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MATERA

MATERA
Via Ugo La Malfa, 3/B – CAP 75100
Telefono: 0835.1766729
Cellulare: 376.1448694
E-mail: confconsumatorimatera@gmail.com
Responsabile: Giovanni Vinci
Orario di apertura: Martedì dalle 17 alle 19; Giovedì dalle 16 alle 19

ROTONDELLA (Mt)
Via Garibaldi, 131 – CAP 75026
Telefono: 328.1984943
e-mail: confconsumatoribasilicata@gmail.com
Orario di apertura: Lunedì dalle 15.30 alle 19.30; Martedì dalle 9 alle 13

PISTICCI (Mt)
Viale Gramsci, 34 – CAP 75015 Marconia
presso Confederazione Italiana Agricoltori
Telefono: 328.1984943
E-mail: confconsumatoribasilicata@gmail.com
Orario di apertura: venerdì dalle 17 alle 19

TURSI (MT)
Via Roma, 143 – CAP 75028
Telefono: 338.7686589
E-mail: confconsumatoribasilicata@gmail.com
Orario di apertura: mercoledì dalle 16 alle 18.30

Generazione F – Generiamo Futuro

Sensibilizzare, informare ed educare i cittadini, in particolare le nuove generazioni, a nuovi stili di consumo e di cittadinanza, più resilienti e sostenibili;
Alimentare la cultura della consapevolezza rispetto all’impatto che le scelte quotidiane individuali hanno sul futuro: il proprio, quello della collettività e quello del pianeta;
Valorizzare e sostenere iniziative che consentano a tutti i cittadini, indipendentemente dalla situazione sociale ed economica, di essere protagonisti attivi della cosiddetta “transizione verde”.
Sono questi gli obiettivi del progetto “Generazione F – Generiamo Futuro”, declinato nell’ambito delle seguenti tematiche:
– CONSUMI SOSTENIBILI ED ECONOMIA CIRCOLARE, con particolare riferimento al consumo sostenibile di cibo, per una alimentazione sana, consapevole, equa e rispettosa dell’ambiente;
– EDUCAZIONE FINANZIARIA E SOVRAINDEBITAMENTO, con particolare riferimento al ruolo che i prodotti finanziari possono avere sulla sostenibilità, e al tema del sovraindebitamento, nell’ottica di una transizione verde che sia per tutti, indipendentemente dalla situazione sociale ed economica;
– EDUCAZIONE ASSICURATIVA, PREVIDENZIALE E SANITARIA, con particolare riferimento agli strumenti a disposizione dei cittadini per costruire un futuro sereno, sicuro e sostenibile, per sé e per le proprie famiglie.

Finanziato dal MIMIT D.M. 6/5/2022 art. 5


Investimenti sostenibili: come verificare se un prodotto finanziario rispetta i principi ESG? Ecco alcuni consigli da seguire per investire consapevolmente

Parma, 25 settembre 2024 – Un consumatore che desidera verificare se un prodotto finanziario rispetta davvero i principi ESG (ambientali, sociali e di governance) deve sapere che esistono diverse pratiche e strumenti che possono essere utilizzati per fare una valutazione approfondita. Ecco di seguito alcuni suggerimenti utili.

CERTIFICAZIONI

In primo luogo, serve verificare l’esistenza di certificazioni ESG. Molti prodotti finanziari che affermano di rispettare i criteri ESG, infatti, sono soggetti a valutazioni da parte di agenzie di rating ESG indipendenti, come MSCI ESG Ratings, Sustainalytics, o Refinitiv (LSEG). Queste agenzie valutano le aziende e i fondi in base a criteri ambientali, sociali e di governance e assegnano punteggi o certificazioni. Il consumatore può controllare se il prodotto finanziario ha ricevuto un rating ESG da una di queste agenzie.

DOCUMENTI UFFICIALI

In secondo luogo, occorre leggere con attenzione i documenti ufficiali del prodotto, come il prospetto informativo o il KIID (Key Investor Information Document), che possono fornire informazioni sull’approccio ESG del fondo o del titolo. I prodotti conformi ai principi ESG spesso descrivono chiaramente la loro politica d’investimento sostenibile e come integrano i criteri ESG nelle loro scelte di portafoglio. Ovviamente, un buon consulente finanziario o gestore del prodotto può essere in grado di spiegare in modo dettagliato come vengono applicati i criteri ESG e come il prodotto viene gestito rispetto a questi standard. Chiedere informazioni dettagliate e verificabili è essenziale!

