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TAG: Veneto Banca

Processo Veneto Banca PwC: Confconsumatori parte civile Una nuova speranza per i risparmiatori VB danneggiati: Confconsumatori, oltre ad essere ammessa nel processo ha citato la società come responsabile dei danni agli azionisti

Roma-Parma, 4 novembre 2021 – Confconsumatori è stata ammessa come parte civile nel processo a carico di Alessandra Mingozzi (responsabile del controllo sui bilanci di Veneto Banca fra il 2010 ed il 2018) e della società di revisione PriceWaterHouseCooper Spa, società di revisione dei bilanci dal 2015 al 2018 del gruppo Veneto Banca, di cui la Mingozzi era socia. Si tratta di un nuovo filone processuale avviato in relazione alle vicende che hanno travolto i piccoli risparmiatori di Veneto Banca per i quali ora si apre la speranza di potersi costituire parte civile anche in questo processo penale.

LE ACCUSE – Gravissime le accuse rivolte alla società di revisione PwC alla quale si contestano i reati di “ostacolo alle attività di vigilanza”, “illecito amministrativo dell’ente” e “falsità nelle relazioni e nelle comunicazioni dei responsabili della revisione”. Per la Procura, la Mingozzi, al fine di conseguire un ingiusto profitto, attestava consapevolmente il falso ed occultava informazioni rilevanti sulla situazione economica, patrimoniale e finanziaria della ex popolare, esprimendo sui bilanci un giudizio positivo, senza rilievi, rivelatosi falso. Secondo i magistrati di Roma, tale giudizio positivo sarebbe stato espresso dal revisore con l’intenzione di ingannare i soci azionisti, gli obbligazionisti e le Autorità di vigilanza.

LA RICHIESTA DI CONFCONSUMATORI – Confconsumatori ha anche formulato richiesta di poter citare la società di revisione PriceWaterHouseCooper Spa quale responsabile civile dei danni maturati dai soggetti danneggiati dai reati che vedono coinvolti gli azionisti di Veneto Banca. In seguito a una lunga discussione con i diversi difensori degli imputati, il Gup ha respinto tutte le argomentazioni che premevano per il rigetto della domanda di parte civile dell’associazione, accogliendo così, con ordinanza, la richiesta di Confconsumatori.

«La richiesta di costituzione come parte civile di Confconsumatori – ha spiegato il legale dell’associazione, Barbara d’Agostino – è stata accolta perché l’associazione ha dimostrato documentalmente e tecnicamente di possedere i requisiti per essere ammessi in ragione delle finalità statutarie. Ora, con la richiesta di rinvio a giudizio della società di revisione da parte della Procura di Roma si aprirà probabilmente una nuova possibilità per i risparmiatori azionisti e obbligazionisti di Veneto Banca di ottenere il sospirato e agognato risarcimento da una società molto solvibile».

«Esprimo soddisfazione – dichiara Mara Colla, presidente di Confconsumatori – per l’accoglimento della costituzione di parte civile della nostra associazione, un’ulteriore conferma della serietà e della concretezza con cui da decenni ormai siamo impegnati sul fronte della tutela dei piccoli risparmiatori truffati, oltre a lavorare parallelamente per la prevenzione delle condotte scorrette e per la promozione dell’educazione finanziaria».

COSA POSSONO FARE I RISPARMIATORI – L’udienza è stata aggiornata al prossimo 29 gennaio: nei mesi successivi si aprirà, probabilmente, la possibilità per i piccoli risparmiatori danneggiati di costituirsi nel processo tramite Confconsumatori. Gli interessati possono chiedere di ricevere aggiornamenti sull’andamento del processo scrivendo all’indirizzo risparmio@confconsumatori.it.

  • Novembre, 4
  • 2510
  • Lazio, Risparmio e Investimenti
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Popolare di Bari e Veneto Banca: riconosciuti 14 risarcimenti L’ACF ha stabilito che le banche dovranno risarcire i consumatori. Il Coordinamento: «Le banche non hanno informato i risparmiatori dei rischi dei titoli».

Brindisi, 22 gennaio 2021 – Continua il trend positivo di vittorie dinnanzi all’Arbitro per le Controversie Finanziarie (ACF) dei risparmiatori, seguiti dal Coordinamento istituito da Associazione Nazionale “Dalla Parte del Consumatore”, Confconsumatori Brindisi, Osservatorio LIDU sui fenomeni di usura, estorsione e sovraindebitamento e ACU Calabria, coinvolti nelle note vicende Veneto Banca e Banca Popolare di Bari.

