www.confconsumatoribrindisi.it, www.facebook.com/Confconsumatori-Brindisi

Per informazioni sulle iniziative intraprese da Confconsumatori a tutela degli azionisti Veneto Banca è possibile visitare l’area dedicata del sito e compilare il modulo online qui sotto per ricevere informazioni; oppure rivolgersi alle sedi territoriali o all’indirizzo email risparmio@confconsumatori.it.

  • Luglio, 22
  • 3508
  • Puglia, Risparmio e Investimenti
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Veneto Banca titoli azzerati, l’unica alternativa è la causa Il prezzo delle azioni di Veneto Banca fissato a pochi centesimi

Parma, 27 maggio 2016 – Oggi è stato comunicato il prezzo delle azioni di Veneto Banca che si aggirerà intorno ai 10 centesimi di euro. Secondo Mara Colla, presidente di Confconsumatori: «La fissazione di un prezzo così irrisorio, ha come conseguenza diretta che le azioni detenute dai circa 88.000 azionisti ormai non hanno purtroppo più alcun valore. A questo punto, l’unica alternativa per gli azionisti, rispetto alla perdita totale del capitale investito è avviare il tentativo di conciliazione obbligatorio, per poi poter introdurre la causa, laddove la banca non ritenga di voler conciliare».

Confconsumatori ritiene ormai indispensabile chiedere ai Tribunali civili di accertare l’invalidità dei contratti di acquisto sottoscritti dai risparmiatori, per le seguenti ragioni: il valore delle azioni negli scorsi anni è stato dolosamente gonfiato; agli azionisti sono stati presentati bilanci che non riflettevano il reale valore del patrimonio netto della banca; le modalità di collocamento in taluni casi hanno violato norme inderogabili del TUB, perché sono state vendute azioni a risparmiatori con un profilo di rischio non coerente; in altri casi le azioni sono state venduta in concomitanza con la concessione di prestiti e mutui; in altri casi vi sono stati vizi formali negli adempimenti obbligatori a cui la banca era tenuta.

Secondo l’avv. Antonio Pinto, legale di Confconsumatori: «I numeri del bilancio approvato lo scorso 05 maggio, i risultati delle ispezioni condotte dalle autorità di vigilanza, le indagini delle Procure sulle vicende della passata gestione, sono alcuni degli elementi oggettivi che confermano la bontà delle tesi sostenute da Confconsumatori».

Per informazioni sulle iniziative intraprese da Confconsumatori a tutela degli azionisti Veneto Banca è possibile visitare l’area dedicata del sito e compilare il modulo online per ricevere informazioni; oppure rivolgersi alle sedi territoriali o all’indirizzo email risparmio@confconsumatori.it.

  • Maggio, 27
  • 6589
  • Risparmio e Investimenti
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Veneto Banca e Banca Apulia: come difendersi Domani si approva il bilancio 2015 che confermerà il deprezzamento dei titoli per 88 mila azionisti VB: ecco perché e come difendersi

San Severo, 4 maggio 2016 – Il 5 maggio Veneto Banca approverà un bilancio dai contenuti finanziari durissimi che rischia di abbattere ancor di più il valore delle azioni, già calato dell’81%, da 39,50 a 7,30 euro. Ben 88.000 azionisti, fra cui alcune migliaia di pugliesi clienti di Bancapulia (controllata da VB), da domani vedranno formalizzarsi un deprezzamento enorme del valore di acquisto dei loro titoli.

LE PROVE DELLE IRREGOLARITÀ – Confconsumatori nel corso della conferenza stampa tenuta a San Severo, sede legale della controllata Bancapulia, ha illustrato una via per recuperare l’investimento perduto, chiedendo al Tribunale di accertare l’invalidità dei contratti di acquisto, con conseguente obbligo per la banca di restituire quanto incassato. Tanto, per varie ragioni. L’avvocato Antonio Pinto, Presidente di Confconsumatori Puglia e componente del direttivo nazionale, ritiene che: «I risultati delle ispezioni condotte dalla BCE, da Banca d’Italia e dalla Consob, tutte conclusesi con censure e multe a carico di Veneto Banca, comprovano che sono state commesse varie irregolarità, sia nella vendita delle azioni, sia nella rappresentazione pubblica della solidità finanziaria della banca, attraverso bilanci che sino al 2014, secondo la Procura di Roma e Bankitalia, molto probabilmente non erano veritieri».