SITI WEB

Ancora, è consigliabile eseguire una verifica sui siti web ufficiali: molte società di investimento forniscono direttamente informazioni sui loro approcci ESG. Online è possibile cercare rapporti di sostenibilità, relazioni di impatto o rapporti ESG dedicati, che illustrino in modo trasparente come i criteri vengono implementati e rispettati. Esistono etichette riconosciute, come la “Label ISR” in Francia, la “LuxFLAG” in Lussemburgo, la “Eurosif Transparency Code” e altre, che certificano che i fondi rispettano determinati standard ESG: investire in prodotti finanziari che possiedono queste etichette può essere una garanzia in più per il consumatore.

ANALISI DEL FONDO E DELL’AZIENDA

Fondamentale è anche l’analisi della composizione del fondo o dell’azienda. Se si investe in un fondo ESG, è utile esaminare la composizione del fondo, ossia le aziende in cui esso investe. È possibile verificare le performance ESG di tali aziende singolarmente utilizzando risorse come il sito della stessa azienda, agenzie di rating ESG, o analisi di sostenibilità pubbliche. Inoltre, alcuni fondi ESG pubblicano rapporti di impatto, in cui illustrano con dati specifici come i loro investimenti abbiano contribuito al raggiungimento di obiettivi ambientali o sociali (ad esempio, riduzione delle emissioni di CO2, miglioramento delle condizioni lavorative). Dopo avere verificato se il fondo pubblica questi rapporti, è bene controllare con altre fonti le metriche dichiarate.

Ricordiamo che, a livello europeo, il Regolamento UE 2019/2088 (Sustainable Finance Disclosure Regulation, SFDR) impone agli investitori istituzionali e ai consulenti finanziari di fornire informazioni dettagliate sul livello di sostenibilità dei prodotti finanziari. Un prodotto finanziario, per dirsi sostenibile, deve essere classificato come “articolo 8” (promuove caratteristiche ambientali e sociali) o almeno come “articolo 9” (prodotto a obiettivo sostenibile).

ATTENZIONE AL GREENWASHING

Un altro approccio utile è cercare notizie sui media specializzati o report indipendenti che trattano di potenziali controversie o pratiche non sostenibili legate alle aziende o ai fondi in cui si intende investire. Talvolta, prodotti che si dichiarano ESG possono essere associati a pratiche di greenwashing, basate sulla promozione ingannevole di un’immagine sostenibile.

In sintesi, il consumatore deve adottare un approccio informato e proattivo, consultando fonti attendibili, agenzie di rating, documenti ufficiali e rapporti di sostenibilità. Avere un quadro chiaro e completo è fondamentale per evitare il rischio di greenwashing e per assicurarsi che il proprio investimento sia davvero in linea con i valori ESG.

GENERAZIONE F

Per saperne di più sugli investimenti sostenibili è disponibile la sezione del progetto Generazione F dedicata all”educazione finanziaria e al sovraindebitamento: all’interno sono presenti tante risorse (webinar, post e articoli) attraverso cui rafforzare le proprie competenze. Gli sportelli territoriali di Confconsumatori e lo Sportello online dell’associazione sono inoltre sempre pronti a fornire consigli e informazioni.

Realizzato nell'ambito di Generazione F, un progetto finanziato dal MIMIT D.M. 6/5/2022 art. 5
  • Settembre, 25
  • 3484
  • Generazione F - Generiamo Futuro, Risparmio e Investimenti
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Un corso sullo spreco alimentare dedicato agli insegnanti di medie e superiori Confconsumatori ha reso disponibili online tre agili moduli formativi, con materiali da proporre in classe

Parma, 4 settembre 2024 – Essere cittadini attivi e responsabili significa anche riconoscere l’impatto delle proprie scelte in campo alimentare. Rivolgendosi in particolare ai docenti delle scuole medie e superiori (secondarie di primo e di secondo grado), Confconsumatori ha reso disponibile gratuitamente online il corso “Spreco alimentare: strumenti e strategie per contrastarlo”, che mira a fornire al personale docente nozioni e materiali didattici idonei a essere impiegati all’interno dei programmi di educazione civica, per approfondire i temi legati allo sviluppo sostenibile. Per seguire il corso occorrerà iscriversi sulla piattaforma www.formazioneconfconsumatori.it.

