logo
Iscriviti DONA IL TUO 5X1000
HOME CHI SIAMO CONSIGLIO DIRETTIVO LA STORIA TRASPARENZA DOVE SIAMO ISTITUZIONI & MEDIA PROGETTI MAPPA SITO ARCHIVIO NEWS
HOME
CHI SIAMO
CONSIGLIO DIRETTIVO LA STORIA TRASPARENZA
DOVE SIAMO ISTITUZIONI & MEDIA
PROGETTI
MAPPA SITO ARCHIVIO NEWS

CATEGORIE

  • Accesso alla giustizia e conciliazioni
  • Acquisti e Garanzie
    • Chiusura Contratti
  • Alimentazione
  • Assicurazioni
  • Casa e Utenze
    • Compravendita e locazione
    • Mutui
  • Internet
  • Pratiche commerciali scorrette
  • Privacy e Protezione dei dati personali
  • Progetti e Attività
    • Più sai più sei
    • Anziano fragile
    • ENERGIA: Diritti a viva voce
    • Bella Nonno!
    • CONFOOD
    • Consumatori 2.0
    • PERIODICO “CONFCONSUMATORI NOTIZIE”
    • Io sono Originale
    • NOI & UNICREDIT
    • Terminati
      • PIU’CONCORRENZA,PIU’DIRITTI
      • OCCHI APERTI!
      • GUARDA CHE TI RIGUARDA!
      • RCAuto Risparmiare si può
      • GUIDO SICURO
      • Patti Chiari
      • ENERGIA: Incontri Territoriali
      • CONSUMERLAB
      • STELLA POLARE – SPORTELLI PILOTA
  • Risparmio e Investimenti
  • Salute
  • Servizi e Società
    • Rapporti con Pubblica Amministrazione
  • Telefonia
  • Turismo e Trasporti
    • Patente e multe
  • TV
  • Dalle Sedi
    • Abruzzo
    • Basilicata
    • Calabria
    • Campania
    • Friuli Venezia Giulia
    • Emilia Romagna
    • Liguria
    • Lazio
    • Lombardia
    • Marche
    • Molise
    • Piemonte
    • Puglia
    • Sardegna
    • Sicilia
    • Toscana
    • Umbria
    • Veneto

TAG CLOUD

ABF acqua aereo agenzia consumatori aiuto consumatori alzheimer Arera assicurazioni auto azionista banca Banca Etruria bollette bond argentina BPV conciliazione coronavirus difesa consumatore diritti consumatore energia Energia: diritti a viva voce garanzia gas internet investimenti MPS nave pacchetti turistici parmalat parte civile passeggero Poste protezione consumatori rcauto rimborso risarcimento risparmio salute Salva Banche sicurezza alimentare sostenibilità treno truffa turismo Veneto Banca

MATERA

MATERA
Via Ugo La Malfa, 3/B – CAP 75100
Telefono: 0835.1766729
Cellulare: 376.1448694
E-mail: confconsumatorimatera@gmail.com
Responsabile: Giovanni Vinci
Orario di apertura: Martedì dalle 17 alle 19; Giovedì dalle 16 alle 19

ROTONDELLA (Mt)
Via Garibaldi, 131 – CAP 75026
Telefono: 328.1984943
e-mail: confconsumatoribasilicata@gmail.com
Orario di apertura: Lunedì dalle 15.30 alle 19.30; Martedì dalle 9 alle 13

PISTICCI (Mt)
Viale Gramsci, 34 – CAP 75015 Marconia
presso Confederazione Italiana Agricoltori
Telefono: 328.1984943
E-mail: confconsumatoribasilicata@gmail.com
Orario di apertura: venerdì dalle 17 alle 19

TURSI (MT)
Via Roma, 143 – CAP 75028
Telefono: 338.7686589
E-mail: confconsumatoribasilicata@gmail.com
Orario di apertura: mercoledì dalle 16 alle 18.30

Emilia Romagna

Cerca tutti i recapiti delle sedi in Emilia Romagna: DOVE SIAMO
Visita anche la Pagina Facebook di Confconsumatori Emilia Romagna
e quelle degli sportelli provinciali
Pagina Facebook Bologna
Pagina Facebook Ferrara
Pagina Facebook Parma
Pagina Facebook Piacenza

Visita il sito regionale, il sito di Confconsumatori Modena e il sito di Confconsumatori Bologna



Ferrara: società finanziaria condannata a rimborsare un terremotato In virtù della legge 122, a tutela dei terremotati dell’Emilia, aveva richiesto la restituzione delle rate del mutuo ma gli era stata negata

Reggio Emilia, 30 maggio 2013 – Nei giorni scorsi il Giudice di Pace di Ferrara, ha emesso il primo decreto ingiuntivo attinente la restituzione delle rate di mutui per soggetti residenti nella zona di Ferrara, al momento del sisma del 20 e 29 maggio 2012, stante il rifiuto della società finanziaria.

