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MATERA

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Telefono: 0835.1766729
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Responsabile: Giovanni Vinci
Orario di apertura: Martedì dalle 17 alle 19; Giovedì dalle 16 alle 19

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Telefono: 338.7686589
E-mail: confconsumatoribasilicata@gmail.com
Orario di apertura: mercoledì dalle 16 alle 18.30

TAG: telefono

Truffe online: autenticazione forte o la banca deve risarcire Un nuovo servizio per accedere rapidamente ai propri dati creditizi, per prevenire segnalazioni negative e sanare rapidamente eventuali errori o contestazioni

Bologna, 5 maggio 2021 – Sono diverse le segnalazioni che in questi mesi sono arrivate agli sportelli di Confconsumatori per tentativi di truffe bancarie online, telefoniche o sms. Il caso del consumatore bolognese vittima di vishing, la truffa del “consenso rubato”, ha sancito un importante parere dell’Arbitro Bancario Finanziario (ABF), che ricorda il compito delle banche di dotarsi di strumenti adeguati a proteggere i risparmi dei consumatori dalle truffe a distanza.

A maggio del 2020, un consumatore di Bologna aveva ricevuto una telefonata da parte di un soggetto che, utilizzando il numero di telefono della sua banca e spacciandosi per un vero operatore, lo avvisava di un fantomatico tentativo di prelievo non autorizzato dalla sua carta. Il truffatore era già in possesso di alcuni dei dati personali del cliente e, dopo averlo convinto con l’inganno a confermarli, ha chiesto che gli fosse riferito il codice di sicurezza OTP (One Time Password) usa e getta ricevuto sul cellulare, in modo da bloccare il movimento sospetto.

Il risparmiatore, però, si era accorto che il testo dell’SMS riportava la frase “autorizza il bonifico” e, dopo aver comunicato solo le prime due cifre del codice, si era fermato contattando lui stesso la banca per attestare la veridicità della prima telefonata. L’istituto di credito ha confermato di non aver mai contattato il cliente e di non usare questa modalità di comunicazione per chiedere i dati personali, né tantomeno il codice OTP. Successivamente, il risparmiatore ha cercato di richiamare il truffatore non ottenendo nessuna risposta, così ha prontamente bloccato la carta di credito e sporto denuncia alla Polizia Postale, informando, infine, la banca dell’accaduto. Purtroppo, nel mentre, il truffatore era riuscito a far sparire dal conto del consumatore 1.200 euro.

Il risparmiatore, informando la banca dei fatti, ha chiesto che gli venisse rimborsata la cifra estorta, essendo stato vittima di una truffa in piena regola. Tuttavia, l’istituto di credito ha contestato la richiesta affermando di avere inserito dei messaggi di prevenzione delle attività fraudolente sia negli estratti conto inviati al ricorrente, sia sui portali e sugli ATM, e che i messaggi riportavano l’indicazione precisa che la banca non chiede mai, con alcun mezzo, di fornire i codici di sicurezza OTP (One Time Password) usa e getta ricevuti sul proprio cellulare. Facendo così leva sull’imprudenza del cliente.

Il consumatore, ricevuta la risposta della banca, si è rivolto a Confconsumatori Bologna per portare la questione davanti all’ABF di Bologna. Il collegio arbitrale, nel testo della decisione, si è discostato dall’ordinamento precedente, contestando la pratica degli istituti di credito di dimostrare che il cliente abbia fornito volontariamente il codice OTP per asserirne la colpa grave e quindi invalidare la richiesta di risarcimento.

«L’arbitro ha messo in evidenza che – spiegano da Confconsumatori Bologna – i sistemi di autenticazione, in adeguamento alla recente normativa europea PSD2 entrata in vigore nel 2019, richiedono un livello maggiore di autorizzazione delle operazioni, motivo per cui il solo codice OTP non è più sufficiente. A tale normativa sono chiamati ad adeguarsi tutti gli istituti di credito, tenuti a modificare le modalità di accesso ai servizi online e delle autorizzazioni delle disposizioni».

Con la decisione del 22 aprile 2021, l’Arbitro ha quindi sancito che L’istituto di credito dovrà risarcire il risparmiatore vittima di truffa per l’intera somma di 1.200 euro.

