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MATERA

MATERA
Via Ugo La Malfa, 3/B – CAP 75100
Telefono: 0835.1766729
Cellulare: 376.1448694
E-mail: confconsumatorimatera@gmail.com
Responsabile: Giovanni Vinci
Orario di apertura: Martedì dalle 17 alle 19; Giovedì dalle 16 alle 19

ROTONDELLA (Mt)
Via Garibaldi, 131 – CAP 75026
Telefono: 328.1984943
e-mail: confconsumatoribasilicata@gmail.com
Orario di apertura: Lunedì dalle 15.30 alle 19.30; Martedì dalle 9 alle 13

PISTICCI (Mt)
Viale Gramsci, 34 – CAP 75015 Marconia
presso Confederazione Italiana Agricoltori
Telefono: 328.1984943
E-mail: confconsumatoribasilicata@gmail.com
Orario di apertura: venerdì dalle 17 alle 19

TURSI (MT)
Via Roma, 143 – CAP 75028
Telefono: 338.7686589
E-mail: confconsumatoribasilicata@gmail.com
Orario di apertura: mercoledì dalle 16 alle 18.30

TAG: polizze

Polizze ramo III e aspetti fiscali Una guida sul regime fiscale delle polizze ramo III

Parma, 16 luglio 2024 – Nell’ambito del progetto Generazione F, Confconsumatori propone, tramite il suo esperto Federico Delsante, una guida sulla fiscalità delle polizze ramo III (per sapere cosa sono consulta questa guida).

BENEFICI FISCALI

La parte di premio nei fondi interni unit linked destinata alla copertura del rischio morte è detraibile dall’imposta dovuta dal Contraente ai fini Irpef come da normativa vigente (art.15, c. 1, lett. f), del D.p.r. 917/1986). Tale detrazione è riconosciuta al Contraente qualora l’Assicurato sia il Contraente stesso oppure un familiare fiscalmente a carico.

IMPOSTA SUI PREMI

Non è prevista l’applicazione di alcuna imposta sui premi, qualora il contraente sia residente in Italia. Il regime fiscale può variare in funzione dello spostamento della residenza del contraente presso un altro Paese dell’Unione Europea. Eventuali spostamenti della residenza presso altri Paesi dell’Unione Europea devono essere prontamente comunicati per iscritto alla Compagnia.

REGIME FISCALE DELLE PRESTAZIONI

Le somme corrisposte in dipendenza di questa tipologia di contratti assicurativi sono:

  • se corrisposte in caso di riscatto o decesso dell’Assicurato soggette a imposta sostitutiva, ai sensi dell’art. 26- ter, D.p.r. 600/1973, sulla differenza fra la somma liquidata e l’ammontare dei premi lordi versati. Le prestazioni erogate in caso di decesso dell’assicurato sono esenti da IRPEF per la sola parte relativa alla copertura del rischio demografico (art. 34, c. 5, D.p.r. 601/1973);
  • se corrisposte in caso di rendita vitalizia (D.P.R. 917 del 22/12/1986 – articolo 44 lettera g-quinquies), soggette ad imposta sostitutiva – come da normativa vigente – sulla differenza tra ciascuna rata di rendita annua rivalutata e la rendita iniziale calcolata senza tener conto di alcun rendimento finanziario. La suddetta rendita iniziale è ottenuta convertendo il capitale finale già tassato – come da normativa vigente – (D. Lgs. 47 del 18/02/2000 e successive modifiche e integrazioni).

La tassazione dei rendimenti è ridotta in funzione della quota di tali proventi riferibili a titoli pubblici ed equivalenti, individuata determinando la quota del fondo interno, nel quale è inserito il contratto, investita in tale categoria di titoli. Tale quota è rilevata con cadenza annuale nel corso della durata del contratto, sulla base dei rendiconti di periodo approvati, riferibili alla gestione del fondo interno nel quale è inserito il contratto, o, in mancanza, sulla base dell’ultimo rendiconto approvato.
Nel caso in cui il Beneficiario percepisca la prestazione nell’esercizio di un’attività commerciale, l’imposta sostitutiva non è applicata.
A tali fini, per i beneficiari persone fisiche o enti non commerciali percettori della prestazione nell’ambito della propria attività commerciale, è necessaria la produzione di una dichiarazione riguardo la sussistenza di tale circostanza.