LA STRUTTURA

Nel corso – organizzato in tre brevi moduli interattivi – i docenti troveranno ad esempio informazioni sugli effetti sull’ambiente delle diverse filiere alimentari, e scopriranno come ridurre l’impronta ecologica della propria spesa attraverso consigli pratici e semplici ricette antispreco, a dimostrazione del fatto che ciascuno può contribuire al raggiungimento di un sistema alimentare più equo e sostenibile. Il corso è stato progettato per offrire ai docenti una fruizione ludica e dinamica, garantendo al tempo stesso contenuti di valenza scientifica.

Nel primo capitolo si scoprirà qual è l’impatto ambientale – in Italia e nel mondo – della produzione, della trasformazione e del consumo di cibo: processi direttamente coinvolti anche nella perdita di biodiversità. Il secondo capitolo, poi, aiuterà a definire come calcolare le conseguenze sul Pianeta di una filiera alimentare, in modo da pianificare i propri pasti in modo più consapevole. Si vedrà che a cibi diversi corrispondono, tra l’altro, sprechi idrici ed emissioni climalteranti molto differenti. Per questo è fondamentale prevenire la perdita di prodotti alimentari “dal campo alla tavola”. Con il terzo capitolo, infine, verranno forniti consigli pratici ed esempi concreti per creare un menù settimanale più sostenibile e contribuire così al raggiungimento degli obiettivi dell’Agenda 2030 dell’Onu, orientati a sconfiggere la fame e la povertà, e a contrastare i cambiamenti climatici.

Il completamento di ciascun capitolo consentirà di accedere a utili materiali scaricabili (infografiche e semplici ricette “antispreco”). Al termine del corso, verrà sbloccato uno speciale contenuto pensato per supportare i docenti nella progettazione di un laboratorio esperienziale, strumento utilizzabile per realizzare attività didattiche in molteplici ambiti, anche differenti dallo spreco alimentare.

GENERAZIONE F

Il corso è stato realizzato nell’ambito di Generazione F, un progetto finanziato dal MIMIT, D.M. 6/5/2022 art. 5. Nella sezione del progetto dedicata a Consumi sostenibili ed economia circolare sono disponibili vari contenuti informativi (post, infografiche e webinar) per approfondire il legame tra alimentazione, sostenibilità e salute.

  • Settembre, 4
  • 3439
  • Alimentazione, Generazione F - Generiamo Futuro
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Piani individuali di risparmio (Pir): la nuova guida di Abi Realizzata in collaborazione con le associazioni dei consumatori, la guida aiuta a migliorare le competenze dei risparmiatori

Parma, 8 agosto 2024 – Migliorare le competenze finanziarie dei cittadini è uno dei principali obiettivi promossi dal progetto Generazione F. Proprio in quest’ottica Confconsumatori desidera valorizzare la guida realizzata da Abi in collaborazione con le associazioni dei consumatori, pensata per far conoscere i Pir, i Piani individuali di risparmio.

COSA SONO I PIR 

I Piani individuali di risparmio sono forme di investimento di medio-lungo periodo in strumenti finanziari di imprese che, attenendosi ad alcuni requisiti stabiliti dalla legge, consentono ai risparmiatori di ottenere importanti benefici fiscali. I cittadini possono dunque valutare di destinarvi parte del proprio risparmio, per assicurarsi un futuro previdenziale che renda più sostenibile l’età anziana e pensionistica. I Pir sono stati introdotti nell’ordinamento italiano con la Legge di Bilancio 2017. La nuova guida tiene in considerazione gli ultimi aggiornamenti.

Scarica la guida

LA GUIDA

La guida, oltre a definire cosa sono i Pir, chiarisce a chi sono riservati – principalmente alle persone fisiche fiscalmente residenti in Italia che non detengano contemporaneamente più di un Pir e non lo condividano con altre persone fisiche – e quali sono i requisiti necessari per godere dei benefici fiscali.

