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MATERA

MATERA
Via Ugo La Malfa, 3/B – CAP 75100
Telefono: 0835.1766729
Cellulare: 376.1448694
E-mail: confconsumatorimatera@gmail.com
Responsabile: Giovanni Vinci
Orario di apertura: Martedì dalle 17 alle 19; Giovedì dalle 16 alle 19

ROTONDELLA (Mt)
Via Garibaldi, 131 – CAP 75026
Telefono: 328.1984943
e-mail: confconsumatoribasilicata@gmail.com
Orario di apertura: Lunedì dalle 15.30 alle 19.30; Martedì dalle 9 alle 13

PISTICCI (Mt)
Viale Gramsci, 34 – CAP 75015 Marconia
presso Confederazione Italiana Agricoltori
Telefono: 328.1984943
E-mail: confconsumatoribasilicata@gmail.com
Orario di apertura: venerdì dalle 17 alle 19

TURSI (MT)
Via Roma, 143 – CAP 75028
Telefono: 338.7686589
E-mail: confconsumatoribasilicata@gmail.com
Orario di apertura: mercoledì dalle 16 alle 18.30

TAG: malasanità

Malasanità: Confconsumatori parte civile a Caserta L’associazione difenderà in tribunale i pazienti danneggiati dallo scandalo per assenteismo all’Ospedale San Rocco di Sessa Aurunca

Parma, 25 novembre 2019 – Confconsumatori è stata ammessa come parte civile nel processo che vede imputato il personale medico-amministrativo dell’Ospedale di Sessa Aurunca in cui nei mesi scorsi era esploso lo scandalo assenteismo.

A luglio 2019 era stato evidenziato l’ennesimo caso di malasanità in provincia di Caserta anche grazie ai servizi televisivi realizzati dalla trasmissione televisiva “Le Iene”. In quell’occasione Confconsumatori aveva messo a disposizione l’esperienza maturata a livello nazionale nei casi di tutela dei pazienti.

L’udienza preliminare di novembre davanti al Gup del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, ha messo sotto accusa il personale medico e infermieristico dell’ospedale di San Rocco per diversi capi d’accusa, tra cui associazione per delinquere e truffa. «L’udienza è stata fondamentale per chiedere l’ammissione al procedimento come parte civile – ha spiegato il legale di Confconsumatori Lorenzo Montecuollo -. La richiesta è stata accolta dal Giudice anche sulla scorta della documentazione allegata alla costituzione di parte civile che provava l’effettivo impegno profuso dalla Confconsumatori nella tutela dei pazienti nei diversi casi di malasanità pubblica e privata che si sono verificati sul piano nazionale».

In seguito a una lunga discussione con i diversi difensori degli imputati, la dottoressa Villano (Gup del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere) ha rifiutato tutte le argomentazioni che premevano per il rigetto della domanda di parte civile, accogliendo così, con ordinanza, la richiesta di Confconsumatori e di altre associazioni, a prendere parte al procedimento come parte civile in difesa dei pazienti danneggiati e a tutela degli interessi statuari dell’associazione. Il Gup rifiutava, altresì, le altre eccezioni difensive, ritenute non fondate e volte a far dichiarare la nullità della richiesta di rinvio a giudizio per indeterminatezza dell’accuse, formulate dal P.M.

L’udienza è stata quindi rinviata al 20 Dicembre per consentire al P.M. di precisare meglio alcuni capi di imputazione. In quella sede il Giudice valuterà la fondatezza della richiesta del P.M. in ordine al rinvio a giudizio per i molteplici e gravi capi di imputazione.

  • Novembre, 25
  • 2576
  • Campania, Salute
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Malasanità al San Rocco: Confconsumatori in campo Ennesimo caso di malasanità in provincia di Caserta. Confconsumatori metterà a disposizione l’esperienza maturata a livello nazionale

Caserta, 11 giugno 2019 – Confconsumatori è pronta a costituire l’associazione ed eventuali pazienti danneggiati come parte civile nel processo che potrebbe incardinarsi riguardo lo scandalo per assenteismo dell’ospedale San Rocco di Sessa Aurunca, in provincia di Caserta. Come riportato dalla stampa il Pm presso la Procura di Santa Maria Capua Vetere, dott.ssa Capone, ha concluso le indagini preliminari a carico dei medici, infermieri ed amministrativi ben 28 indagati, coinvolti nello scandalo.

I fatti sono giunti anche alla ribalta nazionale con servizi televisivi realizzati dalla trasmissione televisiva “Le Iene”. Confconsumatori segue da anni casi di malasanità in tutta Italia e si costituirà parte civile nel caso in cui si giunga al processo, in rappresentanza della collettività dei cittadini e pazienti danneggiati dalle condotte degli indagati. Per questo l’associazione ha già provveduto alla nomina di un proprio legale di fiducia nella persona dell’avvocato Lorenzo Montecuollo. Confconsumatori, inoltre, interverrà anche in favore dei singoli cittadini, laddove ce ne fossero le condizioni e in caso avessero subito danni dalle condotte oggetto di indagine.

