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MATERA

MATERA
Via Ugo La Malfa, 3/B – CAP 75100
Telefono: 0835.1766729
Cellulare: 376.1448694
E-mail: confconsumatorimatera@gmail.com
Responsabile: Giovanni Vinci
Orario di apertura: Martedì dalle 17 alle 19; Giovedì dalle 16 alle 19

ROTONDELLA (Mt)
Via Garibaldi, 131 – CAP 75026
Telefono: 328.1984943
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Orario di apertura: Lunedì dalle 15.30 alle 19.30; Martedì dalle 9 alle 13

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Viale Gramsci, 34 – CAP 75015 Marconia
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Telefono: 328.1984943
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TURSI (MT)
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Telefono: 338.7686589
E-mail: confconsumatoribasilicata@gmail.com
Orario di apertura: mercoledì dalle 16 alle 18.30

TAG: Iva

Iva rifiuti: seconda vittoria a Parma già avviate le prime cause cumulative Conclusa anche la seconda causa “pilota” avviata nel 2012: dopo la prima vittoria di febbraio, il GdP di Parma ha dato ancora ragione al consumatore

Parma, 20 settembre 2013 – Ci è voluto quasi un anno e mezzo ma alla fine, anche la seconda delle due cause “pilota” avviate da Confconsumatori nel 2012 per la restituzione dell’Iva illegittimamente versata sulla Tia sui rifiuti si è conclusa con un’altra vittoria del consumatore e la condanna di Iren a rimborsare l’utente.

Forte della prima pronuncia di febbraio, tra marzo e aprile 2013 Confconsumatori aveva aperto le porte ai parmigiani interessati a partecipare alle cause cumulative per la restituzione dell’Iva: hanno risposto all’appello quasi 3000 cittadini tra Parma e provincia. Le prime cause cumulative sono state già avviate e, a poco a poco verranno ricontattati tutti i consumatori che hanno aderito e l’associazione spera di ottenere le prime pronunce entro la fine del 2014.

« Anche in questo secondo caso la decisione del Giudice è molto importante – spiegano i legali di Confconsumatori Parma Graziella Catanzariti e Grazia Ferdenzi , che hanno assistito i primi parmigiani rimborsati – perché, uniformandosi alla sentenza Cassazione del 9 marzo 2012, stabilisce il diritto alla restituzione degli importi versati a titolo di Iva sulla Tariffa di Igiene Ambientale . Entrambi i Giudici hanno ritenuto che la Tia non é un’entrata patrimoniale di diritto privato ma una mera variante della Tarsu e dunque conserva la qualifica di tributo, sul quale non doveva applicarsi l’Iva» .

Per Confconsumatori il ricorso alla Giustizia si è reso necessario dopo anni di richieste inviate da migliaia di cittadini al Comune, all’Agenzia delle Entrate e al Gestore del servizio raccolta rifiuti, tutte rimaste inascoltate, e dopo che l’appello inviato nel marzo 2012 al premier Mario Monti perché intervenisse a livello normativo non ha sortito alcun effetto.

« Continuiamo a sperare in una soluzione stragiudiziale della vicenda , – dichiara Mara Colla , Presidente nazionale di Confconsumatori – dato il numero altissimo di cittadini interessati sul territorio nazionale. Stante l’inerzia governativa, abbiamo intrapreso innanzi ai Giudici di pace in moltissimi comuni, fra cui Parma, diverse cause civili e le positive pronunce finora ottenute ci confortano della giustezza della nostra battaglia . E’ una questione di principio, più che economica, che i consumatori devono affrontare uniti e decisi. Noi non ci fermeremo : sul piano istituzionale, adotteremo nuove iniziative politiche, insieme alle associazioni dei consumatori che più hanno lavorato in questo ambito, per ottenere una soluzione normativa che, riconoscendo il credito degli utenti, si impegni alla detrazione dell’importo indebitamente percepito sulle fatture future; sul piano giudiziario, esaurite le prime cause cumulative a Parma come altrove, raccoglieremo altre adesioni per radicare nuove cause cumulative, che tanti cittadini ci spronano a fare ».

Guarda il servizio andato in onda su Tv Parma.

