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MATERA

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Telefono: 0835.1766729
Cellulare: 376.1448694
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Responsabile: Giovanni Vinci
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Telefono: 338.7686589
E-mail: confconsumatoribasilicata@gmail.com
Orario di apertura: mercoledì dalle 16 alle 18.30

TAG: telefono

“Diffidate da chi si spaccia per Confconsumatori” Offerte utenze domestiche e truffe telefoniche: anche in questo periodo di quarantena l'associazione ricorda ai consumatori di restare in guardia dai falsi operatori

Parma, 28 aprile 2020 – Le truffe non vanno mai a riposo, nemmeno in questo periodo di quarantena in cui i consumatori restano a casa per le disposizioni di prevenzione e contenimento del Covid-19. Anzi, proprio la forzata permanenza domestica si potrebbe rivelare un’occasione d’oro per molte compagnie di marketing aggressive che ne possono approfittare proponendo, tramite una semplice telefonata, di modificare il proprio contratto di fornitura di gas, luce elettrica e telefonica, cercando di conquistare la fiducia dell’utente spacciandosi per operatori di associazioni note e millantando offerte che in realtà non sono per nulla vantaggiose per l’utente, rivelandosi poi delle vere e proprie truffe.

Alcuni consumatori residenti a Massa Carrara e a Grosseto hanno segnalato alla Confconsumatori di Grosseto di aver ricevuto una telefonata di questo tipo dal numero fisso 06.86356244. Al telefono c’era una voce femminile che si è presentata come operatrice di un «organo per la tutela dei consumatori», suggerendo di cambiare il piano energetico e «passare al fornitore Iberdrola in quanto al momento il più conveniente secondo le loro stime, basate sul confronto di 16 diversi marchi».

Confconsumatori fa sapere di essere assolutamente estranea alla vicenda: non ha autorizzato e mai autorizzerà alcuna società elettrica a spendere il proprio nome in pratiche commerciali e vendite telefoniche. Non solo perché è vietato dal Codice del consumo, ma perché contrario allo statuto ed alla “mission” dell’associazione.

«Al tempo stesso – fanno sapere ancora da Confconsumatori – ci sentiamo di dire che anche le altre associazioni presenti con proprie articolazioni a Grosseto, riconosciute ai sensi dell’articolo 136 del Codice del consumo, sono estranee alla vicenda. In generale consigliamo di diffidare dal concludere telefonicamente contratti energetici e anche telefonici, perché troppo spesso quanto viene reclamizzato anche in ordine a tariffe contrattuali è inveritiero e ingannevole, e soprattutto perché è difficile per tutti, su due piedi, valutare e comparare le offerte».

Un episodio analogo è accaduto anche in provincia di Roma, a Monte Compatri, dove un consumatore ha ricevuto una telefonata simile dal numero 347.1121283. Una falsa operatrice affermava di essere di Confconsumatori e di chiamare per comunicare l’adesione del comune di residenza dell’utente a un fantomatico sconto sulle bollette delle utenze di luce e gas, istituito per far fronte alla “crisi” dovuta al Covid-19. Lo sconto, ha raccontato il consumatore agli operatori laziali di Confconsumatori, sarebbe stato concesso dalla falsa operatrice solo in cambio del rilascio dei dati personali dell’utente. Il numero da cui chiamava la falsa operatrice dell’associazione è purtroppo noto per  marketing telefonico aggressivo e per mistificazione con associazione di consumatori.

«Nessuno della nostra associazione – spiegano dalla Confconsumatori di Roma – svolge questa “attività” telefonica in cui si contattano le persone per presunti sconti per servizi di erogazione  energia elettrica o gas. Ricordiamo a chiunque abbia ricevuto telefonate simili di non comunicare alcun dato personale».

Invitiamo quanti abbiano ricevuto telefonate come queste a segnalare l’accaduto agli sportelli di Confconsumatori (link ai contatti delle sedi).

In caso di dubbi sui contratti, sulle voci in bolletta, sulle offerte riguardanti le utenze domestiche e i disservizi, invitiamo a contattare i nostri esperti che, grazie al Lavoro Agile, continuano a fornire assistenza ai consumatori anche da casa.

