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Cellulare: 376.1448694
E-mail: confconsumatorimatera@gmail.com
Responsabile: Giovanni Vinci
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TAG: Acf

Valutazione di adeguatezza mancante: risarciti investitori Nell’acquisto di un prodotto finanziario la valutazione di adeguatezza deve essere condotta nei confronti di entrambi i contitolari del conto: legittimo il risarcimento

Parma, 15 aprile 2020 – L’Arbitro per le Controversie Finanziarie (ACF) ha riconosciuto il diritto ad essere risarciti ad una coppia di risparmiatori che aveva sottoscritto l’acquisto di prodotti finanziari, per mancata valutazione del profilo di entrambi e per ritenuta inadeguatezza rispetto al profilo dell’unico contitolare valutato dalla banca.

I ricorrenti, una coppia con un conto corrente cointestato e con firma disgiunta sullo stesso, nel marzo 2015 avevano entrambi sottoscritto l’acquisto di quote del fondo Morgan Stanley Diversified Alpha Plus, attraverso la filiale del Banco BPM Spa di cui erano clienti, su suggerimento del proprio consulente finanziario e dietro la rassicurazione di quest’ultimo che si trattasse di un prodotto a capitale garantito.

I ricorrenti si accorgevano però, nel febbraio 2018, del notevole decremento del loro investimento e, contestato immediatamente l’accaduto all’istituto di credito del quale erano clienti, si rivolgevano poi, con l’assistenza di Confconsumatori, all’Arbitro per le Controversie Finanziarie lamentando l’inadeguatezza del prodotto finanziario acquistato rispetto al proprio profilo.

L’istituto di credito fondava la propria difesa sul fatto che trattandosi di conto corrente con firma disgiunta fosse possibile valutare l’idoneità del prodotto finanziario nei confronti di uno soltanto dei cointestatari, che nel caso specifico aveva caratteristiche tali da essere ritenuto, secondo lo stesso istituto di credito, idoneo a quella tipologia di investimento.

L’Arbitro per le Controversie Finanziarie, nel decidere la questione, ha invece rilevato in primo luogo come la sottoscrizione di un prodotto finanziario ad opera di entrambi i contitolari di un conto, pur se con firma disgiunta, produca tutti gli effetti di un investimento congiunto e come tale la valutazione di adeguatezza debba essere condotta nei confronti di entrambi i contitolari del conto.

In ogni caso, con decisione del marzo 2020, l’Arbitro ha evidenziato come la valutazione fatta dall’istituto di credito nei confronti di uno soltanto dei due contitolari del conto non potesse definirsi corretta dal momento che il profilo di quest’ultimo non era compatibile con la sottoscrizione di quote del fondo Morgan Stanley Diversified Alpha Plus.

«La decisione dell’ACF – commenta l’Avvocato Grazia Ferdenzi, che per conto di Confconsumatori ha assistito i risparmiatori – è molto importante perché impone l’obbligo, per l’istituto di credito che propone l’acquisto di un qualsiasi prodotto finanziario ai vari contitolari di un conto, di estendere la valutazione di adeguatezza a tutti i contitolari del conto stesso, non essendo sufficiente che uno solo degli stessi sia “profilato” e giudicato idoneo».

La coppia contitolare del conto dovrà così essere risarcita della differenza tra il capitale investito e il valore dell’investimento al momento in cui gli investitori hanno avuto conoscenza del carattere non adeguato del prodotto finanziario rispetto all’unico profilo valutato dall’istituto di credito.

Scarica a questo link la decisione dell’Arbitro per le Controversie Finanziarie.