I fatti risalgono all’estate del 2012: un consumatore, a seguito del DL 74/2012 convertito in legge 122 e segg. modifiche, aveva richiesto la restituzione delle rate di un finanziamento ad una società finanziaria : domanda rifiutata dalla stessa, in quanto a dire suo la normativa a favore delle persone terremotate nell’area di Ferrara si applicava dal 12 agosto 2012 in poi e non aveva effetto retroattivo al 20 maggio 2012, come invece in altri comuni.

Non solo, il consumatore aveva chiesto alla finanziaria anche la consegna di copia dei contratti di finanziamento, richiesta che rimaneva inevasa , tanto da rendere necessario un decreto ingiuntivo dal Giudice di Pace di Ferrara in data 14 maggio 2013, provvisoriamente esecutivo, ove alla società finanziaria è stata imposta la restituzione delle rate di mutuo versate tra il 20 maggio 2012 e il 12 agosto 2012 in favore del consumatore per 555,73 euro oltre interessi e spese giudiziarie , nonché la consegna immediata anche di copia dei contratti di finanziamento.

« Questo importante provvedimento – dichiara Secondo Malaguti , Presidente Regionale della Confconsumatori – ha riequilibrato il senso stesso della legge 122/2012 nel rammentare che il legislatore è venuto in soccorso dei soggetti colpiti dal sisma dello scorso anno senza distinzione tra Comuni colpiti nello stesso momento , se ciò non fosse ci troveremmo avanti ad un irragionevole disuguaglianza costituzionale. Pertanto, chi volesse richiedere ciò che ha versato può farlo invitando la propria banca a far ciò, ottenendo di fatto, una risposta celere».

« Il decreto ingiuntivo, in parola – dichiarano gli Avv.ti Lorenzo Zappaterra e Sergio Di Chiara entrambi del Foro di Ferrara, legali del consumatore che si era rivolto alla Confconsumatori – è  di importanza fondamentale. È, infatti, uno dei primi decreti ingiuntivi che vede ingiungere ad un istituto di credito la restituzione di rate di mutui nei Comuni colpiti dal sisma del 20 e 29 maggio 2012 , nonché ottenere la consegna di copia dei propri contratti di finanziamento di cui il consumatore non aveva copia, a conferma che la normativa relativa ai soggetti colpiti dal terremoto non distingue tra chi sia stato inserito per primo e poi successivamente ».

Scarica il Decreto ingiuntivo del Giudice di Pace di Ferrara.

  • Maggio, 30
  • 2716
  • Emilia Romagna, Mutui, sitoer
  • More

Rimborsi Iva rifiuti: circa 2700 adesioni alle cause Chiuse il 30 aprile le adesioni alla prima tranche di cause cumulative a Parma: «Una battaglia doverosa e irrinunciabile»

Parma , 16 maggio 2013 – Un’adesione nettamente al di sopra delle aspettative: Confconsumatori Parma ha chiuso lo scorso 30 aprile le adesioni alla prima tranche di cause cumulative per ottenere il recupero dell’Iva versata sulla Tariffa di Igiene Ambientale negli ultimi 10 anni. Sono circa 2700 i cittadini, tra Parma e provincia , che hanno consegnato allo sportello provinciale le fotocopie delle bollette dei rifiuti degli ultimi 10 anni, per ottenere il rimborso dell’Iva illegittimamente richiesta. Confconsumatori risponde alle domande più frequenti da parte dei cittadini.

Avete potuto accogliere tutte le richieste dei cittadini?

