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MATERA

MATERA
Via Ugo La Malfa, 3/B – CAP 75100
Telefono: 0835.1766729
Cellulare: 376.1448694
E-mail: confconsumatorimatera@gmail.com
Responsabile: Giovanni Vinci
Orario di apertura: Martedì dalle 17 alle 19; Giovedì dalle 16 alle 19

ROTONDELLA (Mt)
Via Garibaldi, 131 – CAP 75026
Telefono: 328.1984943
e-mail: confconsumatoribasilicata@gmail.com
Orario di apertura: Lunedì dalle 15.30 alle 19.30; Martedì dalle 9 alle 13

PISTICCI (Mt)
Viale Gramsci, 34 – CAP 75015 Marconia
presso Confederazione Italiana Agricoltori
Telefono: 328.1984943
E-mail: confconsumatoribasilicata@gmail.com
Orario di apertura: venerdì dalle 17 alle 19

TURSI (MT)
Via Roma, 143 – CAP 75028
Telefono: 338.7686589
E-mail: confconsumatoribasilicata@gmail.com
Orario di apertura: mercoledì dalle 16 alle 18.30

TAG: malasanità

Le omissioni nella sanità come forma di violenza Le inefficienze e le omissioni nei servizi sanitari di traducono in una delle violenze più gravi sugli utenti: successo per il convegno a Genova

Genova 19 maggio 2015 – Confconsumatori Genova, con Movimento Consumatori e Sportello del consumatore hanno organizzato un incontro aperto al pubblico sul tema: “Le omissioni nella sanità come forma di violenza”, tenutosi a Genova presso il Teatro della Maddalena il 14 aprile. I relatori intervenuti erano Carmelo Gagliano e Antonio Fiorenza di IPASVI, che hanno portato il punto di vista degli infermieri; il medico Antonio Manti e Rino Tortorelli del Tribunale del Malato. Un vivace dibattito, moderato dal giornalista di Repubblica Stefano Bigazzi, ha dato spazio agli utenti dei servizi sanitari per esprimere dubbi, lamentele, proposte e curiosità.

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«Il bene supremo della salute – ha introdotto l’avvocato Giovanni Adezati di Confconsumatori Genova – richiede la massima attenzione su tutti gli aspetti ad esso connessi, primo tra tutti l'organizzazione della sanità, con tutti i servizi erogati. Le inefficienze e le omissioni in questo settore non sono "neutre": spesso si traducono in una forma di violenza, una delle violenze più gravi per due motivi. Il primo attiene alla natura del bene leso, il più fondamentale tra i diritti fondamentali della persona. Il secondo motivo discende dalla natura del soggetto cui, direttamente o indirettamente, vanno ascritte le responsabilità, anche quelle di tipo omissivo: la Regione, un soggetto pubblico».

Adezati ha, poi, passato in rassegna qualche esempio di “violenza” omissiva del sistema sanitario: «Ne esistono di vario tipo come la mancata informazione o il consenso finto. Violenza significa non far fronte ai deficit informativi dei pazienti; accontentarsi di situazioni di inefficienze, lasciare che lievitino i costi inutili del sistema sanitario, non darsi una migliore organizzazione di strutture e personale».

Da evidenziare l’adesione corale all’iniziativa da parte di realtà tra loro eterogenee, sintomo di una grande attenzione, trasversale, al tema, specie in questa fase storica non semplice. Hanno infatti collaborato all’organizzazione dell’incontro diverse associazioni promotrici e aderenti tra cui Il Gallo, Circolo Aldo Moro, Gruppo Piccapietra e Gruppo Pace E Guerra. «Il tentativo – ha evidenziato Adezati – è quello di coinvolgere dal basso la cittadinanza, e con essa alcuni "gruppi pensanti", una parte sana e attiva della società.

Al termine del dibattito è stato presentato il libro di Pietro Lacorte "Sperare nel mezzogiorno – Vita da medico tra politica e cittadinanza attiva". «Raccontandoci della sua vita da medico, – ha introdotto Adezati – delle difficoltà sue del quotidiano e della sua carriera, del settore sanitario, in realtà ci offre uno spaccato della sanità. Pietro è medico, ma è anche una colonna portante dei Villaggi SOS del fanciullo, che hanno garantito la formazioni di famiglie a ragazzi orfani e in difficoltà, offrendo loro una casa nei villaggi ed una mamma. Questa esperienza permette a noi spazi di riflessione sul presente e sulle prospettive che ci attendono».

