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MATERA

MATERA
Via Ugo La Malfa, 3/B – CAP 75100
Telefono: 0835.1766729
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Orario di apertura: Martedì dalle 17 alle 19; Giovedì dalle 16 alle 19

ROTONDELLA (Mt)
Via Garibaldi, 131 – CAP 75026
Telefono: 328.1984943
e-mail: confconsumatoribasilicata@gmail.com
Orario di apertura: Lunedì dalle 15.30 alle 19.30; Martedì dalle 9 alle 13

PISTICCI (Mt)
Viale Gramsci, 34 – CAP 75015 Marconia
presso Confederazione Italiana Agricoltori
Telefono: 328.1984943
E-mail: confconsumatoribasilicata@gmail.com
Orario di apertura: venerdì dalle 17 alle 19

TURSI (MT)
Via Roma, 143 – CAP 75028
Telefono: 338.7686589
E-mail: confconsumatoribasilicata@gmail.com
Orario di apertura: mercoledì dalle 16 alle 18.30

TAG: rifiuti

Dietro la bolletta: capire i costi per dare valore ai servizi Confconsumatori partecipa all’iniziativa ATERSIR per una maggiore trasparenza su acqua e rifiuti

Parma, 25 novembre 2025 – Rendere trasparenti i meccanismi che determinano i costi nelle bollette di acqua e rifiuti, per migliorare la comprensione per i cittadini e valorizzare il ruolo dei servizi pubblici locali: questo è l’obiettivo di “Dietro la bolletta: capire i costi per dare valore ai servizi”, iniziativa realizzata da ATERSIR, insieme alle Associazioni dei Consumatori dell’Emilia Romagna Adoc, Codici, Adiconsum, U.Di.Con, Confconsumatori, Federconsumatori e Lega Consumatori.

L’iniziativa mette a disposizione degli utenti due strumenti informativi chiari e accessibili, costruiti con infografiche e dati verificabili:

  • La bolletta del Servizio Idrico Integrato
  • La TARI o la tariffa rifiuti

Due materiali che rispondono alle domande più frequenti: Chi decide le tariffe? Come si calcolano? Quali costi coprono? Perché possono aumentare o diminuire negli anni? In che modo i cittadini possono leggere le bollette con maggiore consapevolezza?

Confconsumatori ha partecipato attivamente ai lavori, ritenendo fondamentale un percorso di informazione tecnica che permetta, a famiglie e utenti, di orientarsi in un sistema spesso percepito come complesso e poco leggibile.

La bolletta dell’acqua: come nasce la tariffa del Servizio Idrico Integrato

Il primo strumento presentato illustra il funzionamento della tariffazione del Servizio Idrico Integrato che comprende acquedotto, fognatura e depurazione.

La definizione delle tariffe avviene secondo le regole nazionali fissate da ARERA attraverso il Metodo Tariffario Idrico MTI-4 valido per il periodo 2024-2029. Questo metodo stabilisce:

  • Quali costi sono riconoscibili e in che misura.
  • Quali limiti massimi di variazione annuale possono essere applicati per garantire sostenibilità sociale.
  • Il principio di correlazione tra costi effettivi, investimenti programmati e importi richiesti agli utenti.

Le strutture tecniche di ATERISIR elaborano il Piano Economico Finanziario (PEF) sulla base dei dati trasmessi dai gestori del servizio, definendo il VRG – Vincolo ai Ricavi del Gestore, cioè il valore necessario a coprire i costi di gestione considerati efficienti secondo il metodo ARERA.

La bolletta riflette quindi:

  • Una quota fissa per coprire parte dei costi strutturali del servizio.
  • Tariffe variabili per acqua, fognatura e depurazione, calcolate sui consumi reali.
  • Componenti perequative UI applicate su tutto il territorio nazionale e con finalità specifiche (agevolazioni post-calamità, bonus acqua, qualità del servizio, fondi per investimenti).

Per le utenze domestiche residenti è previsto anche il meccanismo di tariffazione pro capite, che modifica gli scaglioni di consumo in funzione del numero di componenti del nucleo familiare, rendendo il sistema più equo e aderente ai reali fabbisogni.