IMPOSTA DI BOLLO

A decorrere dal 1° gennaio 2012, ai sensi dell’art. art. 13, c. 2-ter, D.p.r. 642/1972, i prodotti finanziari, tra cui i prodotti finanziari-assicurativi di ramo III e i prodotti finanziari di capitalizzazione di ramo V, sono assoggettati ad imposta di bollo calcolata annualmente nella misura del 2 per mille l’anno.
L’imposta di bollo è calcolata al termine di ciascun anno solare, con ragguaglio al periodo rendicontato, sul valore di riscatto del capitale investito nei fondi interni unit linked, tranne per il periodo di scadenza o di riscatto della polizza dove è calcolata sul valore effettivo di rimborso o di riscatto del capitale investito nei fondi interni unit linked. L’imposta di bollo, calcolata anno per anno, è dovuta all’atto del rimborso o del riscatto della polizza.

Realizzato nell'ambito di Generazione F, un progetto finanziato dal MIMIT D.M. 6/5/2022 art. 5
  • Luglio, 16
  • 6308
  • Assicurazioni, Generazione F - Generiamo Futuro, Progetti e Attività
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Polizze ramo I e aspetti fiscali Una guida sul regime fiscale delle polizze ramo I

Parma, 9 luglio 2024 – Nell’ambito del progetto Generazione F, Confconsumatori propone, tramite il suo esperto Federico Delsante, una guida sulla fiscalità delle polizze ramo I (per sapere cosa sono consulta questa guida).

BENEFICI FISCALI

I premi non sono detraibili ai fini Irpef.

IMPOSTA SUI PREMI

Non è prevista l’applicazione di alcuna imposta sui premi, qualora il rischio relativo alla polizza possa essere considerato come ubicato in Italia. Il regime fiscale può variare in funzione dello spostamento della residenza del Contraente presso un altro Paese dell’Unione Europea. Eventuali spostamenti della residenza presso altri Paesi dell’Unione Europea devono essere comunicati alla Compagnia a mezzo lettera entro 30 giorni da quello di effetto del trasferimento.

REGIME FISCALE DELLE PRESTAZIONI

Le somme corrisposte in dipendenza di questo contratto assicurativo, in caso di riscatto o di decesso dell’Assicurato, sono soggette ad imposta sostitutiva (attualmente pari al 12,5%), ai sensi dell’art. 26-ter, D.p.r. 600/1973, sulla differenza fra la somma liquidata e l’ammontare dei premi lordi versati.
Nel caso in cui il Contraente o il Beneficiario percepiscano la prestazione nell’esercizio di un’attività commerciale, l’imposta sostitutiva non è applicata. A tali fini, le persone fisiche e gli enti non commerciali, che percepiscano tali prestazioni in relazione a contratti di assicurazione sulla vita stipulati nell’ambito dell’attività commerciale eventualmente esercitata, dovranno fornire alla Compagnia una dichiarazione riguardo alla sussistenza di tale circostanza (C.M. 29/E/2001, par. 2.3).
Ai redditi derivanti dal contratto viene riconosciuta, attraverso la riduzione della base imponibile e ferma restando la misura dell’imposta sostitutiva applicata, una minore tassazione in funzione della quota degli stessi riferibile a titoli di Stato ed equiparati. Per la determinazione di tale quota, viene data rilevanza, per ciascun contratto, alla percentuale annuale media dell’attivo investito nei suddetti titoli, rispetto al totale dell’attivo. L’investimento in titoli di Stato o equiparati rileva sia se effettuato direttamente che se effettuato indirettamente, per il tramite di organismi di investimento collettivo del risparmio (art. 2, DMEF 13/12/2011).

Realizzato nell'ambito di Generazione F, un progetto finanziato dal MIMIT D.M. 6/5/2022 art. 5
  • Luglio, 9
  • 6448
  • Assicurazioni, Generazione F - Generiamo Futuro, Progetti e Attività
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Polizze TCM e aspetti fiscali Una guida sul regime fiscale delle polizze temporanee caso morte

Parma, 27 giugno 2024 – Nell’ambito del progetto Generazione F, Confconsumatori propone, tramite il suo esperto Federico Delsante, una guida sulla fiscalità delle polizze TCM (Temporanee Caso Morte ovvero la forma tradizionale e semplice di copertura vita).