  • Aprile, 28
  • 5665
  • Casa e Utenze, Dalle Sedi, Lazio, Pratiche commerciali scorrette, Toscana
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Covid -19: misure economiche insufficienti per le famiglie A sostegno dei cittadini Confconsumatori chiede la sospensione dei distacchi delle telecomunicazioni e ulteriori misure per bollette e credito al consumo

Parma, 31 marzo 2020 – A seguito dell’emergenza sanitaria da Covid-19, Confconsumatori richiede alle Autorità competenti di adottare provvedimenti  urgenti in alcuni settori in cui, nonostante i vari provvedimenti adottati in questi giorni, i consumatori sono rimasti privi di ogni tutela, come nel settore delle telecomunicazioni  e del credito al consumo, per quanto riguarda i finanziamenti dei privati.

L’associazione chiede infatti che, analogamente a quanto stabilito da Arera con riguardo alle forniture di energia elettrica, gas ed acqua, vengano sospese a cura di Agcom (troppo silenziosa sull’argomento) tutte le procedure volte alla sospensione della linee telefoniche, collegamento internet e servizi televisivi in caso di problematiche legate al mancato pagamento di fatture.

Tale provvedimento risulta di fondamentale importanza in un periodo come questo dove in molti casi la comunicazione avviene quasi esclusivamente tramite telefono o collegamento internet. Si pensi in particolare alla comunicazione con i familiari lontani o anziani, alla comunicazione per motivi di salute, a chi studia a distanza o a chi lavora con modalità smart working.

Si segnala che Agcom ha avviato un tavolo permanente di confronto con gli operatori di comunicazione elettroniche, volto al potenziamento e alla sicurezza di reti e servizi a cui Confconsumatori è pronta a dare il suo contributo, anche grazie alle segnalazioni che gli utenti quotidianamente rivolgono agli esperti delle nostre sedi territoriali.

L’associazione chiede interventi anche nell’ambito dei contratti di finanziamento ai privati e del credito al consumo che sono rimasti esclusi dalla tutela normativa: ad oggi infatti non è prevista la sospensione delle rate come avviene invece con i mutui per la prima casa e con i leasing legati alle imprese.

Moltissimi cittadini ci segnalano l’impossibilità di far fronte al pagamento delle rate, nel momento in cui la loro attività lavorativa è completamente sospesa o ridotta. Spesso si trovano a dover scegliere se pagare le rate o fare la spesa, con l’incombente minaccia da parte degli istituti di credito di segnalazione al Crif (Centrale rischi finanziari).

Per questi motivi Confconsumatori chiede la sospensione delle rate dei finanziamenti e dei credito al consumo per tutti i cittadini in situazioni di difficoltà economica e che Banca d’Italia sospenda, in questo periodo, la pubblicazione della Centrale Rischi e così tutte le altre banche dati interbancarie sospendano l’aggiornamento delle liste relative a morosità e sofferenze. L’associazione, inoltre, chiede al Governo che le associazioni de consumatori (AA.CC.) vengano coinvolte nella concertazione delle scelte economiche di questi giorni.

Confconsumatori, nel suo impegno quotidiano a fornire assistenza ai cittadini in modalità telefonica ed online, è a disposizione praticamente 24 ore al giorno per fornire assistenza ai cittadini consumatori con le problematiche ormai imminenti di distacchi energetici (vietati ma purtroppo talvolta eseguiti), distacchi telefonici e difficoltà nel pagamento delle rate dei finanziamenti.

L’elenco delle sedi territoriali dell’associazione è consultabile a questo link

  • Marzo, 31
  • 2988
  • Casa e Utenze, Internet, Risparmio e Investimenti, Telefonia
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Costi ingiustificati: il gestore telefonico deve risarcire Un consumatore, senza saperlo, si è ritrovato titolare di una SIM sconosciuta a caro prezzo. Grazie a Confconsumatori sarà risarcito

Grosseto, 25 marzo 2020 – Un consumatore di Grosseto aveva stipulato un contratto telefonico da 20 euro al mese, ma la compagnia ne prelevava il quadruplo, arrivando così ad addebitare la somma di mille euro l’anno. Rivoltosi a Confconsumatori, l’utente ha avviato la procedura di conciliazione paritetica e, non avendo ottenuto soddisfazione, si è trovato quindi costretto a rivolgersi al Giudice di Pace che ha riconosciuto il risarcimento da parte del gestore.

La controversia risale a qualche anno fa, quando un consumatore di Grosseto aveva stipulato un contratto per l’utenza mobile con una società telefonica che prevedeva una tariffa mensile flat di 20 euro, con addebito sul conto corrente.

Dopo alcuni anni il grossetano si è reso conto che dal conto corrente erano stati illegittimamente prelevati circa 1.000 euro a fronte dei 240 euro annui concordati.

