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E-mail: confconsumatoribasilicata@gmail.com
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TAG: BPB

BPB e Veneto Banca: subito un tavolo per le controversie Le associazioni “Dalla parte del consumatore” e Confconsumatori chiedono l’attivazione di un tavolo per i risparmiatori BPB e Veneto Banca

Brindisi, 16 aprile 2020 – «Subito un tavolo per la definizione bonaria delle controversie» è questa la richiesta che il Coordinamento istituito dalla Associazione Nazionale “Dalla Parte del Consumatore” e dalla Confconsumatori – Federazione Provinciale di Brindisi ha fatto pervenire ai vertici della Banca Popolare di Bari e della Banca Intesa San Paolo, Istituto che ha incorporato Banca Apulia che, come è noto, ha venduto titoli della Veneto Banca.

Il Coordinamento, da anni impegnato nella tutela dei risparmiatori, infatti, anche alla luce dei successi ottenuti dinnanzi all’Arbitro per le Controversie Finanziarie, ritiene indispensabile, oggi più che mai, in questa fase di grave emergenza non solo sanitaria ma anche economica, che si adottino misure concrete al fine di evitare il collasso economico della famiglie.

Un primo passo in tal senso, quindi, secondo il Coordinamento è quello di istituire un tavolo con Banca Popolare di Bari e Banca Intesa San Paolo al fine di cercare transattivamente di dirimere il contenzioso sorto tra le stesse ed i risparmiatori.

«Abbiamo richiesto l’immediata attivazione – afferma l’Avvocato Emilio Graziuso, Responsabile del Coordinamento – per i nostri associati di tavoli con Banca Popolare di Bari e Banca Intesa San Paolo per cercare di addivenire ad un componimento bonario delle controversie. Nello stesso tempo abbiamo precisato che, qualora attivato, detto tavolo non dovrà essere caratterizzato da previsioni, unilateralmente “preconfezionate” dalla Banca, contenente, ad esempio, le misure massime di indennizzo, i requisiti che il risparmiatore deve rivestire (es. reddito, condizioni di salute, ecc.) e/o l’ esclusioni di determinate tipologie di titoli. Ogni pratica, infatti, chiediamo che sia analizzata, valutata e discussa singolarmente».

La richiesta della istituzione di un tavolo per cercare di risolvere le controversie insorte, scaturisce anche dai numerosi successi che il Coordinamento ha ottenuto per conto dei propri associati dinnanzi all’Arbitro per le Controversie Finanziarie: solo nell’ultima settimana, è stato riconosciuto il diritto al risarcimento del danno patito da due risparmiatori per l’acquisto di titoli Banca Popolare di Bari e da una risparmiatrice per aver acquistato dalla ex Banca Apulia, oggi Intesa San Paolo, azioni Veneto Banca.

«Stiamo ottenendo l’accoglimento integrale della nostra linea difensiva – conclude l’Avvocato Graziuso –  con conseguente riconoscimento del diritto al risarcimento del danno dei nostri assistiti. Motivo ulteriore perché si istituisca al più presto un tavolo quale strumento concreto per la risoluzione stragiudiziale delle controversie, anche per quelle con processi in corso. Se la Banca non sarà disponibile a discutere i singoli casi, continueremo a dare battaglia dentro e fuori le aule di Tribunale».

Per informazioni è possibile contattare lo sportello online e telefonico: coordinamentoconsumatori@gmail.com  / 347 – 062 8721

Link alle sedi territoriali e agli sportelli online di Confconsumatori

  • Aprile, 16
  • 2108
  • Dalle Sedi, Puglia, Risparmio e Investimenti
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BPB e Veneto Banca: continuano diffide e mediazioni Anche in periodo di emergenza da Covid-19 continua la battaglia del Coordinamento al fianco dei risparmiatori traditi dagli istituti di credito

Brindisi, 10 aprile 2020 – Nel pieno rispetto delle norme dettate per fronteggiare l’esigenza sanitaria Covid-19, continua senza sosta la battaglia del Coordinamento istituito dall’Associazione Nazionale “Dalla Parte del Consumatore” e dalla Confconsumatori – Federazione Provinciale di Brindisi al fianco dei risparmiatori che hanno investito il proprio denaro in titoli della Banca Popolare di Bari e della Veneto Banca.