«La Procura ha confermato, nell’avviso di conclusione delle indagini, – riferisce l’avvocato Lorenzo Montecuollo – anche l’ipotesi accusatoria di associazione per delinquere ed è facile quindi presagire il rinvio a giudizio per tutti gli indagati».

«L’associazione si è già costituita in passato in numerosi processi di malasanità che vanno dalla Sicilia alla Lombardia – afferma Mara Colla presidente nazionale – o in molti altri casi stiamo seguendo l’evolversi delle indagini, atteso che lo statuto dell’associazione annovera espressamente, tra le diverse finalità, anche quella afferente al diritto alla salute ed alla tutela del cittadino – paziente».

 

  • Giugno, 11
  • 2517
  • Lazio, Salute, Servizi e Società
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Intervento al ginocchio sbagliato: Confconsumatori è parte civile Questa mattina Confconsumatori è stata ammessa come parte civile nel processo ai due medici del Garibaldi Nesima di Catania

Catania, 8 febbraio 2017 – Era stata operata il ginocchio sbagliato: un nuovo caso di malasanità a processo in Sicilia e Confconsumatori sarà presente per rappresentare la comunità di utenti dei servizi sanitari. Infatti, all’udienza di questa mattina, il Giudice della Seconda Sezione Penale del Tribunale di Catania, dottoressa Sciré, ha ammesso la costituzione di parte civile di Confconsumatori nei confronti dei due medici dell’ospedale Garibaldi Nesima nel processo instauratosi in seguito ad un intervento all’arto sbagliato.

In particolare i due medici si trovano ad essere imputati perché, quali operatori presso l’ospedale Garibaldi Nesima, in occasione dell’intervento chirurgico programmato per il trattamento della lesione al legamento crociato anteriore e della miniscopatia al ginocchio destro da cui era affetta una donna, avevano eseguito un’artroscopia di ricostruzione del legamento crociato anteriore non già sul ginocchio destro ma sul ginocchio sinistro, che non era affetto da alcuna patologia. I due medici avevano eseguito un prelievo chirurgico del tendine semitendinoso e del tendine gracile per circa 5 cm ed all’impianto di neoligamento, cagionando così l’indebolimento permanente del ginocchio sinistro, per effetto dell’errata asportazione di un legamento sano.

All’udienza di questa mattina Confconsumatori ha depositato il proprio atto di costituzione di parte civile ed il Giudice, con ordinanza resa in udienza, ha ammesso l’associazione. «Confconsumatori esprime soddisfazione per una ulteriore ammissione come parte civile in un processo per malasanità in Sicilia attraverso la quale si consolida la nostra attività a favore dei cittadini in questo importante settore» ha dichiarato l’avvocato Carmelo Calì, Presidente di Confconsumatori Sicilia, che assiste in giudizio l’associazione.

  • Febbraio, 8
  • 3866
  • Salute, Sicilia
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Malasanità Ragusa: riconosciuto il danno alla collettività e ai singoli pazienti Ancora una sentenza a tutela dei pazienti e del diritto alla salute

Ragusa, 5 ottobre 2016 – Il Tribunale di Ragusa ha riconosciuto la responsabilità del medico Ignazio Massimo Civello per fatti di malasanità che si erano verificati nell’Ospedale “Arezzo” della città Iblea. Confconsumatori era presente nel giudizio come parte civile ed anche a sostegno di uno dei pazienti vittime dei fatti di causa.

Il tribunale ha condannato l’imputato al risarcimento danni nei confronti di Confconsumatori, quale parte civile, nella misura di 5000 euro. Ha, inoltre, riconosciuto al consumatore assistito tramite l’associazione un risarcimento danni di 25 mila euro, oltre alla condanna alle spese legali del giudizio nella misura di 6000 euro.

Confconsumatori esprime soddisfazione per tale sentenza attraverso la quale il diritto alla salute del cittadino, previsto dal Codice del Consumo come primo tra i diritti fondamentali, trova ulteriore conferma. Ma esprime soddisfazione anche perché tale condanna potrà costituire un deterrente nei confronti di tutti quei comportamenti che, nel mondo sanitario, non rispettano la dignità della persona.

«Adesso attendiamo le motivazioni della sentenza – dichiarano la Presidente Mara Colla e l’avvocato Carmelo Calì, Presidente di Confconsumatori Sicilia che ha rappresentato in giudizio l’associazione e il paziente – che potranno costituire un utile e importante precedente in questa materia. Anche in Sicilia, ormai, le battaglie di Confconsumatori nel campo della sanità si consolidano e confermano un vasto impegno anche in questo settore».

  • Ottobre, 5
  • 2957
  • Salute, Sicilia
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Caso Nicole: Confconsumatori è parte civile Un risultato importante per Confconsumatori che da tempo si occupa di lotta alla malasanità, in Sicilia e in altre parti d’Italia

Catania, 18 maggio 2016 – Il Giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Catania, Dott. Alessandro Ricciardolo, ha ammesso la costituzione di parte civile di Confconsumatori nei confronti delle persone imputate nel processo penale sulla morte della piccola Nicole Di Pietro. La neonata era deceduta la notte tra l’11 e il 12 febbraio 2015, poco dopo la nascita nella clinica catanese Gibiino, durante il trasferimento in ambulanza all’ospedale di Ragusa causato dalla mancanza di posti disponibili nell’Unità di terapia intensiva prenatale dell’ospedale di Catania.