“L’enorme numero di richieste ha messo a dura prova le nostre forze – spiega Lorena Frati , responsabile dello sportello provinciale di Confconsumatori – e abbiamo fatto del nostro meglio per dare a tutti ogni chiarimento. Trattandosi di cause cumulative, abbiamo voluto raccogliere domande fra loro omogenee per ragioni legate alla strategia processuale, così sacrificando temporaneamente talune posizioni particolari. Ciò ha dato adito a qualche polemica, purtroppo, che confidiamo di potere assorbire presto, una volta raggiunti altri positivi risultati”.

C’è preoccupazione per le dichiarazioni di Iren, che ha confermato a mezzo stampa la propria contrarietà ai rimborsi?

« Siamo consapevoli che Iren non è direttamente responsabile dell’indebita applicazione dell’Iva – afferma Mara Colla , Presidente nazionale di Confconsumatori – tuttavia, è Iren che fattura e che riscuote (come Enia e Amps negli anni precedenti). É per questo che, in prima istanza, citiamo in giudizio Iren. Si tratta di una battaglia doverosa e irrinunciabile, che Confconsumatori conduce in rappresentanza e in difesa dei cittadini da circa tre anni».

Perché ritenete che sia legittima la richiesta di rimborso dell’Iva versata negli ultimi 10 anni?

«Il problema – spiega Mara Colla – è nato quando gran parte dei Comuni italiani ha sostituito la TARSU (Tassa smaltimento Rifiuti Solidi Urbani) con la TIA (Tariffa Igiene Ambientale). La Corte costituzionale stabilì, con sentenza del 2009, che la TIA è una “tassa” e non una “tariffa” e, dunque, non deve essere gravata di Iva . In forza di tale autorevole pronunciamento, molti cittadini, a Parma e in altre città italiane, hanno chiesto di non assoggettare a Iva gli importi dovuti per il futuro e la restituzione di quanto già pagato. Il Governo dell’epoca, invece di adempiere la pronuncia della Corte emanando gli opportuni provvedimenti, ha modificato il nome: da TIA1 (Tariffa Igiene Ambientale) a TIA2 (Tariffa Integrata Ambientale), qualificandola come “prestazione di servizio” su cui è applicabile l’Iva. In realtà, è talmente vero che si tratta di modifica puramente nominale che il Governo non ha neppure emanato il relativo regolamento di attuazione. E così la TIA2 viene applicata con il regolamento della TIA1, con riferimento al quale la Corte Costituzionale aveva dichiarato illegittima l’applicazione dell’Iva. A rafforzare le giuste ragioni dei cittadini e la fondatezza della nostra battaglia, è intervenuta anche la sentenza della Corte di Cassazione del marzo 2012 che conferma l’illegittimità dell’Iva sulla TIA ».

Quindi la battaglia non si esaurisce nelle aule giudiziarie?

«Quella sulla TIA – chiarisce Mara Colla – è una battaglia di civiltà , posta in essere da Confconsumatori per una questione di principio e per combattere una stupida vessazione. Comprende l’informazione dei cittadini, il ricorso ai Giudici di pace e l’attività politica di sensibilizzazione dei Ministri competenti. Finora né il Governo Berlusconi, né il Governo Monti, pur richiesti di adottare i provvedimenti necessari a risolvere un problema che riguarda più di 6 milioni di famiglie in Italia, hanno fatto orecchie da mercante. Torneremo alla carica con l’attuale Governo, perché è inammissibile che un problema che riguarda milioni di famiglie debba essere risolto con milioni di cause ».

  • Maggio, 16
  • 2796
  • Casa e Utenze, Emilia Romagna, sitoer
  • More

Iva rifiuti: prima vittoria a Parma, via alle cause cumulative Dopo anni di tentativi di risoluzione stragiudiziale, Confconsumatori ha vinto la prima causa pilota e invita i cittadini ad aderire alle cause cumulative

Parma, 9 marzo 2013 – È il giro di boa tanto atteso dopo anni di battaglia sulla restituzione dell’Iva rifiuti. Confconsumatori ha finalmente ottenuto dal Giudice di Pace di Parma la prima pronuncia favorevole sulla restituzione dell’Iva applicata illegittimamente alla Tia sui rifiuti. Una singola vittoria che, però, riguarda migliaia di cittadini e che inaugura una serie di azioni cumulative che l’associazione, forte della prima vittoria, è pronta ad affrontare, senza chiedere ulteriori sforzi economici agli utenti.