Forte, infatti, delle numerose pronunzie favorevoli ai propri assistiti ottenuti dinnanzi all’Arbitro per le Controversie Finanziarie (ACF), il Coordinamento, in questi giorni, ha promosso una massiccia controffensiva nei confronti della Banca Popolare di Bari e dell’Intesa San Paolo, banca che ha incorporato per fusione Banca Apulia, istituto di credito che sul territorio pugliese ha venduto i titoli della Veneto Banca.

Solo negli ultimi giorni, infatti, sono state inviate in via telematica sei diffide e sono state avviate otto procedure di mediazione finalizzate alla conciliazione, atti prodromici, qualora non si riesca a raggiungere un accordo con gli istituti di credito, per l’instaurazione di altrettanti processi.

«L’Arbitro per le Controversie Finanziarie – afferma l’Avvocato Emilio Graziuso, Responsabile del Coordinamento Confconsumatori – Dalla Parte del Consumatore – sta accogliendo in pieno le tesi giuridiche che stiamo portando avanti per la difesa dei risparmiatori. Riteniamo giusto e quanto mai necessario, quindi, non fermarci e continuare a dare battaglia dentro e fuori le aule di Tribunale, stante, tra l’altro, i numerosi processi che abbiamo già instaurato».

Secondo il Coordinamento è opportuno che, in questa fase, i risparmiatori provvedano, almeno, ad inviare, qualora ne ricorrano gli estremi, una diffida contenete un formale atto di messa in mora nei confronti della Banca rivendicando i propri diritti e richiedendo, qualora non ne siano già in possesso, tutta la documentazione relativa ai propri investimenti.

«Il periodo che stiamo vivendo è molto particolare – continua l’Avvocato Graziuso – ma, purtroppo, le procedure da avviare nei confronti delle Banche si compongono di varie fasi, con conseguenti tempi spesso lunghi. E’ opportuno, quindi, che i risparmiatori non accantonino la tutela dei propri diritti e pongano in essere i passaggi necessari e i le azioni che si possono svolgere nell’immediato. Inoltre, riteniamo estremamente necessario che il singolo risparmiatore interrompa ogni e qualsivoglia termine di prescrizione, ed è proprio a tal fine che consigliamo, ove naturalmente ne ricorrano gli estremi, di inoltrare una diffida contenente un formale atto di messa in mora».

L’attività del Coordinamento Confconsumatori – Dalla Parte del Consumatore al fianco dei risparmiatori, quindi, non si ferma, ma si adatta alle nuove esigenze ed aumenta ogni giorno di più, attraverso il proprio sportello online.

Per informazioni: coordinamentoconsumatori@gmail.com; tel. 347 – 0628721

Link alle sedi territoriali e agli sportelli online di Confconsumatori

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  • Aprile, 10
  • 2138
  • Dalle Sedi, Puglia, Risparmio e Investimenti
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BPB: sono ben 146 i risparmiatori indennizzati Per la prima volta tanti piccoli azionisti della Popolare di Bari sono stati materialmente indennizzati, 87 dei quali assistiti da Confconsumatori

Parma, 4 marzo 2020 – Dopo varie decisioni cartacee, questo è il primo caso in cui gli azionisti della Banca Popolare di Bari sono stati indennizzati dalla banca. Sono, infatti, ben 146 i risparmiatori della BPB che in questi giorni hanno materialmente incassato le somme derivanti da altrettante transazioni concluse con la banca, 87 dei quali sono stati assistiti dagli Avvocati Antonio Pinto e Antonio Amendola di Confconsumatori.

