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MATERA

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Telefono: 0835.1766729
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E-mail: confconsumatorimatera@gmail.com
Responsabile: Giovanni Vinci
Orario di apertura: Martedì dalle 17 alle 19; Giovedì dalle 16 alle 19

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Campania: via ai saldi estivi, ma occhio ai raggiri Numerose le segnalazioni dei cittadini Irpini arrivate alla Confconsumatori di Avellino: merce difettosa e cartellini mancanti. L’associazione: «Attenti alle possibili truffe».

Avellino, 25 luglio 2020 – I saldi estivi 2020 in Irpinia, come in tutta la Campania, sono partiti con largo anticipo rispetto alle altre zone di Italia. Inizialmente previsti per il mese di agosto, hanno infatti preso piede lo scorso 20 luglio. Nei negozi irpini sin dal primo giorno, a confronto degli altri anni, è quindi già possibile trovare merce scontata del 40 -50% rispetto al prezzo iniziale del cartellino.

A quanto pare, i negozianti dell’avellinese per reagire alla crisi derivante dalla pandemia da Covid – 19, hanno puntato sin da subito su una scontistica importante, tanto da invogliare numerosi cittadini a dedicarsi allo shopping.

Non mancano, però, i raggiri a danno del cittadino – consumatore. Numerose, infatti, sono le segnalazioni pervenute presso la sede della Confconsumatori Avellino da parte di cittadini che lamentano la vendita di merce difettata o a prezzi superiori rispetto alla scontistica indicata.

«Invito tutti i cittadini – dichiara Marta De Leucio, responsabile locale di Confconsumatori – di diffidare dei ribassi superiori al 50%, e dei negozi che non espongono il cartellino con il vecchio prezzo. Lo sconto deve essere espresso in percentuale su ogni cartellino in modo che l’acquirente non possa essere indotto in errore. Per ogni sospetto di truffa è sempre possibile rivolgersi al nostro sportello territoriale che collabora costantemente con l’Osservatorio prezzi Campania».

Qualunque segnalazione, pertanto, può essere inviata alla sede di Confconsumatori Avellino mediante i seguenti contatti: confconsumatori.av@libero.it oppure contattando il numero 349 096 5069.

  • Luglio, 25
  • 2590
  • Acquisti e Garanzie, Campania, Dalle Sedi, Pratiche commerciali scorrette
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Avellino, dopo il lockdown prezzi alle stelle In Campania i prezzi degli alimentari sono lievitati dopo la riapertura delle attività. Per meglio tutelare i cittadini, Confconsumatori invita a segnalare i rincari.

Avellino-Parma, 1 luglio 2020 – Il recente periodo di chiusura totale ha presentato, al suo termine, un conto molto salato ai consumatori italiani: è quanto emerge dagli ultimi dati Istat. Infatti, una delle regioni d’Italia in cui le derrate alimentari hanno subito un maggior rincarato è la Campania, dove la città di Avellino vanta il triste primato di un incremento dei prezzi del +4,7%.

L’Istat, nell’indagine pubblicata il 15 giugno, ha rilevato che, in generale, mentre l’Italia per via della recente pandemia è teoricamente in deflazione con un’inflazione nel mese di maggio pari a -0,2%, il cibo subisce rincari pesanti con una spesa annua maggiore di circa 145 euro per una famiglia media.

L’Antitrust proprio sui prezzi alimentari ha aperto un’indagine preistruttoria inviando richieste di informazioni a diversi operatori della grande distribuzione per acquisire dati sull’andamento dei prezzi di vendita al dettaglio e dei prezzi di acquisto all’ingrosso di generi alimentari di prima necessità «al fine di individuare eventuali fenomeni di sfruttamento dell’emergenza sanitaria a base dell’aumento di tali prezzi», come ha dichiarato la stessa Autorità.

Confconsumatori sta collaborando con l’Osservatorio Prezzi Campania, da poco insediato nella Regione, proprio contro le speculazioni dei prezzi, non solo nel settore alimentare, ma in tutti gli ambiti di vendita.

«In un momento di ripartenza come quello che stiamo vivendo – afferma Marta De Leucio, responsabile di Confconsumatori Avellino – aumenti simili sono ancora più deprecabili. La nostra provincia è già stata notevolmente segnata dall’emergenza Covid-19 e noi tutti dobbiamo fare la nostra parte per uscirne nel migliore dei modi. Chiediamo, pertanto, a tutti i cittadini di segnalare eventuali rincari al fine di permetterci di intervenire a tutela delle famiglie e dei consumatori irpini».

Per inviare una segnalazione, è sufficiente scrivere una mail con l’indirizzo dell’esercizio commerciale (generi alimentari, ortofrutticoli, articoli tecnici, informatici, ecc.), l’indicazione precisa dove è stato effettuato l’acquisto del prodotto (farmacia, supermercato, ipermercato, ecc.), la denominazione dell’attività, l’importo richiesto per l’acquisto e l’importo che precedentemente recava lo stesso prodotto.