Con un’ordinanza emessa in udienza, questa mattina, il Giudice ha osservato che, tra gli scopi perseguiti dall’associazione rientra anche quello della tutela della salute dei cittadini e del funzionamento del servizio sanitario. Il Giudice, altresì, ha osservato che Confconsumatori ha dimostrato di avere un radicamento nazionale, oltre a svolgere attività sia in Sicilia che a Catania, dove sono avvenuti i fatti.

Confconsumatori esprime soddisfazione per l’ulteriore nuova ammissione come parte civile in un processo per malasanità in Sicilia, attraverso la quale si consolida la propria attività a favore dei cittadini in questo importante settore, da ultimo l’impegno nel processo “Civello e altri” a Ragusa.

«La decisione del Tribunale di Catania si pone in continuità con quanto già affermato dalla Suprema Corte di Cassazione in particolare con la sentenza del 2013 relativa al caso della Clinica Santa Rita. In quel caso la Suprema Corte, nel legittimare Confconsumatori, aveva sancito che tra le finalità statutarie dell’associazione vi é la tutela della salute delle persone e rispetto dei diritti del malato e della sua famiglia, anche nei rapporti con le strutture sanitarie pubbliche e private» hanno dichiarato l’avvocato Carmelo Calì, Presidente di Confconsumatori Sicilia, e l’avvocato Maria Rita Giardina, che assiste in giudizio l’associazione.

(foto Ansa)

  • Maggio, 18
  • 3426
  • Salute, Sicilia
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Malasanità a Roma: Confconsumatori è parte civile Confconsumatori Lazio è stata ammessa parte civile nel processo riguardante la morte di una paziente dell’ospedale “San Giovanni – Addolorata” di Roma

Roma, 17 luglio 2015 – La Sezione VIII Penale del Tribunale di Roma ha ammesso in qualità di parte civile Confconsumatori Lazio nel procedimento penale pendente a carico del Primario e di due Dirigenti Medici del Reparto "III Chirurgia Generale" del Complesso Ospedaliero "San Giovanni – Addolorata" di Roma, imputati per concorso in omicidio colposo in danno della paziente Iolanda Perenzin, deceduta il 23 luglio 2009.

Le indagini svolte e la conseguente vicenda processuale sono relative al decesso della Perezin a seguito di un intervento chirurgico con diagnosi di diverticolite. La donna era stata dimessa nonostante le cattive condizioni generali e nonostante la TAC avesse evidenziato criticità, quindi in totale assenza delle dovute, necessarie ed opportune cautele. Dopo le dimissioni “frettolose”, le condizioni cliniche della paziente erano peggiorate sensibilmente, tanto da determinare un nuovo ricovero presso il medesimo Ospedale. Qui era stata nuovamente sottoposta ad intervento chirurgico a seguito del quale era stata trasferita nel reparto di terapia intensiva. Infine, nonostante una terza operazione chirurgica, era sopraggiunto il decesso.

«Seppure con le dovute cautele per un processo ancora in corso – afferma l’avvocato Barbara d’Agostino, presidente di Confconsumatori Lazio – la vicenda, nella quale, a quanto consta, sono coinvolti medici e personale dell’Ospedale San Giovanni di Roma, rappresenta il drammatico degrado che si annida in un sistema che, più degli altri, ne dovrebbe essere immune, quale quello sanitario, preposto alla tutela della salute, diritto costituzionalmente garantito. L’assenza di attenzione e di professionalità è un danno non solo ai pazienti coinvolti ma a tutta la comunità civile, rappresentata dalle associazioni dei consumatori e, nel caso specifico, da Confconsumatori Lazio, oggi legittimata».

Particolarmente importante quindi è la conferma da parte del Tribunale Penale di Roma della legittimazione di Confconsumatori Federazione Regionale Lazio a rappresentare interessi diffusi in un processo penale. I legali Chiara de Bellis ed Eleonora Centonze, incaricate per la costituzione di parte civile, dichiarano: «Si tratta di un primo importante riconoscimento del ruolo di Confconsumatori Lazio quale associazione che agisce a tutela dell'interesse generale e comune di un'intera categoria di utenti, i pazienti, e dei loro familiari ».

La decisione del Tribunale di Roma si pone in continuità con quanto già affermato dalla Suprema Corte di Cassazione in particolare con la sentenza n. 35104 del 22 giugno 2013 relativa al caso della Clinica Santa Rita. In quel caso la Suprema Corte, nel legittimare Confconsumatori, aveva sancito che le condotte criminose avevano leso gli scopi primari e le specifiche finalità dell'ente senza scopo di lucro determinando conseguenze dannose anche all'associazione che ha istituzionalmente assunto tra le sue finalità statutarie la “tutela della salute delle persone e rispetto dei diritti del malato e della sua famiglia, anche nei rapporti con le strutture sanitarie pubbliche e private”.

  • Luglio, 17
  • 3217
  • Lazio, Salute
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