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MATERA

MATERA
Via Ugo La Malfa, 3/B – CAP 75100
Telefono: 0835.1766729
Cellulare: 376.1448694
E-mail: confconsumatorimatera@gmail.com
Responsabile: Giovanni Vinci
Orario di apertura: Martedì dalle 17 alle 19; Giovedì dalle 16 alle 19

ROTONDELLA (Mt)
Via Garibaldi, 131 – CAP 75026
Telefono: 328.1984943
e-mail: confconsumatoribasilicata@gmail.com
Orario di apertura: Lunedì dalle 15.30 alle 19.30; Martedì dalle 9 alle 13

PISTICCI (Mt)
Viale Gramsci, 34 – CAP 75015 Marconia
presso Confederazione Italiana Agricoltori
Telefono: 328.1984943
E-mail: confconsumatoribasilicata@gmail.com
Orario di apertura: venerdì dalle 17 alle 19

TURSI (MT)
Via Roma, 143 – CAP 75028
Telefono: 338.7686589
E-mail: confconsumatoribasilicata@gmail.com
Orario di apertura: mercoledì dalle 16 alle 18.30

TAG: Banca Marche

Salva Banche: Nicastro apra i tavoli di conciliazione Confconsumatori domani depositerà la prima domanda di mediazione per 101 risparmiatori: «Finora l’unica strada è la causa alla Good Bank»

Parma,19 gennaio 2016 – Oggi a Roma la presidente della Confconsumatori, Mara Colla, ha incontrato Roberto Nicastro il presidente delle nuove 4 banche salvate Banca Etruria, Banca delle Marche, CariFerrara e CariChieti. Confconsumatori ha ribadito che tutti gli obbligazionisti faranno cause alle Good Bank in quanto costituite con cessione dell’azienda bancaria, con connesse attività e passività, quindi con contratto di cessione d’azienda ex articolo 2555 c.c.

I clienti retail ai quali le Banche hanno “rifilato” i loro titoli tossici sono complessivamente 12.451 per un controvalore di 431 milioni di euro. Si tratta di clienti ai quali i dipendenti delle Banche non dovevano proporre obbligazioni subordinate, né indurre a cedere le precedenti obbligazioni ordinarie o, peggio ancora, i titoli di stato nei quali avevano investito (essendo per il 70% pensionati). Le obbligazioni sono state piazzate anche attraverso il meccanismo dell’aggiustamento delle dichiarazioni MIFID che, ora, si stanno scoprendo non veritiere, anche con alcuni casi eclatanti. Come, ad esempio, un risparmiatore affetto da cecità totale ed in possesso della licenzia media divenuto per incanto laureato (tanto le comunicazioni con scritto “dottore” non le poteva leggere).

Mara Colla ha chiesto a Nicastro di farsi carico dei risarcimenti (non degli indennizzi) invitandolo rapidamente, a voler istituire con le associazioni dei consumatori delle commissioni di conciliazione. «Al fine di evitare che migliaia di procedimenti approdino nelle aule di giustizia è necessario aprire un tavolo di conciliazione la cui efficacia è dimostrata dalle precedenti esperienze». Il presidente Nicastro si è fatto interprete delle richieste delle associazioni dei consumatori nei confronti degli altri soggetti coinvolti, Mef e Anac. «I precedenti fatti delittuosi e i relativi drammi famigliari sono passati inutilmente – ha aggiunto Mara Colla – non avendo insegnato nulla al sistema bancario e finanziario e neppure alla politica, se siamo qui ancora oggi a constatare l’ennesimo sacrificio dei risparmiatori e perfino a mettere in discussione se rimborsarli. È necessario che sistema bancario finanziario si doti di strumenti che siano in grado di bloccare la crisi prima che si arrivi al crack delle banche con relativo danno alle famiglie e all’economia del paese»

«Quanto al fondo di solidarietà da 120 milioni – ha ribadito Mara Colla – è evidente che non copre i 431 milioni persi dalle famiglie. La norma, inoltre, per salvare il fianco alla Good Bank, prevede la preventiva rinuncia ad altre azioni giudiziarie nei confronti della Banca venditrice e/o dei suoi dipendenti o amministratori. L’accesso al fondo avverrebbe attraverso un arbitrato, un procedimento che nel caso specifico vede da solo il risparmiatore combattere contro lo Stato, parte e Giudice al tempo stesso. È inaccettabile, infine, che i regolamenti attuativi vengano emanati senza il coinvolgimento delle associazioni dei consumatori, nelle segrete stanze di Bankitalia, Consob e Anac. In sostanza l’unica via percorribile al momento è quella giudiziaria».

