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E-mail: confconsumatoribasilicata@gmail.com
Orario di apertura: mercoledì dalle 16 alle 18.30

TAG: carte e bancomat

P.A. e cittadini alleati di fronte alla sfida del digitale Si è svolto, lunedì 10 maggio, il webinar “Enti locali e servizi online. Il cittadino protagonista e non suddito” organizzato da Confconsumatori all’interno del progetto regionale “Servizi pubblici a portata di click”.

Catania, 11 maggio 2021 – Formazione per cittadini e impiegati più consapevoli, disponibilità della Pubblica Amministrazione e cambio generazionale negli uffici affinché i nativi digitali possano accompagnare i più maturi in questo processo di digitalizzazione. Questa la “ricetta” emersa dal webinar “Enti locali e servizi online. Il cittadino protagonista e non suddito”, promosso da Confconsumatori Sicilia lo scorso lunedì 10 maggio nell’ambito del progetto regionale “Servizi pubblici a portata di click!” finanziato con i proventi delle multe fatte dall’Antitrust alle aziende che hanno violato i diritti dei consumatori.

  • Maggio, 11
  • 1858
  • Dalle Sedi, Internet, Progetti e Attività, Rapporti con Pubblica Amministrazione, Servizi e Società, Sicilia
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Furto del bancomat all’estero: rimborsato risparmiatore Un nuovo servizio per accedere rapidamente ai propri dati creditizi, per prevenire segnalazioni negative e sanare rapidamente eventuali errori o contestazioni

Parma, 5 gennaio 2021 – Un bancomat sottratto e pagamenti non autorizzati per circa 1.200 euro: è questa la brutta sorpresa di un consumatore in vacanza all’estero che, dopo aver usato la carta per pagare una cena, non si è accorto del furto, riuscendo a bloccare il bancomat solo in un secondo momento. La Banca inizialmente aveva riaccreditato le somme fraudolentemente prelevate ma subito dopo le aveva di nuovo addebitate al cliente, sostenendo che si trattasse di pagamenti effettuati con la corretta digitazione del Pin, evidentemente mal custodito. Grazie all’intervento di Confconsumatori e al ricorso davanti all’Arbitro Bancario e Finanziario, il cliente dell’istituto di credito è stato rimborsato senza dover ricorrere a una causa.

IL FURTO – Verso la fine di dicembre del 2019 un consumatore, in vacanza all’estero, aveva utilizzato il bancomat a lui intestato per pagare una cena, tornando poi in hotel per la notte. La mattina dopo, dovendo effettuare degli acquisti, si era però accorto di non essere più in possesso del portadocumenti in cui, come d’abitudine custodiva la carta, così aveva bloccato immediatamente il bancomat. Solo dopo aver fatto questa operazione, il risparmiatore aveva ricevuto due sms che lo informavano che nel corso della notte precedente erano stati effettuati da ignoti quattro diversi pagamenti non autorizzati.

IL NO DELLA BANCA – Il titolare del bancomat aveva quindi provveduto immediatamente a denunciare il furto non appena rientrato in Italia, precisando di non aver mai custodito il bancomat insieme al codice Pin. Nonostante la denuncia, però, la Banca si era rifiutata di riconoscere il rimborso richiesto, lamentando che i quattro distinti pagamenti contestati dal cliente erano avvenuti a seguito dell’inserimento del corretto Pin. Il risparmiatore si era così rivolto alla Confconsumatori di Parma e, assistito dall’avvocato Grazia Ferdenzi, aveva deciso di ricorrere all’Arbitro Bancario Finanziario, autorità preposta alla risoluzione stragiudiziale delle controversie nel settore bancario.

LA DECISIONE DELL’ABF – L’Arbitro, con una decisione arrivata nel periodo di festività natalizie di dicembre 2020, ha riconosciuto il diritto del titolare del conto ad essere rimborsato delle somme indebitamente prelevate da ignoti attraverso l’utilizzo del bancomat sottratto fraudolentemente, riconoscendo che l’istituto di credito non ha dimostrato, per sottrarsi all’obbligo di rifondere il maltolto al proprio cliente, che quest’ultimo ha agito in frode, dolo o colpa grave. Non è sufficiente, infatti, una generica censura di negligenza nella custodia delle credenziali di utilizzo dello strumento di pagamento per desumere una qualsiasi forma di responsabilità del titolare del bancomat.