La stragrande maggioranza di coloro che hanno transatto, aveva ottenuto decisioni vittoriose davanti all’Arbitro per le Controversie Finanziarie (ACF) della Consob, prima del 13 dicembre 2019, data in cui la banca è stata posta in Amministrazione Straordinaria (Link all’articolo sul sito di Confconsumatori)

Oltre alle somme ottenute a titolo di indennizzo, gli azionisti hanno anche conservato le azioni e tutti i relativi diritti patrimoniali che ne deriveranno, laddove si proceda alla trasformazione in S.p.A.

Le percentuali ottenute sono diverse per ciascuno, sia a causa della minore o maggiore gravità delle violazioni subite, nonché a seconda dei dividendi già percepiti che sono stati detratti, o di prescrizioni parziali per alcuni titoli acquistati in anni remoti.

«Per il futuro – precisa il legale Antonio Pinto, presidente regionale di Confconsumatori Puglia – occorrerà guardare anche agli esiti della verifica della effettiva situazione patrimoniale della banca, che i Commissari stanno opportunamente ricostruendo, anche con l’ausilio della BDO Italia, società di revisione da loro nominata. Solo dopo sarà possibile individuare un percorso serio, con numeri e percentuali effettive di ristoro, per quegli azionisti che hanno subito un collocamento illegittimo».

Le transazioni sono state autorizzate dai Commissari, in esecuzione di conciliazioni concordate prima del 30 dicembre 2019, e sono un primo gesto concreto dell’inversione di tendenza e della maggiore attenzione posta dalla nuova governance verso gli azionisti vittime di un collocamento illegittimo, i quali, per la prima volta, ricevono soldi dalla banca. Tali accordi derivano dal Protocollo di conciliazione che le principali Associazioni di consumatori riconosciute avevano ottenuto a giugno 2019, sull’onda delle vittorie già all’epoca ottenute in ACF.

  • Marzo, 4
  • 4032
  • Puglia, Risparmio e Investimenti
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Popolare di Bari: la banca dovrà risarcire l’azionista Nuova vittoria per il Coordinamento: l’ACF riconosce che la risparmiatrice doveva essere informata degli obblighi, ora la Banca dovrà risarcirla

Bari, 26 Febbraio 2020 – In quella che sembra ormai una guerra senza esclusione di colpi, il Coordinamento istituito dalla Confconsumatori e dall’Associazione Nazionale “Dalla Parte del Consumatore” ottiene una nuova importante vittoria nei confronti della Banca Popolare di Bari.

Con una decisione emessa giovedì 20 febbraio 2020, infatti, l’Arbitro per le Controversie Finanziarie della Consob ha riconosciuto il diritto al risarcimento del danno patito da una risparmiatrice, assistita dall’Avvocato Emilio Graziuso, che aveva investito i propri risparmi in titoli della Banca Popolare di Bari.

Nel 2013 la risparmiatrice, convinta dai dipendenti della Banca Popolare di Bari, aveva acquistato, in un’unica soluzione azioni e obbligazioni convertibili, investendo così tutti i propri risparmi. Al momento dell’acquisto i titolo erano stati prospettati dall’Istituto di credito come sicuri, senza rischio alcuno di perdita del capitale investito, e le era stato detto che potevano essere disinvestiti in qualsiasi momento. I titoli, invece, avevano poi registrato una notevole perdita di valore e così la risparmiatrice aveva inviato un reclamo alla Banca, attraverso il coordinamento Confconsumatori – Dalla Parte del Consumatore. La banca, però, aveva inviato una risposta negativa, così la risparmiatrice aveva promosso un procedimento davanti all’Arbitro per le Controversie Finanziarie, concluso con la pronunzia emessa il 20 febbraio, con la quale è stato riconosciuto il diritto dell’azionista ad ottenere il risarcimento del danno.

«La Banca Popolare di Bari deve risarcire il risparmiatore – afferma l’avv. Emilio Graziuso, Responsabile del Coordinamento Confconsumatori “Dalla Parte del Consumatore” – Questa è l’ennesima vittoria che abbiamo ottenuto nei confronti dell’Istituto di credito barese. L’Arbitro per le Controversie Finanziarie, infatti, sta accogliendo in pieno la linea difensiva che abbiamo individuato, riconoscendo la violazione da parte della Banca Popolare di Bari della normativa concernente gli obblighi informativi gravanti sulla Banca e, di conseguenza, il diritto del risparmiatore al risarcimento del danno».

