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MATERA

MATERA
Via Ugo La Malfa, 3/B – CAP 75100
Telefono: 0835.1766729
Cellulare: 376.1448694
E-mail: confconsumatorimatera@gmail.com
Responsabile: Giovanni Vinci
Orario di apertura: Martedì dalle 17 alle 19; Giovedì dalle 16 alle 19

ROTONDELLA (Mt)
Via Garibaldi, 131 – CAP 75026
Telefono: 328.1984943
e-mail: confconsumatoribasilicata@gmail.com
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Voli saltati per Covid: rimborsi al posto dei voucher No ai voucher per i voli cancellati: grazie a Confconsumatori, capofila in questa battaglia, hanno ottenuto il rimborso integrale anche due famiglie bolognesi

Bologna, 5 novembre 2020 – La pandemia da Coronavirus ha avuto effetti disastrosi per tanti, tra cui anche per quei consumatori che dovevano spostarsi in aereo, per lavoro o per piacere, e si sono trovati, spesso all’ultimo momento, con il volo cancellato nell’impossibilità di partire. Oltre al danno, in molti hanno avuto la beffa di vedersi offrire, anziché il rimborso, direttamente un voucher per “riprogrammare” il viaggio (e a volte neppure quello). Confconsumatori si era da subito schierata contro i voucher a tutela dei passeggeri, lanciando anche una petizione online (oltre 22 mila firme) e, richiamando l’attenzione dell’Antitrust. Ora l’associazione continua a tutelare i passeggeri danneggiati, come le due famiglie bolognesi, che grazie al supporto di Confconsumatori hanno ottenuto la restituzione dell’interno importo versato.  

I DUE CASI RISOLTI A BOLOGNA – Una famiglia bolognese aveva acquistato, per oltre 3 mila euro, tre biglietti di andata e ritorno per S. Francisco con la Compagnia Lufthansa. La partenza era fissata il 20 giugno 2020, con ritorno il 5 luglio, ma a 15 giorni dalla partenza il volo era stato cancellato. La famiglia, senza essere interpellata, aveva ricevuto una comunicazione dalla Compagnia con un codice da far valere entro gennaio per prenotare un altro volo. Confconsumatori Bologna aveva immediatamente contestato il voucher e la richiesta di rimborso integrale è stata accolta ed eseguita nei giorni scorsi. Un’altra famiglia di Bologna aveva, invece, prenotato tramite Expedia un viaggio per tre persone a New York: il volo di andata era previsto il 5 aprile 2020 con British Airways, quello di ritorno il 14 con Virgin Atlantic. Il costo dei tre biglietti era di oltre 1600 euro, ma il volo era stato cancellato una settimana prima della partenza e la famiglia aveva ricevuto la comunicazione che solamente una Compagnia, la Virgin Atlantic, avrebbe messo a disposizione un voucher. Anche in questo caso l’intervento di Confconsumatori ha consentito alla famiglia di ottenere il rimborso integrale, versato a settembre. 

IL COMMENTO – “Non è facile per un passeggero – ha dichiarato la responsabile di Confconsumatori Bologna, Emanuela Ferri – capire se il comportamento della Compagnia è legittimo e, eventualmente, come contestarlo, specie in un periodo difficile come quello che viviamo. Per questo è fondamentale garantire il supporto e la competenza delle associazioni dei consumatori, come la nostra che ha dimostrato impegno concreto ed efficace a tutela dei passeggeri”. Per informazioni è possibile contattare gli sportelli di Confconsumatori. 

  • Novembre, 5
  • 2637
  • Emilia Romagna, sitoer, Turismo e Trasporti
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Obelisco, conciliazione anche con quote trasferite I coniugi ferraresi seguiti da Confconsumatori hanno fatto ricorso all’ACF. Poste ha aperto alla conciliazione prima negata, anche se i fondi erano stati spostati.

Parma, 29 ottobre 2020 – Due coniugi ferraresi avevano sottoscritto quote del Fondo Immobiliare chiuso Obelisco per 10 mila euro complessivi, assistendo poi alla drastica riduzione del loro investimento, eventualità di cui affermavano di non essere stati informati. Assistiti da Confconsumatori, i risparmiatori hanno fatto ricorso contro Poste Italiane portando la questione davanti all’Arbitro per le Controversie Finanziarie (ACF).

Prosegue l’attività di assistenza e tutela da parte di Confconsumatori nei confronti dei risparmiatori Obelisco. Nel 2005 due risparmiatori, marito e moglie, avevano acquistato da un intermediario di Poste Italiane quattro quote del Fondo Immobiliare, del valore di 2.500 euro ciascuna, per un totale di 10 mila euro. Tempo dopo, nel 2013, i coniugi hanno spostato l’investimento su un altro conto, per poi spostare le quote nuovamente presso Poste nel 2017.