«Siamo di fronte a una decisione molto importante – ha commentato l’avvocato Grazia Ferdenzi che ha assistito il risparmiatore – perché riconosce il diritto del titolare di un bancomat che non abbia agito in modo fraudolento, né con colpa grave a non subire alcuna perdita a seguito di furto, smarrimento o sottrazione. L’Arbitro Bancario Finanziario ha riconosciuto, infatti, come non basti, per l’istituto di credito, dimostrare la regolarità formale delle operazioni contestate (cioè che le operazioni siano state compite con il regolare utilizzo del Pin), ma serva, invece, l’indicazione di una serie di elementi di fatto che dimostrino le modalità esecutive delle operazioni contestate, dalle quali si possa trarre prova della colpa grave dell’utente».

Scarica la decisione dell’ABF a QUESTO LINK.

  • Gennaio, 5
  • 2393
  • Accesso alla giustizia e conciliazioni, Dalle Sedi, Emilia Romagna, Privacy e Protezione dei dati personali, Risparmio e Investimenti, Servizi e Società, sitoer
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Pre-autorizzazioni pagamenti: segnalazione ad Antitrust Le pre-autorizzazioni per i rifornimenti di carburante rimanevano attive per settimane, limitando le operazioni delle carte. Segnalazione di Confconsumatori a Antitrust

Parma, 5 novembre 2020 – Sono tante le segnalazioni arrivate in questi giorni a Confconsumatori da molte parti d’Italia riguardo alle anomalie registrate nei pagamenti per i rifornimenti di carburante effettuati con carte di pagamento ricaricabili.

I titolari delle carte, dopo aver fatto rifornimento al distributore automatico, hanno infatti denunciato di aver visto addebitare sul loro conto la pre-autorizzazione di 100 euro per oltre una settimana. Di norma, conclusa l’erogazione di carburante, la pre-autorizzazione dovrebbe terminare entro breve tempo e non durare addirittura settimane, negando, di fatto, ai consumatori la possibilità di usare le somme di denaro presenti sul conto.

Questa lunga pre-autorizzazione ha fatto sì che talvolta le carte ricaricabili andassero anche virtualmente in rosso – come segnalato dal caso di un pieno di soli 5 euro per un motorino – impedendo per diversi giorni al titolare di utilizzare il saldo, ovvero i soldi depositati nella carta per effettuare i pagamenti.

«In una situazione economica come quella odierna – ha commentato Marco Festelli, vicepresidente nazionale di Confconsumatori – è irresponsabile e impensabile di privare, anche solo di poche decine di euro, le famiglie per diversi giorni. Le pre-autorizzazioni dovrebbero infatti durare, al massimo, alcuni minuti ed essere cancellate dal sistema con l’addebito della spesa effettiva dell’utente».

Tutto ciò, segnala Confconsumatori, è inaccettabile, pertanto l’associazione durante la scorsa settimana ha chiesto con un esposto l’intervento di AGCM e della Banca d’Italia per verificare la liceità della condotta della società di vendita di carburante presso la quale si verificano questi fenomeni di lunghissima pre-autorizzazione (attualmente la società evidenziata nei vari reclami è sempre la medesima) e la liceità della convenzione con NEXI, altra società che emette le carte di pagamento interessate.

I consumatori che hanno riscontrato una simile disfunzione o sottrazione temporanea di disponibilità della carta, possono descrivere e documentare il loro caso scrivendo alla casella risparmio@confconsumatori.it

 

 

  • Novembre, 5
  • 36879
  • Acquisti e Garanzie, Dalle Sedi, Risparmio e Investimenti, Toscana, Turismo e Trasporti
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Furto di bancomat in auto regolarmente chiusa: risarcito Un nuovo servizio per accedere rapidamente ai propri dati creditizi, per prevenire segnalazioni negative e sanare rapidamente eventuali errori o contestazioni

Parma, 1° settembre 2020 – Il consumatore che ha subito il furto del bancomat custodito all’interno del vano porta oggetti della propria auto regolarmente chiusa in zona di sosta, ha comunque diritto al rimborso delle somme prelevate fraudolentemente da terzi. Questo è quanto ha stabilito l’Arbitro Bancario Finanziario di Milano, a cui si è rivolto il proprietario delle carte attraverso la Confconsumatori di Parma.

Un risparmiatore, titolare di due separati conti corrente presso il medesimo istituto di credito, aveva subito il furto di due carte di debito regolarmente inserite all’interno di un portadocumenti a sua volta custodito nel vano portaoggetti della propria auto, chiusa in sosta. Appena rientrato all’interno dell’auto, il risparmiatore si era accorto dell’apertura forzata della propria vettura e aveva notato che mancava il portadocumenti. Il risparmiatore aveva così denunciato immediatamente il furto all’Autorità di Pubblica Sicurezza e aveva bloccato entrambe le carte, Nel frattempo, però, si era anche accorto che erano stati effettuati due prelievi non autorizzati per ciascuna delle carte sottratte.