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da sinistra: Graziella Catanzariti, Mara Colla, Grazia Ferdenzi

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  • Settembre, 20
  • 6799
  • Casa e Utenze, Emilia Romagna, sitoer
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Rimborsi Iva rifiuti: circa 2700 adesioni alle cause Chiuse il 30 aprile le adesioni alla prima tranche di cause cumulative a Parma: «Una battaglia doverosa e irrinunciabile»

Parma , 16 maggio 2013 – Un’adesione nettamente al di sopra delle aspettative: Confconsumatori Parma ha chiuso lo scorso 30 aprile le adesioni alla prima tranche di cause cumulative per ottenere il recupero dell’Iva versata sulla Tariffa di Igiene Ambientale negli ultimi 10 anni. Sono circa 2700 i cittadini, tra Parma e provincia , che hanno consegnato allo sportello provinciale le fotocopie delle bollette dei rifiuti degli ultimi 10 anni, per ottenere il rimborso dell’Iva illegittimamente richiesta. Confconsumatori risponde alle domande più frequenti da parte dei cittadini.

Avete potuto accogliere tutte le richieste dei cittadini?

“L’enorme numero di richieste ha messo a dura prova le nostre forze – spiega Lorena Frati , responsabile dello sportello provinciale di Confconsumatori – e abbiamo fatto del nostro meglio per dare a tutti ogni chiarimento. Trattandosi di cause cumulative, abbiamo voluto raccogliere domande fra loro omogenee per ragioni legate alla strategia processuale, così sacrificando temporaneamente talune posizioni particolari. Ciò ha dato adito a qualche polemica, purtroppo, che confidiamo di potere assorbire presto, una volta raggiunti altri positivi risultati”.

C’è preoccupazione per le dichiarazioni di Iren, che ha confermato a mezzo stampa la propria contrarietà ai rimborsi?

« Siamo consapevoli che Iren non è direttamente responsabile dell’indebita applicazione dell’Iva – afferma Mara Colla , Presidente nazionale di Confconsumatori – tuttavia, è Iren che fattura e che riscuote (come Enia e Amps negli anni precedenti). É per questo che, in prima istanza, citiamo in giudizio Iren. Si tratta di una battaglia doverosa e irrinunciabile, che Confconsumatori conduce in rappresentanza e in difesa dei cittadini da circa tre anni».

Perché ritenete che sia legittima la richiesta di rimborso dell’Iva versata negli ultimi 10 anni?

«Il problema – spiega Mara Colla – è nato quando gran parte dei Comuni italiani ha sostituito la TARSU (Tassa smaltimento Rifiuti Solidi Urbani) con la TIA (Tariffa Igiene Ambientale). La Corte costituzionale stabilì, con sentenza del 2009, che la TIA è una “tassa” e non una “tariffa” e, dunque, non deve essere gravata di Iva . In forza di tale autorevole pronunciamento, molti cittadini, a Parma e in altre città italiane, hanno chiesto di non assoggettare a Iva gli importi dovuti per il futuro e la restituzione di quanto già pagato. Il Governo dell’epoca, invece di adempiere la pronuncia della Corte emanando gli opportuni provvedimenti, ha modificato il nome: da TIA1 (Tariffa Igiene Ambientale) a TIA2 (Tariffa Integrata Ambientale), qualificandola come “prestazione di servizio” su cui è applicabile l’Iva. In realtà, è talmente vero che si tratta di modifica puramente nominale che il Governo non ha neppure emanato il relativo regolamento di attuazione. E così la TIA2 viene applicata con il regolamento della TIA1, con riferimento al quale la Corte Costituzionale aveva dichiarato illegittima l’applicazione dell’Iva. A rafforzare le giuste ragioni dei cittadini e la fondatezza della nostra battaglia, è intervenuta anche la sentenza della Corte di Cassazione del marzo 2012 che conferma l’illegittimità dell’Iva sulla TIA ».

Quindi la battaglia non si esaurisce nelle aule giudiziarie?

