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MATERA

MATERA
Via Ugo La Malfa, 3/B – CAP 75100
Telefono: 0835.1766729
Cellulare: 376.1448694
E-mail: confconsumatorimatera@gmail.com
Responsabile: Giovanni Vinci
Orario di apertura: Martedì dalle 17 alle 19; Giovedì dalle 16 alle 19

ROTONDELLA (Mt)
Via Garibaldi, 131 – CAP 75026
Telefono: 328.1984943
e-mail: confconsumatoribasilicata@gmail.com
Orario di apertura: Lunedì dalle 15.30 alle 19.30; Martedì dalle 9 alle 13

PISTICCI (Mt)
Viale Gramsci, 34 – CAP 75015 Marconia
presso Confederazione Italiana Agricoltori
Telefono: 328.1984943
E-mail: confconsumatoribasilicata@gmail.com
Orario di apertura: venerdì dalle 17 alle 19

TURSI (MT)
Via Roma, 143 – CAP 75028
Telefono: 338.7686589
E-mail: confconsumatoribasilicata@gmail.com
Orario di apertura: mercoledì dalle 16 alle 18.30

TAG: alimentazione

Spreco alimentare: un problema per l’ambiente e le persone Tutti possiamo fare la nostra parte per ridurre gli sprechi di cibo e migliorare la sostenibilità della filiera alimentare

Parma, 6 agosto 2024 – Ognuno di noi, anche inconsapevolmente, contribuisce a generare sprechi alimentari. Sia il nostro Paese che la comunità internazionale sono da tempo impegnati per sensibilizzare le persone rispetto a questo fenomeno: il 5 febbraio, in Italia, si è celebrata ad esempio l’undicesima Giornata Nazionale di prevenzione dello spreco alimentare, per favorire il raggiungimento dell’obiettivo Zero Hunger (“Sconfiggere la fame”) fissato dalla Fao e dall’Onu, con lo scopo di garantire cibo adeguato a tutti. Per riuscire in questo intento, è indispensabile impedire che il cibo venga sprecato (con conseguenze sociali, economiche e ambientali).

COME DEFINIAMO LO SPRECO ALIMENTARE?

Il Ministero della Salute lo definisce come “l’insieme dei prodotti scartati dalla catena agroalimentare, che per ragioni economiche, estetiche o per la prossimità della scadenza di consumo, seppure ancora commestibili e quindi potenzialmente destinati al consumo umano, sono destinati ad essere eliminati o smaltiti”. In altre parole, si fa riferimento a tutti quei prodotti che vengono immessi nella filiera ma non raggiungono i consumatori; in questa definizione rientrano però anche tutti i prodotti che vengono acquistati ma non vengono poi consumati, e finiscono per essere scartati.

Infatti, lo spreco alimentare coinvolge ogni anello della catena alimentare, dalla produzione agricola fino al consumatore finale: secondo le stime della Fao, oltre un terzo del cibo prodotto va sprecato. Numerosi prodotti vengono scartati già nelle primissime fasi di produzione perché non conformi a rigidi standard estetici imposti dal mercato attuali; altri vengono danneggiati durante le fasi di trasporto; altri ancora vengono sprecati direttamente a casa dei consumatori finali che, acquistando cibo in eccesso o mal conservandolo, si ritrovano a buttare via i prodotti acquistati.

Secondo quanto riporta il Climate Change Report 2023 dell’Ipcc (il Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico), il 22% delle emissioni globali di gas serra sono causate dalle attività agricole e forestali. A queste vanno poi sommate le emissioni per la lavorazione degli alimenti, per il trasporto e la distribuzione fino a giungere sulle tavole dei consumatori. Quando al supermercato compriamo un prodotto proveniente dall’altra parte del Pianeta, dobbiamo dunque essere consapevoli del suo impatto sull’ambiente.

Fonte: Climate Watch, Andamento storico delle emissioni di CO2 nell’agricoltura

I NUMERI DELLO SPRECO

Per farci davvero un’idea dei numeri e delle conseguenze dello spreco alimentare, ci viene in aiuto Waste Watcher, un osservatorio internazionale che si occupa di mettere in relazione cibo e sostenibilità. L’Osservatorio ha come obiettivo quello di fornire, non solo alla comunità scientifica ma anche all’opinione pubblica, tutte le conoscenze e gli strumenti necessari per poter analizzare il comportamento dei consumatori e l’impatto economico, sociale e ambientale imputabile allo spreco alimentare.