Per i Pir costituiti a partire dal 1° gennaio 2020, ad esempio, l’investimento non deve superare 40.000 euro annui e 200.000 euro complessivi e non è possibile investire più del 10% del portafoglio in strumenti emessi dallo stesso emittente.

Inoltre, al momento in cui il Pir viene creato, almeno il 70% dell’investimento totale deve essere destinato a strumenti finanziari “qualificati”, cioè emessi da imprese italiane (o europee con stabile organizzazione in Italia). Di questo 70%, almeno il 25% deve essere investito in strumenti finanziari di imprese diverse da quelle presenti nell’indice FTSEMib di Borsa italiana o indici equivalenti
(ossia diverse dalle imprese italiane a elevata liquidità che sono racchiuse in questo indice azionario o equivalenti). Infine, un ulteriore 5% deve essere investito in strumenti finanziari di imprese diverse da quelle presenti nell’indice FTSEMib e FTSEMid Cap di Borsa Italiana (o indici equivalenti di altri mercati regolamentati), quindi in piccole e piccolissime imprese.

Gli strumenti devono essere detenuti per un minimo di 5 anni.

Nella guida si approfondiscono inoltre i benefici fiscali derivanti da questo tipo di investimento, si descrive cosa accade in caso di disinvestimento anticipato (entro i 5 anni) e si presentano i cosiddetti Pir alternativi, complementari ai Pir tradizionali.

GENERAZIONE F

All’interno della sezione dedicata all’educazione finanziaria e al sovraindebitamento troverai tante risorse (webinar, post e articoli) realizzate con il progetto Generazione F, attraverso cui potrai rafforzare le tue competenze. Gli sportelli territoriali di Confconsumatori e lo Sportello online dell’associazione sono inoltre sempre disponibili per fornire consigli e informazioni.

Realizzato nell'ambito di Generazione F, un progetto finanziato dal MIMIT D.M. 6/5/2022 art. 5
  • Agosto, 8
  • 3892
  • Generazione F - Generiamo Futuro, Risparmio e Investimenti
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Spreco alimentare: un problema per l’ambiente e le persone Tutti possiamo fare la nostra parte per ridurre gli sprechi di cibo e migliorare la sostenibilità della filiera alimentare

Parma, 6 agosto 2024 – Ognuno di noi, anche inconsapevolmente, contribuisce a generare sprechi alimentari. Sia il nostro Paese che la comunità internazionale sono da tempo impegnati per sensibilizzare le persone rispetto a questo fenomeno: il 5 febbraio, in Italia, si è celebrata ad esempio l’undicesima Giornata Nazionale di prevenzione dello spreco alimentare, per favorire il raggiungimento dell’obiettivo Zero Hunger (“Sconfiggere la fame”) fissato dalla Fao e dall’Onu, con lo scopo di garantire cibo adeguato a tutti. Per riuscire in questo intento, è indispensabile impedire che il cibo venga sprecato (con conseguenze sociali, economiche e ambientali).

COME DEFINIAMO LO SPRECO ALIMENTARE?

Il Ministero della Salute lo definisce come “l’insieme dei prodotti scartati dalla catena agroalimentare, che per ragioni economiche, estetiche o per la prossimità della scadenza di consumo, seppure ancora commestibili e quindi potenzialmente destinati al consumo umano, sono destinati ad essere eliminati o smaltiti”. In altre parole, si fa riferimento a tutti quei prodotti che vengono immessi nella filiera ma non raggiungono i consumatori; in questa definizione rientrano però anche tutti i prodotti che vengono acquistati ma non vengono poi consumati, e finiscono per essere scartati.

Infatti, lo spreco alimentare coinvolge ogni anello della catena alimentare, dalla produzione agricola fino al consumatore finale: secondo le stime della Fao, oltre un terzo del cibo prodotto va sprecato. Numerosi prodotti vengono scartati già nelle primissime fasi di produzione perché non conformi a rigidi standard estetici imposti dal mercato attuali; altri vengono danneggiati durante le fasi di trasporto; altri ancora vengono sprecati direttamente a casa dei consumatori finali che, acquistando cibo in eccesso o mal conservandolo, si ritrovano a buttare via i prodotti acquistati.