Nonostante il titolare dei due bancomat avesse precisato in sede di denuncia di non aver mai custodito le carte di debito insieme ai rispettivi codici Pin, l’intermediario finanziario si era rifiutato di riconoscere il rimborso richiesto dal proprio cliente, lamentando l’adesione al servizio “Sms Alert” solo per le operazioni «a maggior grado di rischio», vale a dire di valore superiore ai 1.000 euro e sostenendo che ripetuti prelievi non potevano che essere avvenuti a seguito dell’inserimento del corretto Pin.

Il titolare dei due conti si era così rivolto alla Confconsumatori e attraverso quest’ultima all’Arbitro Bancario Finanziario, autorità preposta alla risoluzione stragiudiziale delle controversie nel settore bancario. L’Arbitro ha riconosciuto il diritto del risparmiatore ad essere rimborsato delle somme indebitamente prelevate da ignoti, in quanto la banca avrebbe dovuto dimostrare, per sottrarsi a tale obbligo, la colpa grave o il dolo del titolare dei due bancomat, posto che non può essere considerata una colpa grave, pur se non diligente, quella di aver lasciato le carte all’interno dell’auto in sosta, purché l’auto sia chiusa regolarmente e le carte non siano lasciate in posizione visibile all’esterno. La banca non ha saputo dimostrare altresì nemmeno che l’uso dei pin corretti per i prelievi sia dipeso da una cattiva custodia degli stessi codici da parte del titolare delle carte.

«Una decisione molto importante – commenta l’avvocato Grazia Ferdenzi, legale di Confconsumatori che ha assistito il risparmiatore – perché riconosce il diritto del titolare di un bancomat a vedersi restituire le somme prelevate senza autorizzazione anche quando ciò sia la conseguenza del furto dello strumento di pagamento custodito, seppur in modo non pienamente diligente, ma pur sempre con l’adozione di tutti gli strumenti idonei a sottrarlo all’azione di malintenzionati.  L’Arbitro ha riconosciuto, inoltre, come non sia sufficiente, per l’istituto di credito, sostenere che il codice pin fosse stato custodito insieme al bancomat, dato che le tecniche di acquisizione dei pin sono sempre più sofisticate e tali da rendere possibile l’acquisizione di tali dati da parte di terzi, a prescindere da qualsiasi forma di negligenza da parte del titolare della carta».

Scarica la decisione dell’Arbitro Bancario Finanziario a QUESTO LINK

  • Settembre, 1
  • 3833
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Furto del bancomat: parmigiana rimborsata Una decisione importante dell’ABF: l’Istituto di Credito per negare il rimborso deve prima provare la condotta scorretta del cliente

Parma, 27 marzo 2019 – Una piccola imprudenza le era costata il furto del bancomat e il prelievo non autorizzato di 600 euro dal conto, effettuato prima che riuscisse a bloccare la carta. Poste Italiane inizialmente aveva negato il rimborso, sostenendo che il Pin non fosse stato custodito diligentemente. Però, grazie all’intervento di Confconsumatori, la donna è stata rimborsata senza dover ricorrere a una causa, ma con un ricorso all’Arbitro Bancario Finanziario.

IL FURTO – Erano più o meno le sette di sera: una parmigiana titolare di un esercizio di ortofrutta ambulante stava tornando a casa al termine di una lunga e faticosa giornata di lavoro, quando un problema al carico del suo furgone l’aveva costretta a una breve sosta. Giusto il tempo necessario per sistemare la merce, pochi minuti in cui la borsa era rimasta nell’abitacolo del furgone, erano stati sufficienti ad alcuni balordi per rubare il bancomat di Poste Italiane nel portafoglio. Non appena si era resa conto del furto subito la donna aveva immediatamente bloccato la carta, ma ormai erano già stati prelevati 600 euro.

IL NO DI POSTE – La titolare del bancomat aveva provveduto immediatamente a denunciare il furto, precisando di non aver mai custodito il bancomat insieme al codice Pin. Nonostante la denuncia, però, Poste Italiane si era rifiutata di riconoscere il rimborso richiesto, lamentando che il prelievo non poteva che essere avvenuto a seguito dell’inserimento del corretto Pin. La titolare del conto Bancoposta si era così rivolta alla Confconsumatori di Parma e, assistita dal legale dell’associazione, Grazia Ferdenzi, aveva deciso di ricorrere all’Arbitro Bancario Finanziario, autorità preposta alla risoluzione stragiudiziale delle controversie nel settore bancario.