«Quella sulla TIA – chiarisce Mara Colla – è una battaglia di civiltà , posta in essere da Confconsumatori per una questione di principio e per combattere una stupida vessazione. Comprende l’informazione dei cittadini, il ricorso ai Giudici di pace e l’attività politica di sensibilizzazione dei Ministri competenti. Finora né il Governo Berlusconi, né il Governo Monti, pur richiesti di adottare i provvedimenti necessari a risolvere un problema che riguarda più di 6 milioni di famiglie in Italia, hanno fatto orecchie da mercante. Torneremo alla carica con l’attuale Governo, perché è inammissibile che un problema che riguarda milioni di famiglie debba essere risolto con milioni di cause ».

  • Maggio, 16
  • 2795
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Iva rifiuti: prima vittoria a Parma, via alle cause cumulative Dopo anni di tentativi di risoluzione stragiudiziale, Confconsumatori ha vinto la prima causa pilota e invita i cittadini ad aderire alle cause cumulative

Parma, 9 marzo 2013 – È il giro di boa tanto atteso dopo anni di battaglia sulla restituzione dell’Iva rifiuti. Confconsumatori ha finalmente ottenuto dal Giudice di Pace di Parma la prima pronuncia favorevole sulla restituzione dell’Iva applicata illegittimamente alla Tia sui rifiuti. Una singola vittoria che, però, riguarda migliaia di cittadini e che inaugura una serie di azioni cumulative che l’associazione, forte della prima vittoria, è pronta ad affrontare, senza chiedere ulteriori sforzi economici agli utenti.

«La decisione del Giudice è molto importante – spiegano i legali di Confconsumatori Parma Graziella Catanzariti e Grazia Ferdenzi, che hanno assistito il primo associato di Parma risarcito – perché, uniformandosi al principio già riconosciuto dalla sentenza della Corte di Cassazione del 9 marzo 2012, stabilisce il diritto alla restituzione degli importi versati a titolo di Iva sulla Tariffa di Igiene Ambientale. Anche il Giudice di Pace di Parma, infatti, ha ritenuto che la TIA non sia un’entrata patrimoniale di diritto privato ma una mera variante della TARSU e pertanto conservi la qualifica di tributo, sul quale, non dovrà applicarsi l’Iva».

Per Confconsumatori il ricorso alla Giustizia si è reso necessario dopo anni di richieste inviate da migliaia di cittadini al Comune, all’Agenzia delle Entrate e al Gestore del servizio raccolta rifiuti, tutte rimaste inascoltate e dopo che l’appello inviato un anno fa dall’associazione al premier Mario Monti perché intervenisse a livello normativo non ha sortito alcun effetto.

«Abbiamo sperato fino all’ultimo – dichiara Mara Colla, Presidente Nazionale di Confconsumatori – nella soluzione normativa e stragiudiziale della vicenda, dato il numero altissimo di cittadini interessati. Stante l’inerzia governativa, abbiamo presentato il primo ricorso al Giudice di Pace di Parma e ora invitiamo i parmigiani che hanno versato l’Iva sulla Tia negli scorsi anni ad aderire alle cause cumulative, al costo di 5 euro. È una questione di principio, oltre che economica, che i consumatori devono affrontare uniti e decisi».

Scarica la sentenza cliccando QUI .

à CHI PUÒ RICHIEDERE IL RIMBORSO DELL’IVA SUI RIFIUTI?

Tutti i cittadini di Parma e provincia che hanno versato, dal 2000 ad oggi, l’Iva sulla Tariffa di Igiene Ambientale (non i cittadini dei Comuni in cui è applicata la Tarsu).

à QUANTO COSTA?

Il contributo richiesto è di 5 euro, che comprendono l’iscrizione all’associazione, necessaria per la delega, e la copertura delle spese vive.

à CHE DOCUMENTAZIONE OCCORRE?

Tutte le fotocopie delle bollette degli ultimi 10 anni, con la percentuale di Iva versata; una copia di un documento d’identità e l’eventuale lettera di messa in mora inviata al Gestore.

à A CHI POSSO RIVOLGERMI PER INFORMAZIONI?

Lo sportello di Confconsumatori Parma è in via Mazzini 43 ed è contattabile ai numeri 0521/230134 o 233583 o all’indirizzo parma@confconsumatori.it. È aperto dal lunedì al venerdì (ore 9,30-12 e 14,30-18) tranne le mattine di martedì e giovedì.