Secondo quanto riporta il Climate Change Report 2023 dell’Ipcc (il Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico), il 22% delle emissioni globali di gas serra sono causate dalle attività agricole e forestali. A queste vanno poi sommate le emissioni per la lavorazione degli alimenti, per il trasporto e la distribuzione fino a giungere sulle tavole dei consumatori. Quando al supermercato compriamo un prodotto proveniente dall’altra parte del Pianeta, dobbiamo dunque essere consapevoli del suo impatto sull’ambiente.

Fonte: Climate Watch, Andamento storico delle emissioni di CO2 nell’agricoltura

I NUMERI DELLO SPRECO

Per farci davvero un’idea dei numeri e delle conseguenze dello spreco alimentare, ci viene in aiuto Waste Watcher, un osservatorio internazionale che si occupa di mettere in relazione cibo e sostenibilità. L’Osservatorio ha come obiettivo quello di fornire, non solo alla comunità scientifica ma anche all’opinione pubblica, tutte le conoscenze e gli strumenti necessari per poter analizzare il comportamento dei consumatori e l’impatto economico, sociale e ambientale imputabile allo spreco alimentare.

I dati raccolti nel Report di Waste Watcher 2024 attestano che, solo nel 2023, sono state sprecate 4.207 milioni di tonnellate di alimenti, per un valore complessivo di oltre 13 miliardi di euro.

Fonte: Osservatorio Internazionale Waste Watcher – Università di Bologna, Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro-Alimentari su dati ed elaborazione IPSOS

RECUPERARE LE ECCEDENZE

Dobbiamo ricordare che, per produrre il cibo che mangiamo, le risorse del nostro Pianeta vengono messe a dura prova. Le conseguenze dello spreco alimentare diventano ancor più insostenibili se consideriamo che, nonostante ci siano ancora nel mondo quasi 282 milioni di persone che vivono in condizioni di insicurezza alimentare, il cibo prodotto supera nettamente quello che è il fabbisogno degli abitanti. Cosa accade dunque delle tonnellate di cibo sprecate ogni anno? Molto spesso, purtroppo, questi prodotti sono destinati a essere smaltiti in discarica: un’ulteriore fonte di emissioni di gas serra.

Esistono però delle alternative. Ne è un esempio l’attività che svolge Fondazione Banco Alimentare, che ormai da decenni ha come scopo quello di contribuire ad attenuare la fame, l’emarginazione e la povertà, combattendo lo spreco alimentare. Questo ente italiano opera recuperando le eccedenze delle filiere agroalimentari, che altrimenti andrebbero smaltite diversamente, e redistribuendole gratuitamente a chi ne ha più bisogno attraverso una rete di associazioni diffuse sul territorio nazionale. I singoli cittadini possono contribuire aderendo alla Giornata Nazionale della Colletta Alimentare, e recarsi nei circa 15mila supermercati coinvolti dall’iniziativa per donare la spesa.

RIDURRE GLI SPRECHI DOMESTICI

Anche a casa possiamo fare la nostra parte nella lotta allo spreco alimentare. Ecco alcuni semplici accorgimenti da tenere a mente:

  • Comprare solo il cibo di cui si ha bisogno. Programmare i pasti e acquistare solo le quantità necessarie alla loro preparazione permette di evitare che le eccedenze possano finire in discarica;
  • Imparare a comprendere la differenza tra le diciture “da consumarsi entro” e “da consumarsi preferibilmente entro”. Sebbene possano sembrare molto simili, queste espressioni hanno un significato diverso: le scadenze indicate dalla dicitura “da consumare preferibilmente entro” sono più flessibili rispetto a quelle con la dicitura “da consumare entro“, poiché fanno riferimento alla qualità del prodotto piuttosto che alla sua sicurezza. Molti prodotti come fagioli secchi, lenticchie e pasta possono essere consumati in modo sicuro, anche se la loro qualità potrebbe diminuire (ad esempio, potrebbero avere variazioni di sapore, colore e consistenza) anche dopo aver superato la data “da consumarsi preferibilmente entro”;
  • Usare il cibo di cui si dispone, controllando regolarmente frigorifero e dispense;
  • Condividere il cibo in più con gli altri come, ad esempio, le banche del cibo;
  • Quando possibile, riutilizzare gli avanzi in ricette di recupero.

