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TAG: BPB

Salvataggio BPB: Confconsumatori chiede certezze Un Decreto Legge ha disposto il salvataggio della Banca Popolare di Bari: l’associazione chiede un incontro per garantire la tutela dei risparmiatori

Parma, 18 dicembre 2019 – Grazie a un Decreto Legge emanato nella notte tra domenica 15 e lunedì 16 dicembre, il Governo ha disposto il salvataggio della Banca Popolare di Bari che sarà acquisita dal Mediocredito Centrale, una banca controllata al 100% dallo Stato, avviando quindi una gestione totalmente diversa dalla precedente, rendendo così la BPB più solida rispetto al passato.

Durante il weekend centrale di dicembre La Banca Popolare di Bari è stata posta in Amministrazione Straordinaria dalla Banca d’Italia. Si tratta di una procedura disciplinata dal Testo Unico Bancario, in base alla quale la Banca d’Italia dispone lo scioglimento e la sostituzione totale degli organi sia di amministrazione che di controllo delle banche, quando ricorrono violazioni o irregolarità, oppure quando sono previste gravi perdite del patrimonio.

I Commissari sono pubblici ufficiali ai quali spettano anche i compiti di: accertare la situazione aziendale, rimuovere le irregolarità e promuovere le soluzioni utili nell’interesse dei depositanti e della sana e prudente gestione della banca, promuovere l’azione sociale di responsabilità contro i membri dei disciolti organi amministrativi e di controllo, previa autorizzazione della Banca d’Italia.

A cavallo tra domenica 15 e lunedì 16, il Governo ha emanato un Decreto Legge che dispone il salvataggio della Banca Popolare di Bari: in sostanza sarà acquisita, attraverso una ricapitalizzazione, dal Mediocredito Centrale, una banca controllata totalmente dallo Stato. Questo, unito al commissariamento dei giorni precedenti, significa due cose: la BPB da oggi è diventata più solida di ieri, anche perché la proprietà diventerà sostanzialmente dello Stato, ed inoltre vi è totale discontinuità con la precedente gestione.

Le Associazioni dei consumatori continueranno il loro lavoro per il recupero delle somme degli investimenti fatti dagli azionisti, forti anche delle tante Decisioni già ottenute dinanzi all’Arbitro delle Controversie Finanziarie, nonché delle tre Delibere della Consob che, grazie anche ai ricorsi presentati dai legali di Confconsumatori per quasi cento soci, nel 2018 ha sanzionato i precedenti dirigenti della banca acclarando che le condotte tenute dalla banca, in sede di vendita delle azioni, durante gli aumenti di capitale dal 2013 al 2015 erano illegittime. Anche la Corte di Appello di Bari a settembre, con sentenza ampiamente motivata, ha rigettato l’opposizione della banca, confermando integralmente le sanzioni Consob e l’illegittimità delle condotte dell’istituto.

Confconsumatori, insieme ad altre Associazioni, ha inviato ai Commissari la richiesta di un incontro urgente nel quale discutere della necessità che il nuovo piano industriale garantisca sia il ristoro degli azionisti che oggi si ritrovano con i titoli sospesi dalle quotazioni dell’HI-MTF e sia la tutela degli obbligazionisti che hanno il diritto di ottenere la restituzione, alla scadenza del 2021, del prestito all’epoca fatto alla banca di cui si fidavano.

  • Dicembre, 18
  • 1643
  • Puglia, Risparmio e Investimenti
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Popolare di Bari: continuano i risarcimenti Ancora quattro vittorie per i risparmiatori traditi dalla Banca Popolare di Bari e molti altri procedimenti sono pendenti, anche se i tempi sono lunghi

Parma, 18 novembre 2019 – Continua la scia positiva di vittorie nelle controversie finanziarie legate alla Banca Popolare di Bari. L’attività di tutela dei risparmiatori si concentra soprattutto in Puglia: recentemente Confconsumatori ha ottenuto quattro importanti decisioni positive dell’Arbitro per le Controversie Finanziarie (ACF) in provincia di Bari; diverse altre cause e ricorsi all’ACF sono stati avviati a Brindisi, ma i procedimenti richiedono sempre più tempo per arrivare al rimborso.

