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MATERA

MATERA
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Telefono: 0835.1766729
Cellulare: 376.1448694
E-mail: confconsumatorimatera@gmail.com
Responsabile: Giovanni Vinci
Orario di apertura: Martedì dalle 17 alle 19; Giovedì dalle 16 alle 19

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Telefono: 328.1984943
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PISTICCI (Mt)
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TURSI (MT)
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E-mail: confconsumatoribasilicata@gmail.com
Orario di apertura: mercoledì dalle 16 alle 18.30

TAG: furto

Parma, le rubano la carta di credito e la banca deve rimborsare Con l’assistenza di Confconsumatori, la donna ha potuto recuperare 500 euro presso l’Arbitro Bancario Finanziario

Parma, 4 dicembre 2024 – Continuano anche a Parma i casi di furti e frodi bancarie risolti attraverso il ricorso all’Arbitro Bancario Finanziario. A dicembre dello scorso anno, una cittadina era stata derubata del portafoglio quando si trovava all’interno di un centro commerciale; con l’assistenza di Confconsumatori, la donna è finalmente riuscita a ottenere dalla banca il rimborso del denaro prelevato con la sua carta di credito.

LA VICENDA

Dopo essersi accorta del furto, la donna aveva provveduto a bloccare tempestivamente la carta, ma i ladri erano riusciti comunque nel frattempo a effettuare due prelievi per un totale di 500 euro, approfittando di falle nella gestione delle operazioni da parte dell’intermediario. Con l’aiuto di Confconsumatori, la parmigiana si è allora rivolta all’Arbitro Bancario Finanziario, che ha condannato la banca a rimborsare: l’intermediario, infatti, non ha fornito la prova che le operazioni fossero state debitamente autorizzate e autenticate, come previsto dalla normativa.

“Si tratta di una ulteriore conferma dell’efficacia del servizio di contrasto alle frodi bancarie messo a disposizione dall’associazione, istituito sia a Parma che sul territorio nazionale”, dichiara Marco Festelli, presidente di Confconsumatori.

Le persone interessate a ricevere assistenza per problematiche simili possono rivolgersi alle sedi locali di Confconsumatori (www.confconsumatori.it/gli-sportelli-di-confconsumatori/) o allo sportello online dell’associazione (www.confconsumatori.it/spiegaci-il-tuo-problema/). Per maggiori informazioni è possibile contattare lo sportello di Confconsumatori Parma, in via Mazzini 43, al numero 0521 230134 o all’indirizzo e-mail parma@confconsumatori.it.

Leggi la decisione dell’Abf

 

  • Dicembre, 4
  • 875
  • Dalle Sedi, Emilia Romagna, sitoer
  • More

Furto allo sportello ATM: rimborsati 1.500 euro a Roma L’Abf ha riconosciuto il diritto a un rimborso da parte di Unicredit a un consumatore derubato con l’inganno allo sportello ATM

Roma, 27 ottobre 2023 – Una ulteriore importante Vittoria di Confconsumatori Roma presso l’Arbitro Bancario e Finanziario (Abf) che ha riconosciuto il diritto al rimborso di 1.500 euro a favore di un consumatore romano, corrispondente all’importo di una operazione disconosciuta a seguito di un prelievo non autorizzato presso uno sportello ATM.

IL FURTO

A marzo 2022, il nostro associato era stato avvicinato da uno sconosciuto mentre stava inserendo la propria carta bancomat nello sportello ATM. L’uomo si era parato tra il ricorrente e lo schermo dell’ATM, sostenendo che il sistema non funzionasse. Allora, il cittadino ha recuperato la carta di pagamento e si è spostato all’ATM accanto: a quel punto si è accorto che era appena stato effettuato un prelievo dal proprio conto. Il malvivente era riuscito a sottrargli 1500 euro, nonostante la carta fosse nelle mani del ricorrente stesso e non fosse stato inserito il PIN.