Secondo l’Arbitro, infatti, la violazione degli obblighi informativi da parte della Banca Popolare di bari «ha avuto una decisiva incidenza causale nelle scelte di investimento, potendo ragionevolmente affermarsi – in ossequio al principio del “più probabile che non” – che se la ricorrente fosse stata resa edotta della illiquidità degli strumenti in questione certamente non avrebbe eseguito gli investimenti per cui è controversa».

«Continueremo ad essere al fianco dei risparmiatori in questa dura e delicata battaglia avente ricadute non solo giudiziali ma anche economiche e sociali», conclude l’Avvocato Emilio Graziuso.

  • Febbraio, 26
  • 2909
  • Puglia, Risparmio e Investimenti
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BPB: promossi dai risparmiatori nuovi processi civili Non si fermano le citazioni in giudizio da parte dei risparmiatori che hanno investito il proprio denaro in titoli della Banca Popolare di Bari

Bari, 10 febbraio 2020 – Solo nell’ultima settimana altri 3 risparmiatori hanno promosso processi, dinnanzi al Tribunale Civile di Brindisi, per la ormai tristemente nota vicenda che ha coinvolto l’istituto di credito barese ed altre cause partiranno nei prossimi giorni.

«Purtroppo – afferma l’avvocato Emilio Graziuso, Responsabile del Coordinamento istituito da Confconsumatori e dall’Associazione Nazionale “Dalla Parte del Consumatore” – questa è la diretta conseguenza della incomprensibile posizione di chiusura alle istanze dei risparmiatori assunta, ancora in questi giorni, dalla Banca Popolare di Bari. Sino ad ora, la Banca non ha mostrato alcuna intenzione di addivenire ad accordi transattivi con i consumatori».

«Come coordinamento – riprende Graziuso – abbiamo cercato in tutti i modi di evitare il contenzioso, promuovendo procedure di mediazione alle quali la Banca non ha aderito e procedure dinnanzi all’Arbitro per le Controversie Finanziarie, le quali si sono concluse con decisioni che hanno riconosciuto il diritto dei risparmiatori al risarcimento del danno ma alle quali la Banca non ha dato attuazione, nonostante sia stata riscontrata la violazione da parte dell’Istituto di credito degli obblighi di diligenza, correttezza, informazione e trasparenza nella prestazione di servizi di investimento. È ovvio, quindi, che l’unica strada che rimane per i risparmiatori è quella di procedere giudizialmente per la tutela dei propri diritti».

La posizione di chiusura verso soluzioni bonarie delle controversie appare quanto mai incomprensibile anche alla luce delle indagini giudiziarie in corso che procedono a ritmo incalzante.

«La contestazione del reato di falso in prospetto – continua l’avvocato Emilio Graziuso – e le ipotesi di presunta truffa ai danni dei risparmiatori sono molto importanti ed avranno una notevole ricaduta anche sui processi civili instaurati e da instaurare nei confronti dell’Istituto di credito. Tali ipotesi di reato, infatti, qualora accertati, confermerebbe la tesi dell’assoluta inconsapevolezza dei risparmiatori, e non certo per loro responsabilità, al momento dell’acquisto dei titoli, circa la situazione economica, sulla solvibilità e solidità della banca e, di conseguenza, in merito all’affidabilità dei titoli, alla natura ed al rischio degli stessi ed al recupero delle somme investite».

Dal Coordinamento Confconsumatori – Dalla Parte del Consumatore fanno sapere che anche l’approvazione da parte del Senato del decreto sulla Banca Popolare di Bari che, quindi, diventerà legge con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, non comporta un ristoro per i risparmiatori.