Leggi la decisione dell’Arbitro a QUESTO LINK

  • Maggio, 5
  • 4832
  • Dalle Sedi, Emilia Romagna, Pratiche commerciali scorrette, Privacy e Protezione dei dati personali, Risparmio e Investimenti, sitoer
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Senza linea per quasi due mesi: 2.250 euro di danni Odissea telefonica per un utente di Grosseto rimasto vittima di una migrazione fallita nel ritorno dal nuovo al vecchio gestore.

Grosseto, 2 marzo 2021 – Un consumatore di Grosseto era stato convinto a cambiare gestore telefonico con la promessa di una tariffa di favore, poi rivelatasi fasulla. Accortosi della cosa, l’utente ha espresso il legittimo diritto al ripensamento ottenendo però di rimanere senza linea fissa. L’utente di è così rivolto a Confconsumatori per portare la questione in tribunale, far valere i suoi diritti e chiedere un risarcimento.

UTENZA E RIPENSAMENTO – Come spesso accade, alcuni consumatori vengono contattati da call center e indotti a cambiare gestore telefonico in nome di inesistenti tariffe telefoniche di favore. Tuttavia, entro 14 giorni è possibile esercitare – quando il contratto telefonico avviene a distanza – il diritto di ripensamento che permette all’utente di essere automaticamente e senza penalità trasferito al precedente operatore. Questa è la prima fondamentale decisione assunta dal Tribunale di Grosseto quale giudice d’appello nella controversia risolta con la sentenza del 24 febbraio 2021.

Purtroppo, come spesso avviene, questo ri-trasferimento dal nuovo gestore a quello precedente, per l’esercizio del diritto di ripensamento del consumatore, comporta dei disagi non sempre facilmente risolvibili.

IL CASO – Nel caso in questione, un utente di Grosseto che aveva cambiato gestore convinto della bontà dell’offerta, aveva poi scoperto che in realtà non gli era stata riservata nessuna tariffa di favore e aveva esercitato il suo diritto al ripensamento. Trovando difficoltà a comunicare e a far valere i suoi diritti, l’utente di è rivolto a Confconsumatori Grosseto.

Nonostante le varie diffide inviate da Confconsumatori al nuovo gestore, l’utente era rimasto senza linea telefonica fissa per oltre un mese e mezzo. La carenza dell’utenza telefonica fissa dell’abitazione costituisce una grave violazione del diritto costituzionale alla comunicazione come ribadito dalla sentenza del Tribunale di Grosseto, con conseguente ristoro del danno non patrimoniale o esistenziale.

LA SENTENZA – L’utente, tramite Confconsumatori aveva deciso di portare la questione in Tribunale: in primo grado il Giudice di Pace aveva negato, a fronte della provata assenza di linea telefonica, qualsiasi risarcimento in capo al gestore telefonico. L’utente, non si è dato per vinto, e con l’ausilio dell’Avvocato Ilaria Nunziata ha impugnato la sentenza di primo grado ottenendo giustizia.

Infatti, il Tribunale di Grosseto, quale Giudice d’appello, ha statuito la responsabilità del nuovo operatore nella fase di rientro al vecchio operatore ed ha quantificato, secondo equità il danno non patrimoniale dalla soppressione del diritto alla comunicazione ed al patema d’animo soggettivamente patito, superando qualsivoglia limitazione di danno contenuta nella carta dei servizi e nei vari regolamenti AGCOM, determinando giusto – secondo equità – un risarcimento di 2.250 euro per un mese e mezzo d’assenza della linea domestica.

Confconsumatori Toscana, tramite lo sportello grossetano, tratta purtroppo ancora troppi casi simili che spesso vedono l’utente particolarmente vessato nei suoi diritti.  Gli interessati possono contattare lo sportello grossetano al numero 0564,417849 oppure scrivere a grosseto@confconsumatori.it

Scarica QUI la sentenza del Giudice di Pace di Grosseto

  • Marzo, 2
  • 1974
  • Accesso alla giustizia e conciliazioni, Acquisti e Garanzie, Chiusura Contratti, Dalle Sedi, Pratiche commerciali scorrette, Telefonia, Toscana
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Linee telefoniche malfunzionanti: pioggia di segnalazioni a Grosseto Termina il progetto “Più sai, più sei”: restano tanti materiali e contenuti per educare i consumatori a un’alimentazione più sana, sicura e sostenibile.