L’associato di Confconsumatori si è rivolto all’intermediario chiedendo un rimborso, senza però avere successo. Non essendo riuscito a definire la controversia attraverso il reclamo, con l’assistenza della sede domanda di Confconsumatori l’uomo ha deciso di avviare una procedura davanti all’Arbitro Bancario Finanziario, che si è infine rivelata risolutiva.

LA DECISIONE DELL’ABF

Secondo l’Abf, spettava all’intermediario provvedere a indicare una serie di elementi che dimostrassero la colpa grave dell’utente alla base del furto: queste prove, però, erano in questo caso assenti. L’intermediario, infatti, ha obiettato che le operazioni erano state effettuate correttamente, senza che emergesse alcuna anomalia, autenticate tramite il microchip della carta e la corretta digitazione del PIN senza errori, senza però dimostrare nulla in merito alla colpa grave dell’utente.

L’Arbitro ha infine chiarito che il ladro aveva impiegato una condotta ingannevole, convincendo l’utente che l’ATM non funzionasse, accompagnata inoltre da una forma di prevaricazione fisica, frapponendosi tra il ricorrente e l’ATM dov’era giù stata inserita carta bancomat. Il malvivente aveva poi digitato la cifra da prelevare, e l’aveva sottratta.

Al riguardo, è orientamento consolidato che, a fronte di un comportamento violento del ladro, va esclusa la colpa grave dell’utilizzatore dello strumento di pagamento, il quale in alcun modo avrebbe potuto evitare l’aggressione subita.

«L’Arbitro Bancario e Finanziario – ha dichiarato l’avvocato Barbara d’Agostino Presidente Confconsumatori Lazio – ha nuovamente riconosciuto un principio fondamentale e precisamente la totale assenza di colpa quando si è vittima di una condotta ingannevole, e ha oltretutto riconosciuto in modo chiaro che a fronte di un comportamento violento del ladro, va esclusa la colpa grave dell’utilizzatore dello strumento di pagamento, il quale in alcun modo avrebbe potuto sottrarsi all’aggressione. Il Collegio ha riconosciuto che la responsabilità dell’operazione fraudolenta grava sull’intermediario e che la vittima di furto ha diritto a ottenere il rimborso dell’importo condannando quindi Unicredit al rimborso delle somme illegittimamente sottratte dal conto corrente».

I consumatori vittime di furti e frodi che necessitano di assistenza possono rivolgersi a Confconsumatori tramite le sedi territoriali elencate qui: https://www.confconsumatori.it/gli-sportelli-di-confconsumatori/.

  • Ottobre, 27
  • 2380
  • Dalle Sedi, Lazio
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Furto del bancomat al supermercato: anziana signora risarcita L’Abf ha sancito la responsabilità dell’istituto di credito che non aveva attivato un sistema di allerta efficace a tutelare la cliente

Parma, 2 ottobre 2023 – Chi viene derubato del bancomat, che viene poi utilizzato ripetutamente da malviventi per prelevare denaro, ha diritto al rimborso almeno delle operazioni che sarebbero state evitate se l’intermediario avesse attivato un efficace sistema di allerta. L’sms alert, infatti, induce il consumatore a mettersi al riparo, e a bloccare la carta di pagamento. È quanto ha ribadito l’Arbitro Bancario Finanziario – Collegio di Bologna – a cui si è rivolta un’anziana signora con l’assistenza dello sportello di Parma di Confconsumatori.

IL FURTO

La vittima del furto aveva utilizzato il bancomat all’interno di un supermercato, riponendolo, al termine, nel trolley porta spesa. Solo in serata, grazie alla telefonata di una persona che la avvisava di aver ritrovato la sua busta portatessere, si era accorta della mancanza della carta di pagamento. La mattina seguente la signora, recuperando il portatessere, ha scoperto che il bancomat era in effetti scomparso, e a quel punto ne ha disposto il blocco. Contattando la sua filiale, ha scoperto che nel frattempo erano state compiute 19 operazioni fraudolente per un totale di poco superiore ai 5.000 euro.