Tra la fine del 2020 e i primi giorni del 2021, il Coordinamento ha ottenuto sette pronunzie favorevoli per i risparmiatori nei confronti di Banca Intesa San Paolo, quale società incorporante per fusione Banca Apulia, per la vendita di titoli Veneto Banca, e altre sette pronunzie favorevoli per i consumatori nei confronti della Banca Popolare di Bari, per azioni che lo stesso istituto di credito ha emesso e venduto.

Più in particolare, in dette decisioni l’ACF ha riconosciuto il diritto dei risparmiatori ad ottenere il risarcimento del danno quantificato nell’importo investito in azioni, oltre interessi.

«Siamo molto soddisfatti per i risultati che stiamo ottenendo – afferma l’avvocato Emilio Graziuso, Presidente del Coordinamento – L’ACF sta accogliendo integralmente la nostra linea difensiva riscontrando le criticità evidenziate nei nostri ricorsi e la violazione della normativa di settore da parte degli Istituti di credito».

Nei casi sottoposti all’ ACF, quest’ultimo ha riscontrato la violazione degli obblighi di informazione da parte degli Istituto di credito. Come sostenuto dagli associati del Coordinamento, infatti, l’allora Banca Apulia, oggi Intesa San Paolo s.p.a., nella vendita dei titoli Veneto Banca, e la Banca Popolare di Bari, per la vendita dei propri titoli, non avevano reso edotti i risparmiatori della natura, dei rischi e della pericolosità dell’investimento posto in essere.

I risparmiatori, quindi, solo successivamente, si sono resi conto che detti titoli, lungi dall’essere sicuri erano in realtà azioni illiquide e, quindi, titoli a rischio, i quali hanno registrato un crollo verticale del proprio valore.

Nonostante le pronunzie dell’Arbitro per le Controversie Finanziarie, però, sia la Banca Intesa San Paolo sia la Banca Popolare di Bari continuano a non voler definire bonariamente le controversie, costringendo, così i risparmiatori a adire l’Autorità Giudiziaria per la tutela dei propri diritti.

«Come Coordinamento – continua l’avvocato Graziuso – stentiamo a comprendere la posizione di chiusura assunta dagli Istituti di credito, nonostante le decisioni dell’Arbitro, la storica sentenza di condanna della Banca Intesa San Paolo per la vendita di titoli Veneto Banca emessa dal Tribunale di Brindisi e la nostra proposta di istituire un tavolo di trattative per analizzare e cercare di risolvere le singole posizioni dei risparmiatori. Di fronte a tale chiusura, quindi, continueremo la nostra battaglia al fianco dei risparmiatori dentro e fuori le aule di Tribunale, promuovendo ogni opportuna azione legale».

Per informazioni: coordinamentoconsumatori@gmail.com; tel. 347 – 0628721.

  • Gennaio, 22
  • 2302
  • Dalle Sedi, Puglia, Risparmio e Investimenti
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BPB e Vento Banca: tre vittorie a Bari e Brindisi L’Arbitro della Consob ha stabilito che i risparmiatori seguiti dal Coordinamento, di cui fa parte Confconsumatori, dovranno essere risarciti dagli istituti di credito.

Bari-Brindisi, 27 novembre 2020 – Sono tre le vittorie che negli scorsi giorni hanno visto protagonista l’associazione nazionale “Dalla Parte del Consumatore”, coordinamento di cui fa parte anche Confconsumatori: una a Bari, per la vendita di azioni della Banca Popolare di Bari, e una a Brindisi, per l’acquisto di titoli Veneto Banca. L’ACF ha confermato che gli istituti di credito non hanno adempiuto agli obblighi di informazione dei clienti al momento della vendita dei titoli.

Nel caso del risparmiatore barese assistito dal coordinamento, l’Arbitro per le Controversie Finanziarie della Consob ha riconosciuto il diritto al risarcimento del danno da parte della Popolare di Bari, confermando la violazione da parte della Banca Popolare di Bari della normativa concernente gli obblighi informativi gravanti sull’istituto di credito. «Ancora una volta – ha affermato l’avvocato Emilio Graziuso, presidente del Coordinamento – abbiamo ottenuto una vittoria su tutta la linea per un nostro assistito nell’annoso braccio di ferro che i risparmiatori hanno intavolato nei confronti della Banca Popolare di Bari».