Qualunque segnalazione può essere inviata, allegando anche il relativo documento di acquisto (scontrino fiscale, fattura, ecc.), alla sede di Confconsumatori Avellino mediante i seguenti contatti: confconsumatori.av@libero.it oppure contattando il numero 349 096 5069.

  • Luglio, 1
  • 1862
  • Acquisti e Garanzie, Alimentazione, Campania, Progetti e Attività, Servizi e Società
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Phishing e truffe online ad Avellino: tante le segnalazioni In Irpinia pioggia di mail e massaggi sospetti inviati allo scopo di rubare dati personali. Confconsumatori ha segnalato i casi alla Polizia Postale.

Avellino-Parma, 23 giugno 2020 – Dopo il periodo di chiusura totale per emergenza sanitaria da Coronavirus, sono aumentate in modo esponenziale le frodi informatiche ai danni dei consumatori. Lo dimostrano le numerose segnalazioni dei cittadini irpini arrivate alla sede di Confconsumatori di Avellino che raccontano della ricezione di e-mail, Pec e messaggi a scopi truffaldini.

Sono molte le società e gli enti per cui gli hacker informatici si spacciano in queste tentate truffe, al fine di acquisire credibilità agli occhi degli ignari utenti e spingerli così ad aprire in buona fede le mail che in realtà veicolano contenuti pericolosi: Eni gas & Luce, Aruba, Banca San Paolo, Poste Italiane, ma anche l’Inps e l’Agenzia delle Entrate.

«Si tratta di vere e proprie truffe – dichiara la responsabile di Confconsumatori Avellino Marta De Leucio – ideate allo scopo di rubare i dati personali, come il numero di carta di credito o le chiavi di accesso al servizio di home banking dei cittadini. I truffatori inviano false e-mail con il logo, il nome e il layout tipico della società o ente pubblico imitato, invitando il destinatario a cliccare su un link o ad aprire un allegato al solo fine di carpire informazioni riservate».

In questi giorni numerosi cittadini irpini lamentano, per esempio, la ricezione di una PEC che, apparentemente, sembra essere stata inviata dal Tribunale di Napoli ma che, in realtà, è una missiva contenente un malware di tipo Trojan che potrebbe essere in grado di rubare preziosi dati personali dal computer.

A tutela dei consumatori irpini è, pertanto, scesa in campo la Confconsumatori che ha segnalato alla Polizia Postale le numerose e-mail a carattere fraudolento.

L’Associazione invita dunque tutti i cittadini a continuare a segnalare la ricezione di e-mail o messaggi sospetti.

Link all’elenco completo delle sedi territoriali di Confconsumatori

  • Giugno, 23
  • 2330
  • Campania, Dalle Sedi, Internet, Pratiche commerciali scorrette, Privacy e Protezione dei dati personali
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Smart working e prezzi gonfiati: allarme ad Avellino In Irpinia pioggia di segnalazioni a Confconsumatori: i dispositivi per lavorare in smart working comprati online costano anche il 25% in più.

Avellino, 21 maggio 2020 – L’impossibilità di uscire nel periodo di lockdown da Covid-19 ha causato in tutto l’avellinese una forte crescita delle ricerche online con intento di acquisto.  L’aumento delle compere in rete da parte degli irpini, nel settore informatico, non è stato però determinato esclusivamente dalla paura di uscire o dalla difficoltà a trovare esercizi commerciali aperti, ma avrebbe giocato un ruolo importante anche la necessità di ricreare in casa l’ambiente di ufficio.

Tale esigenza, lamenta il popolo avellinese, avrebbe causato un aumento della domanda di numerosi dispositivi informatici nonché una riduzione notevole delle scorte che avrebbe, pertanto, comportato un progressivo incremento dei prezzi di stampanti, computer e accessori informatici a danno del cittadino consumatore. Ad attestarlo è anche una ricerca condotta da BrandToday su uno dei siti più importanti per l’e-commerce di materiale tecnologico, che ha rilevato un incremento dei prezzi variabile da un +9,8% per i computer portatili ad un +24,2% per le stampanti.

A tutela dei consumatori irpini è, pertanto, scesa in campo la Confconsumatori che negli scorsi giorni, nell’ottica della massima sinergia istituzionale con il nuovo Osservatorio Prezzi Campania, ha segnalato le distorsioni di mercato che stanno interessando il settore informatico a seguito dell’emergenza sanitaria da Covid-19.

«Lavorare in smart working oggi costa molto di più – ha dichiarato Marta De Leucio, responsabile di Confconsumatori Avellino – non tutti i lavoratori che stanno operando da casa hanno strumenti forniti da aziende o dall’Amministrazione pubblica. Si tratta infatti di una categoria molto ampia che raccoglie gran parte dei professionisti a partita Iva, gli insegnanti e molti operatori dei call center. Pertanto è necessario un intervento immediato a tutela di queste categorie di professionisti già provate dall’emergenza sanitaria. Invitiamo, quindi, tutti i cittadini a continuare a segnalarci queste situazioni in modo da permettere all’Associazione, unitamente all’Osservatorio Prezzi Campania, di intervenire a loro tutela».