IL BILANCIO VB 2015 – «Inoltre, – continua Pinto – dallo studio del bilancio al 31 dicembre 2015 si evincono una serie di dati oggettivi che confermano la tesi della Procura su come i bilanci degli anni precedenti non fossero veritieri. Ad esempio, Veneto Banca ha chiuso il 2015 con una perdita di 882 milioni di euro (dopo aver chiuso in rosso di 968 milioni il 2014). Sul risultato pesano, fra l’altro, l’azzeramento degli avviamenti (418 milioni di euro) e rettifiche, in peggio ovviamente, sui crediti per 754 milioni. Rettifiche sulle immobilizzazioni materiali e immateriali per 70 milioni, dopo i 40 milioni del 2014 (ad es. hanno svalutato il valore di alcuni immobili per 27 milioni). Il complesso dei crediti deteriorati ammonta a 4,9 miliardi di euro. Le sofferenze sono 1,6 miliardi di euro. Veneto banca ha scomputato dal capitale, a titolo prudenziale, 297 milioni di euro riconducibili a possibili operazioni in cui la banca ha assistito finanziariamente il cliente nell’acquisto di azioni della banca stessa. A pag. 88 si legge che i crediti di dubbia esigibilità sono un totale di 7.555.000.000 di euro, mentre nel bilancio 2014 erano 6.068.000.000: quindi vi è stato un aumento di circa un miliardo e mezzo che, ovviamente, non è frutto del 2015 ma di una rettifica di valori non considerati in precedenza».

CHI POTRÀ ANNULLARE L’ACQUISTO – L’avvocato Rosa Caposiena, legale di Confconsumatori, sottolinea che: «L’invalidità dei contratti si può richiedere anche per le illegittime modalità di collocamento, ad esempio in vari casi, le azioni sono state vendute insieme a mutui e fidi e ciò viola il principio che una banca non può finanziare l’acquisto di azioni proprie, come anche la Banca d’Italia ha sancito. In altri casi, sono state vendute azioni che, essendo titoli illiquidi, per giurisprudenza consolidata richiedono un profilo di rischio medio-alto, a clienti che, in realtà, non avevano sostanzialmente tale profilo, anche se (formalmente) sono state indotti a firmare dichiarazioni di propensione al rischio alto. Si potrà inoltre chiedere al Tribunale di accertare l’invalidità dei contratti stipulati, anche per una serie di gravi violazioni di legge del Testo Unico Bancario e del Testo Unico dell’Intermediazione Finanziaria. In particolare, occorre chiedere la nullità del contratto di acquisto per violazione di norme imperative, come ad es. false comunicazioni sociali ex art. 2621 c.c., ovvero per pratiche commerciali scorrette e abuso di posizione dominante. Ancora, sarà possibile chiedere al Tribunale civile di accertare e verificare che, con dolo, la banca ha indotto in errore i clienti su elementi essenziali del contratto, che quindi è annullabile».

In ogni caso, su una vicenda complessa come questa, sarà indispensabile esaminare ogni caso singolarmente, perché possono esserci differenze importanti da valorizzare davanti al Tribunale (si pensi ad es. a chi ha sottoscritto tutti i documenti richiesti per legge e chi invece no, o a chi ha comprato in concomitanza di un prestito erogato dalla banca, ecc.).

LA PROPOSTA DI CONCILIAZIONE PARITETICA – Con comunicato dell’8.4.2016, Veneto Banca ha dichiarato, in maniera generica e fumosa, che: “si verificherà se sia possibile trovare un’intesa con le Associazioni aderenti circa il perimetro dei soggetti ammessi alla procedura e contenuti, modalità e criteri del Protocollo d’intesa, volto a regolare la procedura”.

