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MATERA

MATERA
Via Ugo La Malfa, 3/B – CAP 75100
Telefono: 0835.1766729
Cellulare: 376.1448694
E-mail: confconsumatorimatera@gmail.com
Responsabile: Giovanni Vinci
Orario di apertura: Martedì dalle 17 alle 19; Giovedì dalle 16 alle 19

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Via Garibaldi, 131 – CAP 75026
Telefono: 328.1984943
e-mail: confconsumatoribasilicata@gmail.com
Orario di apertura: Lunedì dalle 15.30 alle 19.30; Martedì dalle 9 alle 13

PISTICCI (Mt)
Viale Gramsci, 34 – CAP 75015 Marconia
presso Confederazione Italiana Agricoltori
Telefono: 328.1984943
E-mail: confconsumatoribasilicata@gmail.com
Orario di apertura: venerdì dalle 17 alle 19

TURSI (MT)
Via Roma, 143 – CAP 75028
Telefono: 338.7686589
E-mail: confconsumatoribasilicata@gmail.com
Orario di apertura: mercoledì dalle 16 alle 18.30

TAG: carte e bancomat

Nuovo servizio Bancomat: Confconsumatori chiede all’Agcm di valutare gli effetti positivi per i clienti Tra le novità previste, l’abolizione della commissione interbancaria e l’introduzione di una commissione con tetto massimo 1,50 euro

Parma, 23 luglio 2022 – L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha avviato un’istruttoria nei confronti di Bancomat S.p.A. che si concluderà il prossimo 31 ottobre.

Il procedimento riguarda il progetto relativo al servizio di prelievo di contante con la carta bancomat, presso gli sportelli bancari automatici (ATM) convenzionati.

LE NOVITÀ – Tra le novità più importanti si registrano l’abolizione della commissione interbancaria e il pagamento della commissione applicata al prelievo – da parte del consumatore – direttamente all’istituto di credito dove è collocato l’ATM.

L’Antitrust dovrà valutare se le nuove regole di circuito possano configurare un’intesa suscettibile di restringere o falsare la concorrenza nel mercato comune.

Su sollecitazione dell’Agcm, Bancomat S.p.A. ha modificato in maniera significativa il progetto, introducendo previsioni che incidono positivamente sulla trasparenza del nuovo modello nei confronti dei clienti, sui costi sopportati dalle banche che emettono le carte, nonché sulla quantificazione della nuova commissione che andrebbe addebitata agli utenti, prevedendo un tetto massimo di 1,50 euro per singolo prelievo.

L’OPINIONE DI CONFCONSUMATORI – Alla luce di queste modifiche, Confconsumatori considera favorevolmente il progetto del nuovo servizio Bancomat, per le notevoli e favorevoli efficienze a favore degli utenti.

Secondo l’avvocato Antonio Pinto, dirigente e consulente di Confconsumatori, l’adozione del nuovo modello potrà portare due vantaggi al consumatore, sotto il profilo contrattuale:

“a) vantaggio sui costi, perché viene fissato un tetto massimo di 1,50 euro (oggi è richiesta spesso una commissione di 2 euro, se si preleva dallo uno sportello di una banca diversa da quella dell’utente); b) maggiore trasparenza, poiché in primo luogo vi è obbligo di comunicare al cliente, al momento dell’operazione e prima della sua conclusione, il costo effettivo applicato (oggi invece gli ATM rilasciano una nota generica, contenente l’informazione che potrebbero esser applicate commissioni, senza mai specificare il quantum); in secondo luogo, l’utente potrà dotarsi della mappa degli sportelli a lui vicini e conoscere i loro costi, grazie a un’APP specifica che Bancomat Spa si è impegnata a creare.”

Tuttavia, l’elemento più importante secondo Mara Colla, Presidente di Confconsumatori, è che: “l’utilità del nuovo modello sta anche nel rafforzamento di un mercato che aiuta a conservare un equilibrio fra servizi fisici e servizi digitali, perché stimola le banche ad investire nella creazione e installazione di nuovi ATM. Infatti, a seguito del nuovo modello di remunerazione previsto (secondo cui la commissione massima di euro 1,50 è data alla banca proprietaria dello sportello e non alla banca titolare della carta di credito), gli istituti avranno interesse ad ampliare sia i luoghi dove posizionare bancomat e ATM e sia ad inserire macchine ATM più evolute, con più servizi, soprattutto nei Comuni più piccoli e che oggi sono sprovvisti o hanno carenze di sportelli fisici.”