BENEFICI FISCALI

La parte di premio destinata alla copertura del rischio morte o di invalidità permanente non inferiore al 5%, è detraibile dall’imposta dovuta dal Contraente ai fini Irpef come da normativa vigente, art. 15 del D.p.r. 917/1986. Tale detrazione è riconosciuta, fra l’altro, al Contraente, che ha effettivamente sostenuto la spesa del premio, qualora l’Assicurato sia il Contraente stesso oppure un familiare fiscalmente a suo carico. Sono detraibili soltanto i premi versati con modalità di pagamento tracciabile.  La suddetta detrazione può subire limitazioni in funzione del reddito complessivo del Contraente.

IMPOSTA SUI PREMI

I premi sulle assicurazioni sulla vita sono esenti dall’imposta sui premi di assicurazione, qualora il rischio possa essere considerato come ubicato in Italia (art. 1, L. 1216/1961 ed art. 11, allegato C, Tariffa, L. 121/1961). Il regime fiscale può variare in funzione dello spostamento della residenza del Contraente presso un altro Paese dell’Unione Europea. Eventuali spostamenti della residenza presso altri Paesi dell’Unione Europea devono essere comunicati alla Compagnia a mezzo lettera entro 30 giorni dal trasferimento.

REGIME FISCALE DELLE PRESTAZIONI

Le somme corrisposte in dipendenza di contratti assicurativi, in caso di morte dell’Assicurato o in caso di invalidità permanente dell’Assicurato , sono esenti da IRPEF (art. 6, c. 2, D.P.R. 917/1986). Inoltre, il capitale erogato in caso di morte dell’Assicurato in relazione alla garanzia principale è interamente a copertura del rischio demografico e, quindi non soggetto a tassazione (art. 34, D.P.R. 601/1973).

Realizzato nell'ambito di Generazione F, un progetto finanziato dal MIMIT D.M. 6/5/2022 art. 5
  • Giugno, 27
  • 6671
  • Assicurazioni, Generazione F - Generiamo Futuro, Progetti e Attività
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Fondi pensione e casse previdenziali: i numeri di Covip Pubblicata la relazione annuale della Commissione di vigilanza che raccoglie i dati sullo stato della previdenza complementare in Italia

Parma, 20 giugno 2024 – Covip, la Commissione di vigilanza sui fondi pensione, ha presentato alla Camera dei deputati la sua relazione annuale, che raccoglie alcuni dati interessanti rispetto alla previdenza complementare in Italia.

In Italia si contano 302 diversi fondi pensione: 33 fondi negoziali, 40 fondi aperti, 68 piani individuali pensionistici (PIP) e 161 fondi pensione preesistenti. Secondo Covip, “il consolidamento del sistema non subisce interruzioni, in particolare nel settore dei fondi preesistenti, nel quale nel corso del 2023 c’è stata una riduzione di ulteriori 30 forme e il cui numero si è più che dimezzato rispetto al 1999. Ne consegue la crescita della dimensione media delle forme, con il potenziale sfruttamento di economie di scala unito a guadagni di efficienza a vantaggio degli iscritti. A ciò contribuiscono i più elevati standard in termini di organizzazione interna introdotti dalla Direttiva (UE) 2016/2341 (cosiddetta IORP II), al cui rispetto da parte dei fondi la COVIP ha prestato specifica attenzione in questi anni.

QUASI 10 MILIONI GLI ISCRITTI

In totale, a fine 2023, le persone iscritte alla previdenza complementare risultano 9,6 milioni (+3,7% rispetto al 2022). Il 61,7% degli iscritti sono uomini ma, oltre al gap di genere, si registra anche una grande disparità nelle diverse fasce di età: il 47,8% degli iscritti ha un’età compresa tra 35 e 54 anni, il 32,9% ha almeno 55 anni. Ridotta, dunque, la presenza degli under35, anche se “negli ultimi anni – afferma Covip – il peso della componente più giovane (fino a 34 anni) sul totale degli iscritti è comunque cresciuto, passando dal 17,6% del 2019 al 19,3% del 2023. Cresce infatti, tra le nuove adesioni, la quota di soggetti fiscalmente a carico, la cui iscrizione viene indirizzata prevalentemente a favore delle forme di mercato. Ciò rispecchia decisioni familiari di aprire una posizione previdenziale per i propri figli in vista di una successiva alimentazione con versamenti autonomi una volta che essi entreranno nel mondo del lavoro”.