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  • Maggio, 19
  • 2993
  • Liguria, Salute, Servizi e Società
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A Grosseto apre lo sportello “S.o.s. Sanità” Un punto di riferimento per disservizi sanitari, liste d’attesa, malasanità: "Assistenza ai cittadini, osservatorio e stimolo per l'Ausl"

Grosseto, 1 dicembre 2014 – Disservizi sanitari, liste d’attesa, malasanità: con il mese di dicembre Confconsumatori Grosseto inaugura un nuovo sportello dedicato, “S.o.s. Sanità”. Un esperto sarà a disposizione dei cittadini ogni lunedì dalle 16,00 alle 17,30, nella sede di Via Ronchi 24 per gestire e inoltrare reclami, al fine di superare le difficoltà degli utenti della sanità pubblica e privata.

Un servizio utile, che risponde alle numerose richieste in tema di sanità pervenute allo sportello di Grosseto, ma anche un buon osservatorio per valutare la qualità dei servizi offerti dalla sanità pubblica e il livello di soddisfazione degli utenti. L’attività dello sportello-osservatorio “S.o.s. Sanità” servirà quindi da stimolo alla Ausl, per migliorare la qualità e lo standard dei propri servizi nonché snellire le procedure e sburocratizzare il rapporto tra malato e medico.

Il responsabile dello sportello “S.o.s Sanità” è il Roberto Alessi, medico e vicepresidente della Confconsumatori grossetana. Dal primo dicembre sarà possibile contattare il servizio telefonando al numero 0564/418276 o scrivere all’indirizzo di posta elettronica grosseto@confconsumatori.it.

«L’obiettivo dell’associazione – commenta il presidente regionale Marco Festelli – è, come sempre, quello di dare voce in maniera costruttiva alle difficoltà dei cittadini con l’intento di creare con l’azienda sanitaria un rapporto costruttivo capace di realizzare buone pratiche e minore burocrazia. Confidiamo che i vertici della sanità pubblica locale si dimostrino collaborativi e disposti ad instaurare un rapporto di reciproco ascolto».

IL VACCINO FLUAD – Lo sportello "S.o.s. Sanità" è già al lavoro e, nei giorni scorsi la stampa locale ha interpellato il responsabile Roberto Alessi per avere qualche consiglio a proposito dei casi sospetti di persone decedute dopo la somministrazione del vaccino antinfluenzale Fluad, pur nella consapevolezza che, ad oggi, non è dimostrato alcun nesso di causalità. «Ritengo che la via cautelativa sia la migliore, in questi casi – ha spiegato  – meglio indirizzarsi su un prodotto diverso, ma non tanto per quanto riguarda la marca del farmaco. Mi riferisco al tipo di vaccino. Quando si presentano questi problemi o sospetti, meglio ripiegare su prodotti non adiuvati, che hanno un'efficacia di pochissimo inferiore ma con minori possibilità di effetti collaterali. Peraltro la differenza è veramente poca. I vaccini con adiuvanti hanno un' efficacia maggiore, nell'80% dei casi, mentre quelli senza, hanno una percentuale inferiore di risultati positivi, intorno al 68%. Una differenza per cui, a mio parere, non conviene rischiare gli effetti collaterali». Per quanto riguarda la sospensione dei due lotti di Fluad Alessi aggiunge: «Ritengo peraltro conclude il vicepresidente di Confconsumatori che siano gli unici lotti in circolazione. Forse sarebbe stato meglio non sospendere, ma togliere il farmaco dal mercato»

  • Dicembre, 2
  • 2580
  • Salute, Toscana
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Varese: risarcito per i danni permanenti dopo l’operazione Operazione sbagliata e violazione del diritto di autodeterminazione: Confconsumatori, senza ricorrere alla causa, ottiene 22 mila euro per il paziente danneggiato

Varese, 24 giugno 2014 – Affidarsi a mani che si credevano esperte e trovarsi con danni estetici permanenti al termine di un'operazione. E' la terribile vicenda capitata a un cittadino di Varese che si era sottoposto nell'autunno 2009 a un intervento di ginecomastia bilaterale presso una clinica privata della provincia di Varese e che aveva riportato, a operazione conclusa, delle cicatrici permanenti nelle regioni mammarie interessate dall'intervento e deturpate, quindi, da inestetismi molto evidenti. Il paziente si era rivolto, in un primo momento, direttamente alla clinica senza, però, ottenere soddisfazione. A quel punto, ormai nel 2013, è intervenuta la sede di Confconsumatori Varese che, tramite il legale Paolo Soattini, ha tutelato l'associato prima ordinando una serie di accertamenti volti a evidenziare la cattiva pratica medica e, successivamente, interfacciandosi con la struttura sanitaria e la compagnia di assicurazione della stessa per fare valere le istanze risarcitorie del paziente. Oggi, grazie a Confconsumatori, l'uomo ha ottenuto un risarcimento da 22 mila euro senza dover ricorrere alla causa.