«La decisione del Giudice è molto importante – spiegano i legali di Confconsumatori Parma Graziella Catanzariti e Grazia Ferdenzi, che hanno assistito il primo associato di Parma risarcito – perché, uniformandosi al principio già riconosciuto dalla sentenza della Corte di Cassazione del 9 marzo 2012, stabilisce il diritto alla restituzione degli importi versati a titolo di Iva sulla Tariffa di Igiene Ambientale. Anche il Giudice di Pace di Parma, infatti, ha ritenuto che la TIA non sia un’entrata patrimoniale di diritto privato ma una mera variante della TARSU e pertanto conservi la qualifica di tributo, sul quale, non dovrà applicarsi l’Iva».

Per Confconsumatori il ricorso alla Giustizia si è reso necessario dopo anni di richieste inviate da migliaia di cittadini al Comune, all’Agenzia delle Entrate e al Gestore del servizio raccolta rifiuti, tutte rimaste inascoltate e dopo che l’appello inviato un anno fa dall’associazione al premier Mario Monti perché intervenisse a livello normativo non ha sortito alcun effetto.

«Abbiamo sperato fino all’ultimo – dichiara Mara Colla, Presidente Nazionale di Confconsumatori – nella soluzione normativa e stragiudiziale della vicenda, dato il numero altissimo di cittadini interessati. Stante l’inerzia governativa, abbiamo presentato il primo ricorso al Giudice di Pace di Parma e ora invitiamo i parmigiani che hanno versato l’Iva sulla Tia negli scorsi anni ad aderire alle cause cumulative, al costo di 5 euro. È una questione di principio, oltre che economica, che i consumatori devono affrontare uniti e decisi».

Scarica la sentenza cliccando QUI .

à CHI PUÒ RICHIEDERE IL RIMBORSO DELL’IVA SUI RIFIUTI?

Tutti i cittadini di Parma e provincia che hanno versato, dal 2000 ad oggi, l’Iva sulla Tariffa di Igiene Ambientale (non i cittadini dei Comuni in cui è applicata la Tarsu).

à QUANTO COSTA?

Il contributo richiesto è di 5 euro, che comprendono l’iscrizione all’associazione, necessaria per la delega, e la copertura delle spese vive.

à CHE DOCUMENTAZIONE OCCORRE?

Tutte le fotocopie delle bollette degli ultimi 10 anni, con la percentuale di Iva versata; una copia di un documento d’identità e l’eventuale lettera di messa in mora inviata al Gestore.

à A CHI POSSO RIVOLGERMI PER INFORMAZIONI?

Lo sportello di Confconsumatori Parma è in via Mazzini 43 ed è contattabile ai numeri 0521/230134 o 233583 o all’indirizzo parma@confconsumatori.it. È aperto dal lunedì al venerdì (ore 9,30-12 e 14,30-18) tranne le mattine di martedì e giovedì.

Guarda il servizio andato in onda su TV Parma cliccando qui sotto:

  • Marzo, 9
  • 2929
  • Casa e Utenze, Emilia Romagna, sitoer
  • More

A Parma un protocollo tra Iren Mercato e Associazioni dei consumatori siglato un protocollo sulle attività di stipula dei contratti di energia elettrica e gas a tutela dei consumatori

Parma, 15 giugno 2012 – Iren Mercato , società di vendita dei servizi energetici del gruppo Iren (già Enìa Energia), Adiconsum  Confconsumatori e Federconsumatori di Parma , hanno sottoscritto un Protocollo d’intesa per garantire ai consumatori che le attività di vendita di energia elettrica e gas a libero mercato si svolgano, oltre che nel dovuto rispetto delle norme di settore, con una particolare attenzione alla trasparenza, alle garanzie contrattuali ed extracontrattuali, alle esigenze della clientela meno informata e quindi più debole.

Il Protocollo definisce le modalità procedurali ed organizzative che Iren Mercato si impegna ad applicare al fine di garantire che la scelta della clientela domestica di aderire alle offerte a mercato libero avvenga in piena consapevolezza ed in un quadro di garanzie maggiori rispetto a quelle legalmente e/o contrattualmente previste, anche grazie ad un comune sforzo formativo ed informativo condotto assieme alle Associazioni dei Consumatori.