Rispetto agli investimenti sottostanti i fondi pensione, Covip chiarisce che il 56% del totale sono allocati “in obbligazioni governative (il 14,1% sono titoli del debito pubblico italiano) e altri titoli di debito. I titoli di capitale sono pari al 21,4% del totale mentre le quote di OICR al 15,8% del totale. I depositi si attestano al 5%; gli investimenti immobiliari, in forma diretta e indiretta, si attestano all’1,8% del totale“.

Complessivamente, il valore degli investimenti dei fondi pensione nell’economia italiana (titoli di Stato, titoli emessi da soggetti residenti in Italia e immobili) è pari a 36,6 miliardi di euro (contro 35,5 miliardi di euro nel 2022).

I RENDIMENTI

Nel corso del 2023, i rendimenti di tutte le tipologie di linee di investimento hanno registrato trend positivi, colmando le perdite subìte nell’anno precedente: i risultati migliori si sono osservati nelle linee d’investimento con una maggiore esposizione verso i titoli di capitale. “I comparti azionari hanno registrato le performance migliori, con rendimenti nell’anno in media pari al 10,2% nei fondi negoziali, all’11,3% nei fondi aperti e all’11,5% nei PIP; nei comparti bilanciati i guadagni sono stati inferiori”.

Come ricorda Covip, per, è opportuno considerare una finestra temporale più ampia per apprezzare realmente l’andamento del settore: da fine 2013 a fine 2023, “i rendimenti medi annui composti delle linee a maggiore contenuto azionario si collocano, per tutte le tipologie di forme pensionistiche, tra il 4,2 e il 4,5%, superiori al rendimento medio delle linee obbligazionarie e anche al tasso di rivalutazione del TFR (pari al 2,4% nel decennio). Le linee bilanciate mostrano rendimenti medi che vanno dall’1,9% dei PIP di tipo unit linked al 2,7% dei fondi negoziali e al 2,9% dei fondi aperti”.

PER ASSISTENZA

Orientarsi nel panorama previdenziale non è semplice – come dimostra anche la distribuzione dei dati rilasciati di Covip, che appaiono molto disomogenei tra i diversi gruppi socio-demografici – e affidarsi alla consulenza di esperti può risultare la soluzione migliore per essere certi di compiere scelte in linea con le proprie esigenze.

Confconsumatori, nell’ambito di Generazione F, progetto finanziato dal MIMIT (D.M. 6/5/2022 art. 5), si è occupata in diverse occasioni di previdenza complementare, e in particolare di PIP. Tutti i materiali e le attività realizzate sono disponibili nell’area: EDUCAZIONE ASSICURATIVA, PREVIDENZIALE E SANITARIA

Per ricevere assistenza e informazioni in materia assicurativa è inoltre possibile rivolgersi alle sedi territoriali di Confconsumatori, oppure allo Sportello online dell’associazione.

  • Giugno, 20
  • 3782
  • Generazione F - Generiamo Futuro, Progetti e Attività
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Il Mese delle assicurazioni targato Generazione F Dal 20 maggio al 14 giugno sette sportelli Confconsumatori pronti a fare informazione sui temi assicurativi legati alle polizze vita e salute

Parma, 17 maggio 2024 – Sta per incominciare il Mese delle assicurazioni previsto dal progetto “Generazione F” di Confconsumatori. Dal 20 maggio al 14 giugno sei sportelli territoriali, oltre allo Sportello online dell’associazione, saranno a disposizione gratuitamente per fornire ai cittadini informazioni e consigli relativi al mondo assicurativo.

