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Telefono: 0835.1766729
Cellulare: 376.1448694
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Responsabile: Giovanni Vinci
Orario di apertura: Martedì dalle 17 alle 19; Giovedì dalle 16 alle 19

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Via Garibaldi, 131 – CAP 75026
Telefono: 328.1984943
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Viale Gramsci, 34 – CAP 75015 Marconia
presso Confederazione Italiana Agricoltori
Telefono: 328.1984943
E-mail: confconsumatoribasilicata@gmail.com
Orario di apertura: venerdì dalle 17 alle 19

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Telefono: 338.7686589
E-mail: confconsumatoribasilicata@gmail.com
Orario di apertura: mercoledì dalle 16 alle 18.30

TAG: acquisti

BCE: decisi scudo anti-spread e aumento dei tassi d’interesse A seguito delle novità annunciate della BCE, l'avvocato Antonio Pinto di Confconsumatori analizza le conseguenze per i cittadini

Parma, 29 luglio 2022 – L’avvocato Antonio Pinto, responsabile area Prodotti bancari assicurativi e finanziari di Confconsumatori, chiarisce lo scenario e le conseguenze per i cittadini a seguito delle recenti novità annunciate dalla Banca Centrale Europea.

Dopo le due decisioni della BCE, cosa succede per i cittadini?

Con un tasso di inflazione salito ormai all’8% su base annua, a pagare sono soprattutto le persone meno abbienti, ossia quei cittadini per i quali i consumi di beni essenziali (e quindi insopprimibili) rappresentano una quota significativa del proprio reddito. L’ultima rilevazione Istat di giugno, proprio su questi beni e servizi essenziali, registra incrementi rilevanti. Inoltre, siccome per le famiglie del ceto medio una risposta possibile al lievitare dei prezzi dei beni essenziali è ritagliare somme da altre voci di bilancio, un ulteriore effetto collaterale è che si comprimono le spese per l’acquisto di beni meno rilevanti, oppure si intaccano i risparmi. Infatti l’ultima ricerca di Nilsen IQ attesta che il 96% degli intervistati ha dichiarato di voler rivedere le proprie priorità di spesa. Le conseguenze più probabili, in questa fase, sono, ad esempio, tagli su vacanze e pasti fuori casa e, soprattutto, il rinvio dell’acquisto di beni durevoli.

AUMENTO DEI TASSI D’INTERESSE – Con l’aumento dei tassi d’interesse dello 0,5% deciso dalla BCE si assisterà anche a un innalzamento dei tassi di interesse per l‘accesso al credito da parte di imprese e famiglie. Chi vorrà stipulare un nuovo mutuo per l’acquisto della casa, ad esempio, troverà tassi d’interesse più alti che arriveranno molto presto al 3%. Chi ha già stipulato un mutuo a tasso variabile pagherà interessi più alti sulla rata; nessuna conseguenza, invece, per chi ha stipulato un mutuo a tasso fisso.

Quella della BCE è una scelta rischiosa perché in realtà la storia (si pensi al periodo degli shock petroliferi) dimostra che la risposta classica delle politiche monetarie volte ad abbassare l’inflazione, alzando i tassi, causi caduta di PIL e quindi recessione. Peraltro la nostra inflazione non deriva da un eccesso della domanda, ma da un aumento dei prezzi lato offerta, dovuto sia all’aumento dei prezzi della filiera produttiva e distributiva, sia alla scarsità di materie prime.

Grazie ai tassi più bassi, nonostante il Covid, il totale dei finanziamenti richiesti per l’acquisto di una casa è passato dai 383 miliardi di fine 2019 ai 417 miliardi di maggio 2022, con un aumento di 34 miliardi, a riprova che quei tassi hanno stimolato il mercato immobiliare, consentendo l’acquisto di una casa a tassi oggettivamente molto vantaggiosi.

Assisteremo poi a un innalzamento dei tassi delle cedole dei bond: mentre questa è una buona notizia per gli investitori, non vale lo stesso per le aziende che si finanziano ricorrendo all’emissione di obbligazioni sul mercato, perché dovranno pagare rendimenti più alti.

SCUDO ANTI-SPREAD – La BCE ha anche appena istituito un nuovo scudo anti-spread chiamato TPI-Transmission Protection Instrument. Strumento che consente alla BCE di effettuare acquisti illimitati di titoli di Stato di Paesi che subiscano un aumento ingiustificato e disordinato degli spread rispetto al Bund tedesco. Il TPI non è uno strumento di intervento continuo e giornaliero, verrà utilizzato solo quando e dove necessario. Il mercato non conoscerà ex-ante il livello dello spread oltre il quale non conviene spingersi ma, come ha detto Lagarde chiaramente: “può star certo che la Bce interverrà tagliando gli eccessi”.