Il Coordinamento “Dalla Parte del Consumatore”, pur essendo soddisfatto per le vittorie dinnanzi all’ACF in materia di vendita delle azioni Banca Popolare di Bari, evidenzia che l’istituto di credito, sino ad ora, non si è adeguato alle decisioni dell’Arbitro, costringendo, quindi, i risparmiatori che hanno ottenuto una decisione favorevole ma non vincolante a promuovere comunque un processo nei suoi confronti. L’Associazione chiede al nuovo Consiglio di Amministrazione se ci sarà un cambio di rotta e se, essendo state acclarate in sede arbitrale le responsabilità dell’Istituto di Credito, la nuova dirigenza darà esecuzione alle decisioni dell’Arbitro per le Controversie Finanziarie o continuerà a costringere i risparmiatori a promuovere dei processi.

Diverso, ma simile, è il caso dei due risparmiatori brindisini per i quali l’ACF ha stabilito un risarcimento di 10.300 euro e di 20.600 euro, da parte della Banca Intesa San Paolo, quale incorporante Banca Apulia. Entrambi, attraverso il Coordinamento, hanno presentato ricorso davanti all’Arbitro della Consob che ha accolto integralmente la linea difensiva, riscontrando la violazione degli obblighi di informazione da parte dell’Istituto di credito intermediario.

Infatti, l’allora Banca Apulia, oggi Intesa San Paolo S.p.A., nella vendita dei titoli Veneto Banca non aveva informato i risparmiatori della natura, dei rischi e della pericolosità dell’investimento posto in essere. I risparmiatori, quindi, solo successivamente si sono resi conto che detti titoli, lungi dall’essere sicuri erano in realtà azioni illiquide e, quindi, titoli a rischio.

In entrambi i casi, i risparmiatori hanno cercato di addivenire ad un accordo bonario con la Banca ma senza successo e, successivamente, sono stati, quindi, costretti, per cercare di ottenere il riconoscimento dei propri diritti, ad agire dinnanzi all’ACF. Purtroppo, un’azionista dopo il reclamo sporto nei confronti della Banca è deceduto e, pertanto, la procedura dinnanzi all’ACF è stata condotta dagli eredi.

Per informazioni: coordinamentoconsumatori@gmail.com; tel. 347 – 0628721.

  • Novembre, 27
  • 2221
  • Dalle Sedi, Puglia, Risparmio e Investimenti
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Azioni Veneto Banca rischiose, risarcita risparmiatrice Grazie a Confconsumatori una risparmiatrice di Trani sarà rimborsata per l’acquisto di azioni Venerato Banca. L’Arbitro della Consob ha accolto il ricorso.

Andria, 6 ottobre 2020 – Continua la battaglia a tutela dei risparmiatori danneggiati dal caso azioni Veneto Banca. Ad Andria (BAT) Banca Apulia è stata condannata dall’Arbitro per le Controversie Finanziarie a risarcire l’intero investimento di una anziana signora tranese cui era stato suggerito l’acquisto di azioni VB.

Con la recentissima decisione del 1°ottobre 2020, l’Arbitro per le Controversie Finanziarie ha accolto il ricorso presentato da una anziana signora tranese, assistita e difesa dall’avvocato Laura Maria Pia Tota, legale di Confconsumatori Andria.

In particolare, la risparmiatrice, ultrasettantenne e totalmente priva di cultura finanziaria, era stata indotta dall’addetto di Banca Apulia ad investire i propri risparmi in azioni Veneto Banca perché ritenuti dall’istituto stesso affidabili e sicuri al 100%, cosa che invece non erano per nulla. La signora, dopo essersi rivolta a Confconsumatori, ha portato il caso davanti all’Arbitro per le Controversie Finanziarie.

L’ACF ha accolto la domanda dell’anziana tranese, rilevando che la Banca non aveva fornito la prova di aver ottemperato i propri doveri informativi sulle caratteristiche degli strumenti finanziari e, in particolare, sulla loro natura illiquida, quindi altamente rischiosa. L’istituto di credito, inoltre, non aveva eseguito la rilevazione di adeguatezza dell’investimento in relazione al profilo dell’investitore.

L’Arbitro ha poi confermato il proprio indirizzo circa gli effetti della cessione di Banca Apulia a Banca Intesa Sanpaolo, affermando che «La disciplina del d.l. 99/2017 non può essere letta come volta a esonerare parte resistente da eventuali responsabilità per la commercializzazione delle azioni dell’allora capogruppo dell’intermediario collocatore».