I dati raccolti nel Report di Waste Watcher 2024 attestano che, solo nel 2023, sono state sprecate 4.207 milioni di tonnellate di alimenti, per un valore complessivo di oltre 13 miliardi di euro.

Fonte: Osservatorio Internazionale Waste Watcher – Università di Bologna, Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro-Alimentari su dati ed elaborazione IPSOS

RECUPERARE LE ECCEDENZE

Dobbiamo ricordare che, per produrre il cibo che mangiamo, le risorse del nostro Pianeta vengono messe a dura prova. Le conseguenze dello spreco alimentare diventano ancor più insostenibili se consideriamo che, nonostante ci siano ancora nel mondo quasi 282 milioni di persone che vivono in condizioni di insicurezza alimentare, il cibo prodotto supera nettamente quello che è il fabbisogno degli abitanti. Cosa accade dunque delle tonnellate di cibo sprecate ogni anno? Molto spesso, purtroppo, questi prodotti sono destinati a essere smaltiti in discarica: un’ulteriore fonte di emissioni di gas serra.

Esistono però delle alternative. Ne è un esempio l’attività che svolge Fondazione Banco Alimentare, che ormai da decenni ha come scopo quello di contribuire ad attenuare la fame, l’emarginazione e la povertà, combattendo lo spreco alimentare. Questo ente italiano opera recuperando le eccedenze delle filiere agroalimentari, che altrimenti andrebbero smaltite diversamente, e redistribuendole gratuitamente a chi ne ha più bisogno attraverso una rete di associazioni diffuse sul territorio nazionale. I singoli cittadini possono contribuire aderendo alla Giornata Nazionale della Colletta Alimentare, e recarsi nei circa 15mila supermercati coinvolti dall’iniziativa per donare la spesa.

RIDURRE GLI SPRECHI DOMESTICI

Anche a casa possiamo fare la nostra parte nella lotta allo spreco alimentare. Ecco alcuni semplici accorgimenti da tenere a mente:

  • Comprare solo il cibo di cui si ha bisogno. Programmare i pasti e acquistare solo le quantità necessarie alla loro preparazione permette di evitare che le eccedenze possano finire in discarica;
  • Imparare a comprendere la differenza tra le diciture “da consumarsi entro” e “da consumarsi preferibilmente entro”. Sebbene possano sembrare molto simili, queste espressioni hanno un significato diverso: le scadenze indicate dalla dicitura “da consumare preferibilmente entro” sono più flessibili rispetto a quelle con la dicitura “da consumare entro“, poiché fanno riferimento alla qualità del prodotto piuttosto che alla sua sicurezza. Molti prodotti come fagioli secchi, lenticchie e pasta possono essere consumati in modo sicuro, anche se la loro qualità potrebbe diminuire (ad esempio, potrebbero avere variazioni di sapore, colore e consistenza) anche dopo aver superato la data “da consumarsi preferibilmente entro”;
  • Usare il cibo di cui si dispone, controllando regolarmente frigorifero e dispense;
  • Condividere il cibo in più con gli altri come, ad esempio, le banche del cibo;
  • Quando possibile, riutilizzare gli avanzi in ricette di recupero.

La lotta allo spreco alimentare coinvolge tutti i consumatori che sono chiamati, anche nel loro piccolo, a contrastarlo attraverso scelte quotidiane responsabili.