LA DECISIONE DELL’ABF – L’Arbitro Bancario Finanziario ha riconosciuto il diritto della risparmiatrice ad essere rimborsata delle somme indebitamente prelevate da ignoti attraverso l’utilizzo del bancomat sottratto fraudolentemente, riconoscendo che Poste Italiane, per sottrarsi all’obbligo di rifondere il maltolto alla propria cliente, avrebbe dovuto fornire adeguata prova della condotta gravemente colposa della donna in relazione agli obblighi di utilizzazione del bancomat. Non è possibile, infatti, desumere dal solo utilizzo fraudolento della carta che il codice Pin sia stato conservato in maniera scorretta dal titolare del bancomat, considerato anche il lasso di tempo non irrisorio intercorso tra il furto della carta e il prelievo di denaro.

«Una decisione molto importante – ha commentato l’avvocato Grazia Ferdenzi che ha assistito la risparmiatrice – perché riconosce il diritto del titolare di un bancomat che non abbia agito in modo fraudolento a non subire alcuna perdita a seguito di furto, smarrimento o sottrazione. L’Arbitro Bancario Finanziario ha riconosciuto, infatti, come il comportamento del risparmiatore che si accorge di non essere più in possesso della carta non configuri un’omissione degli obblighi di custodia del medesimo, salve le ipotesi di colpa grave o dolo che devono comunque essere provate da parte dell’Istituto di Credito e che, nel caso specifico, non sono state mai raggiunte».

Scarica la decisione dell’ABF

  • Marzo, 27
  • 5345
  • Emilia Romagna, Risparmio e Investimenti, sitoer
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Non si accorgono del furto del bancomat: risarciti Un nuovo servizio per accedere rapidamente ai propri dati creditizi, per prevenire segnalazioni negative e sanare rapidamente eventuali errori o contestazioni

Parma, 27 marzo 2018 – Il consumatore che non si accorge di aver subito il furto del bancomat e non lo denuncia immediatamente ha comunque diritto al rimborso delle somme sottratte. Questo è quanto ha stabilito l’Arbitro Bancario Finanziario interpellato da Confconsumatori Parma.

Una coppia di risparmiatori parmigiani, titolari di un conto corrente cointestato, era stata contattata dalla propria banca che li aveva informati di ripetute operazioni di prelievo, effettuate in una Regione diversa da quella di residenza, per cifre che superavano la consueta soglia di utilizzo della carta. Solo in quel momento uno dei due titolari aveva effettivamente realizzato di aver perso il bancomat, che qualcun altro stava utilizzando senza consenso.

Dopo l’avvertimento della banca e l’amara scoperta il titolare aveva provveduto immediatamente a denunciare l’accaduto alla Autorità di Pubblica Sicurezza, precisando di non aver mai custodito il bancomat insieme al codice Pin. Nonostante la denuncia, però, l’intermediario finanziario si era rifiutato di riconoscere il rimborso richiesto dai propri clienti, lamentando la mancata adesione al servizio “Sms Alert” e sostenendo che ripetuti prelievi non potevano che essere avvenuti a seguito dell’inserimento del corretto Pin.

I titolari del conto si erano così rivolti alla Confconsumatori e attraverso quest’ultima all’Arbitro Bancario Finanziario, autorità preposta alla risoluzione stragiudiziale delle controversie nel settore bancario. L’Arbitro ha riconosciuto il diritto della coppia di risparmiatori ad essere rimborsati delle somme indebitamente prelevate da ignoti, in quanto la banca avrebbe dovuto dimostrare, per sottrarsi a tale obbligo, la colpa grave o il dolo dei titolari del bancomat, posto che non può essere considerata una condotta contraria alla diligenza quella di chi non verifica quotidianamente di essere in possesso o meno della propria carta di pagamento.

«Una decisione molto importante – commenta l’avvocato Grazia Ferdenzi che ha assistito i risparmiatori – perché riconosce il diritto del titolare di un bancomat a vedersi restituire le somme prelevate senza autorizzazione anche quando ciò sia la conseguenza della perdita dello strumento di pagamento (furto o smarrimento) non immediatamente percepita dal titolare del bancomat. L’Arbitro Bancario Finanziario ha riconosciuto, infatti, come il comportamento del risparmiatore, che si accorge di non essere più in possesso del proprio strumento di pagamento a distanza di giorni dal furto o dallo smarrimento non configuri un’omissione degli obblighi di custodia del medesimo, salve le ipotesi di colpa grave o dolo che devono comunque essere provate da parte dell’Istituto di Credito e che, nel caso specifico, non sono state mai raggiunte».

Scarica la decisione dell’ABF.

  • Marzo, 27
  • 11877
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