Grosseto, 24 febbraio 2021 – Da un anno a questa parte lo sportello di Confconsumatori Grosseto ha riscontrato un incremento notevole di segnalazioni da parte di utenti telefonici, residenti in campagna o in piccoli centri rurali, che lamentano il malfunzionamento cronico delle linee telefoniche per guasti ripetuti e mai definitivamente riparati. Infatti, il cavidotto interessato dai guasti non è mai stato oggetto di una sostituzione adeguata.

LE PROBLEMATICHE – Il servizio RTG, ovvero servizio di comunicazione generale, è affidato per contratto statale alla Telecom, cui compete l’estensione della rete e la sua manutenzione ordinaria e straordinaria. Sotto questo aspetto, purtroppo, gli utenti hanno denotato una certa lentezza e spesso inadempimento negli interventi di riparazione e sostituzione del cavidotto.

Si ricorda poi che per legge il servizio di comunicazione (la fonia – rete fissa) è un servizio universale che deve essere garantito a tutti gli utenti. Analogo diritto non è invece sancito per l’accesso ad internet (nonostante l’ormai indispensabilità).

IL CASO – In uno dei tanti casi seguiti da Confconsumatori Grosseto, un utente con problematiche famigliari di disabilità si è ritrovato da settembre a dicembre 2020 senza linea fissa. Dopo aver sporto reclamo tramite l’associazione e l’Avvocato Ilaria Nunziata, ha deciso di fare ricorso urgente (ex articolo 700 c.p.c.) al Tribunale di Grosseto contro la compagnia (sulla scorta di precedenti positivi anche dello stesso Tribunale).

IL RICORSO – Tuttavia, Telecom, prima dell’udienza, ha riattivato il servizio garantendo così alla famiglia la necessaria serenità e le vitali comunicazioni. Ciononostante, il Tribunale, nel dichiarare cessata la materia del contendere, non ha perdonato alla compagnia telefonica il ritardo, condannandola al pagamento delle spese processuali, rimettendo poi ad una successiva causa di merito la determinazione del risarcimento dei danni veri e propri subiti dalla famiglia del consumatore.

GLI UTENTI NON SONO SOLI – I consumatori che hanno riscontrato problematiche con l’utenza telefonica possono rivolgersi alla sede grossetana di Confconsumatori (tel. 0564 417 849, mail grosseto@confconsumatori.it), ricordando che l’associazione è in grado di consentire anche l’accesso alla conciliazione paritetica (procedura agile) con tutti i gestori di tlc al fine di evitare lunghi contenziosi.

Scarica QUI l’ordinanza del Tribunale di Grosseto.

  • Febbraio, 24
  • 1911
  • Accesso alla giustizia e conciliazioni, Casa e Utenze, Dalle Sedi, Telefonia, Toscana
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WindTre indagata: ricavi fraudolenti a danno degli utenti Termina il progetto “Più sai, più sei”: restano tanti materiali e contenuti per educare i consumatori a un’alimentazione più sana, sicura e sostenibile.

Parma, 15 gennaio 2021 – Frode informatica: è questa l’accusa che pende sulla compagnia telefonica WindTre, sotto inchiesta per ricavi indebiti ottenuti tramite percentuali sui servizi aggiuntivi attivati a insaputa degli utenti. Confconsumatori segue l’evolversi della questione ed è pronta a schierarsi come parte civile in difesa dei consumatori coinvolti nell’eventualità di una causa contro la compagnia.

L’ACCUSA – La procura di Milano ha rilevato che la compagnia telefonica aveva il compito di intermediario tra i suoi clienti e i fornitori di piccoli servizi aggiuntivi a pagamento, come meteo, oroscopo, giochi, streaming e altri attivabili grazie a un sovrapprezzo sulla scheda sim dell’utente senza il suo esplicito consenso. La compagnia ricavava una percentuale su questi servizi che, talvolta, potevano essere attivati anche con l’inganno, grazia a fraudolenti banner pubblicitari.