Realizzato nell'ambito di Generazione F, un progetto finanziato dal MIMIT D.M. 6/5/2022 art. 5
Fonti:
https://www.agrifood.tech/sostenibilita/spreco-alimentare-linnovazione-digitale-per-gestire-le-eccedenze-di-cibo-per-garantire-sostenibilita-e-arrivare-allesg/
https://www.bancoalimentare.it/sedi-locali
https://www.climatewatchdata.org/
https://www.ipcc.ch/report/ar6/syr/downloads/report/IPCC_AR6_SYR_LongerReport.pdf
https://www.salute.gov.it/portale/nutrizione/dettaglioContenutiNutrizione.jsp?lingua=italiano&id=4661&area=nutrizione&menu=vuoto
https://www.sprecozero.it/wp-content/uploads/2024/02/WWI24_5feb_Presentazione_Web.pdf
https://www.unicef.it/media/rapporto-globale-sulle-crisi-alimentari-la-fame-acuta-rimane-persistentemente-alta-in-59-paesi/
  • Agosto, 6
  • 3879
  • Alimentazione, Generazione F - Generiamo Futuro, Progetti e Attività
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Confconsumatori Notizie: speciale alimentazione sostenibile Al centro del secondo numero del 2024, lo spreco alimentare e i consigli per prevenirlo. Con un'intervista a Marco Lucchini, Segretario generale Fondazione Banco Alimentare

Parma, 26 luglio 2024 – Compiere delle scelte alimentari consapevoli e salutari può avere un importante impatto positivo sul Pianeta e sulla collettività. Nel nuovo numero speciale di Confconsumatori Notizie, realizzato nell’ambito del progetto “Generazione F – Generiamo Futuro“, parliamo – insieme Marco Lucchini, Segretario generale di Fondazione Banco Alimentare – del ruolo dello spreco alimentare, e dei consigli per gestire al meglio la propria dispensa.
Per diminuire la nostra impronta ecologica e soddisfare i bisogni nutrizionali di tutti, infatti, dovremmo imparare ad acquistare (e conservare il cibo) in maniera più attenta e responsabile. Solo così potremo costruire un sistema alimentare improntato alla sostenibilità ambientale, economica, e sociale.

SOMMARIO

  • L’editoriale di Mara Colla
  • Intervista a Marco Lucchini Fondazione Banco Alimentare Onlus
  • La sostenibilità alimentare

Per saperne di più, sfoglia il periodico cliccando sulla copertina o sul bottone qui sotto

SCARICA IL NUMERO

Realizzato nell'ambito di Generazione F, un progetto finanziato dal MIMIT. D.M. 6/5/2022 art. 5
  • Luglio, 26
  • 2884
  • Generazione F - Generiamo Futuro, PERIODICO "CONFCONSUMATORI NOTIZIE", Progetti e Attività
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Educazione alimentare con Confconsumatori: le infografiche Le infografiche targate Confconsumatori contengono sono pensate per aiutare i cittadini a conoscere aspetti essenziali del mondo dell'alimentazione

Parma, 5 luglio 2024 – Confconsumatori ha ideato un nuovo modo per stare vicino ai suoi associati e non solo che desiderano migliorare le proprie competenze legate al mondo dell’alimentazione, sana e sostenibile: stiamo parlando delle infografiche, agili riassunti pronti da scaricare e stampare con cui potrai ottenere informazioni utili per affrontare in autonomia alcune scelte che si presentano nel quotidiano, legate ad esempio all’acquisto degli alimenti e alla loro conservazione.
Il comodo formato è pensato sia per la stampa sia per la consultazione digitale: può dunque essere apposta sul frigorifero, o scaricata sullo smartphone per averla sempre con sé.

Ecco le infografiche realizzate da Confconsumatori:

  • 1 – Congelato o surgelato?
  • 2 – Come scongelare in sicurezza
  • 3 – Certificazioni istituzionali
  • 4 – Altre certificazioni diffuse
  • 5 – Data di scadenza e TMC
  • 6 – Metodi di conservazione
  • 7 – Vetro, plastica e acciaio
  • 8 – Pellicola, alluminio e carte per alimenti
  • 9 – Muffe e alimenti
  • 10 – Spunti per idee antispreco

Le infografiche fanno parte di una campagna informativa e formativa articolata, attraverso cui Confconsumatori invita i cittadini a diventare più consapevoli sulle ricadute che possono avere le proprie scelte in termini di impatto ambientale, per perseguire un’alimentazione sostenibile: ovvero sana, equa, e rispettosa dell’ambiente.