Il consumatore, dopo vari tentativi con il gestore, si è rivolto allo sportello Confconsumatori di Grosseto  per chiedere la restituzione delle somme indebitamente prelevate dall’operatore telefonico. Dopo avere inutilmente proposto diversi reclami a cui la società telefonica non rispondeva, non giustificando così gli addebiti sul conto dell’utente, Confconsumatori, tramite i propri consulenti legali, aveva quindi avviato la procedura di conciliazione paritetica, durate la quale il gestore aveva giustificato gli addebiti dichiarando l’esistenza di un’ulteriore sim mobile che per anni sarebbe rimasta inutilizzata e non pagata e poi, per non si sa quale motivazione, addebitata sul conto dell’utente.

A questo punto il consumatore, sempre assistito dall’associazione, ha intrapreso nel 2019 la causa dinanzi al Giudice di Pace di Grosseto, terminata pochi mesi dopo, ovvero il 23 marzo 2020 con parere favorevole per l’utente: con la sentenza 180/2020 il Giudice di Pace ha condannato la società alla restituzione di circa 750 euro prelevati senza causa e senza che la stessa sia riuscita a documentarne la ragione.

«Il principio dunque che i consumatori devono trarre – afferma Marco Festelli, Vicepresidente nazionale di Confconsumatori – è quello di verificare puntualmente il loro conto corrente e gli addebiti dei rid autorizzati. Occorre anche che i consumatori sappiano che possono recuperare le somme addebitate qualora l’addebito sia difforme al prezzo fissato nel contratto».

Ricordiamo che tutte le sedi di Confconsumatori sono pienamente operative online. Nel raccomandare a tutti di stare a casa, l’associazione ricorda che i contatti delle sedi territoriali sono disponibili a questo link: https://www.confconsumatori.it/gli-sportelli-di-confconsumatori/

  • Marzo, 25
  • 4276
  • Accesso alla giustizia e conciliazioni, Dalle Sedi, Pratiche commerciali scorrette, Telefonia, Toscana
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Vittoria telefonia: restituiti 3 mila euro La compagnia le aveva addebitato fatture di una linea sconosciuta. Fallita la conciliazione, vince la causa e ottiene il rimborso e i danni

Parma, 20 novembre 2019 – Una parmigiana aveva chiesto la disdetta della linea fissa, ma l’operatore telefonico non aveva cancellato i suoi dati addebitandole per 10 anni bollette di una utenza sconosciuta per oltre 3 mila euro. La donna si è rivolta a Confconsumatori che l’ha aiutata ad ottenere il rimborso delle somme ingiustamente prelevate, oltre a un risarcimento di 1000 euro per il danno.

La controversia risale al periodo tra marzo 2008 e febbraio 2018, quando la compagnia telefonica aveva addebitato sulla carta di credito della consumatrice l’importo di diverse fatture di una linea fissa sconosciuta e associata a un indirizzo a estraneo in cui lei non aveva mai abitato.

L’associata, nel periodo compreso tra il 1998 ed il 2002, era stata effettivamente cliente dell’operatore telefonico convenuto in giudizio e, in quell’occasione, aveva fornito i propri dati personali e la carta di credito. Dal 2002, però, la signora si era spostata in un’altra città e, di conseguenza, aveva richiesto la disdetta dell’utenza telefonica, ma i suoi dati personali – compresi quelli della carta di credito – non erano stati cancellati dalla società telefonica. Successivamente, a nome e a insaputa della signora, era stata attivata un’utenza nuova e differente, della quale la società telefonica non è stata in grado di produrre il relativo contratto, risultato poi del tutto inesistente.

Dopo avere scoperto gli addebiti non autorizzati per oltre 3.000 euro, l’associata si è rivolta a Confconsumatori per la tutela dei suoi diritti e chiedere la restituzione delle somme indebitamente prelevate dall’operatore telefonico per quasi 10 anni. Dopo avere inutilmente proposto reclamo, Confconsumatori, tramite i propri consulenti legali, aveva quindi avviato la procedura di conciliazione paritetica, conclusa però con esito negativo per colpa della reiterata condotta omissiva della società telefonica che non rispondeva alle precise richieste di chiarimento da parte dell’associazione, impegnata, invece, nel trovare una soluzione stragiudiziale della vertenza

A questo punto, la consumatrice, assistita dall’avvocato Antonio Cagna, ha intrapreso un’azione civile avanti al Giudice di Pace di Parma, chiedendo la condanna della società telefonica e la restituzione delle somme indebitamente prelevate. Il Giudice di Pace ha accolto le domande condannando la società telefonica alla restituzione integrale delle somme ingiustamente prelevate sulla carta di credito, al pagamento delle spese processuali e di ulteriori 1.000 euro per risarcimento danni.