«Ben venga – conclude l’avvocato Emilio Graziuso – l’approvazione del decreto da parte delle Camere ma questo non basta. Chiediamo l’adozione di misure concrete affinché i risparmiatori rientrino in possesso delle somme investite e questo lo chiediamo sia alle Istituzioni sia agli attuali vertici della Banca, altrimenti, l’unica speranza per i risparmiatori continua ad essere il lavoro svolto dalla magistratura e, quindi, la via giudiziale. Da parte nostra continueremo ad essere al fianco dei risparmiatori dando battaglia dentro e fuori le aule di Tribunale».

Per informazioni: 347 – 0628721

  • Febbraio, 10
  • 1515
  • Puglia, Risparmio e Investimenti
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BPB: nuove aperture per gli azionisti Le associazioni dei consumatori hanno incontrato i Commissari della Popolare di Bari, ottenendo apertura a indennizzi per i piccoli azionisti e chiusura delle transazioni già concluse

Parma, 6 febbraio 2020 – Novità nel caso Banca Popolare di Bari: mercoledì 5 febbraio i rappresentanti delle associazioni dei consumatori, tra cui anche Confconsumatori, hanno incontrato i Commissari straordinari della Popolare ottenendo risultati utili, come l’impegno ad inserire nel piano industriale misure di indennizzi per gli azionisti che non siano investitori qualificati e la chiusura definitiva delle transazioni già concluse.

I numeri dei risparmiatori coinvolti in questa vicenda sono importanti, perché il capitale sociale, fino al 2015, prima delle perdite successive, era di circa un miliardo di euro e le obbligazioni subordinate ancora in mano ai risparmiatori sono di circa euro 290 milioni di euro.

Le associazioni Confconsumatori, Adiconsum, Adusbef, Assoconsum, Federconsumatori, Lega Consumatori e Unione Nazionale Consumatori, avevano formulato diverse richieste in previsione dell’incontro con i Commissari, come la richiesta che, nel nuovo piano industriale previsto per il 15 aprile, vi siano anche misure per l’indennizzo a favore degli azionisti. «Su questo i commissari – spiega Antonio Pinto, presidente di Confconsumatori Puglia in un’intervista su Il Sole24Ore di mercoledì 5 febbraio – si sono resi disponibili nell’individuazione di un perimetro di veri piccoli azionisti al cui interno definire un percorso conciliativo con condizioni differenziate, caso per caso. E poi, per ogni tipologia individuata, applicare una sorta di par condicio».

Durante l’incontro, le associazioni hanno chiesto una parte dell’indennizzo per i risparmiatori in contanti, in prevalenza per i piccoli azionisti, escludendo quindi i grandi investitori, mentre un’altra parte verrebbe tradotta in azioni o obbligazioni subordinate utilizzando lo strumento della trasformazione in spa e del successivo aumento di capitale. «Ai piccoli azionisti – riporta il Sole24Ore – che hanno ottenuto decisioni favorevoli, verrebbero cioè date, in concambio, azioni della spa di valore superiore a quello che matematicamente gli spetterebbe, cosi da contenere un secondo pezzo di risarcimento».

Altra richiesta ai Commissari, è stata quella di un cambio di atteggiamento della Banca Popolare di Bari nei confronti delle decisioni dell’Arbitro per le Controversie Finanziarie o del Tribunale, valutando di proporre transazioni con somme di importo pari almeno agli accantonamenti, che in sede di bilancio devono essere fatte comunque in caso di contenzioso.

Infine, dall’articolo apparso su Il Sole24Ore, è stato lanciato un appello ai commissari a portare avanti la valorizzazione delle Dta, per trasformare le attività per imposte anticipate in crediti di imposta, che valgono circa 500 milioni di euro, spiegando alla Ue che non è norma anticoncorrenziale.

Leggi l’articolo:
Il Sole24ore_BPB_5-2-20

 

 

 

 

Link ai precedenti comunicati su BPB

  • Febbraio, 6
  • 1633
  • Puglia, Risparmio e Investimenti
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Pagina 3 di 5«12345»

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