LE CIFRE – Questo sistema, secondo quanto rilevato dalla Procura milanese, avrebbe fruttato nel 2018 alla compagnia telefonica, ricavi per circa 1,5 miliardi di euro. Attualmente il Giudice per le indagini preliminari ha posto il sequestro preventivo a WindTre di 21 milioni di euro pari alla «percentuale incamerata da Wind per i servizi attivati pacificamente con modalità fraudolente» dal 2018 ad oggi.

TUTELA DEI CONSUMATORI – Confconsumatori sta monitorando l’evolversi dell’inchiesta e gli esperti in telefonia sono a disposizione per assistere gli utenti di WindTre che si sono trovati in difficoltà con l’attivazione di servizi aggiuntivi non richiesti e altre problematiche. Ricordiamo che, in caso di mancato riscontro al reclamo o risposta insoddisfacente, gli utenti possono esperire il tentativo obbligatorio di conciliazione assistiti da Confconsumatori. Inoltre, in caso di processo, l’associazione è pronta a chiedere di essere ammessa come parte civile nel procedimento, in rappresentanza dei consumatori e ad assistere tutti coloro che abbiano riscontrato addebiti illegittimi riconducibili ai fatti contestati.

L’elenco delle sedi territoriali dell’associazione è disponibile a QUESTO LINK.

  • Gennaio, 15
  • 2520
  • Pratiche commerciali scorrette, Telefonia
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Conciliazione telefonia: doppia vittoria per Confconsumatori Termina il progetto “Più sai, più sei”: restano tanti materiali e contenuti per educare i consumatori a un’alimentazione più sana, sicura e sostenibile.

Messina, 14 gennaio 2021 – Doppia vittoria per Confconsumatori a Messina: grazie alla conciliazione un’anziana signora ha risolto una controversia scaturita da una fattura con un’anomala richiesta di pagamento. In un altro caso, un anziano ha richiesto l’assistenza di Confconsumatori per risolvere un contenzioso legato a un presunto intervento a domicilio, da parte dei tecnici di una società telefonica.

LE PROBLEMATICHE – Il primo caso vede protagonista una consumatrice di Barcellona Pozzo di Gotto che ad aprile del 2020 aveva ricevuto fatture da parte di una società di telefonia per un totale di circa 500 euro, relative all’attivazione di un’offerta telefonica da lei regolarmente sottoscritta. L’anziana aveva subito rilevato l’anomalia della bolletta in quanto l’offerta, attivata sia per la linea fissa che per la fibra e pubblicizzata senza spese e/o costi aggiuntivi, avrebbe dovuto costare 24,90 euro al mese “per sempre”. Negli anni i pagamenti effettuati dalla consumatrice alla stessa società erano sempre stati regolari, senza maturare alcuna morosità. Dopo vari tentativi per contattare il gestore, l’anziana si è rivolta allo sportello di Confconsumatori di Barcellona P.G. per essere assistita nella difesa dei suoi diritti.

In una situazione simile si è trovato un altro anziano consumatore, sempre di Barcellona P.G., che per aver segnalato un guasto alla sua linea telefonica, si è visto addebitare in fattura più di 100 euro per un intervento a domicilio per assistenza che in realtà non era mai avvenuto.

L’INTERVENTO DI CONFCONSUMATORI – Tramite Confconsumatori, i due utenti hanno deciso di intraprendere la strada della conciliazione, assistiti dall’Avvocato Concetta Pirri dello sportello comunale di Barcellona P.G.. Nel primo caso grazie a questa procedura, l’anziana consumatrice, in breve tempo e senza le spese di una causa, ha ottenuto l’annullamento totale del presunto credito che ammontava a circa 500 euro e la restituzione di modem e decoder.

Il secondo consumatore, invece, ha ottenuto l’annullamento totale della fattura che prevedeva il costo per l’intervento a domicilio sulla linea fibra, servizio, che tra l’altro, non era attivo su quella specifica linea telefonica.