Nel mentre, i risparmiatori hanno notato il progressivo e repentino svalutarsi del loro investimento, così, assistiti da Confconsumatori, hanno deciso di tentare la strada della conciliazione paritetica istituita da Poste. La procedura, però, non è andata a buon fine, perché per aver accesso all’iniziativa di tutela le quote sarebbero dovute rimanere sempre presso il conto iniziale, senza subire trasferimenti prima del 31 dicembre del 2018.

I coniugi, allora, hanno deciso di fare ricorso e portare la questione davanti all’ACF, evidenziando che al momento della firma per la vendita delle quote, l’intermediario di Poste non aveva assolto agli obblighi di informazione, diligenza, correttezza e trasparenza circa le caratteristiche dello strumento finanziario che stavano acquistando.

A questo punto Poste Italiane si è detta disponibile a includere il caso dei due coniugi nella procedura di conciliazione proposta a tutti i titolari dei Fondi Immobiliari Obelisco, nonostante le quote non siano rimaste continuativamente presso l’intermediario iniziale. In seguito, il procedimento davanti all’ACF è stato così interrotto e i risparmiatori hanno aderito alla proposta.

Confconsumatori ricorda che ancora per pochi giorni Poste Italiane ha prorogato al 31 ottobre 2020 il termine per presentare domanda per il rimborso e la procedura conciliativa.

I quotisti Obelisco danneggiati possono rivolgersi agli sportelli di Confconsumatori per avere un consiglio su come tentare di recuperare i risparmi perduti: i recapiti sono elencati A QUESTO LINK.

Chi non avesse una sede territoriale vicina, può chiedere aiuto allo sportello online risparmio@confconsumatori.it

 

  • Ottobre, 29
  • 2083
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Benessere e sicurezza alimentare: 5 sportelli e una guida Giornata Mondiale dell'Alimentazione: da domani online una guida e attivi 5 sportelli

Parma, 15 ottobre 2020 – Cibo: quanto ne sai veramente? Quante volte nella corsia del supermercato o in cucina avremmo l’esigenza di chiedere qualche consiglio su come interpretare un’etichetta, costruire un menù bilanciato, conservare e preparare i cibi in modo anti-spreco e sicuro? In occasione della Giornata Mondiale dell’Alimentazione di venerdì 16 ottobre, Confconsumatori nell’ambito del progetto “Più sai, più sei” (www.piusaipiusei.org), finanziato dal Ministero dello Sviluppo Economico, inaugura 5 sportelli gratuiti in altrettante città italiane, da Nord a Sud. I nuovi sportelli di Vibo Valentia, Bologna, Massa, Casale Monferrato (AL)* e Bari andranno a potenziare sul territorio i servizi di informazione e assistenza dello sportello nazionale (alimentazione@confconsumatori.it o 0521/231846) in materia di spesa alimentare, alimentazione sana e bilanciata, sicurezza e sostenibilità dalla busta della spesa alla cucina. E per i primi consumatori che si rivolgeranno allo sportello territoriale è previsto anche un omaggio. 

  • Ottobre, 15
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  • Alimentazione, Calabria, Emilia Romagna, Piemonte, Più sai più sei, Puglia, Salute, sitoer, Toscana
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Diretta FB: Covid-19, stress e disinformazione Appuntamento lunedì 5 ottobre alle 17 sulla pagina Facebook di Confconsumatori Nazionale con il corso su come difenderci e ritrovare un equilibrio

Parma, 1° ottobre 2020 – In tempi di Covid-19 i sintomi depressivi sono quintuplicati, colpiscono un italiano su tre. Per aiutare a dare una facile lettura a ciò che stiamo subendo in seguito all’esplosione del virus e alle sue conseguenze in tutti gli ambienti, sia  pubblici che privati, Confconsumatori ha organizzato una diretta Facebook sulla pagina nazionale, in programma lunedì 5 ottobre alle ore 17, con la collaborazione dell’analista, counselor e docente Livia Tosi.

Nel corso dell’evento online verranno proposti alcuni strumenti utili per difendersi dallo stress, dalle informazioni spesso discordanti che ci confondono, rendendoci insicuri, per ritrovare e conservare il nostro equilibrio quotidiano e affettivo.

I temi trattati seguiranno un percorso logico che parte dalle nostre reazioni – o frustrazioni – che si ripercuotono su ogni aspetto della nostra vita, analizzando il disagio attuale e spiegando le conseguenze del bombardamento mediatico relativo al nuovo Corona Virus all’interno delle nostre case.