Dagli accertamenti medico legali è emersa la responsabilità della struttura sanitaria e dei sanitari sotto un duplice profilo: sia per la non corretta esecuzione dell'intervento chirurgico, con conseguente accertamento del danno non patrimoniale (inteso come biologico e morale) riportato dal paziente, sia per l'omissione del consenso informato in ambito medico. Esistono, infatti, una serie di informazioni che la struttura sanitaria e i sanitari devono dare al paziente circa i rischi connessi all'intervento chirurgico e alle possibilità di riuscita dello stesso prima di effettuare l'operazione. In sostanza il paziente dev'essere informato delle possibilità di riuscita dell'intervento e di tutti gli eventuali possibili esiti invalidanti, per poter assumere una decisione consapevole. Tali informazioni, fatta eccezione per i casi di trattamento sanitario obbligatorio (TSO) e per i casi in cui le condizioni della persona siano talmente gravie pericolose per la sua vita da richiedere un intervento immediato, devono essere sempre fornite al paziente, nel rispetto del suo diritto di autodeterminazione.

Nel caso del paziente di Varese, il modulo di consenso informato fatto sottoscrivere all'associato era del tutto generico e non riportava in forma specifica tutte le conseguenze pregiudizievoli (come le cicatrici permanenti) e invalidanti che poteva causare l'intervento. "In caso di non completa o scorretta informazione – spiega Mariella Meucci, responsabile di Confconsumatori Varese – si ha violazione del principio di consenso informato in ambito medico, con conseguente responsabilità risarcitoria della struttura sanitaria e dei sanitari perchè, non essendo stati prospettati al paziente i rischi in maniera chiara e specifica, non si possono considerare accettati da quest'ultimo".

Accertate le effettive responsabilità in sede stragiudiziale, senza dunque dover ricorrere a una causa, è stato riconociuto all'associato dalla compagnia assicurativa un risarcimento danni relativo sia al profilo del danno non patrimoniale (biologico e morale) riportato a seguito dell'intervento, sia relativo al profilo della violazione del consenso informato e, dunque, del danno da lesione del diritto di autodeterminazione per un importo di 22 mila euro.

 

  • Giugno, 25
  • 4601
  • Lombardia, Salute
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Online il numero di novembre 2013 In occasione dell’emergenza Covid-19, preparate per i consumatori pratiche istruzioni per l’uso per riconoscere l’affidabilità di un sito di eCommerce ed evitare spiacevoli inconvenienti negli acquisti on line.

Parma, 1 dicembre 2013 – E' online il numero di novembre 2013 del periodico "Confconsumatori Notizie". 

Tantissime le notizie e gli aggiornamenti per i consumatori: 

  • ADR e conciliazioni : strumenti per la risoluzione veloce ed economica delle controversie
  • Le grandi battaglie del 2013 : Santa Rita, MPS, Windjet, Calcioscommesse, Costa Concordia, Fonsai, protesi difettose
  • Energia elettrica e gas : mercato libero o tutelato?
  • Notizie in breve:
  1. Salute: i malati di Alzheimer non devono pagare il ricovero
  2. Pratiche scorrette : la segnalazione efficace
  3. Telefonia: il caso “ Webcube ”
  4. Sovraindebitamento : le nuove norme anticrisi

Scarica gratuitamente il numero di "Confconsumatori Notizie" di novembre 2013 cliccando QUI o sulla copertina qui sotto:

Copertina giornalino nov2013 grande

  • Dicembre, 1
  • 4460
  • Accesso alla giustizia e conciliazioni, ENERGIA: Diritti a viva voce, ENERGIA: Incontri Territoriali, PERIODICO "CONFCONSUMATORI NOTIZIE", Pratiche commerciali scorrette, Risparmio e Investimenti, Telefonia, Turismo e Trasporti
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Clinica Santa Rita: anche la Cassazione legittima Confconsumatori nel processo La Cassazione ha confermato la sentenza d’Appello, riconoscendo anche il ruolo di Confconsumatori, impegnata nella tutela della salute

Milano, 1 luglio 2013 – Gli orrori della Clinica Santa Rita rappresentano un danno non solo ai pazienti coinvolti ma alla comunità civile , rappresentata dalle associazioni dei consumatori e, nel caso specifico, da Confconsumatori, oggi legittimata anche dalla Corte di Cassazione a costituirsi parte civile nel processo. Con la sentenza emessa il 22 giugno scorso, la Corte Suprema di Cassazione ha infatti confermato la pronuncia della Corte d'Appello di Milano con la quale sono stati condannati alcuni medici della Casa di Cura Santa Rita di Milano per reati di truffa e lesioni.