GLI SPORTELLI

Ecco di seguito i recapiti degli sportelli che aderiscono all’iniziativa, distribuiti da Nord a Sud nella penisola:

BARI

Via Giuseppe Bozzi, 13 – CAP 70121

Cellulare: 368 7625431

E-mail: confconsumatoripuglia@yahoo.it oppure confconsumatori_berardi@yahoo.it

Orari di apertura: Martedì dalle 10 alle 12.30, oppure su appuntamento

Responsabile: Anna Maria Berardi

CATANIA

Viale Libertà, 221 – CAP 95129

Telefono: 095 7049705

Cellulare: 340 7289212

Fax: 095 932573

E-mail regionale: confconsumatorisicilia@gmail.com

E-mail provinciale: confconsumatorict@virgilio.it

Responsabile: Carmelo Calì

Orari di apertura: Martedì dalle 17 alle 19.30

GROSSETO

Via della Prefettura, 3 – CAP 58100

Telefono: 0564 417849

E-mail: grosseto@confconsumatori.it

Orario di apertura dedicato: Mercoledì dalle 17 alle 18

MILANO

Via De Amicis,17 – CAP 20123

Telefono: 02 50030886

E-mail regionale: milano@confconsumatori.it

Responsabile regionale: Alessandro Palumbo

Orari di apertura: Mercoledì dalle 14 alle 16

PARMA

Via Mazzini, 43 – CAP 43121

Telefono: 0521 230134

E-mail: parma@confconsumatori.it

Orari di apertura: Lunedì dalle 17 alle 18

ROMA

Via Spalato, 111 – CAP 00198

Telefono e Fax: 06 86326449

E-mail provinciale: confconsumatori.roma@gmail.com

E-mail responsabile: avv.dagostinobarbara@gmail.com

Responsabile: Barbara D’Agostino

Orari di apertura: Mercoledì dalle 15.30 alle 17.30

SPORTELLO ONLINE

Accanto ai sei sportelli territoriali, sarà attivo nel Mese delle assicurazioni anche lo Sportello online dell’associazione, per rispondere ai quesiti dei consumatori totalmente a distanza. Sarà possibile inviare la propria richiesta all’indirizzo e-mail sportello@confconsumatori.it.

GLI ESPERTI

I consulenti di Confconsumatori, operativi presso gli sportelli sopra indicati, saranno affiancati anche dagli esperti di Sna – Sindacato Nazionale Agenti di Assicurazione – che, attraverso il loro prezioso contributo, aiuteranno a fornire ai cittadini informazioni ancora più complete e puntuali.

I TEMI TRATTATI

L’attività gratuita di informazione e formazione rivolta al cittadino è limitata alla stipula di polizze, oppure alla revisione di polizze in essere: in particolare, polizze vita (temporanee caso morte, oppure polizze di investimento), polizze di rimborso spese sanitarie, polizze integrative pensionistiche e polizze Long Term Care.

IL PROGETTO

L’iniziativa è realizzata nell’ambito di “Generazione F – Generiamo Futuro”, un progetto di Confconsumatori finanziato dal MIMIT (D.M. 6/5/2022 art. 5). Per maggiori informazioni è possibile visitare il sito www.confconsumatori.it nella sezione dedicata al progetto.

  • Maggio, 17
  • 2765
  • Assicurazioni, Generazione F - Generiamo Futuro, Progetti e Attività
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Generazione F: dopo l’evento, si discute di proposte concrete Su Plus24 (Il Sole 24 Ore) le parole di Carmen Agnello e Carmelo Calì di Confconsumatori rispetto a sovraindebitamento e welfare

Parma, 6 maggio 2024 – Nelle settimane successive al grande convegno nazionale Generazione F: confronti, riflessioni e idee per un futuro finanziario e assicurativo più sostenibile gli esperti dell’associazione hanno avuto modo di tornare sugli argomenti oggetto dei panel, per incominciare a elaborare proposte concrete da sottoporre alle autorità competenti. Sull’edizione cartacea di Plus24 (Il Sole 24 Ore) sono usciti in particolare due articoli che includono le considerazioni del consiglio direttivo di Confconsumatori.

Riportiamo di seguito gli articoli a firma del giornalista Gianfranco Ursino:

Sovraindebitamento. Arrivano le proposte di modifica delle norme a tutela dei cittadini (27 aprile 2024)

Confconsumatori e le reti del territorio propongono ulteriori aiuti alle famiglie