In provincia di Bari i ricorsi vinti hanno in comune la decisione dell’Arbitro di imporre alla Banca Popolare di Bari il risarcimento degli azionisti per i danni subiti a causa dell’inadempimento di alcuni obblighi nella vendita delle azioni. I titoli venduti, infatti, erano tutti ad alto rischio ed erano stati acquistati inconsapevolmente da persone che pensavano di depositare tutti i loro risparmi in un “salvadanaio sicuro” (così era stato detto loro dalla Banca). «Agli investitori, – ha precisato l’avvocato Alessandra Taccogna, responsabile di Confconsumatori di Bari Capurso Triggiano – tutti di età avanzata e bassa scolarizzazione, la banca aveva chiesto firme senza spiegare neppure di che cosa si trattasse e negando, in seguito, anche la possibilità di vendere le azioni rischiose».

Confconsumatori ha chiesto all’ACF di dichiarare nullo il contratto di vendita delle azioni rischiose. Nonostante la Banca si sia difesa chiedendo il rigetto dei ricorsi, l’Arbitro ha respinto la richiesta della Banca Popolare di Bari riconoscendo la violazione delle regole di condotta, considerato che i ricorrenti «Non erano in grado di percepire con piena consapevolezza l’elevata rischiosità delle operazioni di investimento compiute». Inoltre, i questionari relativi ai profili di rischio non sono mai stati compilati correttamente e, in alcuni casi, erano completamente inesistenti o riportavano firme non apposte dai risparmiatori. La Banca Popolare di Bari è stata così condannata al risarcimento dei risparmiatori per cifre che vanno dai 18 ai 32 mila euro.

Anche a Brindisi, Confconsumatori ha notificato atti di citazione in giudizio civile per una decina di risparmiatori che avevano investito in azioni e obbligazioni convertibili della Bpb e, ancora, altri atti di citazione stanno per essere notificati. I risparmiatori lamentano, anche in questi casi, la mancanza di informazione sulla natura, la tipologia e i rischi dell’investimento consigliato dalla Banca, la non adeguatezza dell’investimento al profilo di rischio del cliente e la mancata consegna della documentazione contrattuale al momento della sottoscrizione delle obbligazioni.

«Anche se i rimborsi e i risarcimenti continuano, – ricorda Emilio Graziuso, Responsabile di Confconsumatori Brindisi e del coordinamento con l’Associazione Nazionale Dalla Parte del Consumatore – i tempi dei procedimenti sono lunghi. Siamo impegnati su più fronti per la tutela dei risparmiatori Bpb e, oltre ai processi incardinati, sono ancora pendenti numerosi procedimenti davanti all’ABF e ci sono risparmiatori in attesa di riscontro ai reclami presentanti alla Banca».

  • Novembre, 18
  • 3664
  • Puglia, Risparmio e Investimenti
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Banca Popolare di Bari: le richieste degli azionisti Il comitato per la tutela degli azionisti BPB formula richieste precise al Governo, alla Banca e alle Autorità di vigilanza

Bari, 31 gennaio 2019 – Il comitato pugliese a difesa dei risparmiatori di Banca Popolare di Bari, alla luce delle recenti anticipazioni trapelate dalla stampa sul futuro della banca, ribadisce l’importanza del coinvolgimento dei soci e formula precise richieste al Governo e alla Banca e alle Autorità di vigilanza. Di seguito il comunicato integrale del comitato.

  • Gennaio, 31
  • 6099
  • Puglia, Risparmio e Investimenti
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Popolare di Bari: serve una legge Dopo il crollo delle azioni e la sanzione di Consob il comitato delle associazioni dei consumatori presenta un disegno di legge a tutela degli azionisti

Bari, 5 ottobre 2018 – Come noto il prezzo di vendita delle azioni della Banca Popolare di Bari è sceso dal massimo storico di 9,53 a 2,38 euro, con una perdita secca di circa il 75% per chi aveva comprato a prezzo pieno. Questa perdita, come noto, ha allarmato la moltitudine dei circa 70.000 azionisti, impauriti dalla possibilità di perdere quasi integralmente il loro capitale.