Pertanto, l’Arbitro della Consob ha condannato la Banca al pagamento dell’intera somma oggetto dell’investimento in favore della risparmiatrice, entro il termine di trenta giorni dalla pronuncia.

«Siamo davanti a un’altra importante decisione – afferma l’avvocato Laura Maria Pia Tota – perché ribadisce il principio della responsabilità della banca quando sussistono carenze informative nel rapporto tra banca e cliente, e la banca non ha valutato se l’operazione di investimento, fatta eseguire al risparmiatore, fosse o meno adeguata al suo profilo di rischio ed ai suoi obiettivi di investimento».

  • Ottobre, 6
  • 2555
  • Accesso alla giustizia e conciliazioni, Dalle Sedi, Puglia, Risparmio e Investimenti
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Il “Buio oltre il risparmio” al Castellabate Film Festival Un nuovo servizio per accedere rapidamente ai propri dati creditizi, per prevenire segnalazioni negative e sanare rapidamente eventuali errori o contestazioni

Parma, 1° settembre 2020 – “Il Buio oltre il risparmio”, docu-film del giornalista parmense Fabrizio Rizzi e del produttore Andrea Bernabeo, è in concorso al Castellabate International Film Festival 2020, che si terrà prossimamente nella ridente cittadina in provincia di Salerno. Il film sulle drammatiche vicende dei risparmiatori italiani “azzerati” è stato infatti selezionato dalla giuria. Il documentario punta la lente sui risparmi di una vita spariti, sulla disperazione di chi all’improvviso realizza di non avere più nulla, sul senso di vergogna, le storie degli azzerati da Banca Etruria a Carife: tutti elementi che non hanno trovato spazio nelle cronache.

Confconsumatori ha partecipato attivamente alla realizzazione del film portando contributi costruttivi con le riflessioni, contenute nel documentario e nell’analisi dell’evento economico, e con l’intervento del vicepresidente nazionale dell’associazione Marco Festelli; inoltre, ha contribuito alla diffusione del docu-film realizzando eventi ad hoc aperti alla cittadinanza e alle scuole, arricchiti da dibattiti con docenti universitari ed esperti di settore sulla tutela dei risparmiatori traditi, nelle città di Parma, Grosseto e Prato.

Nei trentuno minuti de “Il Buio oltre il risparmio”, girati tra Empoli e Ferrara, Fabrizio Rizzi indaga l’aspetto umano, le ricadute reali di una operazione in cui l’onere di salvataggio delle banche viene scaricato sui piccoli azionisti e sui detentori di obbligazioni subordinate (molti dei quali ignari del fatto che i loro risparmi fossero stati investiti in questo modo). A parlare sono i truffati. L’anziana risparmiatrice non scolarizzata che nei documenti della banca viene definita investitrice esperta, il funzionario che consiglia alla vecchia compagna di scuola l’acquisto delle obbligazioni tossiche, la figlia che vede andare in fumo i risparmi degli anziani genitori e così via, in un vortice di situazioni che portano a galla lo scheletro di un sistema malato.

La vicenda delle vittime del devastante impatto del salvataggio delle banche popolari continua così a tenere viva l’attenzione su uno dei più devastanti contraccolpi del nostro sistema bancario.  Già presentato al Ferrara Film Festival, in concorso all’International Film Festival of Uruguay e menzione speciale del Coffi CortOglobo Film Festival di Vietri sul Mare, lo scorso maggio “Il Buio oltre il Risparmio” è stato anche finalista al NIFF Festival di Londra come miglior documentario.

Come è stato possibile tutto questo? A guidare lo spettatore tra le pieghe di questa vicenda senza responsabili apparenti troveremo l’editorialista de La Stampa Marcello Sorgi ed Alessandro Banfi, direttore Mediaset.

Il male di cui si parla nel documentario ha però radici antiche, come dimostrano poi i richiami a figure importanti come Girolamo Savonarola, ferrarese e grande fustigatore dell’usura, ed a Leonardo da Vinci, nato in una terra, la Toscana, che già all’epoca rappresentava l’avanguardia del sistema creditizio europeo.

La voce narrante è di Massimiliano Buzzanca. Riprese di Francesco Manetti, montaggio di Claudio De Santis, mixaggio Giovanni Perez.