 

  • Luglio, 23
  • 1786
  • Risparmio e Investimenti
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Carte revolving: il pagamento mensile degli interessi è illegittimo L'ABF dà ragione a Confconsumatori, affermando che la carta con credito rotativo è assimilabile allo scoperto di conto corrente

L’Abf si è pronunciato di recente rispetto agli interessi applicati alle carte revolving, riconoscendo l’illegittimità del loro pagamento mensile. Si riporta di seguito il comunicato stampa diffuso da Confconsumatori Toscana.

_________________________________

Grosseto, 30 giugno 2022 – Il Collegio di Napoli dell’Arbitro Bancario e Finanziario ha per la prima volta statuito che la natura delle carte revolving, con credito rotativo, è sostanzialmente assimilabile allo scoperto di conto corrente. Ciò significa che i pagamenti mensili che il consumatore esegue in favore della finanziaria vanno conteggiati ogni mese a riduzione di capitale. Infatti, per gli scoperti di conto corrente la legge vieta la capitalizzazione mensile degli interessi dovendosi invece calcolare e addebitare su base annua, con la conseguenza che se le rate mensili vengono imputate alla riduzione del capitale gli interessi diminuiscono fortemente. Infatti per Confconsumatori Toscana: “l’addebito mensile della quota interesse finisce per far “schizzare” alle stelle il costo del finanziamento rotativo e le famiglie finiscono per pagare in modo troppo salato il costo del finanziamento”.

Stante la decisione dell’arbitro bancario, Confconsumatori Toscana, attraverso le proprie sedi indicate nel sito www.confconsumatoritoscana.it, è pronta ad assistere quelle famiglie alle prese col pagamento di rate troppo pesanti delle carte revolving.

Per Grosseto, gli interessati possono rivolgersi al numero 0564417849 (telefonando dalle ore 15 alle 19).

SCARICA LA DECISIONE DELL’ABF

  • Luglio, 1
  • 3948
  • Dalle Sedi, Risparmio e Investimenti, Toscana
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Protezione dati: i consigli di ABI e Polizia di Stato In collaborazione con le associazioni dei consumatori, ABI e Polizia di Stato hanno stilato un vademecum per aiutare i cittadini a difendersi dai cyberattacchi

Parma, 29 aprile 2022 – Arriva uno strumento in più per aiutare i cittadini a difendersi dai cyberattacchi, sempre più frequenti e sofisticati. ABI e Polizia di Stato hanno infatti realizzato, in collaborazione con le associazioni dei consumatori, un vademecum con numerosi consigli per proteggere i propri dati personali ed evitare di essere esposti a furti e truffe digitali.

IL VADEMECUM – Si tratta di 12 semplici accorgimenti e buone pratiche che i consumatori possono mettere in atto per tutelare i propri dati. La guida, inoltre, indica alcuni comportamenti da tenere quando si è vittima di truffe.

1. In caso di smarrimento o furto di documenti personali, recarsi immediatamente dalle Autorità di polizia preposte per sporgere denuncia. In caso di furto o smarrimento di carte di credito e/o di debito, dopo averne ordinato il blocco chiamando il numero messo a disposizione, la denuncia va comunicata anche alla propria banca.

2. Fare molta attenzione nello smaltimento della documentazione cartacea che contiene informazioni personali (es. estratti conto, utenze domestiche): è opportuno rendere illeggibili i dati sensibili riportati nei documenti prima di cestinarli.

3. Proteggere con cura le credenziali di accesso ai conti online e i codici delle carte di credito e/o di debito e tutti gli altri codici di accesso (es. lo SPID); se si sceglie di salvare questi dati sui propri dispositivi (es. computer e/o cellulare) assicurarsi che siano adeguatamente protetti (es. cifrati). Allo stesso modo occorre tenere sempre attentamente custodite le credenziali e i codici utili a disporre della propria firma digitale.