Guarda il servizio andato in onda su TV Parma cliccando qui sotto:

  • Marzo, 9
  • 2929
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Iva sui rifiuti: necessario l’intervento del Premier Mario Monti La Cassazione ha riconosciuto l’illegittimità dell’Iva: Confconsumatori chiede un intervento normativo per evitare valanghe di ricorsi Scarica il fac simile per richiedere il rimborso

Parma, 15 marzo 2012 – Lo scorso 9 marzo la Corte di Cassazione ha emesso un’importante sentenza a favore dei consumatori in materia di restituzione dell’Iva applicata alla Tia sui rifiuti. In sostanza la Corte ha ribadito che la Tia è un’ entrata tributaria e di conseguenza non è soggetta a Iva.

 

Confconsumatori ha già ottenuto diverse pronunce vittoriose sul tema, sia da parte dei Giudici di Pace sia dalla Commissione Tributaria, e ha fornito gratuitamente a migliaia di persone il fac-simile della lettera con cui gli utenti hanno messo in mora i gestori, chiedendo sia di non applicare l’Iva per il futuro, sia il rimborso di quella versata.

 

Lo scenario che si apre oggi, però, alla luce della sentenza della Cassazione, rende necessario e urgente un intervento politico che, nel chiarire una volta per tutte la normativa, eviti la valanga di ricorsi che i cittadini sarebbero costretti a depositare presso il Giudice di Pace per ottenere il giusto rimborso, sostenendo spese e intasandone l’Ufficio, fino a bloccarne il funzionamento.

 

“Chiediamo al Premier Mario Monti, anche in qualità di Ministro dell’Economia – dichiara Mara Colla, Presidente nazionale di Confconsumatori – di emanare una norma che, da un lato, disponga la non applicabilità dell’Iva sulla Tia e, dall’altro, dia immediata attuazione alla sentenza della Cassazione obbligando i gestori a riaccreditare l’importo pagato indebitamente dai cittadini a partire dalla data in cui è stato richiesto e pagato».

 

Confconsumatori non si limita, tuttavia, a chiedere al Presidente Monti l’indispensabile e doveroso intervento politico, ma terrà alta l’attenzione sul tema anche promuovendo giudizi presso il Giudice di Pace.

Per scaricare il modello di fac simile della raccomandata di messa in mora per richiedere il rimborso dell’Iva clicca QUI .

 

 

 

 

  • Marzo, 15
  • 3082
  • Casa e Utenze
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Iva sulla Tia è illegittima: prime vittorie a Messina Sono già più di venti le sentenze in cui Confconsumatori ha ottenuto l’annullamento delle fatture e la loro reimmissione senza Iva

Messina, 22 luglio 2010 – L’Iva sulla Tia non è dovuta . Da tempo la Confconsumatori sosteneva l’illegittimità della applicazione di IVA sulla tassa dei rifiuti. Finalmente nei giorni scorsi a Messina sono arrivate le prime, e già numerose, sentenze che sanciscono l’annullamento delle fatture gravate da Iva e obbliga l’ATO ME1 alla riemissione delle stesse eliminando l’applicazione dell’Iva .

A stabilire l’illegittimità dell’Iva sulla Tia, in sintonia con la più recente giurisprudenza della Corte di Cassazione, è la Commissione Tributaria Provinciale di Messina in oltre venti sentenze emesse a seguito della proposizione dei ricorsi di consumatori del Comune di Sinagra (ME) che si erano rivolti alla Confconsumatori Messina per ottenere assistenza.

In particolare, la Commissione Tributaria Provinciale di Messina ha ritenuto fondate le eccezioni proposte da Confconsumatori , affermando tra l’altro il principio secondo cui l’iva applicata sul prelievo tributario determinato dall’emissione delle fatture risulta illegittima per il generale divieto del ne bis in idem considerata la natura tributaria della prestazione oggetto delle fatture impugnate (tra le tante sentenze CTP Messina nn. 155/04/2010, 156/4/2010, 282/12/2010 e 384/12/2010).