Link agli sportelli telefonici e online delle sedi territoriali di Confconsumatori

  • Aprile, 15
  • 1930
  • Dalle Sedi, Emilia Romagna, Risparmio e Investimenti, sitoer
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BPB e Veneto Banca: continuano diffide e mediazioni Anche in periodo di emergenza da Covid-19 continua la battaglia del Coordinamento al fianco dei risparmiatori traditi dagli istituti di credito

Brindisi, 10 aprile 2020 – Nel pieno rispetto delle norme dettate per fronteggiare l’esigenza sanitaria Covid-19, continua senza sosta la battaglia del Coordinamento istituito dall’Associazione Nazionale “Dalla Parte del Consumatore” e dalla Confconsumatori – Federazione Provinciale di Brindisi al fianco dei risparmiatori che hanno investito il proprio denaro in titoli della Banca Popolare di Bari e della Veneto Banca.

Forte, infatti, delle numerose pronunzie favorevoli ai propri assistiti ottenuti dinnanzi all’Arbitro per le Controversie Finanziarie (ACF), il Coordinamento, in questi giorni, ha promosso una massiccia controffensiva nei confronti della Banca Popolare di Bari e dell’Intesa San Paolo, banca che ha incorporato per fusione Banca Apulia, istituto di credito che sul territorio pugliese ha venduto i titoli della Veneto Banca.

Solo negli ultimi giorni, infatti, sono state inviate in via telematica sei diffide e sono state avviate otto procedure di mediazione finalizzate alla conciliazione, atti prodromici, qualora non si riesca a raggiungere un accordo con gli istituti di credito, per l’instaurazione di altrettanti processi.

«L’Arbitro per le Controversie Finanziarie – afferma l’Avvocato Emilio Graziuso, Responsabile del Coordinamento Confconsumatori – Dalla Parte del Consumatore – sta accogliendo in pieno le tesi giuridiche che stiamo portando avanti per la difesa dei risparmiatori. Riteniamo giusto e quanto mai necessario, quindi, non fermarci e continuare a dare battaglia dentro e fuori le aule di Tribunale, stante, tra l’altro, i numerosi processi che abbiamo già instaurato».

Secondo il Coordinamento è opportuno che, in questa fase, i risparmiatori provvedano, almeno, ad inviare, qualora ne ricorrano gli estremi, una diffida contenete un formale atto di messa in mora nei confronti della Banca rivendicando i propri diritti e richiedendo, qualora non ne siano già in possesso, tutta la documentazione relativa ai propri investimenti.

«Il periodo che stiamo vivendo è molto particolare – continua l’Avvocato Graziuso – ma, purtroppo, le procedure da avviare nei confronti delle Banche si compongono di varie fasi, con conseguenti tempi spesso lunghi. E’ opportuno, quindi, che i risparmiatori non accantonino la tutela dei propri diritti e pongano in essere i passaggi necessari e i le azioni che si possono svolgere nell’immediato. Inoltre, riteniamo estremamente necessario che il singolo risparmiatore interrompa ogni e qualsivoglia termine di prescrizione, ed è proprio a tal fine che consigliamo, ove naturalmente ne ricorrano gli estremi, di inoltrare una diffida contenente un formale atto di messa in mora».

L’attività del Coordinamento Confconsumatori – Dalla Parte del Consumatore al fianco dei risparmiatori, quindi, non si ferma, ma si adatta alle nuove esigenze ed aumenta ogni giorno di più, attraverso il proprio sportello online.

Per informazioni: coordinamentoconsumatori@gmail.com; tel. 347 – 0628721

Link alle sedi territoriali e agli sportelli online di Confconsumatori

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  • Aprile, 10
  • 2138
  • Dalle Sedi, Puglia, Risparmio e Investimenti
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Titoli rischiosi venduti come sicuri: risarcita Riconosciuto il diritto al risarcimento del danno a una risparmiatrice che aveva investito in titoli Veneto Banca per il tramite di Banca Apulia

Brindisi, 9 aprile 2020 – In seguito alla decisione dell’Arbitro per le Controversie Finanziarie (ACF), è stato riconosciuto il diritto al risarcimento del danno a una risparmiatrice che aveva investito inconsapevolmente i propri risparmi in titoli della Veneto Banca attraverso l’intermediazione finanziaria della allora Banca Apulia s.p.a., successivamente incorporata per fusione ad Intesa San Paolo s.p.a.