Domani mattina, a Grosseto, Confconsumatori depositerà la prima domanda di mediazione contro Nuova Banca dell’Etruria per 101 risparmiatori (la carica dei 101) per un totale di circa 2.463.000,00 euro.

  • Gennaio, 19
  • 2708
  • Risparmio e Investimenti
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Confconsumatori al Governo: subito 3 regole Confconsumatori ha scritto a Renzi, Padoan e Visco per chiedere l'introduzione di 3 regole a tutela dei risparmiatori "Altrimenti sarà sciopero"

Parma, 22 dicembre 2015 – Quello che si avvicina sarà un Natale amaro per tanti risparmiatori italiani che hanno visto quest’anno i propri risparmi svanire nel nulla. Sono tantissimi i risparmiatori che in questi giorni si sono rivolti a Confconsumatori chiedendo aiuto dopo aver perso tutto (o quasi) quello che avevano investito nelle quattro banche interessate dal decreto “Salva Banche”, o in azioni Veneto Banca, Banca Popolare di Vicenza, Monte dei Paschi di Siena ecc. Per questo, oltre a garantire, come ormai da 15 anni a questa parte, servizi di consulenza e tutela giudiziaria ai cittadini, Confconsumatori ha scritto oggi al Presidente del Consiglio dei Ministri Matteo Renzi, al Ministro dell’Economia e delle Finanze Pier Carlo Padoan, al Governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco e al Presidente del Cncu presso il Mise Simona Vicari.

  • Dicembre, 22
  • 3228
  • Rapporti con Pubblica Amministrazione, Risparmio e Investimenti
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Salva Banche: cause contro la “Good Bank” Le subordinate non potevano essere cedute alla clientela retail. Confconsumatori: «Ecco perché ora deve risponderne la Nuova Banca»

Parma, 17 dicembre 2015 – «Le subordinate non potevano essere cedute alla clientela retail, ora chi deve risponderne è la “Good Bank”». Continua il lavoro di Confconsumatori a tutela dei risparmiatori danneggiati dall’operazione “Salva Banche”. L’avvocato Marco Festelli, componente del direttivo e coordinatore della battaglia a livello nazionale, è pronto a difendere nelle aule di giustizia i risparmiatori “traditi”. «Oggi che anche Banca d’Italia e Abi dicono che le subordinate non potevano e non possono essere cedute alla clientela retail, – dice Festelli – appare ancor più chiara la violazione degli articoli 21 e 22 del TUIF da parte della vecchia Banca, che con i propri dipendenti ha piazzato gli strumenti finanziari complessi a migliaia di pensionati e famiglie».

  • Dicembre, 17
  • 3558
  • Risparmio e Investimenti
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“Salva Banche”: perché l’unica strada resta la causa "Dal Governo confusione e false aspettative": oggi l'unica strada per i risparmiatori danneggiati è la causa alle Nuove Banche

Parma, 14 dicembre 2015 – “La politica ha iniziato ad affrontare la questione delle obbligazioni subordinate con una grande confusione e mandando in confusione i cittadini, che si stanno facendo false aspettative“. L’avvocato Marco Festelli, componente del direttivo nazionale di Confconsumatori, sta coordinando le azioni a tutela dei risparmiatori danneggiate dall’operazione “Salva Banche”.

“Andiamo con ordine – spiega Festelli –  Innanzitutto non vi è differenza tra obbligazioni già azzerate e obbligazioni rimaste in essere presso la bad bank. Infatti queste saranno soddisfatte, in moneta fallimentare, se la liquidazione della bad bank riuscirà a soddisfare tutti gli altri CREDITI; sono quindi collocate nel passivo della banca addirittura dopo i chirografari. In buona sostanza anche questi non prenderanno neanche un centesimo, siamo pronti a scommetterci“.

Per i bond già azzerati si parla di uno stanziamento di 80 milioni (ma solo Etruria ha emesso obbligazioni per 274 milioni) quindi la possibilità di recupero e minima e, a quello che pare, anche complessa. Si parla di un arbitrato per accertare se ci sono state violazioni e accedere a questo pseudo fondo statale o parabancario di solidarietà.