4. Salvaguardare le proprie carte di pagamento dotate di tecnologia cd. “contactless” (ovvero quelle per cui non è richiesto l’inserimento nel POS per effettuare la transazione), con custodie schermate (rivestite in alluminio) per ridurre al minimo la possibilità di essere vittime di truffe che prevedano la lettura del chip [es. con comunicazione RFID (identificazione con la radiofrequenza) e NFC (identificazione attraverso comunicazione di prossimità)]. Occorre comunque ricordare che ci sono delle regole che limitano i rischi: il PIN è sempre richiesto per le operazioni al POS sopra i 50 euro; dopo 5 pagamenti consecutivi al POS senza digitare il PIN, il successivo, anche se di piccolo importo, necessita dell’autenticazione forte del cliente (c.d. SCA) e cioè dell’inserimento del codice segreto/PIN; analogamente se l’ammontare dei pagamenti disposti al POS “senza contatto” a partire dalla data dell’ultima applicazione della SCA supera complessivamente i 150 euro occorre inserire il codice segreto/PIN.

5. Cambiare frequentemente le credenziali di accesso (le password) per entrare nei conti online ed evitare di utilizzare password che potrebbero essere facilmente individuate dai frodatori (es. la data di nascita). In generale, una password, per avere un livello di sicurezza considerato adeguatamente tutelante, deve essere caratterizzata da lettere maiuscole e minuscole, numeri e caratteri speciali.

6. È importante imparare a riconoscere i messaggi autentici dai messaggi fraudolenti. Le banche: non chiedono mai, né tramite posta elettronica, né telefonicamente, né con messaggi sms, le credenziali di accesso al conto e i codici delle carte del cliente. Qualora si ricevano richieste di questo tipo, avvisare la propria banca per avere conferma della sua estraneità all’invio ed evitare di dare alcun riscontro alla richiesta ricevuta; non inviano mai e-mail contenenti link se non nell’ambito di un processo avviato dall’utente (es. modifica e-mail personale, aggiornamento documento di riconoscimento). Qualora il cliente ricevesse un messaggio con link dalla banca senza preventiva richiesta da parte sua, occorre avvisare la propria banca per avere conferma della sua estraneità all’invio ed evitare di dare alcun riscontro alla comunicazione ricevuta.

7. Ogni volta che si usa un computer pubblico per accedere al proprio conto online, occorre poi ricordarsi di chiudere la sessione (logout). Inoltre, è sempre preferibile digitare personalmente l’indirizzo online della propria banca e non cliccare su indirizzi già memorizzati. Se la connessione è pubblica, è maggiore il rischio che possibili malintenzionati sfruttino la connessione precedentemente aperta per carpire informazioni.

8. I messaggi fraudolenti contengono spesso link malevoli (attraverso cui il computer e/o cellulare vengono violati) o collegamenti per reindirizzare l’utente su siti clone (utilizzati per carpire informazioni personali). Per questo motivo, è fondamentale non cliccare mai su questi link.

9. Diffidare da presunti operatori che contattano le potenziali vittime affermando di aver bisogno di informazioni personali, bancarie o di credito, per verificare l’identità o per sapere dove inviare pacchi, denaro, vincite fasulle o documenti legati alla giustizia.

10. Nel caso il proprio cellulare non sia più in grado di effettuare/ricevere chiamate, verificarne i motivi contattando il proprio operatore telefonico: si potrebbe essere vittima di una frode effettuata tramite scambio della tua scheda telefonica (ovvero una truffa denominata Sim Swap).

11. Utilizzare con attenzione e prudenza i canali social e soprattutto non comunicare e non condividere mai attraverso questi canali dati personali o finanziari.

12. Scegliere un programma antivirus e mantenerlo sempre aggiornato, installare regolarmente gli aggiornamenti del sistema operativo utilizzato in modo da proteggere tutte le apparecchiature e i dispositivi in uso da infezioni da malware.

Il progetto è stato realizzato dall’Associazione Bancaria in collaborazione con prestigiosi e qualificati interlocutori quali Ossif (il centro di ricerca dell’Abi sulla sicurezza anticrimine), CERTFin (l’iniziativa cooperativa pubblico-privata diretta dall’Abi e dalla Banca d’Italia finalizzata a innalzare la capacità di gestione dei rischi cibernetici degli operatori bancari e finanziari), la Polizia Postale e le Associazioni dei Consumatori (Acu, Adiconsum, Adoc, Asso-Consum, Assoutenti, Casa del Consumatore, Centro Tutela Consumatori Utenti (Ctcu), Cittadinanzattiva, Codacons, Confconsumatori, Federconsumatori, Lega Consumatori, Movimento Difesa del Cittadino, Movimento Consumatori, Unione per la Difesa dei Consumatori (Udicon), Unione Nazionale Consumatori).