La tariffa rifiuti: TARI, TARIP o TCP in base al modello applicato

Il secondo strumento informativo riguarda la tariffazione del servizio rifiuti, anch’esso regolato da ARERA attraverso il Metodo Tariffario Rifiuti (MTR) oggi nella versione MTR-2 2022-2025.

Il metodo si basa su alcuni principi cardine:

  • Copertura integrale dei costi efficienti.
  • Uso dei bilanci ufficiali dei gestori come base di calcolo.
  • Limiti annuali agli aumenti tariffari a tutela degli utenti
  • Incentivi per favorire investimenti e miglioramento delle performance operative.
  • Valorizzazione dei benefici derivanti dall’aumento della raccolta differenziata.

La tariffa rifiuti può assumere forme differenti in base al modello adottato dal territorio:

  • TARI – tributo comunale per la copertura dei costi del piano economico-finanziario
  • TARIP – tributo puntuale, con calcolo collegato in parte alla produzione reale di rifiuto indifferenziato
  • TCP – tariffa corrispettiva puntuale, applicata e riscossa direttamente dal gestore.

Anche in questo caso, il percorso di definizione della tariffa è così strutturato:

  1. Il gestore trasmette i dati dei costi (“bilancio a-2”)
  2. ATERSIR verifica i dati e redige il PEF applicando il MTR.
  3. Il PEF è presentato ai Comuni e poi al Consiglio d’Ambito.
  4. ARERA ne approva definitivamente la validazione.
  5. Comuni e gestori applicano le tariffe agli utenti.

Se il PEF supera i limiti di crescita consentiti, l’eccedenza viene rinviata agli anni successivi per non gravare eccessivamente sulle famiglie.

L’importanza del progetto

Confconsumatori considera queste iniziative un passo essenziale per:

  • Aumentare la trasparenza dei servizi pubblici.
  • Permettere ai cittadini di leggere le bollette in modo più consapevole.
  • Rafforzare il rapporto tra utenza e istituzioni regolatorie.
  • Migliorare la comprensione dei meccanismi che guidano i costi e gli investimenti.
  • Esercitare un controllo informato sull’operato dei gestori e sulla qualità dei servizi.

Poter capire non solo “quanto si paga” ma soprattutto “perché si paga” rende gli utenti più forti e più consapevoli, e contribuisce alla valorizzazione di servizi pubblici fondamentali come l’acqua e i rifiuti, che incidono quotidianamente sulla qualità della vita della comunità.

  • Novembre, 25
  • 954
  • Casa e Utenze, Dalle Sedi, Emilia Romagna, sitoer
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Gestione rifiuti urbani Fidenza: soddisfatti 8 utenti su 10 Arrivano i risultati sul servizio operato da San Donnino Multiservizi dopo un anno di monitoraggio delle associazioni dei consumatori e Atersir

Parma, 11 novembre 2024 – Quasi 8 persone su 10, nel Comune di Fidenza, si dichiarano soddisfatte del servizio di gestione dei rifiuti, stando ai dati raccolti nel corso del 2023 da Atersir (Agenzia territoriale per i servizi idrici e rifiuti) insieme alle associazioni dei consumatori. Nel 2022, infatti, Atersir (Agenzia territoriale per i servizi idrici e rifiuti) e le associazioni parte del Crcu (Comitato regionale consumatori utenti) hanno deciso di dar corso a quanto stabilito dall’articolo 2 comma 461 della legge finanziaria per il 2008, che prevede che sia periodicamente verificata, con la partecipazione delle associazioni, l’adeguatezza dei parametri quantitativi e qualitativi dei servizi pubblici locali. Da qui è nata una proposta organica, forse unica tra le regioni, che supera il monitoraggio attualmente svolto direttamente dagli enti gestori, affiancando l’intervento di tre associazioni di consumatori – Cittadinanzattiva, Confconsumatori e Federconsumatori. Proprio questo progetto ha consentito ad Atersir di ottenere, alcuni giorni fa, il Premio Cnel “Impatto PA”.

OLTRE 400 UTENZE COINVOLTE

I lavori hanno avuto il via con un confronto che ha portato al coinvolgimento degli utenti e degli stakeholder nella stesura del questionario per la rilevazione della customer satisfaction. Nel corso del 2023, in via sperimentale, sono stati individuati tre bacini di utenze nell’ambito della gestione del servizio integrato dei rifiuti urbani, tra cui quello di Fidenza. Hanno composto il campione 340 utenze domestiche e 100 utenze non domestiche; i cittadini coinvolti sono stati divisi per fascia di età (25-40 anni e 40-70 anni).