Dinanzi a questo peggioramento della situazione, da due anni il Comitato ha già attivato tutti gli strumenti di reazione possibili: azioni dinanzi all’Arbitro delle Controversie Finanziarie ed al Tribunale, che ad oggi hanno visto i risparmiatori ottenere decisioni favorevoli nei confronti delle banche; affiancamento dei risparmiatori in esposti presso Banca d’Italia, Consob e la Procura della Repubblica. In via stragiudiziale, il Comitato ha esercitato un pressing per ottenere dalla BPB un fondo di solidarietà, mutui per azionisti in difficoltà, quotazione su un mercato secondario trasparente.

Oggi è giunta la notizia che la Consob ha formalmente sanzionato la banca ed i suoi vertici per le seguenti ragioni: a) per le modalità di determinazione del prezzo delle azioni durante gli aumenti di capitale varati nel 2014 e nel 2015; b) per omissioni di informazioni nei prospetti informativi di quel periodo; c) perché molti clienti a cui sono state vendute le azioni in quegli anni presentavano un portafoglio inadeguato; d) per carenze procedurali ed errori operativi nella gestione degli ordini di vendita quando vi era ancora il mercato interno.

Tali sanzioni rafforzano giuridicamente le ragioni degli azionisti che intendano agire per recuperare il loro investimento.

A questo punto, riteniamo comunque indispensabile e non più rinviabile un intervento legislativo di tutela degli azionisti della BPB, ma anche ovviamente di tutte le altre banche popolari che abbiano i loro azionisti nelle medesime condizioni. Si propone pertanto pubblicamente un disegno di legge che abbia, in estrema sintesi, i seguenti contenuti:  L’art. 12 comma 7 del T.U.B. riconosce espressamente alle banche la facoltà di emettere prestiti non rimborsabili (oppure rimborsabili solo previa autorizzazione della Banca d’Italia). Con questo provvedimento si consentirebbe ai portatori di azioni (illiquide, non quotate e svalutate) di convertirle in obbligazioni irredimibili, ossia non rimborsabili, che garantiscano però agli azionisti che oggi non riescono a vendere le azioni detenute: 1) sia un rendimento piccolo ma certo (non inferiore al 2% annuo) in quanto garantito anche da apposita polizza assicurativa ; 2) sia un titolo che sia appetibile e quindi scambiabile sul mercato, in quanto appetibile per le sue caratteristiche di strumento di risparmio e non certo di investimento a rischio.

In calce è scaricabile il testo integrale della proposta di legge e della relazione di accompagnamento.

Il Comitato proporrà a tutte le forze presenti in Parlamento l’adozione di tale normativa, anche al fine di richiamare alle proprie responsabilità le Istituzioni politiche e tecniche, che sino ad oggi sono rimaste tutte silenti.

Il Comitato con tutte le Associazioni di consumatori componenti ed altre ancora che hanno manifestato la volontà di affiancare il lavoro sin qui svolto, convoca un incontro pubblico, nel corso del quale saranno descritti ai soci tutte le azioni che si stanno svolgendo in sede civile, penale, dinanzi alle Autorità di Vigilanza e da oggi anche in campo legislativo. L’incontro è organizzato insieme alla Camera Arbitrale e della Mediazione di Bari e si svolgerà presso la Camera di Commercio di Bari, Corso Cavour n.2, martedi 30 ottobre alle ore 16.

Il COMITATO: Adusbef (Avv. Vincenzo Laudadio), Adiconsum (Vincenzo Riglietta), Assoconsum (Dott. Francesco Decanio), Codacons (avv. Alessandro Amato), Codici (Prof. Canio Trione), Confconsumatori (Avv. Antonio Pinto), Unione Nazionale Consumatori (Dr. Andrea Cardinale).