Realizzato nell'ambito di Generazione F, un progetto finanziato dal MIMIT D.M. 6/5/2022 art. 5
  • Luglio, 5
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  • Alimentazione, Generazione F - Generiamo Futuro
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Congelato o surgelato? Come conservare gli alimenti sotto zero Conoscere la catena del freddo ci aiuta a consumare cibi sicuri e di qualità

Parma, 1° luglio 2024 – Quando acquistiamo e consumiamo prodotti che vengono conservati a temperature inferiori allo zero è bene che conosciamo il funzionamento della “catena del freddo”, cioè il processo di mantenimento dei prodotti surgelati a una temperatura costante e comunque inferiore ai -18°C lungo tutto il percorso dalla produzione alla vendita, comprese le fasi di trasporto, stoccaggio ed esposizione.

Il mantenimento dei prodotti a queste temperature è fondamentale per evitare l’innescarsi di processi di scongelamento, anche parziali, e il successivo ricongelamento che, non verificandosi con le stesse condizioni in cui è avvenuta la surgelazione iniziale, determina non solo un’alterazione delle proprietà nutrizionali e organolettiche dell’alimento, ma favorisce anche lo sviluppo di microrganismi, il cui numero potrà variare a seconda delle temperature e della durata del ricongelamento.

SICUREZZA ALIMENTARE

Dunque, lo scopo della catena del freddo è quello di conservare al meglio il prodotto, garantendone integrità, standard igienici e sicurezza alimentare. Ogni consumatore, per accertarsi che il prodotto acquistato non sia andato incontro a fenomeni di scongelamento, deve innanzitutto controllare che non sia completamente ammassato, che la confezione sia integra e che non sia parzialmente o totalmente ricoperta di brina, e che, una volta aperta la confezione, il prodotto non presenti segni di scongelamento.

Inoltre, per essere certi di mangiare un prodotto di qualità, ci sono alcune raccomandazioni da seguire:

  • acquistare i surgelati alla fine della spesa: ciò ridurrà l’esposizione degli stessi alla temperatura ambiente;
  • utilizzare le borse termiche per il trasporto;
  • depositare il prodotto il prima possibile nel congelatore domestico;
  • osservare scrupolosamente le informazioni riportate sulle confezioni;
  • evitare l’acquisto di prodotti visibilmente danneggiati o con superficie umida.

CONGELARE E SURGELARE: LE DIFFERENZE 

Attenzione: sebbene siano usati spesso come sinonimi, i concetti di “congelare” e “surgelare” hanno due significati diversi! Fondamentalmente, la differenza è data prevalentemente dalla temperatura e dal tempo di lavorazione. Quando parliamo di surgelazione, ci riferiamo a un processo che può essere effettuato solo a livello industriale e che sottopone gli alimenti a temperature inferiori a -18°C, permettendoci di ottenere un prodotto le cui proprietà nutritive e organolettiche rimangono inalterate. Questo processo dà origine a microcristalli di ghiaccio che non danneggiano la struttura biologica del prodotto. Se volessimo replicare questo processo a livello domestico, avremmo bisogno di un abbattitore di temperature (spesso presente nelle cucine della ristorazione). I prodotti surgelati sono quelli disponibili nei supermercati nelle apposite aree.

Contrariamente alla surgelazione, che deve avvenire in tempi molto brevi, il processo di congelamento è invece un processo lento. Il prodotto congela se esposto a temperature comprese tra 0°C e -15°C formando cristalli di ghiaccio più grandi. Infatti, quando si parla di prodotti preparati in casa, si fa riferimento a questo processo. Sebbene il congelamento sia un modo efficace per prolungare la durata di conservazione degli alimenti, non può inibire l’attività enzimatica al 100%, quindi la qualità originale si deteriora nel tempo.

CONGELARE A CASA

Adesso che i concetti sono ben distinti, ecco alcune indicazioni utili per congelare in casa dei prodotti alimentari:

La preparazione dei cibi da congelare è il primo passo importante. Frutta e verdura vanno lavate sotto acqua corrente e asciugate con cura prima di essere congelate in appositi sacchetti adatti a questo tipo di conservazione.

Occorre poi considerare le dimensioni dei prodotti. Carne e pesce non devono essere di grandi dimensioni, ma tagliate a fettine sottili, adagiate con cura in sacchetti da congelamento e messi in freezer. Se si tratta di un freezer di grandi dimensioni, cercate di posizionare i cibi accanto alle pareti dello stesso, il processo sarà velocizzato.

