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MATERA

MATERA
Via Ugo La Malfa, 3/B – CAP 75100
Telefono: 0835.1766729
Cellulare: 376.1448694
E-mail: confconsumatorimatera@gmail.com
Responsabile: Giovanni Vinci
Orario di apertura: Martedì dalle 17 alle 19; Giovedì dalle 16 alle 19

ROTONDELLA (Mt)
Via Garibaldi, 131 – CAP 75026
Telefono: 328.1984943
e-mail: confconsumatoribasilicata@gmail.com
Orario di apertura: Lunedì dalle 15.30 alle 19.30; Martedì dalle 9 alle 13

PISTICCI (Mt)
Viale Gramsci, 34 – CAP 75015 Marconia
presso Confederazione Italiana Agricoltori
Telefono: 328.1984943
E-mail: confconsumatoribasilicata@gmail.com
Orario di apertura: venerdì dalle 17 alle 19

TURSI (MT)
Via Roma, 143 – CAP 75028
Telefono: 338.7686589
E-mail: confconsumatoribasilicata@gmail.com
Orario di apertura: mercoledì dalle 16 alle 18.30

Generazione F – Generiamo Futuro

Sensibilizzare, informare ed educare i cittadini, in particolare le nuove generazioni, a nuovi stili di consumo e di cittadinanza, più resilienti e sostenibili;
Alimentare la cultura della consapevolezza rispetto all’impatto che le scelte quotidiane individuali hanno sul futuro: il proprio, quello della collettività e quello del pianeta;
Valorizzare e sostenere iniziative che consentano a tutti i cittadini, indipendentemente dalla situazione sociale ed economica, di essere protagonisti attivi della cosiddetta “transizione verde”.
Sono questi gli obiettivi del progetto “Generazione F – Generiamo Futuro”, declinato nell’ambito delle seguenti tematiche:
– CONSUMI SOSTENIBILI ED ECONOMIA CIRCOLARE, con particolare riferimento al consumo sostenibile di cibo, per una alimentazione sana, consapevole, equa e rispettosa dell’ambiente;
– EDUCAZIONE FINANZIARIA E SOVRAINDEBITAMENTO, con particolare riferimento al ruolo che i prodotti finanziari possono avere sulla sostenibilità, e al tema del sovraindebitamento, nell’ottica di una transizione verde che sia per tutti, indipendentemente dalla situazione sociale ed economica;
– EDUCAZIONE ASSICURATIVA, PREVIDENZIALE E SANITARIA, con particolare riferimento agli strumenti a disposizione dei cittadini per costruire un futuro sereno, sicuro e sostenibile, per sé e per le proprie famiglie.

Finanziato dal MIMIT D.M. 6/5/2022 art. 5


Polizze vita: una guida completa Quali sono le tipologie e i costi, e cosa includono le coperture? Tutto quello che c’è da sapere sulle polizze vita ramo I e ramo III

Parma, 9 gennaio 2024 – L’assicurazione sulla vita – polizza vita – è un contratto complesso che coinvolge diversi attori chiave: la compagnia assicurativa, il contraente, l’assicurato e il beneficiario. Questi elementi collaborano per garantire una protezione finanziaria in caso di prematuro decesso, grave malattia o invalidità dell’assicurato. Per comprendere davvero questo tipo di assicurazione, è fondamentale ricordare quali sono gli attori coinvolti e analizzare le diverse tipologie di copertura disponibili.

GLI ATTORI PRINCIPALI

Compagnia assicurativa: ente che offre l’assicurazione vita, stabilendo termini e condizioni del contratto.

Contraente: persona che stipula il contratto con la compagnia assicurativa, versando i premi assicurativi.

Assicurato: la persona sulla cui vita viene stipulata l’assicurazione. L’assicurato può coincidere o meno con il contraente.

Beneficiario: persona designata per ricevere il capitale o la rendita previsti dal contratto in caso di decesso dell’assicurato.

TIPOLOGIE DI COPERTURA

Esistono diverse tipologie di copertura che è bene conoscere prima di compiere una scelta.

Assicurazione Temporanea Caso Morte (TCM): copertura per il prematuro decesso dell’assicurato. La durata della polizza è definita dal contraente, spesso in base agli impegni familiari, come il periodo di studio dei figli. Se l’assicurato è in vita alla scadenza, il contratto si risolve senza restituzione dei premi.

Polizze vita miste: combinano coperture per il decesso e la sopravvivenza dell’assicurato. Garantisce un capitale in caso di morte o alla scadenza prestabilita, inclusi eventi come inabilità al lavoro o invalidità.

Polizze finanziarie: queste polizze mirano all’investimento piuttosto che alla tutela dai rischi. La gestione separata gestisce i premi investendoli in obbligazioni o altri strumenti finanziari. La restituzione del capitale è garantita al netto dei costi alla scadenza o in caso di riscatto

DIFFERENZE TRA POLIZZE RAMO I E POLIZZE RAMO III

L’assicurazione vita ramo I è la più tradizionale. Chi stipula la polizza versa un capitale unico o delle somme periodiche (i premi), l’assicuratore li mette insieme ai premi versati dagli altri clienti, e investe questo capitale. Questo “tesoretto” che la compagnia gestisce per conto dei clienti, tenendolo distinto dai mezzi propri, si chiama gestione separata. La compagnia garantisce la restituzione del capitale – al netto dei costi – alla scadenza della polizza o nel momento in cui quest’ultima passa agli eredi, anche nel caso in cui la gestione separata sia andata male. Come fa la compagnia a garantire la restituzione del capitale? La gestione separata è investita in buona parte in obbligazioni, specialmente titoli di Stato. Stando così le cose, però, si può osservare che potrebbe valere maggiormente la pena comprare direttamente titoli di Stato, risparmiando le spese della polizza.