QUALITÀ DEL SERVIZIO

L’indagine è stata condotta per via telefonica, attraverso la consultazione di elenchi pubblici, in modo da ottenere un campione randomizzato sul territorio comunale. Il questionario ha avuto in particolare come oggetto la conoscenza del gestore e la soddisfazione dei servizi forniti quali:

  • raccolta rifiuti porta a porta;
  • ritiro ingombranti;
  • centri raccolta;
  • pulizia strade;
  • canali di contatto;
  • tariffazione (per valutare il livello conoscenza sul tema).

I dati rilevano in generale un buon livello di soddisfazione: quasi 8 persone su 10 – pari al 79% degli utenti – si dichiarano soddisfatte. L’unico servizio nel quale si riscontra una minore soddisfazione è relativo allo svuotamento dei cestini gettacarte; a seguire si trovano la pulizia delle strade, gli orari e l’adeguatezza della pulizia. Cerved, che ha gestito materialmente la somministrazione e l’elaborazione dei dati, ha insignito San Donnino Multiservizi del Riconoscimento Csa (Customer satisfaction audit) per aver dimostrato di essere un’azienda virtuosa, in quanto attenta all’ascolto dei propri clienti. Le risultanze dell’analisi compiuta sono state in seguito presentate alla San Donnino Multiservizi.

NUOVI MONITORAGGI

L’accordo tra Atersir e le associazioni dei consumatori prevede che, entro il 2027, vengano effettuati in tutti gli ambiti territoriali della nostra regione ulteriori monitoraggi relativi ai servizi idrici e ai rifiuti integrati secondo questa nuova metodologia.

  • Novembre, 11
  • 1120
  • Casa e Utenze, Emilia Romagna
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Danno ambientale: Confconsumatori parte civile a Salerno Dirigenti della società Veolia chiamati a rispondere dello sversamento di 130 milioni di filtri di plastica nel Mediterraneo. Confconsumatori: «danni ad habitat e fauna marina»

Salerno, 16 dicembre 2020 – Confconsumatori è stata ammessa come parte civile nel processo avviato nei confronti di alcuni dirigenti della multinazionale francese Veolia, le accuse sono di disastro ambientale e inquinamento doloso in concorso, legate al rilascio in mare di dischetti di materiale plastico provenienti dal depuratore di Capaccio Paestum, in provincia di Salerno.

I fatti risalgono all’inizio di febbraio 2018, quando dall’impianto di depurazione delle acque di Varolato, nella città di Capaccio Paestum, fuoriuscirono oltre 130 milioni di filtri bianchi carrier, moltissimi dei quali rinvenuti poi nelle acque marine, sulle coste salernitane e del Mediterraneo. Più in dettaglio, dai rifiuti furono interessate le coste del litorale campano, una parte del litorale laziale e del litorale sud della Toscana. I dischetti si dispersero nel Mediterraneo e andarono a riempire le spiagge tirreniche; a centinaia furono rinvenuti anche a Scauri, lido di Ostia, Torvaianica e molti altri furono trovati tra le sabbie della spiaggia di Vindicio (Formia). Una buona quantità, trascinata dalle correnti, finì inevitabilmente in alto mare, compromettendo l’habitat e la vita di diversi animali, come le tartarughe marine.

Martedì 15 dicembre si è svolta l’udienza preliminare nella quale Confconsumatori e altre associazioni hanno chiesto di partecipare al procedimento come parte civile in difesa dei cittadini danneggiati e a tutela degli interessi statutari dell’associazione.

Il Gup del Tribunale di Salerno, il dottor Vincenzo Pellegrino, ha rinviato a giudizio tutti gli otto indagati per l’ingente danno ambientale. Tra gli imputati ci sono i dirigenti della multinazionale francese Veolia, la società che indirettamente – partecipando come azionista di diverse società – gestisce in varie regioni il servizio idrico e il ciclo dell’acqua. Le persone sottoposte alle indagini saranno chiamate a rispondere dei reati di disastro ambientale e inquinamento doloso in concorso, attraverso violazioni plurime del Testo Unico dell’Edilizia e lavori abusivi. Nel corso del procedimento, data la gravità dei danni provocati ad habitat e fauna marina, l’elemento soggettivo del reato è stato cambiato da colposo a doloso.