Esistono comunque alcuni alimenti che è sconsigliato congelare in casa come ad esempio i fritti, l’aglio, la cipolla, la salvia e i chiodi di garofano che, se congelati, cambiano sapore. Mele, uva, banane, avocado e pesche si anneriscono. Pomodori, cetrioli, sedano e lattuga deperiscono. Formaggi a pasta molle e maionese, invece, perdono consistenza.

Occorre infine ricordare sempre di etichettare tutto ciò che si congela. In genere, un freezer di ottima qualità (4 stelle) garantisce una buona conservazione per circa 12 mesi.

SCONGELARE CORRETTAMENTE

È molto importante fare attenzione al modo in cui si scongela il cibo, per evitare la proliferazione di batteri e mantenere inalterate le proprietà del prodotto. Lo scongelamento deve avvenire in frigorifero e non a temperatura ambiente. Questo perché lasciare l’alimento congelato o surgelato a temperatura ambiente implica che la superficie del prodotto possa raggiungere la temperatura ambientale in tempi abbastanza rapidi e tali da permettere la ripresa della proliferazione batterica. Tuttavia, esistono anche delle strade alternative come l’utilizzo del microonde, lo scongelamento sotto acqua corrente fredda a circa 15°C (l’alimento deve essere ancora contenuto nel suo imballo primario) oppure procedendo direttamente con la cottura.

Una volta scongelati, è opportuno conservare i prodotti alimentari tra 0°C e +4°C e utilizzarli entro 24 ore.

Dobbiamo poi tenere a mente di:

  • cuocere il cibo scongelato prima del consumo per eliminare i batteri;
  • non ricongelare il cibo dopo averlo scongelato;
  • seguire sempre le istruzioni di conservazione del produttore per garantire che gli alimenti restino sicuri;
  • conservare gli alimenti scongelati nella confezione originale o in un contenitore appropriato per evitare contaminazioni.
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  • Luglio, 1
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Innovazione e alimentazione: i microrganismi sono una risorsa per la filiera Da millenni la biotecnologia interviene nella produzione di cibo, per renderla più sicura ed efficiente

Parma, 20 giugno 2024 – La parola “innovazione”, quando applicata al cibo, può suscitare diffidenza nel consumatore. Si tratta in realtà di un’alleata che ha permesso, anche nel settore alimentare, di compiere nel tempo grandi progressi. L’innovazione scientifica e industriale, infatti, ha permesso di ottenere prodotti alimentari molto più sicuri, di qualità e soprattutto sostenibili.

LE BIOTECNOLOGIE “GIALLE”

Ma cosa sono le biotecnologie impiegate nella filiera alimentare, dette anche biotecnologie gialle? Si tratta di procedimenti scientifici basati sull’uso di cellule o enzimi di origine microbica, animale o vegetale, per ottenere la sintesi di nuovi composti, la degradazione di composti nocivi o la trasformazione di materie prime.

Anche se questa terminologia può intimidire, le biotecnologie esistono in moltissimo tempo, e già in millenni passati servivano per preparare ad esempio alimenti fermentati come birra, vino, yogurt, formaggio e non solo. Bisognerà aspettare metà Ottocento perché Pasteur arrivi comprendere e descrivere, individuando i microrganismi responsabili di tali trasformazioni, processi comuni come quelli alla base della preparazione della birra e della fermentazione del latte.

LA “NEOFOBIA”

La paura di ciò che non si conosce è sempre esistita (anche ai tempi di Pasteur), e prende il nome di “neofobia“. Il marketing o la politica, ad esempio, hanno imparato a sfruttare in alcuni contesti la preoccupazione dei consumatori, facendo leva sulla paura del nuovo. Per questo è importante essere consapevoli rispetto a ciò che mangiamo, e informarsi quanto possibile per imparare a sfatare miti (e timori) senza fondamento.