LA DECISIONE DELL’ABF

Nonostante la donna avesse dichiarato di non aver mai custodito la carta di debito insieme al codice Pin, l’intermediario finanziario si era rifiutato di riconoscerle il rimborso, sostenendo che i ripetuti prelievi dovevano essere avvenuti a seguito dell’inserimento del Pin corretto. La titolare del conto si era così rivolta allo sportello di Confconsumatori e, con il suo aiuto, all’Abf, autorità preposta alla risoluzione stragiudiziale delle controversie nel settore bancario. L’Arbitro, pur evidenziando che le prime 4 delle 19 operazioni disconosciute erano state effettuate a ridosso dell’ultimo utilizzo effettuato dalla signora nel supermercato e quindi, apparentemente, inserendo il Pin corretto, ha riconosciuto all’associata di Confconsumatori il diritto a essere rimborsata di una somma pari a circa 4.000 euro. Si tratta dell’importo sottratto con le 15 operazioni successive, effettuate più tardi rispetto alle prime, che avrebbero potuto essere evitate se l’istituto di credito avesse provveduto all’invio di un sms alert.

“Una decisione molto importante – commenta l’avvocato Grazia Ferdenzi, che ha assistito la risparmiatrice – perché riconosce il principio in base al quale l’intermediario deve farsi parte attiva nell’arginare il dilagante fenomeno delle truffe compiute a mezzo di strumenti di pagamento, istituendo a favore di ciascun cliente un pronto sistema di efficace allerta che possa permettere l’immediata evidenza di un’operazione fraudolenta in atto”.

Leggi la decisione dell’Abf

  • Ottobre, 2
  • 1881
  • Emilia Romagna, Risparmio e Investimenti
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Risparmiatore non cade nella truffa sms ma viene frodato di 5mila euro. Per l’Arbitro bancario va rimborsato: «Manca la prova dell’utilizzo delle password» Confconsumatori: «Un altro caso risolto, ma ulteriori interrogativi sulla sicurezza delle operazioni online»

Firenze, 28 settembre 2023 – Un fiorentino si era visto addebitare quasi 5.000 euro sulla propria carta, nonostante non fosse caduto nell’inganno degli sms truffaldini. L’Abf (Arbitro bancario finanziario) ha disposto che la banca debba rimborsarlo perché manca la prova che le operazioni fossero state svolte con l’utilizzo dell’autenticazione a due fattori.

IL CASO

Il risparmiatore che si è rivolto allo sportello fiorentino di Confconsumatori aveva ricevuto nel settembre 2022 decine di sms truffaldini con il sistema dello “spoofing” che lo avvisavano di un utilizzo anomalo della carta, ma non era caduto nel tranello e non aveva cliccato sul link contenuto nel messaggio. Il correntista, per la verità, non aveva mai neppure attivato il sistema di controllo online della carta né l’utilizzo in via elettronica, gestendola in modo tradizionale con gli estratti conto cartacei. Il giorno seguente invece aveva ricevuto un messaggio che lo informava di una mancata autorizzazione per circa 2.500 euro: aveva contattato la banca, facendo bloccare la carta, e si era accorto che in quella giornata erano stati disposti pagamenti per circa 5.000 euro. Alla contestazione degli addebiti, la Banca aveva sostenuto che si trattasse di operazioni regolari, in quanto autorizzate mediante riconoscimento biometrico attivato sul cellulare. A quel punto il risparmiatore si è rivolto alla sede fiorentina di Confconsumatori e con gli esperti dell’associazione ha attivato la procedura di arbitrato dinanzi alla Banca d’Italia.