Iren Mercato assume quindi impegni concreti nello svolgimento delle proprie attività commerciali sviluppate con tutti i canali di contatto messi a disposizione dei  potenziali clienti: sportelli commerciali, campagne di vendita a mezzo telefono e a mezzo di agenti (porta a porta).

Le campagne di vendita a mezzo telefono vengono svolte secondo specifiche regole finalizzate a ridurre il disturbo arrecato con il contatto telefonico , a garantire massima cortesia, chiarezza, completezza informativa, tutela della buona fede del potenziale cliente e trasparenza sull’identità degli operatori che effettuano il contatto. L’intervallo tra una chiamata andata a buon fine, ovvero alla quale il destinatario ha effettivamente risposto, ed una successiva chiamata al medesimo soggetto per sottoporre le offerte commerciali di Iren Mercato non potrà essere inferiore ad un mese.

In merito alle campagne di vendita a mezzo agenti, Iren Mercato, a seguito della selezione delle agenzie utilizzate per il contatto porta a porta, si impegna ad effettuare direttamente la formazione del personale di agenzia, a garantire la riconoscibilità del personale stesso attraverso cartellino di riconoscimento, a rendere sempre disponibile la lista nominativa degli agenti presso gli sportelli e ad effettuare controlli telefonici  per verificare  la correttezza delle modalità di comportamento e delle argomentazioni di vendita. Sono inoltre previste procedure, semplificate rispetto alle previsioni del Codice del consumo, per l’esercizio del ripensamento da parte del cliente che stipuli contratti a mercato libero.  Iren Mercato accetterà la comunicazione scritta di ripensamento anche inviata via fax, via e-mail o consegnata a mano presso gli sportelli di Iren Mercato e non necessariamente inviata a mezzo posta raccomandata. 

Qualora il ripensamento venisse comunicato oltre il termine previsto di 10 giorni lavorativi , ma in tempo utile per bloccare le procedure di cambio contratto e/o fornitore del servizio, Iren Mercato si rende disponibile a considerare comunque valida la volontà del cliente . 

Gli sportelli sul territorio sono a disposizione dei clienti di Iren Mercato, effettivi o potenziali, per informazioni, chiarimenti e fornitura di documentazione anche in relazione ad offerte e contratti negoziati o stipulati dai clienti con canali diversi dallo sportello. Presso gli sportelli è, inoltre, presente personale di coordinamento al quale le Associazioni dei consumatori possono fare riferimento per informazioni, assistenza e consulenza relativamente a temi puntuali sollevati dai propri associati in relazione alle offerte ed ai contratti energetici a mercato libero.

Iren Mercato e le Associazioni firmatarie si ritengono impegnate a studiare iniziative a supporto di quanto precede, con la predisposizione di interventi formativi e informativi quali sulle tematiche del libero mercato e dei servizi energetici.

Scarica il DECALOGO delle regole condivise da Iren Mercato e le Associazioni dei consumatori cliccando QUI .

  • Giugno, 15
  • 1124
  • Emilia Romagna, sitoer
  • More

“Sei sicuro che CE”: via alla campagna sulla sicurezza dei prodotti non alimentari La Camera di Commercio di Reggio Emilia insieme a Confconsumatori, Adiconsum e Federconsumatori per fare conoscere il marchio CE

Reggio Emilia, 2 novembre 2011 – Una campagna di sensibilizzazione per fare conoscere il marchio CE nei prodotti non alimentari , per riconoscere i beni garantiti e che presentano i requisiti di sicurezza dettati dall’Unione Europea.

La Camera di Commercio di Reggio Emilia, a braccetto con tre associazioni dei consumatori (Adiconsum, Confconsumatori e Federconsumatori), ha promosso un percorso di "in-formazione" che coinvolge tutti gli utenti, dai bambini agli anziani, attraverso iniziative e materiali finalizzati a favorire la sicurezza dei prodotti di consumeo non alimentari.