Qualunque segnalazione può essere inviata, allegando anche il relativo documento di acquisto (scontrino fiscale, fattura, ecc.), alla sede di Confconsumatori Avellino ai contatti: confconsumatori.av@libero.it e 349.096 5069.

  • Maggio, 21
  • 1898
  • Acquisti e Garanzie, Campania, Dalle Sedi, Pratiche commerciali scorrette, Progetti e Attività, Servizi e Società
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Covid-19 e mascherine introvabili: occhio ai prezzi Ad Avellino le mascherine sono introvabili, così molti irpini le hanno cercate sul web trovando prezzi proibitivi: pioggia di segnalazioni a Confconsumatori

Avellino, 27 marzo 2020 – A causa del dilagare della pandemia legata al nuovo Coronavirus, le mascherine in Irpinia sono ormai introvabili e molti cittadini si sono affidati alla rete per effettuare i loro acquisti.

A quanto pare, però, la scarsa disponibilità di mascherine sul mercato ha comportato un progressivo aumento di speculazioni a danno del cittadino consumatore. In rete, lamentano gli Irpini, si troverebbero mascherine a prezzi “da gioielleria”, anche 29 euro per singolo pezzo.

A tutela dei  consumatori irpini è, pertanto, scesa in campo la Confconsumatori che, negli scorsi giorni, ha  segnalato alla Polizia postale lo sciacallaggio azionato da alcuni siti di vendita online chiedendone la verifica e  l’immediato oscuramento.

«Si tratta di azioni vergognose volte a lucrare sulla paura delle persone – ha dichiarato la Responsabile locale, Marta De Leucio -. Questi comportamenti potrebbero configurare diversi reati: dalla truffa, all’aggiotaggio, al reato di manovre speculative su merci,  alla frode nell’esercizio del commercio. Invitiamo, pertanto, i consumatori a continuare a segnalare in modo da permettere all’Associazione di intervenire a loro tutela».

Qualunque segnalazione può essere inviata alla sede di Confconsumatori Avellino ai contatti: martadeleucio@hotmail.it e 349.096 5069

Nel raccomandare a tutti di restare a casa, l’associazione ricorda che i contatti delle sedi territoriali sono disponibili a questo link.

  • Marzo, 27
  • 3035
  • Acquisti e Garanzie, Campania, Dalle Sedi, Internet, Pratiche commerciali scorrette, Salute
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Malasanità: Confconsumatori parte civile a Caserta L’associazione difenderà in tribunale i pazienti danneggiati dallo scandalo per assenteismo all’Ospedale San Rocco di Sessa Aurunca

Parma, 25 novembre 2019 – Confconsumatori è stata ammessa come parte civile nel processo che vede imputato il personale medico-amministrativo dell’Ospedale di Sessa Aurunca in cui nei mesi scorsi era esploso lo scandalo assenteismo.

A luglio 2019 era stato evidenziato l’ennesimo caso di malasanità in provincia di Caserta anche grazie ai servizi televisivi realizzati dalla trasmissione televisiva “Le Iene”. In quell’occasione Confconsumatori aveva messo a disposizione l’esperienza maturata a livello nazionale nei casi di tutela dei pazienti.

L’udienza preliminare di novembre davanti al Gup del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, ha messo sotto accusa il personale medico e infermieristico dell’ospedale di San Rocco per diversi capi d’accusa, tra cui associazione per delinquere e truffa. «L’udienza è stata fondamentale per chiedere l’ammissione al procedimento come parte civile – ha spiegato il legale di Confconsumatori Lorenzo Montecuollo -. La richiesta è stata accolta dal Giudice anche sulla scorta della documentazione allegata alla costituzione di parte civile che provava l’effettivo impegno profuso dalla Confconsumatori nella tutela dei pazienti nei diversi casi di malasanità pubblica e privata che si sono verificati sul piano nazionale».

In seguito a una lunga discussione con i diversi difensori degli imputati, la dottoressa Villano (Gup del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere) ha rifiutato tutte le argomentazioni che premevano per il rigetto della domanda di parte civile, accogliendo così, con ordinanza, la richiesta di Confconsumatori e di altre associazioni, a prendere parte al procedimento come parte civile in difesa dei pazienti danneggiati e a tutela degli interessi statuari dell’associazione. Il Gup rifiutava, altresì, le altre eccezioni difensive, ritenute non fondate e volte a far dichiarare la nullità della richiesta di rinvio a giudizio per indeterminatezza dell’accuse, formulate dal P.M.

L’udienza è stata quindi rinviata al 20 Dicembre per consentire al P.M. di precisare meglio alcuni capi di imputazione. In quella sede il Giudice valuterà la fondatezza della richiesta del P.M. in ordine al rinvio a giudizio per i molteplici e gravi capi di imputazione.

  • Novembre, 25
  • 2573
  • Campania, Salute
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