Nel 2012 la risparmiatrice, priva di esperienza finanziaria, aveva investito parte dei propri risparmi in titoli della Veneto Banca, su suggerimento dai dipendenti della allora Banca Apulia, che le avevano prospettato questi titoli come sicuri, senza rischio per il capitale investito e che potevano essere disinvestiti in qualsiasi momento.

In un secondo momento la risparmiatrice aveva inviato un reclamo alla Banca, attraverso il coordinamento Confconsumatori – Dalla Parte del Consumatore, ed alla risposta negativa della stessa aveva promosso un procedimento dinnanzi all’Arbitro per le Controversie Finanziarie, che si è concluso con la pronunzia emessa a inizio aprile 2020, con la quale è stato riconosciuto il diritto dell’azionista a ottenere il risarcimento integrale del danno patito.

Con questa decisione l’ACF della Consob ha accolto integralmente le richieste della risparmiatrice, assistita dall’avvocato Emilio Graziuso. «L’Arbitro per le Controversie Finanziarie –  spiega Emilio Graziuso, Responsabile del Coordinamento Confconsumatori – Dalla Parte del Consumatore – così come sta avvenendo anche nelle procedure promosse nei confronti di Banca Popolare di Bari, ha accolto in pieno la linea difensiva che abbiamo individuato, riconoscendo la violazione della allora Banca Apulia, oggi Intesa San Paolo, degli obblighi informativi sulla stessa gravanti nonché dei principi di correttezza, diligenza e trasparenza».

Più in particolare l’Arbitro, così come si legge nella decisione, ha accolto le richieste della Ricorrente «potendosi ritenere provato che il resistente (la banca) abbia agito in violazione degli obblighi di diligenza, correttezza e trasparenza in materia di prestazioni di servizi di investimento. Peraltro, dalla documentazione in atti non emerge alcun elemento anche solo indiziario, che possa revocare in dubbio la fondatezza di quanto addotto dalla ricorrente».

Dal Coordinamento Confconsumatori – Dalla Parte del Consumatore fanno sapere che la battaglia a tutela dei risparmiatori che hanno investito in titoli della Veneto Banca, anche attraverso Intermediari, è molto complessa ed articolata dati i vari fronti sui quali la stessa si svolge. Accanto, infatti, alla tutela processuale, vi sono le prodromiche procedure dinnanzi all’Arbitro per le Controversie Finanziarie alternativa alla procedura di mediazione finalizzata alla conciliazione. «Dal 2015 siamo impegnati per la tutela dei risparmiatori su più fronti e continueremo a dare battaglia dentro e fuori le aule di tribunale», conclude l’Avvocato Graziuso.

Inoltre, per coloro che hanno fatto istanza di ammissione vi è la procedura di liquidazione coatta amministrativa ed ancora la procedura al Fondo di Indennizzo Risparmiatori (FIR). Per quest’ultima (procedura FIR) i termini per la presentazione delle istanze di indennizzo (come si legge sul sito ufficiale www.fondoindennizzorisparmiatori.consap.it) sono stati prorogati al 18 giugno 2020, proprio su espressa richiesta pubblica della Confconsumatori.

Per informazioni: coordinamentoconsumatori@gmail.com,  telefono: 347 062 8721

Link alle sedi territoriali e agli sportelli online di Confconsumatori

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  • Aprile, 9
  • 2028
  • Dalle Sedi, Puglia, Risparmio e Investimenti
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Fondi immobiliari rischiosi: risarcita azionista L’ACF ha accolto la richiesta di risarcimento di una risparmiatrice grossetana che non era stata informata del rischio dell’investimento

Grosseto, 5 marzo 2020 – Una risparmiatrice che aveva ottenuto un rimborso parziale alla scadenza dei fondi immobiliari in cui era stata convinta a investire, si è rivolta a Confconsumatori ottenendo, davanti all’Arbitro per le Controversie Finanziarie (ACF), il rimborso di quando investito inizialmente.