QUALI BIOTECNOLOGIE

Le biotecnologie in campo alimentare si possono distinguere in le possiamo dividere in:

  • Tradizionali: tutte quelle tecniche convenzionali come fermentazioni e reazioni enzimatiche per produrre alimenti come vino, birra, pane e formaggio. Sono tecnologie usate da secoli, e sono ormai ben accette ai consumatori.
  • Innovative: si tratta dello sviluppo innovativo di processi tradizionali, poco conosciuti e spesso meno accettati dal consumatore. Le biotecnologie innovative permettono di aumentare e stabilizzare la produttività agricola, migliorare la resistenza delle piante ai parassiti o alle malattie, ma anche di migliorare le caratteristiche nutrizionali degli alimenti come, ad esempio, diminuire la tossicità o il potenziale allergenico di un alimento, aumentare le componenti nutritive come le vitamine, e molto altro.

Oggi le biotecnologie partono dal campo e dalle sue esigenze, e si prendono in considerazione anche gli scarti che vengono trasformati, trattati attraverso bioprocessi, per aumentarne il valore.  In questo modo, possiamo ottenere biofertilizzanti, bio pesticidi, oppure creare nuovi materiali biodegradabili.

Ad esempio, nelle biofactories (letteralmente bioindustrie), sfruttando le biotecnologie, si possono ottenere nuovi materiali, nuovi ingredienti o nuove molecole.

In queste industrie, si utilizzano le microalghe facendole crescere in verticale in contenitori di vetro e nutrendole con scarti dell’industria alimentare per ottenere pigmenti, vitamine, composti farmaceutici, biocarburanti. Una prova è rappresentata da Astaxantina che è una molecola, di colore rosso, usata come integratore alimentare, colorante naturale e antiossidante.

L’IMPORTANZA DEI MICRORGANISMI NELLA FERMENTAZIONE E NON SOLO

Sappiamo che i microrganismi entrano in contatto con il nostro corpo attraverso gli alimenti. Solitamente si è abituati a pensare ai microrganismi solo in termini negativi, dunque ai microrganismi patogeni o che alterano le qualità degli alimenti. Dobbiamo invece ricordare che, sin dall’alba dei tempi, i microrganismi sono stati usati per conservare gli alimenti attraverso la fermentazione.

Gli alimenti fermentati sono prodotti attraverso una crescita microbica controllata e la conversione di componenti attraverso l’attività enzimatica. In questo gruppo possiamo avere alimenti che contengono ancora cellule vitali al momento del consumo, oppure che non li contengo, come il pane.

Il consumo di questi alimenti produce effetti benefici nel nostro organismo, per esempio modulando il nostro microbiota nel caso di alimenti che contengono ancora cellule vitali al momento del consumo, o, anche quando non sono più presenti cellule vitali del prodotto finito, modificando il profilo nutrizionale degli alimenti degradando alcune sostanze e producendone altre.

Nel mondo ci sono più oltre 5000 tipologie di alimenti fermentati. In Europa la maggior parte sono prodotti lattiero-caseari, ma esistono in generale anche numerosi derivati di:

  • Soia fermentata (come salsa di soia, miso e natto)
  • Prodotti ittici fermentati (come la colatura di alici)
  • Altri legumi e cereali fermentati (come tempeh – spesso di soia, ma anche di altri legumi – oppure lievito madre)

Diventa quindi fondamentale tutelare la biodiversità microbica che, attraverso le collezioni microbiche,  rappresenta una risorsa preziosa per la scienza e per l’industria. Questa tutela ha infatti ricadute positive in vari settori come quello dei farmaci, degli alimenti e della tutela dell’ambiente.

Tra i batteri da prendere in considerazione, ricoprono un ruolo centrale i batteri lattici, che vengono usati per fermentare i cibi da almeno 4000 anni. Sono utilizzati in tutto il mondo soprattutto nei prodotti fermentati del latte, tra cui yogurt, formaggio, burro, kefir, impasti acidi dei prodotti da forno o nei vegetali fermentati. Questi microrganismi sono ritenuti sicuri, hanno un alto grado di tolleranza a stress e hanno un metabolismo semplice che produce numerose molecole di interesse in vari settori.

BIOTECNOLOGIE E SOSTENIBILITÀ

Le biotecnologie possono infine essere sfruttate anche per lo sviluppo di alimenti come la carne coltivata in laboratorio, sempre più diffusi a livello globale, oppure anche per lo sviluppo di proteine dell’uovo che possono essere utilizzate a livello industriale. Le applicazioni delle biotecnologie in campo alimentare sono ancora tutte da esplorare, ma ciò che sappiamo è che la ricerca scientifica può compiere progressi interessanti anche nell’ottica di ottenere una maggiore sostenibilità della filiera.