" Da alcuni anni – commenta Secondo Malaguti, Presidente di Confconsumatori Reggio Emilia –  in collaborazione con la Camera di Commercio di Reggio Emilia Confconsumatori unitamente ad Adiconsum e a Federconsumatori sono impegnate a promuovere e a presentare progetti finalizzati ad una maggiore tutela dei cittadini-consumatori e utenti. In questo caso abbiamo presentato un progetto che ha lo scopo di creare maggiore sensibilità riguardo le truffe che vengono perpetrate a danno dei cittadini nel campo dei prodotti non alimentari . L’iniziativa che si articola con la stampa di un libretto informativo e con l’organizzazione di banchetti in vari comuni della provincia di Reggio, con interventi presso le scuole , e con una pubblicità mirata attraverso le televisioni locali, tende a coinvolgere l’intero territorio reggiano. Il libretto, stampato in migliaia di copie, sarà distribuito insieme a una t-shirt in cotone con il logo del progetto, che ha come soggetto principe il marchio CE. Il marchio sta a significare che i prodotti non alimentari (elettrodomestici, vestiti, occhiali, ecc.) sono stati fabbricati in Europa. Attenti, però, alle truffe perchè esitono anche marchi contraffatti!".

Scarica il libretto sulla sicurezza dei prodotti non alimentari cliccando QUI .

  • Novembre, 2
  • 1169
  • Emilia Romagna, sitoer
  • More

Inadeguate le nuove norme anti degrado a Bologna Confconsumatori è pronta a fare ricorso al Tar contro il nuovo regolamento del Commissario Anna Maria Cancellieri: " crea confusione, è inefficace e alleggerisce le responsabilità dei gestori dei locali "

Bologna 3 febbraio 2011 – Confconsumatori è pronta a fare ricorso al Tar contro il nuovo regolamento di polizia urbana approvato martedì 1 febbraio nell’ambito della nuova normativa anti degrado del Commissario Anna Maria Cancellieri . Confconsumatori ritiene, insieme ai residenti, del tutto inadeguato il nuovo regolamento della Cancellieri che non rappresenta una soluzione contro la movida bolognese. Per Ascom e i commercianti, invece, si tratta di norme che puntano allo sviluppo del centro cittadino. La posizione di Confconsumatori è espressa chiaramente nel comunicato diffuso ieri da Secondo Malaguti, presidente di Confconsumatori Emilia Romagna :

"Il nuovo regolamento di Polizia Urbana di Bologna non servirà a ridurre rumore notturno e offese al decoro nelle zone  della città dove i fenomeni si verificano in modo più critico e vistoso,  e ce ne dà ragione lo stesso sub-commissario Dott. Piantedosi il quale dichiara alla stampa odierna che nella zona di via Petroni i problemi sono ancora gravi. Questa associazione di Consumatori ha letto il regolamento  ed ha potuto constatare che le norme mirate al contenimento degli assembramenti rumorosi  davanti ai locali notturni e alla “corresponsabilizzazione” degli esercenti sono le stesse emanate in via straordinaria e sperimentale per la zona Piazza Verdi – Petroni – San Vitale . Noi, a nome di tutti i cittadini bolognesi nostri iscritti, ci chiediamo perché inserire in un regolamento permanente norme che hanno dimostrato la loro inefficacia in fase di sperimentazione (come dichiara la stessa attuale Amministrazione Commissariale sui giornali odierni) .

Ci auguriamo che questa attuale presa di coscienza dell’Amministrazione la convinca a rinviare l’emanazione del Regolamento perlomeno a dopo il periodo estivo, durante il quale la gravità delle problematiche denunciate dall’ Amministrazione Commissariale prenderanno una piega ancora più drammatica e ci sarà modo di fare una valutazione ancora più realistica della loro portata. Una richiesta in tal senso era già stata spedita a dicembre all’Amministrazione da questa Associazione insieme ad altre, riteniamo, utili osservazioni. Ma non è stata tenuta minimamente in considerazione. 

Siamo preoccupati da questo nuovo Regolamento di P.U. (vedi testo integrale sull’Albo Pretorio: http://urp.comune.bologna.it/AlboPretorio/Albo.nsf/c140e5a92d42969ec12576d2003a6328/3ffcadad6d7aa20ec125782a00515663?OpenDocument oppure http://rpubo.blogspot.com/ )