Soddisfatta l’avv. Carmen Agnello, vicepresidente di Confconsumatori di Messina, che ha curato la redazione dei ricorsi e l’assistenza in giudizio dei consumatori: « la vittoria ottenuta è un traguardo importante. L’obiettivo ultimo dell’Associazione  – chiarisce l’avvocato –  è ottenere l’annullamento in autotutela di tutte le fatture emesse da ATO ME1 e la riemissione delle stesse eliminando l’applicazione dell’IVA sulla TIA . Inoltre, è decisivo per la tutela dei consumatori statuire criteri di controllo che consentano di  monitorare l’aumento del tributo fatturato da ATO ME1 ».

Anche per chi, a differenza degli associati difesi in quest’occasione dalla Confcosumatori, ha già effettuato il pagamento delle fatture ci sono speranze di ottenere rimborso: « Le pronunce della Commissione Tributaria di Messina – spiega l’avvocato Agnello – oltre a sancire la non debenza dell’IVA sulla TIA per coloro che hanno scelto di impugnare le fatture, aprono anche il varco alla richiesta di rimborso per chi ha già pagato ».

L’Associazione si riserva peraltro di proporre ulteriori azioni a tutela dei propri associati. Lo sportello di Sinagra è disponibile al numero 090.2925125 (dal lunedì al giovedì, ore 17-20) o all’indirizzo e-mail confconsumo.sinagra@libero.it .

Scarica qui tre delle sentenze emesse dalla Commissione Tributaria di Messina:

Prima sentenza

Seconda sentenza

Terza sentenza

  • Luglio, 22
  • 2726
  • Casa e Utenze, Sicilia
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Come richiedere la restituzione dell’IVA rifiuti – QUI il fac-simile di rimborso per tutti

Parma, 17 settembre 2009 – Alla luce della recente giurisprudenza che ha confermato, con sentenza della Corte di Cassazione, l’illegittimità dell’applicazione IVA sulla T.I.A. (tassa di igiene ambientale), Confconsumatori ha predisposto uno schema di lettera per la richiesta di rimborso dell’IVA fino ad oggi pagata , che potrà essere ritirata presso le sedi dell’associazione o scaricata QUI gratuitamente. La lettera, compilata in ogni parte, potrà essere trasmessa a mezzo fax o con raccomandata a.r. all’azienda locale di competenza .

Confconsumatori precisa che, in caso di mancato rimborso, i cittadini potranno procedere giudiziariamente per ottenere quanto a loro dovuto. La Corte di Cassazione ha, infatti, chiarito che trattandosi di una entrata di natura tributaria, e non di una tariffa, non può essere applicata l’IVA, e cioè un tassa sulla tassa!

Confconsumatori assisterà tutti i cittadini che, avendo pagato più del dovuto, chiedano il rimborso dell’IVA dal momento dell’applicazione della T.I.A (comunque non oltre 10 anni) ad oggi, oltre a quello che eventualmente saranno costretti a pagare in futuro allo stesso titolo.

La lettera all’ente esattore costituisce dunque la messa in mora dinanzi ad ogni eventuale, successiva pretesa dall’ente medesimo.

Per informazioni: Confconsumatori nazionale – tel. 0521.230134

Scarica QUI il fac-simile se non sei di Parma

Per i cittadini di Parma – guarda QUI

Leggi QUI l’esperienza positiva di Messina

La situazione in Liguria QUI


ATTENZIONE!

SCARICA IL FAC SIMILE AGGIORNATO DOPO LA SENTENZA DELLA CASSAZIONE DEL 9 MARZO 2012 CLICCANDO QUI . Per saperne di più leggi il comunicato del 15 marzo 2012.

  • Ottobre, 10
  • 3062
  • Casa e Utenze
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Pagina 1 di 212»

SEDE REGIONALE E PROVINCIALE
L’AQUILA
SULMONA
Via E. Gianmarco 9   – CAP 67039
Telefono e Fax:  0864.50165
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e-mail sportello: confconsumatoriaqsu@gmail.com
Responsabile provinciale: Francesca Davini
Responsabile regionale: Domenico Taglieri
Orari di apertura: Martedì dalle 10 alle 12.30; Giovedì dalle 16 alle 18.30

CHIETI
Sede provinciale
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Cellulare:  347.0834207
Email:   confconsumatorich@libero.it
Responsabili:   Antonio Artese
Orari di apertura:  Venerdì 16 – 18

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