La lotta allo spreco alimentare coinvolge tutti i consumatori che sono chiamati, anche nel loro piccolo, a contrastarlo attraverso scelte quotidiane responsabili.

Realizzato nell'ambito di Generazione F, un progetto finanziato dal MIMIT D.M. 6/5/2022 art. 5
Fonti:
https://www.agrifood.tech/sostenibilita/spreco-alimentare-linnovazione-digitale-per-gestire-le-eccedenze-di-cibo-per-garantire-sostenibilita-e-arrivare-allesg/
https://www.bancoalimentare.it/sedi-locali
https://www.climatewatchdata.org/
https://www.ipcc.ch/report/ar6/syr/downloads/report/IPCC_AR6_SYR_LongerReport.pdf
https://www.salute.gov.it/portale/nutrizione/dettaglioContenutiNutrizione.jsp?lingua=italiano&id=4661&area=nutrizione&menu=vuoto
https://www.sprecozero.it/wp-content/uploads/2024/02/WWI24_5feb_Presentazione_Web.pdf
https://www.unicef.it/media/rapporto-globale-sulle-crisi-alimentari-la-fame-acuta-rimane-persistentemente-alta-in-59-paesi/
  • Agosto, 6
  • 3881
  • Alimentazione, Generazione F - Generiamo Futuro, Progetti e Attività
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Confconsumatori Notizie: speciale alimentazione sostenibile Al centro del secondo numero del 2024, lo spreco alimentare e i consigli per prevenirlo. Con un'intervista a Marco Lucchini, Segretario generale Fondazione Banco Alimentare

Parma, 26 luglio 2024 – Compiere delle scelte alimentari consapevoli e salutari può avere un importante impatto positivo sul Pianeta e sulla collettività. Nel nuovo numero speciale di Confconsumatori Notizie, realizzato nell’ambito del progetto “Generazione F – Generiamo Futuro“, parliamo – insieme Marco Lucchini, Segretario generale di Fondazione Banco Alimentare – del ruolo dello spreco alimentare, e dei consigli per gestire al meglio la propria dispensa.
Per diminuire la nostra impronta ecologica e soddisfare i bisogni nutrizionali di tutti, infatti, dovremmo imparare ad acquistare (e conservare il cibo) in maniera più attenta e responsabile. Solo così potremo costruire un sistema alimentare improntato alla sostenibilità ambientale, economica, e sociale.

SOMMARIO

  • L’editoriale di Mara Colla
  • Intervista a Marco Lucchini Fondazione Banco Alimentare Onlus
  • La sostenibilità alimentare

Per saperne di più, sfoglia il periodico cliccando sulla copertina o sul bottone qui sotto

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Realizzato nell'ambito di Generazione F, un progetto finanziato dal MIMIT. D.M. 6/5/2022 art. 5
  • Luglio, 26
  • 2886
  • Generazione F - Generiamo Futuro, PERIODICO "CONFCONSUMATORI NOTIZIE", Progetti e Attività
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Polizze ramo III e aspetti fiscali Una guida sul regime fiscale delle polizze ramo III

Parma, 16 luglio 2024 – Nell’ambito del progetto Generazione F, Confconsumatori propone, tramite il suo esperto Federico Delsante, una guida sulla fiscalità delle polizze ramo III (per sapere cosa sono consulta questa guida).

BENEFICI FISCALI

La parte di premio nei fondi interni unit linked destinata alla copertura del rischio morte è detraibile dall’imposta dovuta dal Contraente ai fini Irpef come da normativa vigente (art.15, c. 1, lett. f), del D.p.r. 917/1986). Tale detrazione è riconosciuta al Contraente qualora l’Assicurato sia il Contraente stesso oppure un familiare fiscalmente a carico.

IMPOSTA SUI PREMI

Non è prevista l’applicazione di alcuna imposta sui premi, qualora il contraente sia residente in Italia. Il regime fiscale può variare in funzione dello spostamento della residenza del contraente presso un altro Paese dell’Unione Europea. Eventuali spostamenti della residenza presso altri Paesi dell’Unione Europea devono essere prontamente comunicati per iscritto alla Compagnia.