Il vademecum è consultabile direttamente sul sito dell’Associazione Bancaria nella sezione dedicata https://www.abi.it/Pagine/Mercati/Crediti/Crediti-alle-persone/Le-guideabi.aspx e sul portale della Polizia Postale www.commissariatodips.it.

 

  • Aprile, 29
  • 3266
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Bancomat clonato prima della consegna Ancora un caso di vishing a Grosseto, risolto con la conciliazione: "Le nuove truffe telematiche sono ormai all'ordine del giorno"

Grosseto, 22 novembre 2021 – Un nuovo caso di vishing (voice phishing) la truffa telematica che consiste nel carpire dati sensibili tramite servizi di telefonia – messaggi o telefonate – allo scopo di prelevare somme da conti correnti o carte di debito o di credito. Un problema molto diffuso per il quale Abi e le associazioni dei consumatori, tra cui anche Confconsumatori, hanno chiesto anche l’intervento di Agcom.

In conseguenza di fusione bancaria, una consumatrice grossetana attendeva la nuova carta bancomat emessa dall’Istituto incorporante. Durante l’attesa aveva ricevuto una telefonata che appariva proveniente dal numero verde della sua banca: l’operatore le chiedeva di svolgere on line, sul sito di home banking, tutte le operazioni occorrenti all’attivazione del nuovo bancomat, fornendo anche i numeri della stessa carta, numero che non era – evidentemente –  ancora conosciuto dalla cliente. Dopo qualche ora, la donna aveva ricevuto un’altra chiamata, questa volta autentica, anche se proveniente dal solito numero verde, un cui l’operatore la avvertiva di operazioni truffaldine per prelievi bancomat e ricariche di Postepay di terzi per circa 2.500,00 euro.

La grossetana aveva denunciato tutto all’autorità giudiziaria e aveva disconosciuto le operazioni presso la banca, la quale, però, aveva negato il rimborso. A quel punto la consumatrice si era rivolta alla Confconsumatori di Grosseto che aveva avviato con la banca la procedura di conciliazione paritetica, attivata tra le associazioni dei consumatori e la banca stessa, evidenziando la circostanza che il numero della tessera bancomat era stato carpito direttamente dagli archivi informatici della banca, in quanto non conosciuto dalla cliente perché mai ricevuto; una prova, quindi, di una falla nei sistemi bancari. All’esito del procedimento la banca ha accolto le richieste della cliente e restituito tutte le somme.

“Purtroppo questo non è un caso isolato  – commenta Confconsumatori Grosseto – anzi, dal 2020 (con l’incremento dell’utilizzo dei servizi on line) episodi simili sono ormai all’ordine del giorno a Grosseto, come in altre città. Questo tuttavia è un caso peculiare che si aggiunge ad una casistica di truffe ormai in continua evoluzione. Ricordiamo che è importantissimo controllare il proprio conto on line tutti i giorni, non divulgare mai i propri codici segreti, non considerare come attendibili sia la messaggistica della propria banca sia per il canale sms che telefono e quindi- a fronte di comunicazioni che chiedono di svolgere un qualche accesso on line- contattare direttamente la filiale di competenza per chiedere conferma“.

Leggi anche il Vademecum anti truffe realizzato da Abi e dalle associazioni dei consumatori.

  • Novembre, 22
  • 4809
  • Accesso alla giustizia e conciliazioni, Privacy e Protezione dei dati personali, Risparmio e Investimenti, Toscana
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Truffe telematiche in aumento Confconsumatori Massa registra un incremento di vittime di phishing e vishing, le nuove truffe che colpiscono carte e conti correnti

Massa Carrara, 3 novembre 2021 – Aumentano, purtroppo, le vittime di truffe telematiche come pishing e vishing: Confconsumatori Massa Carrara ha registrato nei mesi scorsi un crescendo di casi che vanno dalla clonazione della carta Nexi, dalla sottrazione e successiva modifica dei codici pin e di accesso all’home banking, fino dal furto dei dati personali degli utenti che si sono visti sottrarre dal proprio conto corrente o carta di credito anche importi rilevanti.