Dalla legge “Salva suicidi” del 2012 al recente Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza, fino alle ultime novità previste nella seconda direttiva Ue sul credito al consumo (Ccd II), negli ultimi anni sono stati fatti tanti passi in avanti per alzare i livelli di protezione delle famiglie dalla piaga del sovraindebitamento. Ma per prevenire il fenomeno o nel caso favorire l’uscita dei consumatori dalla spirale negativa, è possibile fare altri concreti passi. Alcune soluzioni sono emerse dal convegno organizzato a Parma da Confconsumatori con le autorità di vigilanza e le reti territoriali degli assistenti sociali. «In primo luogo – spiega l’avvocato Carmen Agnello, responsabile del settore socio sanitario di Confconsumatori – occorre agire sull’abbattimento dei costi per l’avvio e l’istruzione delle procedure di sovraindebitamento, che può essere realizzato sia spostando in avanti, all’ultimo step della procedura prescelta, il pagamento dei costi della procedura stessa, come pure introducendo l’istituto del gratuito patrocinio, ovvero un istituto di cui già si avvalgono altre categorie di soggetti che accedono alla giustizia, che consente di avere un avvocato senza spese».

Oggi è difficile accedere alla procedura proprio a causa dei costi da sostenere quali il compenso dell’Occ (Organismo di composizione delle crisi) come pure quello del professionista (avvocato, commercialista) deputato a seguirlo. E la persona indebitata è costretta a rinunciare all’avvio della procedura. «In secondo luogo – aggiunge Agnello – sarebbe bene attuare con rapidità la Direttiva Ccd II nella parte in cui impone agli Stati membri di istituire i centri di consulenza per il debito, cosiddetti debt advice. Anche Banca d’Italia ha sollecitato l’introduzione di tale istituto e ha suggerito che il servizio potrebbe essere prestato dalle associazioni di consumatori riconosciute a livello nazionale, sulla falsariga del modello francese e portoghese, che puntano su un modello di debt advice affidato al no profit».

Tali associazioni, infatti, sono dotate di una buona rappresentatività e di una rete dislocata nel territorio e dispongono già di talune competenze adeguate. «In terzo luogo – conclude Agnello – l’articolo 34 della Ccd II statuisce la necessità di promuovere misure atte a favorire l’educazione dei consumatori in merito a una gestione del debito responsabile, in particolare per quanto riguarda i contratti di credito. Per orientare i consumatori, in primis quelli che sottoscrivono un credito al consumo per la prima volta o per mezzo di strumenti digitali, devono essere fornite informazioni chiare sulla procedura per la concessione del credito». Le disposizioni legislative e regolamentari necessari per adeguarsi alla Ccd II devono essere adottate in ogni caso entro il 20 novembre 2025. «Confconsumatori – afferma il suo presidente nazionale, avvocato Marco Festelli – chiede che l’Italia, in maniera responsabile, visto l’allarme sociale creato dal fenomeno del sovraindebitamento, si adegui nel corso del 2024, senza ulteriormente tardare».

Long term care. L’Ivass propone una copertura per tutta la popolazione (4 maggio 2024)

Il consigliere Cesari annuncia la volontà di presentare una proposta di legge

Ben 38 miliardi di spesa pubblica e altri 33 miliardi di spesa privata sono oggi destinati all’assistenza di persone non autosufficienti. Somme equivalenti al 3,7% del Pil tricolore, tenendo conto della spesa (spesso in nero) per le badanti. Viaggia invece su valori marginali (178 milioni) la cosiddetta spesa intermediata, vale a dire quella per il pagamento di polizze sanitarie o di quote per iscrizione a mutue o fondi integrativi da parte degli italiani.

LE MOTIVAZIONI – Un sistema di welfare che in prospettiva non sarà facile sostenere, con un trend strutturale di invecchiamento della popolazione. Alle varie fasce di età le probabilità di morte stanno calando sensibilmente. Le persone fortunatamente vivono più a lungo rispetto al passato. Dall’altra parte c’è un inesorabile calo della natalità. In termini di persone ultra 65enni sul totale della popolazione siamo secondi dietro il Giappone: siamo già poco sopra al 23% e arriveremo nel 2050 al 34% di ultra 65enni sul totale della popolazione. Inoltre c’è una prospettiva di crescita del Pil del nostro Paese non troppo vivace, a cui si affianca un tasso di disoccupazione ancora alto (vicino all’8%). La spesa sanitaria pubblica è comunque in calo. Siamo già sotto la media europea ed è destinata a scendere ulteriormente nei prossimi anni. Siamo già sotto il 7% del Pil e dati ufficiali stimano valori prossimi al 6,1-6,2% del Pil nel prossimo biennio. Per dare un riferimento Francia e Germania viaggiano rispettivamente su valori del 10,5 e 11% del Pil.