Nel 2004 una consumatrice di Grosseto è stata invitata ad investire larga parte dei suoi risparmi nel fondo immobiliare Europa 1 collocato da Poste Italiane. Tuttavia, alla scadenza questo fondo, la risparmiatrice anziché ottenere tutti i 10 mila euro investiti (dopo una proroga triennale della durata del fondo), aveva ottenuto soltanto un rimborso parziale di circa 7 mila euro.

In seguito, dopo essersi rivolta alla Confconsumatori di Grosseto, nel 2018 la risparmiatrice aveva deciso di portare il suo caso davanti all’Arbitro per le Controversie Finanziarie di Consob.

Con la decisione del 19 febbraio 2020, l’ACF ha accolto la domanda, rilevando che quel tipo di investimento da lei stipulato nel 2004, avrebbe dovuto essere preceduto da un’idonea analisi della conoscenza dei rischi, della propensione al rischio e dell’esperienza della consumatrice grossetana. Questo perché i fondi immobiliari chiusi sono investimenti rischiosi e illiquidi, quindi non appropriati per un investitore con scarsa propensione al rischio.

L’arbitro ha disposto, quindi, un rimborso a carico di Poste di ulteriori 3 mila euro e ha maggiorato la somma di interessi e rivalutazione monetaria per altri 500 euro. In buona sostanza Confconsumatori continua a battersi a Grosseto e nel resto d’Italia per la tutela del risparmio tradito, ottenendo risultati confortanti.

Scarica il lodo a questo link.

L’associazione ricorda inoltre che, per i Fondi Obelisco, è possibile esperire fino al 31 marzo 2020 la conciliazione paritetica, che sta dando giusto ristoro ai piccoli risparmiatori.

Gli interessati possono rivolgersi alla sede di Grosseto telefonando al numero 0564.417849 ovvero inviando una mail all’indirizzo grosseto@confconsumatori.it.

Link agli sportelli territoriali di Confconsumatori

 

 

  • Marzo, 5
  • 4298
  • Risparmio e Investimenti, Toscana
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BPB: sono ben 146 i risparmiatori indennizzati Per la prima volta tanti piccoli azionisti della Popolare di Bari sono stati materialmente indennizzati, 87 dei quali assistiti da Confconsumatori

Parma, 4 marzo 2020 – Dopo varie decisioni cartacee, questo è il primo caso in cui gli azionisti della Banca Popolare di Bari sono stati indennizzati dalla banca. Sono, infatti, ben 146 i risparmiatori della BPB che in questi giorni hanno materialmente incassato le somme derivanti da altrettante transazioni concluse con la banca, 87 dei quali sono stati assistiti dagli Avvocati Antonio Pinto e Antonio Amendola di Confconsumatori.

La stragrande maggioranza di coloro che hanno transatto, aveva ottenuto decisioni vittoriose davanti all’Arbitro per le Controversie Finanziarie (ACF) della Consob, prima del 13 dicembre 2019, data in cui la banca è stata posta in Amministrazione Straordinaria (Link all’articolo sul sito di Confconsumatori)

Oltre alle somme ottenute a titolo di indennizzo, gli azionisti hanno anche conservato le azioni e tutti i relativi diritti patrimoniali che ne deriveranno, laddove si proceda alla trasformazione in S.p.A.

Le percentuali ottenute sono diverse per ciascuno, sia a causa della minore o maggiore gravità delle violazioni subite, nonché a seconda dei dividendi già percepiti che sono stati detratti, o di prescrizioni parziali per alcuni titoli acquistati in anni remoti.

«Per il futuro – precisa il legale Antonio Pinto, presidente regionale di Confconsumatori Puglia – occorrerà guardare anche agli esiti della verifica della effettiva situazione patrimoniale della banca, che i Commissari stanno opportunamente ricostruendo, anche con l’ausilio della BDO Italia, società di revisione da loro nominata. Solo dopo sarà possibile individuare un percorso serio, con numeri e percentuali effettive di ristoro, per quegli azionisti che hanno subito un collocamento illegittimo».