«L’udienza è stata fondamentale – ha spiegato il legale di Confconsumatori Lorenzo Montecuollo – per chiedere l’ammissione al procedimento come parte civile. La richiesta è stata accolta dal Giudice anche sulla scorta della documentazione allegata alla costituzione di parte civile avendo dimostrato documentalmente e tecnicamente di possedere i requisiti e le prerogative per essere ammessi in ragione delle finalità statutarie, nonostante le eccezioni delle difese degli imputati».

In seguito a una lunga discussione con i diversi difensori degli imputati, il Gup del Tribunale di Salerno ha rifiutato tutte le argomentazioni che premevano per il rigetto della domanda di parte civile, accogliendo così, con ordinanza, la richiesta di Confconsumatori. L’udienza è stata rinviata al 15 febbraio 2021.

«Esprimo soddisfazione – dichiara Mara Colla, presidente nazionale di Confconsumatori – per l’accoglimento della costituzione di parte civile di Confconsumatori, che si batte con altre associazioni per la tutela dei cittadini e dell’ambiente. Nel momento in cui la scienza ci documenta come sia essenziale e inderogabile la cura del pianeta, anche le imprese devono fare la loro parte prevenendo eventuali danni derivanti dai processi lavorativi».

  • Dicembre, 17
  • 2995
  • Campania, Dalle Sedi, Servizi e Società
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Emergenza rifiuti Reggio Calabria: subito tavolo in Comune TARI alle stelle ma servizio scadente. I rifiuti, anche provenienti da domicili di soggetti affetti da Covid-19, rimangono in strada. Allarme roghi dolosi.

Reggio Calabria, 18 novembre 2020 – In questi giorni in molti comuni italiani è in scadenza il termine per il pagamento della TARI 2020. Tuttavia, i contribuenti del Comune di Reggio Calabria, ma anche di tanti altri comuni dell’area metropolitana collegata, hanno segnalato a Confconsumatori che in questo caso non si tratta di pagare un giusto tributo in relazione ad un servizio reso e di cui si è tratto beneficio, perché le prestazioni del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti sono irregolari e talvolta anche inesistenti.

Da maggio – con la decisione della Regione Calabria di procedere alla chiusura di alcune discariche nelle quali venivano conferiti i rifiuti prodotti nella Città Metropolitana – Reggio Calabria è diventata una discarica a cielo aperto. Da Arghillà a Ciccarello, da Pentimele a San Sperato, da Spirito Santo al Viale Aldo Moro, giusto per menzionare qualche quartiere, cumuli di rifiuti permangono abbandonati da mesi sui marciapiedi e sulla sede stradale, alla mercé di ratti, di un proliferare di liquami, scarafaggi ed insetti di ogni specie.

Aggravano la situazione i continui roghi che inquinano l’ambiente già malsano e l’emergenza sanitaria in corso; la Calabria è zona “rossa” ma nel comune reggino i rifiuti prodotti e conferiti anche da soggetti Covid-19 positivi giacciono sulla via pubblica costituendo un’ulteriore verosimile fonte di contagio.

Confconsumatori ha accolto e fatto proprie le legittime istanze di tanti cittadini stanchi di segnalare, purtroppo senza esito, a tutte le autorità ed istituzioni preposte, il grave rischio igienico-sanitario in cui versa la città ed i suoi abitanti affinché – ciascuno secondo le proprie competenze – vogliano adottare tutte le misure idonee a tutelare la salute pubblica.

«Sebbene il servizio sia pressoché inesistente – afferma l’avvocato Tiziana Tiziano di Confconsumatori Reggio Calabria – viene richiesto il pagamento della TARI e, per di più, secondo una tariffa tra le più alte d’Italia, nonostante l’ARERA abbia previsto di concedere agli enti ed operatori la facoltà di ridurre le tariffe».

«Senza voler entrare nel merito – prosegue l’avvocato Tiziano – delle responsabilità per la mancata raccolta, riteniamo che i cittadini di Reggio Calabria abbiano diritto ad una riduzione della tariffa TARI 2020 e chiediamo pertanto, in un’ottica di bonaria definizione della questione, che il Comune voglia procedere alla convocazione di un tavolo con le associazioni dei consumatori presenti sul territorio al fine di concordare insieme la dovuta riduzione tariffaria».