Aggiornamento: è stato annunciato dagli organizzatori che il Castellabate International Film Festival 2020 è rinviato a data da destinarsi considerato il momento particolare che stiamo vivendo dovuto all’emergenza Covid-19.

  • Settembre, 1
  • 2365
  • Calabria, Dalle Sedi, Emilia Romagna, Privacy e Protezione dei dati personali, Progetti e Attività, Risparmio e Investimenti, sitoer
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Azioni Veneto Banca: prima sentenza di condanna Dal Tribunale di Brindisi prima sentenza di condanna di Banca Apulia: risarcirà quasi 82 mila euro come danno per la vendita di azioni Veneto Banca

Brindisi, 1° giugno 2020 – Arriva dal Tribunale di Brindisi la svolta nell’annoso contenzioso riguardante la vendita delle azioni Veneto Banca. Il 26 maggio 2020, infatti, il Tribunale ha emanato quella che, a quanto consta, costituisce la prima sentenza in Italia con la quale non solo è stata dichiarata la risoluzione dei contratti di acquisto dei titoli Veneto Banca ma l’Istituto di credito che ha venduto detti titoli, nella fattispecie  Banca Apulia (successivamente incorporata per fusione ad Intesa San Paolo s.p.a.) è stata condannata al risarcimento del danno in favore del risparmiatore di quasi 82 mila euro oltre interessi.

«Si tratta di una sentenza storica – ha affermato l’Avvocato Emilio Graziuso,  Responsabile del Coordinamento Confconsumatori che ha difeso nel processo civile il risparmiatore tradito – destinata a fare giurisprudenza, la quale costituirà, indubbiamente, un precedente utile a tutto il popolo dei risparmiatori coinvolti nella vicenda Veneto Banca. Abbiamo infatti ottenuto il riconoscimento integrale della nostra linea difensiva».

Dopo le pronunzie favorevoli dell’Arbitro per le Controversie Finanziarie (ACF),  è finalmente giunta una sentenza, come tale immediatamente esecutiva ed in base alla quale, quindi, dovranno essere restituite al risparmiatore le somme dallo stesso investite.

L’inizio della vicenda risale al periodo compreso tra il 10 giugno 2010 ed il 30 giugno 2013: il consumatore  aveva acquistato presso l’allora Banca Apulia, della quale era cliente, azioni della Veneto Banca prospettati, a quanto sostenuto in giudizio dal risparmiatore, come titoli sicuri e senza rischio alcuno per il capitale. Solo successivamente, a seguito delle note vicende di cronaca che hanno coinvolto la Veneto Banca, il risparmiatore si è reso conto della natura, dei rischi e della pericolosità dell’investimento posto in essere e che, pertanto, il valore delle azioni in suo possesso era pressoché  azzerato.

Vani sono stati i tentativi di arrivare ad un componimento bonario della controversia, così nel 2017 il risparmiatore, assistito dall’Avvocato Emilio Graziuso, ha promosso il processo conclusosi vittoriosamente con la sentenza del 26 maggio 2020. Con essa, il Tribunale di Brindisi ha riconosciuto la violazione da parte della Banca intermediaria della normativa di settore ed in particolare degli obblighi di informazione sulla stessa gravanti con conseguente diritto al risarcimento del danno di quasi 82 mila euro, oltre interessi, per responsabilità da contatto sociale.

«Il riconoscimento – ha commentato l’Avvocato Graziuso – per la prima volta, a quanto consta, in sede giudiziale della violazione degli obblighi informativi e della responsabilità della Banca per la vendita delle azioni Veneto Banca con conseguente diritto al risparmiatore al risarcimento integrale del danno patito, è motivo di grande soddisfazione ed entusiasmo per la nostra Associazione. Siamo impegnati, infatti, da quasi venti anni nella tutela dei risparmiatori coinvolti nelle tristi vicende di risparmio tradito dallo scandalo della allora Banca 121 alla vendita di titoli Parmalat, Cirio, Cerruti, Argentina, Giacomelli, ed ora nelle controversie riguardanti i risparmiatori della Veneto Banca e della Banca Popolare di Bari. La nostra speranza è che le ormai numerosissime vittorie ottenute in materia a livello giudiziale, sull’intero territorio nazionale, portino ad una riforma della normativa di settore che ponga al centro la tutela effettiva del risparmiatore affinché vicende economiche, come quelle in esame, non si trasformino in veri e propri drammi familiari e personali».

  • Giugno, 1
  • 3235
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