I processi biotecnologici risultano quindi di notevole importanza anche per il raggiungimento dell’economia biocircolare promossa dall’Unione Europa: anche la valorizzazione degli scarti, infatti, può coinvolgere enzimi o microrganismi con lo scopo di raggiungere l’obiettivo zero waste (spreco zero).

Realizzato nell'ambito di Generazione F, un progetto finanziato dal MIMIT D.M. 6/5/2022 art. 5
  • Giugno, 20
  • 3813
  • Alimentazione, Generazione F - Generiamo Futuro, Progetti e Attività
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Contrastare lo spreco alimentare e mangiare sostenibile: Confconsumatori organizza un webinar il 18 giugno All’incontro online, esperti dell’Università di Parma, di Fondazione Banco Alimentare e dell’Ordine degli Assistenti Sociali

Parma, 11 giugno 2024 – Lo spreco di cibo non rappresenta solamente un’inefficienza del nostro sistema alimentare, ma è un fenomeno che ha ricadute significative sulle risorse ambientali e sulle tasche dei cittadini. Essere cittadini responsabili significa anche imparare a non consumare inutilmente prodotti alimentari, per ridurre l’impatto della nostra nutrizione sul Pianeta e sulla collettività. Questi aspetti saranno al centro del webinar di Confconsumatori “Contrastare lo spreco alimentare e mangiare sostenibile”, che si terrà martedì 18 giugno, dalle 17 alle 18.

L’INCONTRO

Il webinar – patrocinato dall’Ordine degli Assistenti Sociali – Consiglio Regionale dell’Emilia-Romagna – è parte di un ciclo di tre incontri incentrati sul consumo sostenibile di cibo, per educare a un’alimentazione sana, consapevole e rispettosa dell’ambiente. Dopo i saluti del presidente di Confconsumatori Marco Festelli, interverranno Augusta Caligiani, docente di Chimica degli alimenti dell’Università degli Studi di Parma, Marco Lucchini, segretario generale di Fondazione Banco Alimentare, e Annamaria Costantini, vicepresidente dell’Ordine degli Assistenti Sociali dell’Emilia-Romagna. A moderare il webinar – realizzato nell’ambito del progetto “Generazione F” – sarà Chiara Dall’Asta, docente di Chimica degli alimenti dell’Università di Parma.
Il webinar è in corso di accreditamento presso l’OASER (Ordine Assistenti Sociali Emilia-Romagna).

PER PARTECIPARE

È possibile partecipare al webinar, ad accesso libero e gratuito, iscrivendosi al link: https://us06web.zoom.us/webinar/register/WN_OiVMKlVCTT2A2bizOdy91A.

Scarica la locandina

IL PROGETTO

L’educazione al consumo sostenibile di cibo è uno dei temi al centro di “Generazione F – Generiamo Futuro”, un progetto di Confconsumatori finanziato dal MIMIT (D.M. 6/5/2022 art. 5). Per maggiori informazioni è possibile visitare il sito www.confconsumatori.it nella sezione dedicata al progetto.

  • Giugno, 11
  • 1275
  • Generazione F - Generiamo Futuro, Progetti e Attività
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SEDE REGIONALE E PROVINCIALE
L’AQUILA
SULMONA
Via E. Gianmarco 9   – CAP 67039
Telefono e Fax:  0864.50165
e-mail regionale e provinciale: confconsumatorisu@alice.it
e-mail sportello: confconsumatoriaqsu@gmail.com
Responsabile provinciale: Francesca Davini
Responsabile regionale: Domenico Taglieri
Orari di apertura: Martedì dalle 10 alle 12.30; Giovedì dalle 16 alle 18.30

CHIETI
Sede provinciale
SAN SALVO
Vico IV Garibaldi 2   – CAP 66050
Cellulare:  347.0834207
Email:   confconsumatorich@libero.it
Responsabili:   Antonio Artese
Orari di apertura:  Venerdì 16 – 18

SEDE NAZIONALE
Via Mazzini 43 - 43121 - PARMA
CF 80025080344
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