Particolarmente importante la conferma da parte della Cassazione della legittimazione di Confconsumatori a rappresentare interessi diffusi in un processo penale. « É il primo riconoscimento che Confconsumatori ha conseguito dai giudici della Cassazione , – commenta l’avvocato Luca Baj , che ha rappresentato l’associazione in giudizio – in cui il proprio ruolo di ente esponenziale è stato riconosciuto in modo pieno e definitivo ».

L’associazione si era costituita parte civile dimostrando di aver assistito alcune persone offese dai reati di lesione, e rappresentando le molteplici attività cui si dedica per la tutela della salute pubblica. Il Tribunale di Milano aveva ammesso la costruzione di parte civile riconoscendo la rappresentatività dell'Associazione e l'attività che aveva svolto.

«A fronte degli appelli e ricorsi per Cassazione degli imputati, – commenta la presidente nazionale Mara Colla – sia i giudici di merito che di legittimità hanno confermato il ruolo sociale dell'Associazione , riconoscendole un risarcimento dei danni dai fatti contestati agli imputati. L'Associazione aveva già preannunciato che destinerà i fondi ad iniziative volte alla tutela del benessere e della salute » .

  • Luglio, 1
  • 2688
  • Lombardia, Salute
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Protesi difettose: Confconsumatori in campo A seguito dello scandalo delle protesi d’anca difettose Confconsumatori Prato intende costituirsi parte civile nel processo

Prato, 27 maggio 2013 – A seguito dello scandalo delle protesi d'anca difettose, Confconsumatori Prato ha annunciato l’intenzione di costituirsi parte civile . La notizia che il procuratore di Torino Guariniello sta procedendo penalmente contro 5 dirigenti della Depuy Italia per la commercializzazione di protesi all'anca difettose e tossiche , era molto attesa dalla federazione di Prato di Confconsumatori che la saluta con favore.

L'associazione aveva raccolto nei mesi scorsi molte segnalazioni di ex pazienti della provincia di Prato – molti dei quali operati a Prato – a cui erano state impiantate protesi di anca commercializzate dalla DePuy in Italia e prodotte dalla Johnson&Johnson.

« Da molti mesi stavamo seguendo la vicenda, per conto di alcuni nostri associati tramite i legali dell’associazione, – afferma il presidente provinciale Marco Migliorati – in attesa che, dopo gli esposti, la Procura aprisse una indagine. Adesso, apprendiamo con soddisfazione che 5 amministratori della DePuy Italia sono accusati di frode in commercio e commercializzazione di prodotti dannosi per la salute ».

La vicenda e' molto delicata dato che, secondo i dati della Procura, in Italia, tra il 2003 e il 2010, almeno 1.500 dei 4.800 pazienti che le hanno subito l’impianto delle protesi si sono dovuti sottoporre a un intervento di rimozione .

« Come sempre, – continua Migliorati – con i nostri legali, tuteleremo al meglio i pazienti perché siano integralmente risarciti dei danni subiti . Inoltre, abbiamo deciso di costituirci parte civile, come associazione e per conto dei singoli pazienti, nel processo penale alla Depuy. La sede di Confconsumatori Prato, in viale Montegrappa 120, è a disposizione per informazioni e per l’adesione alle azioni collettive per ottenere il risarcimento. I giorni di apertura al pubblico sono il lunedì il mercoledì e il venerdì dalle ore 16.00 alle ore 19.00, è possibile contattare Confconsumatori Prato al 380.4640227 oppure all’indirizzo confconsumatori.po@libero.it» . 

  • Maggio, 27
  • 3176
  • Salute, Toscana
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Pagina 2 di 2«12

SEDE REGIONALE E PROVINCIALE
L’AQUILA
SULMONA
Via E. Gianmarco 9   – CAP 67039
Telefono e Fax:  0864.50165
e-mail regionale e provinciale: confconsumatorisu@alice.it
e-mail sportello: confconsumatoriaqsu@gmail.com
Responsabile provinciale: Francesca Davini
Responsabile regionale: Domenico Taglieri
Orari di apertura: Martedì dalle 10 alle 12.30; Giovedì dalle 16 alle 18.30

CHIETI
Sede provinciale
SAN SALVO
Vico IV Garibaldi 2   – CAP 66050
Cellulare:  347.0834207
Email:   confconsumatorich@libero.it
Responsabili:   Antonio Artese
Orari di apertura:  Venerdì 16 – 18

SEDE NAZIONALE
Via Mazzini 43 - 43121 - PARMA
CF 80025080344
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