Tuttavia, l’accesso alla protezione del TPI non è automatico ma è legata alla sussistenza di 4 criteri: il rispetto dei requisiti sul bilancio pubblico indicati dalla Ue, l’assenza di gravi squilibri macroeconomici, la sostenibilità del debito pubblico, l’adozione di politiche solide e sostenibili nel rispetto degli impegni presi con il PNRR e con le raccomandazioni specifiche della Commissione europea. In altre parole, per poter attivare lo scudo anti-spread, spetterà ai singoli Paesi la responsabilità di soddisfare i criteri di ammissibilità al TPI.

In questo scenario, i consumatori possono provare a difendersi innanzitutto con i sistemi classici: scegliere i prodotti in offerta o a primo prezzo, optare per distributori per loro natura più economici come i mercati o negozi dell’usato, sfruttare pagamenti rateali. Ma sono palliativi. È chiaro che solamente interventi strutturali risolveranno questo periodo. Ormai occorre: a) trovare la via tecnica per porre un tetto alle tariffe e quindi alle bollette; b) il taglio del cuneo fiscale per liberare risorse per le aziende che assumono e per i lavoratori che vedrebbero mantenuto il potere di acquisto dei loro salari; c) forme di incentivi sui consumi di beni di settori in crisi.

Purtroppo – in alcuni settori – confrontare le offerte non serve ai consumatori, perché di fatto fra un venditore e un altro la differenza spesso è minima: è il caso della benzina per cui recenti studi hanno dimostrato come fra il distributore più conveniente e quello con i prezzi più alti la differenza fosse appena del 2%!.

La buona notizia è che per ora – grazie al Decreto approvato dal Governo a giugno – gli aumenti in bolletta di luce e gas e carburanti rimarranno in buona misura sterilizzati fino al 30 settembre.

di Antonio Pinto

  • Luglio, 29
  • 2082
  • Risparmio e Investimenti
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Black Friday: consigli per gli acquisti Cinque consigli utili per chi acquista online e un promemoria sui diritti del consumatore in caso di difetto o di acquisto a distanza

Parma, 24 novembre 2021 – Ormai la febbre americana del “Black Friday” è entrata a pieno tra gli appuntamenti attesi dei consumatori a caccia dell’affare, ma spesso impreparati a riconoscere truffe o fregature o a far valere i propri diritti, da rispettare sempre: anche in periodo di saldi.

Specie quando si parla di e-commerce e acquisti a distanza le insidie sono dietro l’angolo “Si pensi, ad esempio, – ricorda l’avvocato Grazia Ferdenzi di Confconsumatori Parma – ai tentativi di siti truffaldini di carpire dati sensibili degli acquirenti, quali i dati bancari, attraverso i quali risulta poi possibile svuotare conti correnti; oppure ai finti siti di commercio elettronico, che dopo aver incassato somme di denaro dai consumatori non consegnano la merce prescelta; e ancora ai finti inviti attraverso i social network a recuperare credenziali dei consumatori, fino a tutti gli episodi di elusione della normativa in materia di tutela di questi ultimi“.

Ecco allora qualche consiglio utile per chi acquista tramite internet:

  1. affidarsi solo a siti sicuri e protetti (diffidare da quelli che non hanno il simbolo del lucchetto nella barra di indirizzo e/o che non indicano tutti i dati societari per identificare il sito, come indirizzo fisico, partita iva, indirizzo Pec, ecc);
  2. diffidare da chi propone sconti troppo elevati e da chi chiede pagamenti non tracciabili, mentre è preferibile scegliere di pagare tramite paypal o carte prepagate;
  3. leggere attentamente le condizioni di acquisto e le modalità di restituzione dei prodotti;
  4. conservare copia dell’ordine effettuato e delle eventuali comunicazioni ricevute dal sito dal quale si è compiuto l’acquisto;
  5. non comunicare mai i propri dati bancari e/o personali.

In ogni caso, sia che l’acquisto venga effettuato attraverso il canale internet, sia che sia compiuto all’interno di un negozio fisico, dovranno sempre essere adempiuti gli obblighi che la normativa sulla tutela dei consumatori impone a carico dei venditori e cioè: sarà sempre applicabile la normativa sulle garanzie dei beni di consumo in base alla quale se il prodotto presenta un vizio e/o difetto di conformità il consumatore dovrà rivolgersi al venditore (e non al produttore come viene spesso fatto erroneamente credere) per chiedere la riparazione e/o la sostituzione del prodotto, senza spese.