«Con tale comunicato – commenta Mara Colla, presidente di Confconsumatori – la banca tenta di spacciare come una concessione, quello che è un semplice obbligo di legge. Infatti, è previsto per legge che un risparmiatore non possa iniziare una causa nei confronti di una banca, se prima non esperisce un tentativo obbligatorio di conciliazione. Pertanto, è ovvio e doveroso per la banca esperire la mediazione, non è una concessione. Inoltre, appare meglio per gli azionisti fare questo tentativo di conciliazione davanti ad un organismo terzo e indipendente, come ad es. la Camera di commercio o il Consiglio dell’Ordine, piuttosto che a casa della banca e su regole dettate dalla banca».

  • Maggio, 4
  • 5207
  • Acquisti e Garanzie
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Bancapulia – Veneto Banca: conferenza stampa a San Severo Come ottenere i rimborsi per i tanti risparmiatori danneggiati? Mercoledì 4 maggio, alle 18,30 conferenza stampa a San Severo (Foggia)

Bari, 28 aprile 2016 – In attesa dell’assemblea dei soci di Veneto Banca del prossimo 5 maggio, la Confconsumatori ha organizzato una Conferenza stampa, aperta anche agli azionisti che vogliano partecipare, per il giorno mercoledì 4 maggio, alle ore 18,30 in San Severo (Foggia), presso “Caffè tra le righe” via De Cesare 13.

Durante l’incontro saranno presentate le azioni che Confconsumatori ha avviato per recuperare gli investimenti persi dai tanti che hanno comprato le azioni Veneto Banca, titoli che hanno già subito una vertiginosa svalutazione (oltre -80%). Dopo aver studiato il progetto di bilancio 2015, già depositato da Veneto Banca, si evince come gli azionisti hanno vari e fondati motivi per proporre causa civile alla banca venditrice.

Saranno presenti: il presidente di Confconsumatori Puglia avv. Antonio Pinto, l’avv. Rosa Caposiena legale di Confconsumatori.

«Nel corso dell’incontro – spiegano gli organizzatori – sarà descritto il contenuto del bilancio al 31.12.2015, che la banca approverà il 5 maggio, e sarà altresì descritto il contenuto delle cause civili che saranno avviate nei confronti della banca che ha venduto i titoli, per consentire agli azionisti di recuperare il loro investimento». Per informazioni: confconsumatoripuglia@yahoo.it

  • Aprile, 28
  • 3513
  • Puglia, Risparmio e Investimenti
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Confconsumatori al Governo: subito 3 regole Confconsumatori ha scritto a Renzi, Padoan e Visco per chiedere l'introduzione di 3 regole a tutela dei risparmiatori "Altrimenti sarà sciopero"

Parma, 22 dicembre 2015 – Quello che si avvicina sarà un Natale amaro per tanti risparmiatori italiani che hanno visto quest’anno i propri risparmi svanire nel nulla. Sono tantissimi i risparmiatori che in questi giorni si sono rivolti a Confconsumatori chiedendo aiuto dopo aver perso tutto (o quasi) quello che avevano investito nelle quattro banche interessate dal decreto “Salva Banche”, o in azioni Veneto Banca, Banca Popolare di Vicenza, Monte dei Paschi di Siena ecc. Per questo, oltre a garantire, come ormai da 15 anni a questa parte, servizi di consulenza e tutela giudiziaria ai cittadini, Confconsumatori ha scritto oggi al Presidente del Consiglio dei Ministri Matteo Renzi, al Ministro dell’Economia e delle Finanze Pier Carlo Padoan, al Governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco e al Presidente del Cncu presso il Mise Simona Vicari.

  • Dicembre, 22
  • 3229
  • Rapporti con Pubblica Amministrazione, Risparmio e Investimenti
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