Si parlerà di Home-Working e di come questo metodo tanto discusso abbia riplasmato il mondo del lavoro, creando nuove sfide ma anche nuovi disagi personali. Verranno affrontati concetti di “Coping” e “Resilienza”, termine tanto di moda al momento, che contraddistingue un nuovo stile di vita. Si cercherà un metodo per stare “sotto coperta” fino a che la tempesta non ci passerà sopra, sfruttando il momento a nostro favore, per quanto ci è possibile.  Infine, saranno dati consigli utili per utilizzare la rete senza subirla.

«Ogni nostra sicurezza – spiega la dottoressa Tosi – relativa al futuro prossimo è sotto pressione, o è già in crisi, e molti di noi sono in balìa delle ultime notizie, spesso contraddittorie. Prenderci del tempo per fare alcune riflessioni e individuare le cause e gli effetti delle nostre insicurezze, sarà utile per ritrovare un nuovo equilibrio interiore e familiare».

Livia Tosi – Analista e Counselor. Da oltre vent’anni nel mondo della comunicazione culturale, ha contribuito a ricerche nazionali nel settore dei minori in rapporto con i mass media. Da 10 anni è docente di Giornalismo e Comunicazione.

Scarica il documento realizzato dalla docente Livia Tosi a QUESTO LINK

Qui sotto puoi rivedere la video lezione, oppure seguila direttamente sulla nostra pagina Facebook @Confconsumatori Nazionale

  • Ottobre, 1
  • 1972
  • Dalle Sedi, Emilia Romagna, Internet, Progetti e Attività, Salute, sitoer
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Prescrizione record: annullata maxi-bolletta da 13mila euro La casa era disabitata e le fatture si erano rifatte all’ultima bolletta del 2009 per il calcolo dei consumi annui. «Riconosciuto il diritto alla prescrizione».

Parma, 17 settembre 2020 – Grazie al reclamo e al diritto alla prescrizione, un consumatore parmigiano si è visto stornare i 13 mila euro richiesti per il conguaglio della fornitura di gas di una casa rimasta disabitata per anni. In mancanza di letture del contatore, il gestore si era basato sull’ultima bolletta del 2009 per calcolare l’importo annuo da pagare. Tramite Confconsumatori il parmigiano è riuscito a dimostrare che la casa era rimasta inutilizzata da quasi dieci anni, ottenendo anche la prescrizione delle maxi-bollette.

IL CASO – Un consumatore parmigiano aveva ricevuto in eredità dal padre una casa sulle colline della provincia, abitazione che da allora era rimasta inutilizzata per diversi anni. Infatti, in precedenza, la casa era frequentata solo dal padre che vi abitava anche per lunghi periodi invernali, soggiorni interrotti nel 2010 quando l’uomo si era gravemente ammalato e in seguito, nel 2014, era venuto a mancare e la casa era rimasta disabitata. Di conseguenza, i consumi di gas e luce si erano ridotti notevolmente, fin quasi ad azzerarsi.

Anche se dopo il 2014 il contratto di fornitura gas dell’abitazione era rimasto intestato al defunto, nel 2020 sono state recapitate al figlio due fatture di conguaglio, una da ben 10 mila euro, per il periodo tra agosto 2008 e giugno 2009, mentre la seconda di circa 2.600 euro, per il periodo tra marzo 2018 e gennaio 2020, per un totale complessivo di poco superiore a 13 mila euro.

Il consumatore si è quindi rivolto agli esperti di Confconsumatori Parma per contestare la prescrizione dei consumi e richiedere un riconteggio. Questo perché il reale utilizzo del gas era avvenuto prima del 2010, anno a partire dal quale il titolare dell’utenza non aveva più frequentato l’alloggio in questione. Il problema nasceva, tuttavia, dall’assenza di letture e/o autoletture del contatore, non più pervenute alla società dall’agosto del 2008, rendendo così difficoltoso poter provare il vero periodo in cui si fossero effettivamente utilizzati i quantitativi di gas indicati nelle maxi-bollette.

L’INTERVENTO DI CONFCONSUMATORI – Per trovare una soluzione a questo dilemma e dimostrare che la casa era rimasta davvero inutilizzata per una decina d’anni, Confconsumatori ha scelto di allegare alla contestazione delle maxi-bollette le fatture della luce – emesse da un gestore diverso – che riportavano importi quasi pari a zero, a dimostrazione che dal 2010 in poi anche il consumo di gas, di conseguenza, doveva essere drasticamente calato e che le maxi bollette si erano basate su un conteggio errato da parte del gestore.

Il reclamo è stato pienamente accolto e le fatture sono state ricalcolate distribuendo correttamente i consumi solamente negli anni 2008-2009 (anni di effettivo consumo) e in virtù della prescrizione l’intero importo di 13 mila euro è stato stornato.