Ove l’amministrazione non dovesse addivenire all’auspicato dialogo, Confconsumatori assisterà tutti quei contribuenti che vorranno richiedere la preventiva riduzione della tariffa o il rimborso di quanto pagato in misura superiore al dovuto.

«La strada dell’accordo – conclude Tiziana Tiziano – è preferibile per tutti; per i cittadini che eviterebbero di affrontare i costi del giudizio e, soprattutto per il Comune che, in caso di soccombenza, oltre alla condanna alle spese vedrebbe ridotta la tariffa finanche dell’80%».

  • Novembre, 18
  • 2438
  • Calabria, Dalle Sedi, Rapporti con Pubblica Amministrazione, Salute, Servizi e Società
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Coronavirus: Arera sospende i distacchi dei servizi In seguito alle richieste delle associazioni dei consumatori, Arera rimanda i distacchi per morosità di elettricità, gas e acqua, di famiglie e imprese

Parma, 13 marzo 2020 – Su sollecitazione delle associazioni di consumatori, e in attesa di più articolati provvedimenti in merito, l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (Arera) ha fatto sapere di aver disposto la sospensione dei distacchi per morosità delle forniture di energia elettrica, gas e acqua di famiglie e piccole imprese, durante il periodo di emergenza sanitaria da Covid-19.

Le procedure di sospensione vengono quindi rimandate dal 10 marzo scorso e fino al 3 aprile 2020. Viene inoltre istituito un conto presso la Cassa per i servizi energetici e ambientali, con disponibilità fino a 1 miliardo, per garantire la sostenibilità degli attuali e futuri interventi regolatori a favore di consumatori e utenti.

Nel dettaglio, la sospensione dei distacchi per morosità per l’elettricità riguarda tutti i clienti in bassa tensione e per il gas tutti quelli con consumo non superiore a 200.000 Smc/anno. Per il settore idrico si fa riferimento a tutte le tipologie di utenze domestiche e non domestiche

«Apprezziamo questo primo intervento – afferma Franco Conte, responsabile nazionale settore Energia e Utenze di Confconsumatori – che tra l’altro era già stato anticipato da alcune aziende del settore quali Iren, Hera e Acea».

Nel contempo, però, l’associazione ricorda a tutti i consumatori che in questo periodo fossero già incappati in una sospensione della utenza, che sussiste un obbligo in capo ai gestore di procedere alla  riattivazione delle forniture di energia elettrica, gas e acqua eventualmente sospese (o limitate/disattivate) dal 10 marzo 2020. «Invitiamo quindi tutti – prosegue Conte – a segnalare eventuali irregolarità ai nostri sportelli che in questo periodo rimangono comunque a disposizione in modalità online per l’assistenza ai consumatori».

Inoltre, dal 3 aprile il fornitore interessato a ridurre la fornitura del cliente moroso, sarà tenuto a riavviare la relativa procedura di sospensione e procedere nuovamente alla sua costituzione in mora.

Arera ha anche segnalato alle competenti autorità l’opportunità di riconsiderare i termini previsti dalla normativa vigente per l’approvazione (relativi all’anno 2020) delle «tariffe della TARI in conformità al piano finanziario del servizio di gestione dei rifiuti urbani», proponendo il differimento al 30 giugno 2020 del termine del 30 aprile 2020 attualmente previsto.

«Riguardo a questa specifica problematica – precisa Franco Conte – Confconsumatori ritiene che proprio per fare fronte alle difficoltà economiche dei consumatori durante questa emergenza, sia importante un messaggio chiaro da parte del Governo nella direzione di sospendere le imposte IMU, TARI e TARSU cosi da lasciare ai consumatori maggiori liquidità per far fronte al momento di crisi».