In queste settimane, inoltre, con il pretesto degli sconti previsti dal “Black Friday”, si registra poi un aumento delle cosiddette “vendite porta a porta” che obbligano in molti casi i consumatori alle conseguenze di contratti mai richiesti e spesso privi delle condizioni minime di validità a tal punto da poter facilmente essere qualificati come veri e propri tentativi di truffa. “Anche in questo caso – ricorda l’esperta Ferdenzi – occorre precisare come la legge preveda sempre e per ogni tipologia di contratti conclusi “fuori dai locali commerciali” la possibilità di esercitare il diritto di recesso entro 14 giorni dalla sottoscrizione degli stessi, senza la necessità di fornire motivazioni specifiche, ma unicamente inviando raccomandata a.r. di manifestazione della volontà di non dare corso al contratto stipulato“.

  • Novembre, 24
  • 3630
  • Acquisti e Garanzie, Internet
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Fallimento Centro Convenienza: via alle domande di risarcimento Termina il progetto “Più sai, più sei”: restano tanti materiali e contenuti per educare i consumatori a un’alimentazione più sana, sicura e sostenibile.

Messina, 18 gennaio 2021 – Sono molti, e sparsi in tutta Italia, i centri coinvolti nel fallimento della Essequattro s.r.l. società unipersonale, facente capo alla holding proprietaria della catena di negozi con il marchio “Centro Convenienza”. Alcuni dei punti vendita coinvolti si trovano anche a Messina, Barcellona pozzo di Gotto, Catania e Palermo. Confconsumatori Messina, tramite i propri esperti e le sedi provinciali, è a disposizione di tutti coloro che vorranno presentare domanda presso il Tribunale di Barcellona P.G. (ME) per chiedere indietro quanto anticipato per l’acquisto di mobili e altri beni mai consegnati dalla società oggi fallita.

  • Gennaio, 19
  • 6531
  • Acquisti e Garanzie, Dalle Sedi, Sicilia
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Campania: via ai saldi estivi, ma occhio ai raggiri Numerose le segnalazioni dei cittadini Irpini arrivate alla Confconsumatori di Avellino: merce difettosa e cartellini mancanti. L’associazione: «Attenti alle possibili truffe».

Avellino, 25 luglio 2020 – I saldi estivi 2020 in Irpinia, come in tutta la Campania, sono partiti con largo anticipo rispetto alle altre zone di Italia. Inizialmente previsti per il mese di agosto, hanno infatti preso piede lo scorso 20 luglio. Nei negozi irpini sin dal primo giorno, a confronto degli altri anni, è quindi già possibile trovare merce scontata del 40 -50% rispetto al prezzo iniziale del cartellino.

A quanto pare, i negozianti dell’avellinese per reagire alla crisi derivante dalla pandemia da Covid – 19, hanno puntato sin da subito su una scontistica importante, tanto da invogliare numerosi cittadini a dedicarsi allo shopping.

Non mancano, però, i raggiri a danno del cittadino – consumatore. Numerose, infatti, sono le segnalazioni pervenute presso la sede della Confconsumatori Avellino da parte di cittadini che lamentano la vendita di merce difettata o a prezzi superiori rispetto alla scontistica indicata.

«Invito tutti i cittadini – dichiara Marta De Leucio, responsabile locale di Confconsumatori – di diffidare dei ribassi superiori al 50%, e dei negozi che non espongono il cartellino con il vecchio prezzo. Lo sconto deve essere espresso in percentuale su ogni cartellino in modo che l’acquirente non possa essere indotto in errore. Per ogni sospetto di truffa è sempre possibile rivolgersi al nostro sportello territoriale che collabora costantemente con l’Osservatorio prezzi Campania».

Qualunque segnalazione, pertanto, può essere inviata alla sede di Confconsumatori Avellino mediante i seguenti contatti: confconsumatori.av@libero.it oppure contattando il numero 349 096 5069.

  • Luglio, 25
  • 2593
  • Acquisti e Garanzie, Campania, Dalle Sedi, Pratiche commerciali scorrette
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Avellino, dopo il lockdown prezzi alle stelle In Campania i prezzi degli alimentari sono lievitati dopo la riapertura delle attività. Per meglio tutelare i cittadini, Confconsumatori invita a segnalare i rincari.

Avellino-Parma, 1 luglio 2020 – Il recente periodo di chiusura totale ha presentato, al suo termine, un conto molto salato ai consumatori italiani: è quanto emerge dagli ultimi dati Istat. Infatti, una delle regioni d’Italia in cui le derrate alimentari hanno subito un maggior rincarato è la Campania, dove la città di Avellino vanta il triste primato di un incremento dei prezzi del +4,7%.

L’Istat, nell’indagine pubblicata il 15 giugno, ha rilevato che, in generale, mentre l’Italia per via della recente pandemia è teoricamente in deflazione con un’inflazione nel mese di maggio pari a -0,2%, il cibo subisce rincari pesanti con una spesa annua maggiore di circa 145 euro per una famiglia media.