«Siamo di fronte a un caso – spiega la dottoressa Francesca Campanini di Confconsumatori e responsabile dello Sportello di Parma del progetto “Energia: diritti a viva voce” che ha assistito il consumatore – in cui ci si è potuti avvalere delle recenti delibere dell’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente che, a partire dalla legge di bilancio 2018, prevedono la prescrizione breve di soli 2 anni. Questi provvedimenti sono infatti volti alla tutela del consumatore e ne riconoscono il diritto di vedere i propri consumi fatturati in tempi congrui».

Per informazioni: contattare le sedi territoriali di Confconsumatori o il sito www.energiadirittiavivavoce.it/

  • Settembre, 18
  • 3367
  • Casa e Utenze, Dalle Sedi, Emilia Romagna, ENERGIA: Diritti a viva voce, Progetti e Attività, sitoer
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Furto di bancomat in auto regolarmente chiusa: risarcito Un nuovo servizio per accedere rapidamente ai propri dati creditizi, per prevenire segnalazioni negative e sanare rapidamente eventuali errori o contestazioni

Parma, 1° settembre 2020 – Il consumatore che ha subito il furto del bancomat custodito all’interno del vano porta oggetti della propria auto regolarmente chiusa in zona di sosta, ha comunque diritto al rimborso delle somme prelevate fraudolentemente da terzi. Questo è quanto ha stabilito l’Arbitro Bancario Finanziario di Milano, a cui si è rivolto il proprietario delle carte attraverso la Confconsumatori di Parma.

Un risparmiatore, titolare di due separati conti corrente presso il medesimo istituto di credito, aveva subito il furto di due carte di debito regolarmente inserite all’interno di un portadocumenti a sua volta custodito nel vano portaoggetti della propria auto, chiusa in sosta. Appena rientrato all’interno dell’auto, il risparmiatore si era accorto dell’apertura forzata della propria vettura e aveva notato che mancava il portadocumenti. Il risparmiatore aveva così denunciato immediatamente il furto all’Autorità di Pubblica Sicurezza e aveva bloccato entrambe le carte, Nel frattempo, però, si era anche accorto che erano stati effettuati due prelievi non autorizzati per ciascuna delle carte sottratte.

Nonostante il titolare dei due bancomat avesse precisato in sede di denuncia di non aver mai custodito le carte di debito insieme ai rispettivi codici Pin, l’intermediario finanziario si era rifiutato di riconoscere il rimborso richiesto dal proprio cliente, lamentando l’adesione al servizio “Sms Alert” solo per le operazioni «a maggior grado di rischio», vale a dire di valore superiore ai 1.000 euro e sostenendo che ripetuti prelievi non potevano che essere avvenuti a seguito dell’inserimento del corretto Pin.

Il titolare dei due conti si era così rivolto alla Confconsumatori e attraverso quest’ultima all’Arbitro Bancario Finanziario, autorità preposta alla risoluzione stragiudiziale delle controversie nel settore bancario. L’Arbitro ha riconosciuto il diritto del risparmiatore ad essere rimborsato delle somme indebitamente prelevate da ignoti, in quanto la banca avrebbe dovuto dimostrare, per sottrarsi a tale obbligo, la colpa grave o il dolo del titolare dei due bancomat, posto che non può essere considerata una colpa grave, pur se non diligente, quella di aver lasciato le carte all’interno dell’auto in sosta, purché l’auto sia chiusa regolarmente e le carte non siano lasciate in posizione visibile all’esterno. La banca non ha saputo dimostrare altresì nemmeno che l’uso dei pin corretti per i prelievi sia dipeso da una cattiva custodia degli stessi codici da parte del titolare delle carte.

«Una decisione molto importante – commenta l’avvocato Grazia Ferdenzi, legale di Confconsumatori che ha assistito il risparmiatore – perché riconosce il diritto del titolare di un bancomat a vedersi restituire le somme prelevate senza autorizzazione anche quando ciò sia la conseguenza del furto dello strumento di pagamento custodito, seppur in modo non pienamente diligente, ma pur sempre con l’adozione di tutti gli strumenti idonei a sottrarlo all’azione di malintenzionati.  L’Arbitro ha riconosciuto, inoltre, come non sia sufficiente, per l’istituto di credito, sostenere che il codice pin fosse stato custodito insieme al bancomat, dato che le tecniche di acquisizione dei pin sono sempre più sofisticate e tali da rendere possibile l’acquisizione di tali dati da parte di terzi, a prescindere da qualsiasi forma di negligenza da parte del titolare della carta».

Scarica la decisione dell’Arbitro Bancario Finanziario a QUESTO LINK

  • Settembre, 1
  • 3834
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e-mail sportello: confconsumatoriaqsu@gmail.com
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Orari di apertura: Martedì dalle 10 alle 12.30; Giovedì dalle 16 alle 18.30

CHIETI
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