  • Marzo, 13
  • 6141
  • Casa e Utenze, ENERGIA: Diritti a viva voce, Progetti e Attività
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Tarsu “pazza” da 2000 euro: annullata Un salasso con motivazioni scarne e contradditorie dal Comune di Ragusa: con l’aiuto di Confconsumatori l’utente ottiene l’annullamento

Ragusa, 8 marzo 2018 – La Tassa Smaltimento Rifiuti Solidi Urbani che continua a lievitare (fino a oltre 2000 euro) e il silenzio tombale degli uffici comunali di fronte alle richieste di spiegazioni dell’utente. Confconsumatori Ragusa ha sbrogliato una situazione complessa e per certi versi paradossale: per la Commissione Tributaria, interpellata dall’associazione, non solo l’importo richiesto alla donna non era effettivamente dovuto, ma ha pesato anche la “carente e contraddittoria motivazione” avanzata dal Comune di Ragusa.

IL CASO – Tutto ha inizio nel 2012: una donna di Ragusa, dopo aver regolarmente versato la Tarsu, aveva ricevuto dal Comune una richiesta di integrazione relativa a una superficie di 50 mq superiore a quella dichiarata per la propria casa. La donna aveva, quindi, regolarmente versato anche l’integrazione. Ma, ancora, a distanza di 3 anni, nel 2015, era arrivata una nuova richiesta, sempre riferita allo stesso immobile e alla stessa annualità: il Comune questa volta pretendeva oltre 2000 euro, sulla base di altri, presunti, 232 mq di superficie. L’opinione del Comune era che fossero da assoggettare a tassazione pure una mansarda non abitabile e un’area esterna all’abitazione. A quel punto la signora aveva richiesto chiarimenti agli uffici, senza ricevere alcuna risposta.

DAL RECLAMO ALLA SENTENZA – Angosciata e decisa ad arrivare in fondo alla questione, la ragusana si era rivolta allo sportello locale di Confconsumatori dove l’avvocato Maira Crocco, consulente tributaria le aveva consigliato di procedere con la perizia di parte e di portare la controversia innanzi alla Commissione Tributaria. Così, tramite i legali di Confconsumatori, la cittadina ha impugnato l’avviso di accertamento. «Una dettagliata perizia in corso di causa ha evidenziato che la superficie dell’immobile sottoposto a tassazione corrispondeva a quella dichiarata dalla signora e non a quella presunta dal Comune – ha spiegato l’avvocato Samantha Nicosia responsabile Confconsumatori Ragusa – il Comune, inoltre, non ha contestato i dati emersi dalla documentazione e dalla relazione tecnica presentata dalla nostra associata». Così la ragusana ha ottenuto dalla Commissione Tributaria l’annullamento dell’avviso di accertamento. I giudici hanno motivato la loro decisione con “la carente e contraddittoria motivazione” del Comune di Ragusa.

DIFENDERSI DALLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE – La vicenda risolta da Confconsumatori Ragusa richiama l’attenzione sul problema delle “tasse pazze” ovvero richieste di ingenti pagamenti avanzate talvolta senza adeguate motivazioni da parte della Pubblica Amministrazione e a cui i cittadini devono sapersi opporre. «Non allarmatevi quando vi trovate di fronte a bollettini salati e tasse anomale – si raccomanda, la Nicosia – prima di pagare è necessario approfondire bene le richieste: è diritto dell’utente ricevere i chiarimenti da parte dell’Ente impositore e si ha sempre la facoltà di dimostrare e far valere i propri diritti e le proprie ragioni».

Scarica la sentenza

Per assistenza: contattare le sedi territoriali di Confconsumatori

  • Marzo, 8
  • 3569
  • Casa e Utenze, Rapporti con Pubblica Amministrazione, Sicilia
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SEDE REGIONALE E PROVINCIALE
L’AQUILA
SULMONA
Via E. Gianmarco 9   – CAP 67039
Telefono e Fax:  0864.50165
e-mail regionale e provinciale: confconsumatorisu@alice.it
e-mail sportello: confconsumatoriaqsu@gmail.com
Responsabile provinciale: Francesca Davini
Responsabile regionale: Domenico Taglieri
Orari di apertura: Martedì dalle 10 alle 12.30; Giovedì dalle 16 alle 18.30

CHIETI
Sede provinciale
SAN SALVO
Vico IV Garibaldi 2   – CAP 66050
Cellulare:  347.0834207
Email:   confconsumatorich@libero.it
Responsabili:   Antonio Artese
Orari di apertura:  Venerdì 16 – 18

SEDE NAZIONALE
Via Mazzini 43 - 43121 - PARMA
CF 80025080344
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