L’Antitrust proprio sui prezzi alimentari ha aperto un’indagine preistruttoria inviando richieste di informazioni a diversi operatori della grande distribuzione per acquisire dati sull’andamento dei prezzi di vendita al dettaglio e dei prezzi di acquisto all’ingrosso di generi alimentari di prima necessità «al fine di individuare eventuali fenomeni di sfruttamento dell’emergenza sanitaria a base dell’aumento di tali prezzi», come ha dichiarato la stessa Autorità.

Confconsumatori sta collaborando con l’Osservatorio Prezzi Campania, da poco insediato nella Regione, proprio contro le speculazioni dei prezzi, non solo nel settore alimentare, ma in tutti gli ambiti di vendita.

«In un momento di ripartenza come quello che stiamo vivendo – afferma Marta De Leucio, responsabile di Confconsumatori Avellino – aumenti simili sono ancora più deprecabili. La nostra provincia è già stata notevolmente segnata dall’emergenza Covid-19 e noi tutti dobbiamo fare la nostra parte per uscirne nel migliore dei modi. Chiediamo, pertanto, a tutti i cittadini di segnalare eventuali rincari al fine di permetterci di intervenire a tutela delle famiglie e dei consumatori irpini».

Per inviare una segnalazione, è sufficiente scrivere una mail con l’indirizzo dell’esercizio commerciale (generi alimentari, ortofrutticoli, articoli tecnici, informatici, ecc.), l’indicazione precisa dove è stato effettuato l’acquisto del prodotto (farmacia, supermercato, ipermercato, ecc.), la denominazione dell’attività, l’importo richiesto per l’acquisto e l’importo che precedentemente recava lo stesso prodotto.

Qualunque segnalazione può essere inviata, allegando anche il relativo documento di acquisto (scontrino fiscale, fattura, ecc.), alla sede di Confconsumatori Avellino mediante i seguenti contatti: confconsumatori.av@libero.it oppure contattando il numero 349 096 5069.

  • Luglio, 1
  • 1865
  • Acquisti e Garanzie, Alimentazione, Campania, Progetti e Attività, Servizi e Società
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Smart working e prezzi gonfiati: allarme ad Avellino In Irpinia pioggia di segnalazioni a Confconsumatori: i dispositivi per lavorare in smart working comprati online costano anche il 25% in più.

Avellino, 21 maggio 2020 – L’impossibilità di uscire nel periodo di lockdown da Covid-19 ha causato in tutto l’avellinese una forte crescita delle ricerche online con intento di acquisto.  L’aumento delle compere in rete da parte degli irpini, nel settore informatico, non è stato però determinato esclusivamente dalla paura di uscire o dalla difficoltà a trovare esercizi commerciali aperti, ma avrebbe giocato un ruolo importante anche la necessità di ricreare in casa l’ambiente di ufficio.

Tale esigenza, lamenta il popolo avellinese, avrebbe causato un aumento della domanda di numerosi dispositivi informatici nonché una riduzione notevole delle scorte che avrebbe, pertanto, comportato un progressivo incremento dei prezzi di stampanti, computer e accessori informatici a danno del cittadino consumatore. Ad attestarlo è anche una ricerca condotta da BrandToday su uno dei siti più importanti per l’e-commerce di materiale tecnologico, che ha rilevato un incremento dei prezzi variabile da un +9,8% per i computer portatili ad un +24,2% per le stampanti.

A tutela dei consumatori irpini è, pertanto, scesa in campo la Confconsumatori che negli scorsi giorni, nell’ottica della massima sinergia istituzionale con il nuovo Osservatorio Prezzi Campania, ha segnalato le distorsioni di mercato che stanno interessando il settore informatico a seguito dell’emergenza sanitaria da Covid-19.

«Lavorare in smart working oggi costa molto di più – ha dichiarato Marta De Leucio, responsabile di Confconsumatori Avellino – non tutti i lavoratori che stanno operando da casa hanno strumenti forniti da aziende o dall’Amministrazione pubblica. Si tratta infatti di una categoria molto ampia che raccoglie gran parte dei professionisti a partita Iva, gli insegnanti e molti operatori dei call center. Pertanto è necessario un intervento immediato a tutela di queste categorie di professionisti già provate dall’emergenza sanitaria. Invitiamo, quindi, tutti i cittadini a continuare a segnalarci queste situazioni in modo da permettere all’Associazione, unitamente all’Osservatorio Prezzi Campania, di intervenire a loro tutela».

Qualunque segnalazione può essere inviata, allegando anche il relativo documento di acquisto (scontrino fiscale, fattura, ecc.), alla sede di Confconsumatori Avellino ai contatti: confconsumatori.av@libero.it e 349.096 5069.

  • Maggio, 21
  • 1901
  • Acquisti e Garanzie, Campania, Dalle Sedi, Pratiche commerciali scorrette, Progetti e Attività, Servizi e Società
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CHIETI
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Orari di apertura:  Venerdì 16 – 18

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