Attualmente vige un regolamento degli orari per i Pubblici Esercizi molto semplice e facilmente applicabile nella gestione delle deroghe, ovvero: dopo due infrazioni di un certo tipo (ad esempio assembramenti all’esterno del locale secondo quanto previsto dall’art 25 del vigente RPU) la deroga oltre l’una viene revocata. Finora questa norma non è stata quasi mai applicata contro i locali fracassoni. In 12 mesi neanche una deroga è stata tolta nonostante i numerosi esposti ricevuti dai residenti che segnalavano gravi problemi di disturbo causati da alcuni bar, esposti a cui l’Amministrazione non si è mai degnata di rispondere. Questo dimostra solo una cosa: il totale disinteresse dell’Amministrazione a combattere i locali fracassoni altrimenti avrebbe avuto modo di intervenire in modo risolutivo senza dover rifare il regolamento . Ci viene il dubbio che sia  proprio perché la norma era così semplice ed efficace che la si sia voluta cambiare. Infatti eliminando l’articolo 25 del vigente RPU si rende assolutamente inapplicabile l’attuale regolamento per gli orari dei pubblici esercizi . Ricordiamo che i locali fracassoni di via del Pratello colpiti dall’ordinanza di Cofferati mettevano come primo obiettivo, sostenuti da Confersercenti, proprio l’abolizione del citato articolo 25. La Cancellieri ha voluto fare un regalo proprio a loro.

Ci sono tanti aspetti  di questo regolamento che destano preoccupazione. Ne citiamo alcuni: 

Discriminazione fra abitazioni private e locali pubblici (a vantaggio di quest’ultime)

Perché c’è tanta severità nel limitare il rumore proveniente dalle  "abitazioni private" (art. 12)  mentre per i locali pubblici non viene esplicitata nessuna forma di limitazione? Perché questa discriminazione? Perché non è stata prevista nessuna norma per i locali notturni visto che sono i principali responsabili di inquinamento acustico a causa della musica che diffondono a volumi altissimi?

Confusione ideologica sul ruolo sociale di bar e locali notturni

Nell’articolo 15 si esalta una loro presunta funzione sociale, gli viene riconosciuto pure un ruolo educativo dei giovani. Riteniamo questa una grave offesa nei confronti di quei cittadini che da anni denunciano gli abusi e gli eccessi da parte di molti gestori e che non sono mai stati ascoltati dal sindaco. L’attribuzione ai pubblici esercizi notturni (che normalmente traggono profitto dalla vendita di alcolici) di un ruolo sociale di formazione per i giovani è un fatto di per se piuttosto insolito, ma diventa grave se tale ruolo gli viene riconosciuto nell’ambito di un Regolamento di PU. Mettere i bar notturni sullo stesso piano di istituti scolastici è diseducativo soprattutto se pensiamo che Bologna e la ns Regione sono in vetta alla triste classifica dell’abuso di alcol minorile.

Inapplicabilità degli obblighi

A proposito dell’ articolo 15, leggiamo quanto segue, in riferimento ai pubblici esercizi:

"ai fini di una ottimale collaborazione con l’amministrazione comunale hanno l’obbligo di adottare tutte le misure idonee a contenere il fenomeno di degrado e di disturbo alla quiete"

L’Amministrazione dovrebbe spiegare ai cittadini che da anni si scontrano con la totale insensibilità di tanti gestori cosa vuol dire parlare di "obbligo" relativamente ad attività di sensibilizzazione e informazione che non sono neanche minimamente quantificabili né in alcun modo verificabili,  quindi assolutamente non sanzionabili.

Più libertà di sporcare vicino ai locali pubblici

Il vigente regolamento di P.U. prevede una regola molto semplice: il gestore del pubblico esercizio è tenuto a pulire le aree antistanti nel raggio di 20 metri. Quest’obbligo di facile applicazione e verifica è stato invece sostituito dal più generico e difficilmente applicabile in quanto soggetto a tante possibili interpretazioni:  “I gestori, nell’adiacenza dei suddetti esercizi e dei relativi spazi pertinenziali, hanno l’obbligo di mantenere liberi gli spazi da ogni ingombro e rifiuto collegato con l’attività svolta, e a collocare, durante l’orario di apertura, appositi contenitori di raccolta provvedendo al loro svuotamento.”

Ci sono zone della città già gravate da una spesa straordinaria di pulizia HERA (parecchie decine di migliaia di euro per singole strade) causata dalla sporcizia che deriva proprio dalle attività di somministrazione di cibi e bevande che ricavano un profitto dalla loro attività. Questa spesa straordinaria  pesa già sui singoli cittadini già gravati da esorbitanti tasse sui rifiuti in continuo aumento. Questo alleggerimento degli obblighi nei confronti dei gestori ci sembra assolutamente ingiusto 

Graffiti e bivacco

A cosa serve aumentare le sanzioni se queste non vengono mai applicate? Le attuali sanzioni per quanto riguarda graffiti e bivacco si contano sulle dita di una mano. Aumentare le multe farà sicuramente impressione mediatica ma non cambierà la sostanza delle cose dal momento che, a seconda dei casi, non c’è la volontà o la capacità di applicare quelle sanzioni. 