“Si va dal caso dell’anziano pensionato che si é visto sottrarre l’intero saldo del proprio conto corrente – spiega l’avvocato Francesca Galloni, responsabile dello sportello Confconsumatori di Massa – alla signora che si e’ vista addebitare due operazioni per circa 2000 euro sulla propria carta di credito dopo aver ricevuto una telefonata da sedicenti operatori del proprio istituto bancario, fino alla cliente di Poste alla quale è stata bloccata la carta presso uno sportello Atm e da quel momento si è vista sottratti circa 1900 euro dal proprio conto corrente. La casistica è purtroppo varia e articolata ma la cosa che accomuna tutte queste vicende e’ che l’ignaro utente viene contattato o da sms, telefonate o da mail che non si differenziano in alcun modo dai canali ufficiali degli istituti di credito“.

La Confconsumatori di Massa, dopo aver effettuato i dovuti reclami ha già espletato varie procedure di mediazione nelle quali si registra la sola partecipazione della Banca e mai di Nexi Payments Spa, la società che vende e gestisce le carte di credito tramite il Sistema bancario. “Quello a cui si assiste – commenta la Galloni – è letteralmente uno scaricabarile tra Banca e società della carta di credito, ognuna invocando la responsabilità dell’altra ……e in mezzo c’e’ sempre il consumatore danneggiato”.

In altri casi, sono stati presentati dei ricorsi all’Arbitro Bancario Finanziario che si sono conclusi con pronunce a favore dei consumatori, per le quali, purtroppo, si registra nella maggior parte dei casi il mancato adempimento alla determina da parte della Banca o Poste Italiane, costringendo così i consumatori ad agire in giudizio per vedersi restituito il maltolto.

“Uno dei casi che lo sportello sta seguendo – spiega la Galloni – riguarda una associata lucchese la quale si è vista sottrarre proprio nel periodo di lockdown circa 8000 euro dal proprio conto corrente postale, tramite il solito sistema del phishing, ricevendo il messaggio:

“POSTE ITALIANE informa che ha limitato la sua carta/conto per mancata verifica della sicurezza web Psd2; Riattivala ora: bit.ly/WebPsd2” al quale seguivano SMS, telef. e mail. 

A distanza di pochi giorni, sono spariti circa 8000 euro tramite bonifici partiti dal conto della consumatrice e addebiti su Carta pay“.

L’Abf si è pronunciato a favore della donna, condannando Poste a restituire l’ingente importo di oltre euro 8000, applicando il principio di legge fondamentale per il quale “A fronte del disconoscimento delle operazioni di pagamento da parte dell’utente, incombe sul prestatore di servizi di pagamento l’onere di provare che l’operazione è stata autenticata, correttamente registrata e contabilizzata ai sensi dell’art. 10, comma 1, del D.Lgs. 11/2010, che così statuisce: “Qualora l’utilizzatore di servizi di pagamento neghi di aver autorizzato un’operazione di pagamento già eseguita o sostenga che questa non sia stata correttamente eseguita, è onere del prestatore di servizi di pagamento provare che l’operazione di pagamento è stata autenticata, correttamente registrata e contabilizzata e che non ha subito le conseguenze del malfunzionamento delle procedure necessarie per la sua esecuzione o di altri inconvenienti”

L’Arbitro ha messo in evidenza che “i sistemi di autenticazione, in adeguamento alla recente normativa europea PSD2 entrata in vigore nel 2019, richiedono un livello maggiore di autorizzazione delle operazioni, motivo per cui il solo codice OTP non è più sufficiente. A tale normativa sono chiamati ad adeguarsi tutti gli istituti di credito, tenuti a modificare le modalità di accesso ai servizi online e delle autorizzazioni delle disposizioni“.

Unica nota dolente: Poste Italiane, chiamata ad adempiere, con un comportamento contestabile, non ha ancora restituito l’importo di oltre 8000, dunque è stata avviata una causa.

  • Novembre, 3
  • 4893
  • Internet, Privacy e Protezione dei dati personali, Risparmio e Investimenti, Toscana
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Manca il servizio di allerta: rimborsato per il furto del bancomat Dopo due mesi si accorge di 80 prelievi per 10 mila euro: risparmiatore rimborsato; per l’ABF la banca doveva attivare un servizio di allerta, anche non richiesto

Parma, 28 maggio 2021 – La vicenda di un risparmiatore, che ha scoperto solo dopo due mesi il furto del bancomat e gli 80 prelievi non autorizzati per circa 10 mila euro, ha permesso all’Arbitro Bancario Finanziario (ABF) di emettere un’importante decisione sulla responsabilità nei casi in cui le banche non abbiano dotato i risparmiatori del servizio di allerta (sms alert o simili) che avvisano delle operazioni eseguite. L’Abf ha condannato la banca a rimborsare, anche se il servizio di allerta non era mai stato richiesto.