“Quello che non si dice – avverte Festelli – è che la New Company è subentrata in toto in tutta l’attività bancaria (articolo 2555 c.c.) della precedente banca, sicché se nella conclusione od esecuzione di contratti bancari l’azienda ha arrecato un danno, questo danno deve essere risarcito dalle Nuove Banche. L’unica seria speranza ad oggi per i consumatori/risparmiatori è quella di far accertare e dichiarare, nella fase della vendita dei titoli, la violazione degli articoli 21 e 23 del TUIF con conseguente ristoro del danno. Si tratta infatti di prodotti ad alto rischio e strumenti finanziari complessi e strutturati che, oggi, finalmente Banca d’Italia ammette che non sono e non erano idonei alla clientela “retail” ma da piazzare esclusivamente a speculatori, investitori istituzionali e professionali“.

Confconsumatori sta raccogliendo i documenti dei risparmiatori danneggiati in tutta Italia, con l’intenzione di procedere il prima possibile con un primo procedimento di mediazione contro le Nuove Banche.

“Se il Governo – conclude l’avvocato Festelli – intende veramente agire nell’interesse dei risparmiatori e del risparmio (al fine di riportare fiducia) ha un solo unico modo: in sede di conversione al D.L. 183 apportare un emendamento in base al quale in sede di crisi bancaria il Commissario non si avvale della clausola subordinata delle obbligazioni cedute a persone fisiche con trasferimento delle stesse alla nuova banca“.

Chi desidera ricevere assistenza può rivolgersi agli sportelli territoriali di Confconsumatori o compilare il modulo qui sotto.

[foto: Ansa]
  • Dicembre, 14
  • 2799
  • Risparmio e Investimenti
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“Salva Banche”: che succede se il titolo è azzerato Sul sito di Confconsumatori l’elenco dei titoli azzerati dal “Salva Banche” «Pronti alle cause se passerà il decreto che abbiamo chiesto di modificare»

Parma, 30 novembre 2015 – Confconsumatori si è messa a disposizione dei 130 mila azionisti e dei circa 10 mila obbligazionisti che hanno forzosamente contribuito con tutti i loro risparmi, ora volatilizzati, al salvataggio predisposto da Governo e Bankitalia di Banca Marche, Banca Etruria, CariFerrara e CariChieti. Il decreto “Salva Banche” potrebbe confluire nell’iter della Legge di Stabilità, anche se Confconsumatori ha già espresso al Governo la propria contrarietà all’operazione chiedendo la modifica del decreto prima di arrivare alla pioggia di cause.

Il decreto “Salva Banche”, infatti, ha scaricato 4 miliardi di costi sul sistema del credito e anche su azionisti e obbligazionisti subordinati, questi ultimi in tanti casi non erano a conoscenza del livello di rischio del titolo acquistato. Tra chi ha sottoscritto obbligazioni secondarie occorre fare un ulteriore distinguo. Per i titoli subordinati “esclusi dalla cessione” la Banca d’Italia ha previsto che possano essere soddisfatti in futuro, previa soddisfazione di tutti gli altri creditori, non subordinati, della vecchia banca. I titoli “oggetto di riduzione” sono stati invece azzerati, come le azioni.

Di seguito l’elenco dei codici Isin interessati dal provvedimento “Salva Banche” (fonte Banca d’Italia):

Banca Popolare dell’Etruria e del LazioTITOLI OGGETTO DI RIDUZIONE
IT0004931405
IT0004119407
IT0004966856
IT0004281504
TITOLI SUBORDINATI ESCLUSI DALLA CESSIONE:
IT0004657786
IT0004539786
IT0004350515
IT0005031395
Cassa di Risparmio della Provincia di ChietiTITOLI OGGETTO DI RIDUZIONE
IT0004659477
IT0004659717
IT0004659725
TITOLI SUBORDINATI ESCLUSI DALLA CESSIONE
IT0004556327
IT0004923659
IT0004811573
IT0004824873
Banca delle MarcheTITOLI OGGETTO DI RIDUZIONE
IT0004743735
IT0004743727
IT0004744725
TITOLI SUBORDINATI ESCLUSI DALLA CESSIONE
IT0004867781
IT0004880933
XS0302580880
Cassa di Risparmio di FerraraTITOLI OGGETTO DI RIDUZIONE
IT0004064538
IT0004119605
TITOLI SUBORDINATI ESCLUSI DALLA CESSIONE
IT0004291891

 

Che fare allora se si verifica di avere acquistato uno dei titoli subordinati azzerati o un’azione? «Sia azionisti che possessori di obbligazioni non ordinarie potrebbero trovare tutela, – chiarisce Giovanni Franchi, legale di Confconsumatori – facendo valere i mezzi utilizzati dai risparmiatori contro le banche, con l’unica precisazione che gli azionisti devono essere non meri sottoscrittori, ma acquirenti di un titolo già emesso. L’art. 1 del decreto “Salva Banche” (d.l. n. 183/14) prevede che alle c.d. nuove banche possano essere trasferiti azioni, partecipazioni, diritti, nonché attività e passività delle vecchie banche ai sensi dell’art. 43 d.lgs. n. 180/15. Essendo ciò stato fatto dal Ministero del Tesoro per tutte le quattro banche, anche azionisti e obbligazionisti potranno trovare tutela».