CONCLUSIONI

Ci appare piuttosto evidente che ci troviamo di fronte ad un alleggerimento delle responsabilità dei gestori dei pubblici esercizi riguardo alle conseguenze negative che una gestione malaccorta e incivile del proprio esercizio e il frequente abuso degli spazi pubblici limitrofi,  possono causare ai cittadini direttamente coinvolti, in quanto vicini di casa, e in generale al decoro complessivo della città. Non vediamo alcun nesso tra le modifiche al RPU e l’intento dichiarato dall’Amministrazione  di ridurre il rumore prodotto dagli assembramenti all’esterno dei cosiddetti bar fracassoni.

Le regole che nel precedente regolamento erano semplici e chiare nel definire le responsabilità (quindi facilmente applicabili) ora sono state sostituite da generici impegni di difficile riscontro. Riteniamo che una “vera gestione del territorio” si possa fare solo con regole certe e chiare. Chi opera deve conoscere esattamente i limiti entro cui muoversi. Chi viola deve sapere a quali sanzioni esattamente va incontro. Chi subisce violazioni deve esattamente sapere in che modo tutelarsi.

Allo stato attuale, il nuovo RPU, presenta aspetti di discriminazione fra cittadini, inutili complicazioni, contraddizione e sovrapposizione con altri regolamenti, inapplicabilità di alcune norme , contraddizione fra le motivazioni  annunciate e i risultati prevedibili,  tali da rendere inevitabile da parte della nostra Associazione  il ricorso al TAR per evitare i problemi devastanti che l’entrata in vigore di questo RPU creerà a danno della salute dei cittadini.

Secondo Malaguti, presidente Confconsumatori Emilia Romagna"

  • Febbraio, 3
  • 1579
  • Emilia Romagna, sitoer
  • More
Pagina 39 di 43« Prima«...102030...3738394041...»Ultima »

SEDE REGIONALE E PROVINCIALE
L’AQUILA
SULMONA
Via E. Gianmarco 9   – CAP 67039
Telefono e Fax:  0864.50165
e-mail regionale e provinciale: confconsumatorisu@alice.it
e-mail sportello: confconsumatoriaqsu@gmail.com
Responsabile provinciale: Francesca Davini
Responsabile regionale: Domenico Taglieri
Orari di apertura: Martedì dalle 10 alle 12.30; Giovedì dalle 16 alle 18.30

CHIETI
Sede provinciale
SAN SALVO
Vico IV Garibaldi 2   – CAP 66050
Cellulare:  347.0834207
Email:   confconsumatorich@libero.it
Responsabili:   Antonio Artese
Orari di apertura:  Venerdì 16 – 18

SEDE NAZIONALE
Via Mazzini 43 - 43121 - PARMA
CF 80025080344
Cerca lo sportello a te più vicino nell'area
DOVE SIAMO
APPROFONDIMENTI
Diritti del Consumatore
Il reclamo: i 10 errori più frequenti
Come non rovinarsi la vacanza
LINK UTILI
Condizioni Generali del servizio
Privacy Policy
Cookie Policy
Confconsumatori APS
Riconosciuta dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy
Iscritta al RUNTS (Registro Unico Nazionale del Terzo Settore)
Gestisci Consenso Cookie
Per fornire le migliori esperienze, utilizziamo tecnologie come i cookie per memorizzare e/o accedere alle informazioni del dispositivo. Il consenso a queste tecnologie ci permetterà di elaborare dati come il comportamento di navigazione o ID unici su questo sito. Non acconsentire o ritirare il consenso può influire negativamente su alcune caratteristiche e funzioni.
Funzionale Sempre attivo
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
Preferenze
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
Statistiche
L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici. L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
Marketing
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.
  • Gestisci opzioni
  • Gestisci servizi
  • Gestisci {vendor_count} fornitori
  • Per saperne di più su questi scopi
Visualizza le preferenze
  • {title}
  • {title}
  • {title}