IL CASO – Un anziano risparmiatore, poco avvezzo ad utilizzare il bancomat e titolare insieme alla moglie di un conto corrente presso un Istituto di credito, si era accorto solo dopo diverso tempo di non essere più in possesso della carta, abitualmente custodita all’interno del portafoglio. Informata immediatamente la propria filiale, aveva bloccato il bancomat e denunciato l’accaduto ai Carabinieri, precisando di non aver mai custodito il bancomat insieme al codice PIN.

Il consumatore aveva poi esaminato l’estratto conto del bancomat, scoprendo circa ottanta tra operazioni di pagamento e prelievi effettuati da ignoti in oltre due mesi. Tali operazioni avevano letteralmente prosciugato il conto del risparmiatore, procurandogli un ammanco di oltre diecimila euro.

Nonostante la denuncia, però, la banca si era rifiutata di riconoscere il rimborso, lamentando la mancata adesione al servizio “Sms Alert” e sostenendo che ripetuti prelievi non potevano che essere avvenuti a seguito dell’inserimento del PIN corretto. A quel punto il consumatore aveva chiesto aiuto a Confconsumatori Parma e, assistito dall’avvocato Grazia Ferdenzi aveva deciso di rivolgersi all’Arbitro Bancario Finanziario.

LA DECISIONE – L’ABF ha riconosciuto il diritto dell’anziano risparmiatore ad essere rimborsato, anche se non si era immediatamente accorto della perdita del bancomat e nonostante non avesse mai richiesto l’attivazione del servizio di “Sms Alert”. Secondo l’ABF, infatti, la banca avrebbe avuto l’obbligo di predisporre, a favore dell’utente, un servizio di avviso tempestivo riguardo alle operazioni compiute con il bancomat, fornendo al cliente un servizio di “Sms Alert” o una protezione assimilabile, da cui l’intermediario poteva ritenersi esonerato soltanto dimostrando l’esplicito rifiuto del cliente. Pertanto, l’Arbitro ha disposto a favore del consumatore il rimborso di tutte le operazioni non autorizzate.

«Si tratta di una decisione molto importante – afferma l’avvocato Grazia Ferdenzi di Confconsumatori Parma – perché attribuisce all’Istituto di credito l’obbligo di proteggere il proprio cliente fornendogli automaticamente un idoneo servizio di informazione che consenta di venire a conoscenza, senza ritardo, di ogni operazione compiuta attraverso il bancomat, anche qualora tale servizio di informazione non sia stato richiesto dallo stesso cliente in maniera esplicita. L’Arbitro ha riconosciuto, infatti, come il comportamento del risparmiatore, che si accorge di non essere più in possesso del proprio strumento di pagamento a distanza di parecchio tempo dal furto o dallo smarrimento, non configuri una responsabilità a carico di quest’ultimo se l’Istituto di credito non ha adottato ogni strumento di avviso che, nel caso specifico, avrebbe potuto consentire al cliente il blocco della carta immediatamente dopo il primo prelievo non autorizzato e limitare così le ingenti perdite subite».

  • Maggio, 28
  • 3155
  • Dalle Sedi, Emilia Romagna, Risparmio e Investimenti, sitoer
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SEDE REGIONALE E PROVINCIALE
L’AQUILA
SULMONA
Via E. Gianmarco 9   – CAP 67039
Telefono e Fax:  0864.50165
e-mail regionale e provinciale: confconsumatorisu@alice.it
e-mail sportello: confconsumatoriaqsu@gmail.com
Responsabile provinciale: Francesca Davini
Responsabile regionale: Domenico Taglieri
Orari di apertura: Martedì dalle 10 alle 12.30; Giovedì dalle 16 alle 18.30

CHIETI
Sede provinciale
SAN SALVO
Vico IV Garibaldi 2   – CAP 66050
Cellulare:  347.0834207
Email:   confconsumatorich@libero.it
Responsabili:   Antonio Artese
Orari di apertura:  Venerdì 16 – 18

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