Confconsumatori sta ricevendo risparmiatori danneggiati. «Occorre valutare caso per caso la modalità di vendita adottata dalla Banca – avvertono i legali dell’associazione – spesso si tratta di strumenti finanziari complessi che non avrebbero dovuto essere venduti a piccoli risparmiatori. Oltretutto il “piazzamento” di tali titoli doveva essere preceduto da uno specifica informativa sull’elevato rischio dell’investimento, in assenza della quale è possibile contestare la validità dell’acquisto».

Chi desidera ricevere assistenza può rivolgersi agli sportelli territoriali di Confconsumatori o compilare il modulo qui sotto.

  • Novembre, 30
  • 7028
  • Risparmio e Investimenti
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“Salva Banche”: Confconsumatori scrive al Governo Confconsumatori scrive a Renzi, Padoan e Visco per chiedere la modifica dei decreti prima di arrivare alle cause: «Affinché torni la fiducia nelle istituzioni»

Parma, 27 novembre 2015 – L’operazione “Salva Banche” è ricaduta pesantemente sulle spalle di oltre 100 mila piccoli risparmiatori titolari di azioni e obbligazioni subordinate dei quattro Istituti salvati dal default: Cassa di Risparmio di Ferrara, Banca Marche, Banca Etruria e Carichieti. Questa mattina Confconsumatori, che ha già iniziato a ricevere i risparmiatori danneggiati, ha inviato una lettera, firmata dalla presidente dell’associazione Mara Colla e indirizzata al Presidente del Consiglio dei Ministri Matteo Renzi, al Ministro dell’Economia e delle Finanze Pier Carlo Padoan, al Governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco e al Presidente del Cncu presso il Mise Simona Vicari.

Nel testo della lettera, Mara Colla ha ricordato i precedenti, e tristemente noti, casi di “risparmio tradito” che, evidentemente, non hanno insegnato abbastanza e ha ribadito l’urgenza di garantire al Paese due priorità non più rimandabili: vigilanza attiva ed educazione finanziaria dei cittadini. In conclusione Confconsumatori chiede che il Governo faccia un passo indietro, di responsabilità, rispetto all’operazione “Salva Banche”. «Prima che le vicende relative al salvataggio delle banche in oggetto approdi, come di consueto, nelle aule di giustizia, – conclude la lettera di Mara Colla – chiediamo formalmente che vengano modificati i decreti di cessione all’ente ponte e che le nuove Banche (nonché i futuri proprietari) si facciano carico di assolvere alle obbligazioni subordinate in questione. E questo perché i cittadini possano avere fiducia nelle Istituzioni, nelle leggi che emanano, nel rispetto della Costituzione e dell’art. 41 in particolare».

Intanto continua la pioggia di richieste agli sportelli territoriali di Confconsumatori e le segnalazioni da parte dei risparmiatori danneggiati, raccolte anche tramite il modulo online qui sotto.

  • Novembre, 27
  • 4000
  • Risparmio e Investimenti
  • More
Pagina 4 di 5«12345»

SEDE REGIONALE E PROVINCIALE
L’AQUILA
SULMONA
Via E. Gianmarco 9   – CAP 67039
Telefono e Fax:  0864.50165
e-mail regionale e provinciale: confconsumatorisu@alice.it
e-mail sportello: confconsumatoriaqsu@gmail.com
Responsabile provinciale: Francesca Davini
Responsabile regionale: Domenico Taglieri
Orari di apertura: Martedì dalle 10 alle 12.30; Giovedì dalle 16 alle 18.30

CHIETI
Sede provinciale
SAN SALVO
Vico IV Garibaldi 2   – CAP 66050
Cellulare:  347.0834207
Email:   confconsumatorich@libero.it
Responsabili:   Antonio Artese
Orari di apertura:  Venerdì 16 – 18

SEDE NAZIONALE
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CF 80025080344
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