SCARICA La proposta di legge presentata dal comitato

  • Ottobre, 5
  • 2527
  • Puglia, Rapporti con Pubblica Amministrazione, Risparmio e Investimenti
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BPB: le decisioni della Corte Costituzionale In puglia il Comitato per la tutela degli Azionisti di Banca Popolare di Bari fa il punto sulla recente sentenza della Corte Costituzionale

Bari, 22 marzo 2018 – Il Comitato pugliese per la tutela degli azionisti composto da Adiconsum, Adusbef, Assoconsum, Codacons, Codici, Confconsumatori, U.N.C. si è espresso sulle decisioni della Corte Costituzionale sulle questioni di costituzionalità sollevate dal Consiglio di Stato riguardo la riforma delle banche popolari, introdotta con il DL n. 3 del 2015. Le questioni di incostituzionalità sono state ritenute infondate. Secondo la Corte, quindi:

  • Marzo, 22
  • 4127
  • Puglia, Risparmio e Investimenti
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Banca Popolare di Bari: 4 ricorsi accolti dall’Acf Tutti accolti i primi quattro ricorsi presentati dai legali di Confconsumatori e del Comitato degli azionisti: la banca dovrà risarcire i risparmiatori

Bari, 9 marzo 2018 – Sono stati tutti accolti i primi quattro ricorsi presentati all’Arbitro per le Controversie Finanziarie in Consob dai legali di Confconsumatori e del Comitato degli azionisti della Banca Popolare di Bari, avvocati Antonio Pinto ed Antonio Amendola. L’Acf ha dichiarato che nelle vicende prospettate vi erano state plurime violazioni – da parte della banca – della normativa in materia di prestazione dei servizi d’investimento.

Fra i vari punti delle motivazioni, appare importante l’affermazione (contenuta nella Decisione n.300 del 28.02.18), secondo cui la mera consegna o la dichiarazione del cliente di aver preso visione dei documenti, non si traduce in via automatica nell’adempimento da parte della banca degli obblighi informativi, previsti dagli artt. 31 e 32 del Regolamento Consob 2007.

Secondo l’Arbitro: “Per contro, gli obblighi informativi degli intermediari verso i propri clienti si inseriscono in un quadro normativo la cui pietra angolare risiede proprio nella capacità di “servire al meglio l’interesse” del cliente, adattando la prestazione erogata in ragione delle specifiche caratteristiche del contraente (esperienza, conoscenza, obiettivi di investimento, situazione patrimoniale)”.

Il Collegio arbitrale ha quindi condannato la Banca Popolare di Bari a risarcire gli azionisti del danno subito. Il danno è stato calcolato nella differenza fra la somma che gli azionisti avevano pagato per comprare le azioni (rivalutata dall’epoca dell’investimento ad oggi), ed il valore presumibile di smobilizzo dell’azione sul mercato secondario Hi-MTF (oggi, ad esempio, lo scambio dell’azione è ad euro 5,70). Il tutto oltre interessi legali.

La presidente di Confconsumatori, Mara Colla, ha ricordato come “Il lavoro congiunto svolto da sette associazioni del territorio, fra le quali vi è anche Confconsumatori, che si sono riunite in un Comitato unico per la tutela degli azionisti della banca, rappresenta un buon esempio di prassi efficace per tutelare al meglio le ragioni dei risparmiatori”.

Il prossimo passaggio atteso dai circa 70mila azionisti è quello della decisione della Corte Costituzionale, che dopo l’udienza del 20 marzo prossimo, dovrà decidere se la banca è obbligata o meno a trasformarsi in S.p.A. e, nell’ipotesi affermativa, se sussista il diritto degli azionisti a recedere dalla compagine societaria, chiedendo il rimborso del valore dei titoli azionari posseduti.

  • Marzo, 9
  • 10787
  • Puglia, Risparmio e Investimenti
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