LA DECISIONE

Con lodo del 2 settembre 2023, l’Arbitro bancario ha riconosciuto che la società emittente della carta non ha provato che le operazioni erano state svolte con l’utilizzo dell’autenticazione a 2 fattori conosciuti dall’utente, cioè non era provata l’esistenza di una password prestabilita o di una password temporanea. Per il consumatore la vicenda si è risolta positivamente, perché ha recuperato il denaro, ma la vicenda apre altri interrogativi sulla sicurezza informatica degli strumenti di pagamento perché i malviventi sono riusciti comunque ad utilizzare una carta sprovvista di otp/password e di abilitazione alle operazioni online.

LA TUTELA

I cittadini alle prese con casi simili possono rivolgersi alla sede Confconsumatori di Firenze, in via Modena 23, per contrastare abusi oppure prevenirli, ricevendo comunque un’adeguata informazione in materia. «Perché la funzione di Confconsumatori – ricordano dall’associazione – non è solo quella di curare ma anche prevenire le truffe attraverso la formazione dei cittadini-consumatori». Lo sportello di firenze è contattabile nei giorni di mercoledì, giovedì e venerdì con orario 9-13 e 14.30-17.30 (telefono: 055 585564; email: firenze@confconsumatori.it).
  • Settembre, 28
  • 1785
  • Dalle Sedi, Risparmio e Investimenti, Toscana
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Furto in auto: rimborsati 1.500 euro a Roma L’Abf ha riconosciuto il diritto a un rimborso, da parte della banca, a una consumatrice derubata della borsetta contenente la carta di pagamento

Roma, 14 settembre 2023 – Vittoria per una consumatrice romana, associata di Confconsumatori, che era stata derubata della borsetta che si trovava nella sua auto. L’Arbitro Bancario Finanziario (Abf) ha riconosciuto alla donna il diritto a un rimborso di 1.500, da parte della banca, pari all’importo di due operazioni disconosciute, effettuate dopo il furto avvenuto con destrezza.

DISTRATTA CON L’INGANNO

A luglio 2022, intorno alle 9 del mattino, la donna – accendendo la sua autovettura parcheggiata – aveva sentito un grosso tonfo all’altezza della ruota. Quando era scesa dall’auto per verificare l’accaduto, uno dei malviventi l’aveva distratta, facendole perdere di vista per un attimo il veicolo. Rientrata in macchina, si era subito resa conto che la sua borsetta era stata rubata.

Pochi minuti dopo il furto, appena alle 9.15, i ladri avevano effettuato dei prelievi fraudolenti con la carta di pagamento della donna per un totale di 1.500 euro. Assistita da Confconsumatori, l’associata ha prima chiesto il rimborso all’intermediario, ricevendo però risposta negativa. Visto l’insuccesso del reclamo, ha infine promosso una procedura davanti all’Abf.

LA DECISIONE DELL’ABF

L’intermediario ha affermato che le operazioni erano state effettuate correttamente, senza che emergesse alcuna anomalia, e autenticate tramite il microchip della carta e la corretta digitazione del PIN senza errori, attribuendo quindi “la colpa grave” della nostra associata per custodia congiunta di carta e credenziali di accesso. L’Arbitro, però, ha escluso la colpa grave, riconoscendo il diritto al rimborso: si trattava infatti di un caso di “furto con destrezza”, compiuto tramite l’artificio dell’“urto del veicolo”. I ladri hanno impiegato modalità che appaiono aggressive e funzionali a ottenere una reazione d’istinto, lasciando la borsa incustodita nella vettura.

«L’Arbitro Bancario e Finanziario – ha dichiarato l’avvocato Barbara d’Agostino, presidente Confconsumatori Lazio – ha riconosciuto un principio fondamentale e precisamente la totale assenza di colpa quando si è vittima di furto, considerando che in questi casi la custodia congiunta non costituisce di per sé colpa, e ha oltretutto riconosciuto in modo chiaro che la soglia di diligenza richiesta viene ridimensionata e parametrata al contesto, come nel caso specifico, in quanto il furto è avvenuto con modalità particolarmente aggressive, tanto da escludere altresì la colpa grave  nella parte relativa al blocco dello strumento di pagamento e alla sua asserita tardività, considerato che la ricorrente è stata privata anche del telefono cellulare, che le avrebbe consentito nell’immediato di contattare gli operatori dell’intermediario resistente per bloccare la carta di pagamento  condannando quindi la banca al rimborso delle somme illegittimamente sottratte dal conto corrente».