Puoi scaricare QUI la sentenza del Giudice di Pace

  • Novembre, 21
  • 2373
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Fatturazione a 28 giorni: come ottenere il rimborso Confconsumatori sta assistendo i propri associati nella richiesta di rimborso dei giorni “erosi”: «Senza richiesta il rimborso non arriva»

Parma, 25 ottobre 2019 – Dopo le ultime indicazioni diramate lo scorso agosto, Confconsumatori ha iniziato ad assistere i propri associati nelle richieste di rimborso relative alla vicenda della fatturazione a 28 giorni nella telefonia (qui una sintesi: https://www.confconsumatori.it/bollette-a-28-giorni-arrivano-i-rimborsi/). Si tratta di richiedere la restituzione dei giorni “erosi” nel periodo in cui la fatturazione è passata dal sistema mensile a quello dei 28 giorni, prima dell’obbligo del ripristino della cadenza mensile.

I RIMBORSI NON SONO AUTOMATICI – Nonostante con la Delibera n. 269/18/CONS l’Autorità abbia imposto agli operatori di restituire in bolletta l’importo corrispondente ai giorni illegittimamente erosi agli utenti nel periodo di fatturazione a 28 giorni delle offerte di telefonia fissa anche di tipo convergente (fisso + mobile), questi non sembrano rimborsare gli utenti in modo automatico, ma solo a chi ne fa espressa richiesta.

COME RICHIEDERE IL RIMBORSO – Per questo Confconsumatori offre assistenza, tramite i propri sportelli territoriali, ai consumatori che desiderano ottenere il rimborso spettante. La richiesta viene inoltrata prima attraverso un reclamo e poi – se necessario – si perfezione tramite il ricorso alla conciliazione paritetica. Per informazioni occorre rivolgersi agli sportelli Confconsumatori più vicini qui elencati: https://www.confconsumatori.it/gli-sportelli-di-confconsumatori/.

  • Ottobre, 25
  • 4339
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Tariffazione mensile: rincari inopportuni Confconsumatori ha già segnalato all’Antitrust il comportamento scorretto delle compagnie e invita i consumatori a fare altrettanto

Parma, 25 gennaio 2018 – Molti utenti si stanno rivolgendo in questi giorni agli sportelli di Confconsumatori lamentando gli aumenti annunciati dal proprio operatore telefonico coincidenti con il ritorno alla fatturazione mensile.

Infatti, in adempimento a quanto previsto dalla legge n. 172/2017 che ha imposto di abbandonare la fatturazione a 4 settimane per telefonia e Pay tv, gli operatori di telecomunicazioni dovranno ristabilire la pregressa tariffazione a ciclo mensile sia per la telefonia fissa sia per quella mobile entro il prossimo 5 aprile. Tuttavia questa ulteriore rimodulazione contrattuale sta arrecando agli utenti dei rincari in termini economici, già accertati almeno per le compagnie Vodafone e Tim, che nel comunicare ai clienti il ritorno alla fatturazione mensile delle offerte commerciali hanno contestualmente annunciato dei rincari sulla tariffa. «In sostanza – spiega l’avvocato Franco Conte responsabile Utenze per Confconsumatori – la tredicesima mensilità che le compagnie erano riuscite a inserire, sarà spalmata nelle 12 fatture. Non è ancora chiaro se altri operatori, ad esempio Wind, applicheranno tariffe maggiorate».

Confconsumatori ritiene gravemente scorretto il comportamento delle compagnie di telecomunicazioni: «Abbiamo già segnalato all’Antitrust – continua Conte – le modifiche unilaterali dei contratti e i costi aggiuntivi applicati che, a nostro avviso, non sono dovuti e risultano inopportuni specie considerata la coincidenza con l’adeguamento alle disposizioni di legge. Per gli associati che si sono rivolti ai nostri sportelli abbiamo predisposto un modello di reclamo, da utilizzare per manifestare il proprio scontento alla Compagnia. Peraltro esiste un concreto rischio che gli operatori decidano di “fare cartello” a seguito del ritorno alla fatturazione mensile».

Al momento è presto pensare a eventuali rimborsi: «Dobbiamo attendere l’esito del ricorso al Tar – conclude Conte – al momento consigliamo di reagire inviando massivamente reclami alle compagnie e segnalazioni all’Antitrust, anche tramite un’associazione di consumatori, in modo da stimolare l’intervento dell’Autorità».

  • Gennaio, 25
  • 6983
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CHIETI
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