Le transazioni sono state autorizzate dai Commissari, in esecuzione di conciliazioni concordate prima del 30 dicembre 2019, e sono un primo gesto concreto dell’inversione di tendenza e della maggiore attenzione posta dalla nuova governance verso gli azionisti vittime di un collocamento illegittimo, i quali, per la prima volta, ricevono soldi dalla banca. Tali accordi derivano dal Protocollo di conciliazione che le principali Associazioni di consumatori riconosciute avevano ottenuto a giugno 2019, sull’onda delle vittorie già all’epoca ottenute in ACF.

  • Marzo, 4
  • 4032
  • Puglia, Risparmio e Investimenti
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Popolare di Bari: la banca dovrà risarcire l’azionista Nuova vittoria per il Coordinamento: l’ACF riconosce che la risparmiatrice doveva essere informata degli obblighi, ora la Banca dovrà risarcirla

Bari, 26 Febbraio 2020 – In quella che sembra ormai una guerra senza esclusione di colpi, il Coordinamento istituito dalla Confconsumatori e dall’Associazione Nazionale “Dalla Parte del Consumatore” ottiene una nuova importante vittoria nei confronti della Banca Popolare di Bari.

Con una decisione emessa giovedì 20 febbraio 2020, infatti, l’Arbitro per le Controversie Finanziarie della Consob ha riconosciuto il diritto al risarcimento del danno patito da una risparmiatrice, assistita dall’Avvocato Emilio Graziuso, che aveva investito i propri risparmi in titoli della Banca Popolare di Bari.

Nel 2013 la risparmiatrice, convinta dai dipendenti della Banca Popolare di Bari, aveva acquistato, in un’unica soluzione azioni e obbligazioni convertibili, investendo così tutti i propri risparmi. Al momento dell’acquisto i titolo erano stati prospettati dall’Istituto di credito come sicuri, senza rischio alcuno di perdita del capitale investito, e le era stato detto che potevano essere disinvestiti in qualsiasi momento. I titoli, invece, avevano poi registrato una notevole perdita di valore e così la risparmiatrice aveva inviato un reclamo alla Banca, attraverso il coordinamento Confconsumatori – Dalla Parte del Consumatore. La banca, però, aveva inviato una risposta negativa, così la risparmiatrice aveva promosso un procedimento davanti all’Arbitro per le Controversie Finanziarie, concluso con la pronunzia emessa il 20 febbraio, con la quale è stato riconosciuto il diritto dell’azionista ad ottenere il risarcimento del danno.

«La Banca Popolare di Bari deve risarcire il risparmiatore – afferma l’avv. Emilio Graziuso, Responsabile del Coordinamento Confconsumatori “Dalla Parte del Consumatore” – Questa è l’ennesima vittoria che abbiamo ottenuto nei confronti dell’Istituto di credito barese. L’Arbitro per le Controversie Finanziarie, infatti, sta accogliendo in pieno la linea difensiva che abbiamo individuato, riconoscendo la violazione da parte della Banca Popolare di Bari della normativa concernente gli obblighi informativi gravanti sulla Banca e, di conseguenza, il diritto del risparmiatore al risarcimento del danno».

Secondo l’Arbitro, infatti, la violazione degli obblighi informativi da parte della Banca Popolare di bari «ha avuto una decisiva incidenza causale nelle scelte di investimento, potendo ragionevolmente affermarsi – in ossequio al principio del “più probabile che non” – che se la ricorrente fosse stata resa edotta della illiquidità degli strumenti in questione certamente non avrebbe eseguito gli investimenti per cui è controversa».

«Continueremo ad essere al fianco dei risparmiatori in questa dura e delicata battaglia avente ricadute non solo giudiziali ma anche economiche e sociali», conclude l’Avvocato Emilio Graziuso.

  • Febbraio, 26
  • 2909
  • Puglia, Risparmio e Investimenti
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