I consumatori che necessitano di assistenza possono rivolgersi a Confconsumatori tramite le sedi territoriali all’interno della sezione Dove siamo.

Leggi la decisione dell’Abf
  • Settembre, 14
  • 1531
  • Dalle Sedi, Lazio, Risparmio e Investimenti
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Furto di bancomat “con destrezza”: la Banca deve rimborsare A Monza i ladri avevano sottratto a una donna 1.500 euro con due prelievi compiuti in pochissimi minuti. Per l'Abf, la cliente non ha responsabilità

Monza, 26 aprile 2023 – A Monza, grazie all’intervento dell’Arbitro Bancario Finanziario, si risolve positivamente un altro caso di furto del bancomat. La donna protagonista della vicenda si trovava al supermercato quando dei malviventi le hanno sottratto dalla borsa la sua carta di debito. Prima che facesse in tempo a rendersene conto e a richiedere il blocco del dispositivo di pagamento, i ladri le avevano già portato via 1.500 euro attraverso due prelievi compiuti a pochissimi minuti l’uno dall’altro. La Banca si è rifiutata di disporre il rimborso, affermando che la cliente non aveva custodito correttamente la carta, ma l’Abf ha invece stabilito che, trattandosi di “furto con destrezza”, l’associata di Confconsumatori non aveva colpe e aveva diritto a essere risarcita.

LA DECISIONE DELL’ABF

Le operazioni fraudolente sono state compiute con estrema rapidità: dopo aver rubato il bancomat, i ladri, in soli tre minuti, sono riusciti a effettuare due prelievi rispettivamente da 250 e da 1.250 euro, in due diversi sportelli ATM. Sapendo di avere agito correttamente – conservando separatamente i codici di sicurezza – e di avere bloccato appena possibile la sua carta, la donna ha inviato reclamo alla Banca per poter recuperare le proprie somme. L’Istituto ha però negato il rimborso, affermando che “la carta risulta essere stata lasciata, per un certo lasso di tempo, in luogo non presidiato e comunque al di fuori del Suo controllo (incauta custodia)” e anche davanti all’Abf ha continuato ad attribuire alla cliente la “colpa grave” di avere custodito incautamente lo strumento di pagamento e il relativo codice PIN segreto. Alla fine, ci ha pensato l’Abf a fare chiarezza, dando ragione all’associata e accogliendo il suo ricorso. Nella pronuncia si legge infatti che la Banca non ha “fornito elementi sufficienti per considerare caratterizzata da colpa grave la condotta della ricorrente, che, sulla base di quanto dalla stesa riferito, è stata vittima di furto con destrezza dello strumento di pagamento”. Come in altre vicende analoghe, l’Abf ha dunque affermato che quando si realizza la fattispecie di furto con destrezza degli strumenti di pagamento, viene meno la responsabilità per omessa violazione degli obblighi di custodia da parte delle persone derubate.

Leggi la decisione dell’Abf

I consumatori che necessitano di assistenza possono rivolgersi a Confconsumatori tramite le sedi territoriali elencate qui: www.confconsumatori.it/gli-sportelli-di-confconsumatori/.

  • Aprile, 26
  • 12396
  • Dalle Sedi, Lombardia, Risparmio e Investimenti
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L’AQUILA
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e-mail sportello: confconsumatoriaqsu@gmail.com
Responsabile provinciale: Francesca Davini
Responsabile regionale: Domenico Taglieri
Orari di apertura: Martedì dalle 10 alle 12.30; Giovedì dalle 16 alle 18.30

CHIETI
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Cellulare:  347.0834207
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Orari di apertura:  Venerdì 16 – 18

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