REGIME FISCALE DELLE PRESTAZIONI

Le somme corrisposte in dipendenza di questa tipologia di contratti assicurativi sono:

  • se corrisposte in caso di riscatto o decesso dell’Assicurato soggette a imposta sostitutiva, ai sensi dell’art. 26- ter, D.p.r. 600/1973, sulla differenza fra la somma liquidata e l’ammontare dei premi lordi versati. Le prestazioni erogate in caso di decesso dell’assicurato sono esenti da IRPEF per la sola parte relativa alla copertura del rischio demografico (art. 34, c. 5, D.p.r. 601/1973);
  • se corrisposte in caso di rendita vitalizia (D.P.R. 917 del 22/12/1986 – articolo 44 lettera g-quinquies), soggette ad imposta sostitutiva – come da normativa vigente – sulla differenza tra ciascuna rata di rendita annua rivalutata e la rendita iniziale calcolata senza tener conto di alcun rendimento finanziario. La suddetta rendita iniziale è ottenuta convertendo il capitale finale già tassato – come da normativa vigente – (D. Lgs. 47 del 18/02/2000 e successive modifiche e integrazioni).

La tassazione dei rendimenti è ridotta in funzione della quota di tali proventi riferibili a titoli pubblici ed equivalenti, individuata determinando la quota del fondo interno, nel quale è inserito il contratto, investita in tale categoria di titoli. Tale quota è rilevata con cadenza annuale nel corso della durata del contratto, sulla base dei rendiconti di periodo approvati, riferibili alla gestione del fondo interno nel quale è inserito il contratto, o, in mancanza, sulla base dell’ultimo rendiconto approvato.
Nel caso in cui il Beneficiario percepisca la prestazione nell’esercizio di un’attività commerciale, l’imposta sostitutiva non è applicata.
A tali fini, per i beneficiari persone fisiche o enti non commerciali percettori della prestazione nell’ambito della propria attività commerciale, è necessaria la produzione di una dichiarazione riguardo la sussistenza di tale circostanza.

IMPOSTA DI BOLLO

A decorrere dal 1° gennaio 2012, ai sensi dell’art. art. 13, c. 2-ter, D.p.r. 642/1972, i prodotti finanziari, tra cui i prodotti finanziari-assicurativi di ramo III e i prodotti finanziari di capitalizzazione di ramo V, sono assoggettati ad imposta di bollo calcolata annualmente nella misura del 2 per mille l’anno.
L’imposta di bollo è calcolata al termine di ciascun anno solare, con ragguaglio al periodo rendicontato, sul valore di riscatto del capitale investito nei fondi interni unit linked, tranne per il periodo di scadenza o di riscatto della polizza dove è calcolata sul valore effettivo di rimborso o di riscatto del capitale investito nei fondi interni unit linked. L’imposta di bollo, calcolata anno per anno, è dovuta all’atto del rimborso o del riscatto della polizza.

Realizzato nell'ambito di Generazione F, un progetto finanziato dal MIMIT D.M. 6/5/2022 art. 5
  • Luglio, 16
  • 6310
  • Assicurazioni, Generazione F - Generiamo Futuro, Progetti e Attività
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SEDE REGIONALE E PROVINCIALE
L’AQUILA
SULMONA
Via E. Gianmarco 9   – CAP 67039
Telefono e Fax:  0864.50165
e-mail regionale e provinciale: confconsumatorisu@alice.it
e-mail sportello: confconsumatoriaqsu@gmail.com
Responsabile provinciale: Francesca Davini
Responsabile regionale: Domenico Taglieri
Orari di apertura: Martedì dalle 10 alle 12.30; Giovedì dalle 16 alle 18.30

CHIETI
Sede provinciale
SAN SALVO
Vico IV Garibaldi 2   – CAP 66050
Cellulare:  347.0834207
Email:   confconsumatorich@libero.it
Responsabili:   Antonio Artese
Orari di apertura:  Venerdì 16 – 18

SEDE NAZIONALE
Via Mazzini 43 - 43121 - PARMA
CF 80025080344
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