L’ANNUNCIO – La situazione italiana non è confortante. L’esposizione al rischio di non autosufficienza delle persone aumenta e le risorse pubbliche per offrire adeguata assistenza sono in diminuzione. L’Ivass, l’Autorità di vigilanza sulle assicurazioni, sta portando avanti uno studio con le Università di Venezia e La Sapienza di Roma per calcolare l’esposizione al rischio di non autosufficienza degli italiani e arrivare a stimare il costo di una copertura universalistica per tutta la popolazione. L’obiettivo – una vera e propria sfida – è formulare una proposta di legge da sottoporre al Governo e al Parlamento, come è stato annunciato in anteprima dal consigliere Ivass, Riccardo Cesari, al Congresso nazionale di Confconsumatori.

LA PROPOSTA – «Il progetto è ancora nella fase di studio – ha spiegato Cesari -. Una possibile risposta a questo grave problema è un partenariato pubblico-privato. Lo Stato stabilisce le regole e concede un’agevolazione fiscale. I datori di lavoro e i lavoratori versano i contributi. Le compagnie erogano le rendite in denaro e/o i risarcimenti sotto la forma specifica di servizi di assistenza prestati da soggetti del terzo settore specializzati, attrezzati e capaci di offrire assistenza su ambiti così delicati come i servizi della persona, con presidi e vigilanza sulla qualità dei servizi. Un progetto che lega i vari soggetti coinvolti nel raggiungimento di tre obiettivi; l’universalità dell’intervento, ovvero copertura a tutta la popolazione, efficienza e sostenibilità del sistema e qualità relazionale dei servizi stessi». Una soluzione simile a quella che si sta immaginando per le coperture contro le catastrofi naturali, dove il Governo Meloni – che si sta dimostrando attento alle coperture dei rischi macroeconomici – ha già previsto l’obbligo per le imprese di stipulare un’assicurazione per i rischi catastrofali.

«L’esposizione al rischio non autosufficienza è molto significativa – ha spiegato Cesari -. Dopo i 70 anni il rischio cresce esponenzialmente. Si tratta di qualcosa di simile a una catastrofe naturale: la possiamo definire una catastrofe naturale familiare. In diverse zone d’Italia – con rischio sismico 3 o 4 – la popolazione è molto più esposta al rischio di non autosufficienza che al rischio terremoto». Occorre quindi individuare per tempo dei sistemi per rispondere ai problemi di salute che si avranno con l’avanzare dell’età.

«Ben vengano tutte le proposte di legge per la nascita di quello che possiamo definire un nuovo welfare – ha condiviso Carmelo Calì, vice presidente Confconsumatori – nel quale lo Stato non può abbandonare il campo e deve sempre essere a fianco dei cittadini secondo le mutate condizioni socio economiche del Paese. Dall’altro lato il nuovo welfare dovrà far sì che le varie forme di tutela private, attraverso le coperture assicurative, siano sempre più rispondenti ai bisogni dei consumatori. Da questo punto di vista risulta chiaro che l’intervento legislativo dovrà comprendere entrambi gli aspetti coniugando l’intervento pubblico con quello privato. E questo non può avvenire con interventi legislativi e/o economici parziali, che sarebbero inutili, ma secondo una visione d’insieme capace di generare una riforma organica, che abbia a centro, secondo il dettato costituzionale, la tutela della persona umana».

  • Maggio, 6
  • 1229
  • Generazione F - Generiamo Futuro, Progetti e Attività
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SEDE REGIONALE E PROVINCIALE
L’AQUILA
SULMONA
Via E. Gianmarco 9   – CAP 67039
Telefono e Fax:  0864.50165
e-mail regionale e provinciale: confconsumatorisu@alice.it
e-mail sportello: confconsumatoriaqsu@gmail.com
Responsabile provinciale: Francesca Davini
Responsabile regionale: Domenico Taglieri
Orari di apertura: Martedì dalle 10 alle 12.30; Giovedì dalle 16 alle 18.30

CHIETI
Sede provinciale
SAN SALVO
Vico IV Garibaldi 2   – CAP 66050
Cellulare:  347.0834207
Email:   confconsumatorich@libero.it
Responsabili:   Antonio Artese
Orari di apertura:  Venerdì 16 – 18

SEDE NAZIONALE
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