GLI UTENTI NON SONO SOLI – Le vicende risolte da Confconsumatori Barcellona P.G. richiamano l’attenzione sul problema delle richieste indebite delle Aziende che, facendo leva sulla scarsa conoscenza dei diritti da parte degli utenti e sul loro timore di incorrere in spese maggiori, si approfittano della loro posizione debole.

«Non allarmatevi – si raccomanda l’avvocato Concetta Pirri di Confconsumatori Barcellona P.G. – quando vi trovate di fronte a bollette domestiche anomale, prima di pagare è necessario analizzare bene la fattura: è diritto dell’utente ricevere i chiarimenti da parte della società di telefonia, un’associazione dei consumatori può verificare la correttezza dell’operato delle Aziende».

«Invitiamo a rivolgersi agli sportelli di Confconsumatori – aggiunge l’avvocato Carmen Agnello, responsabile dello Sportello Confconsumatori Messina – ogni qualvolta si riceva una richiesta indebita in fattura; ciò al fine di verificare le azioni stragiudiziali da porre in essere che possono risolvere, bonariamente e con costi davvero limitati, le controversie in materia di telefonia».

Per informazioni, contattare la responsabile dello sportello comunale di Confconsumatori Barcellona P.G., Avv. Concetta Pirri, via Giuseppe Garibaldi n. 274 P.1, all’indirizzo email: consumatoribarcellona@gmail.com  oppure ai recapiti telefonici: 090/9794214 – 3396403008, oppure la responsabile dello sportello comunale di Confconsumatori Messina, Avv. Carmen Agnello via email all’indirizzo: confconsumatori.messina@gmail.com oppure al recapito telefonico: 351.8647740.

  • Gennaio, 14
  • 2641
  • Dalle Sedi, Sicilia, Telefonia
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Ragusa: non si fermano le vittorie per i consumatori Confconsumatori ricorda che è sempre il momento giusto per difendersi dalle ingiustizie che si possono subire, anche durante il periodo di emergenza da Covid-19

Ragusa, 29 aprile 2020 – Proprio in questi ultimi giorni diversi cittadini assistiti da Confconsumatori Ragusa hanno ottenuto da parte delle compagnie telefoniche gli indennizzi dovuti a causa dei disservizi subiti. Tra questi ci sono un ristoratore che aveva subito un lungo guasto alla linea telefonica, una mancata attivazione della fibra richiesta e un utente che era rimasto sospeso per mesi tra un operatore e un altro.

Le somme a titolo di ristoro, nelle misure di circa 1.000 euro ciascuno, per il danno subito, sono arrivate ai consumatori senza dover adire l’Autorità Giudiziaria. L’iter dei reclami, del tentativo di conciliazione paritetica e infine l’istaurarsi della procedura definizione del contenzioso presso l’AGCom (Autorità di garanzia per le Comunicazioni), ha permesso ai consumatori di ottenere gli indennizzi in via stragiudiziale.

Inoltre, oggi più che mai, in un momento di forte crisi economica, per questi consumatori l’indennizzo ricevuto è stato un sollievo per loro e per le loro famiglie.

«E’ pur vero – afferma Samantha Nicosia, responsabile provinciale Confconsumatori Ragusa – che stiamo vivendo una fase di straordinaria emergenza sanitaria e di limitazioni ad alcune libertà individuali ma è altrettanto vero e bisogna ricordarlo, che i diritti dei cittadini e dei consumatori restano sempre validi. E se già in tempi per così dire “normali” spesso, purtroppo, i comportamenti scorretti passavano indisturbati, in queste settimane tormentate non deve accadere che il cittadino si faccia immobilizzare dalla paura dimenticando che invece più che mai bisogna difendere e rivendicare questi diritti».

La Confconsumatori  Ragusa, proprio facendo una sorta di bilancio degli ultimi due mesi passati, vuole ricordare a tutti che è sempre il momento giusto per difendersi dalle piccole e grandi ingiustizie che si possono subire, anche per cose che in emergenza coronavirus ancora in corso potrebbero sembrare secondarie. Continuiamo a ricevere e invitiamo a segnalare, seppur allo sportello telematico, contestazioni per fatture anomale, contratti non rispettati, atteggiamenti vessatori o truffe vere e proprie.

  • Aprile, 29
  • 2594
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