Le polizze di ramo III, che comprendono le index linked e unit linked, sono invece polizze “finanziarie”, orientate agli investimenti, e possono per questo comportare dei rischi. Rispetto al ramo I, queste polizze possono – ma non devono – garantire la restituzione del capitale. Proprio per questo, anche gli investimenti sottostanti sono diversi: non più in prevalenza titoli di Stato, ma anche investimenti più “aggressivi”. Nel caso delle index linked, il capitale che verrà restituito sarà più alto o più basso a seconda dell’andamento di un indice di Borsa o un paniere di azioni. Nelle unit linked, il capitale che verrà restituito dipenderà dall’andamento di un fondo comune, che può essere costruito ad hoc dalla compagnia o può essere un fondo comune presente sul mercato.

CONVIENE INVESTIRE IN POLIZZE VITA?

Occorrerebbe riflettere sul fatto che le garanzie aggiuntive contenute nelle polizze non comportano spesso grandi tutele rispetto a un’obbligazione (polizze ramo I) o a un fondo o a un Etf (polizze ramo III). Il costo, però, è ben più caro rispetto a un investimento diretto.

Per cominciare, quando sottoscrivi la polizza vita può esserci un costo fisso. Poi, la compagnia trattiene ogni anno parte del rendimento della gestione. Se la gestione è particolarmente efficiente, la compagnia può anche aumentare il proprio guadagno. Infine, se per qualche ragione hai la necessità di recuperare il denaro prima della scadenza, è possibile che vadano sostenuti costi ulteriori.

Tutte le informazioni relative ai costi fissi e aggiuntivi sono fornite dalla stessa compagnia nella tua documentazione: lì sarà indicato il rendimento in diversi scenari di performance – simulazioni fatte dalla società su quanto può rendere la polizza se le cose vanno molto male (scenario di stress), male (scenario sfavorevole), discretamente (scenario moderato) o molto bene (scenario favorevole).

È fondamentale dunque comprendere la differenza tra le polizze di assicurazione e i prodotti finanziari. L’assicurazione vita può essere un utile strumento di protezione finanziaria, ma richiede una conoscenza approfondita in modo da compiere scelte informate. I consumatori devono valutare attentamente le opzioni disponibili, considerando i costi, le coperture offerte e la gestione finanziaria delle compagnie assicurative. La consulenza di un esperto può essere preziosa per navigare tra le complesse normative e garantire una scelta adatta alle proprie esigenze.

Questo articolo è realizzato nell’ambito di Generazione F, un progetto finanziato dal MIMIT. D.M. 6/5/2022 art. 5
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Nuova direttiva europea sul credito al consumo Vediamo alcune delle misure volte a garantire maggiore trasparenza e sicurezza ai consumatori

Parma, 29 dicembre 2023 – Sul finire del 2023, sono arrivate dall’Europa alcune importanti novità riguardanti il credito al consumo. La direttiva (UE) 2023/2225 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 18 ottobre 2023 relativa ai contratti di credito ai consumatori è stata infatti pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea lo scorso 30 ottobre. L’emanazione della nuova direttiva si è resa necessaria al fine di una piena armonizzazione che garantisca a tutti i consumatori dell’Unione di fruire di un livello elevato ed equivalente di tutela dei loro interessi e che crei un mercato interno ben funzionante.

Gli Stati membri dovranno adottare e pubblicare entro il 20 novembre 2025 le disposizioni legislative e regolamentari necessarie per conformarsi alla presente direttiva, ma già da oggi hanno valenza quantomeno a livello di interpretazione di norme e condotte esistenti.

Il credito al consumo sarà così disciplinato da regole più trasparenti sia in fase contrattuale che precontrattuale. Le nuove disposizioni si applicano ai prestiti da zero fino a 100 mila euro (ossia i prestiti utilizzati per spese personali o della famiglia, come ad es. acquisto di un veicolo, ristrutturazioni casa, beni di consumo, viaggi, ecc.).

LE MISURE

Alla luce di ciò, sono state introdotte varie misure. Eccone sintetizzate alcune:

  • In base all’art.8 si vieta la pubblicità dei prodotti di credito che: a) incoraggia i consumatori a chiedere credito suggerendo che il credito migliorerebbe la loro situazione finanziaria; b) precisa che i contratti di credito in essere o i crediti registrati nelle banche dati hanno un’influenza minima o nulla sulla valutazione di una richiesta di credito; c) suggerisce falsamente che il credito comporta un aumento delle risorse finanziarie, costituisce un sostituto del risparmio o può migliorare il tenore di vita del consumatore.
  • In base all’art.10 l’intermediario del credito deve fornire al consumatore le informazioni precontrattuali chiare e comprensibili necessarie per confrontare le varie offerte al fine di prendere una decisione informata sull’opportunità di concludere un contratto di credito sulla base delle condizioni di credito offerte dal creditore. Tali informazioni precontrattuali sono fornite al consumatore in tempo utile prima che quest’ultimo sia vincolato da un contratto, anche ove siano usate tecniche che di comunicazione a distanza. Qualora le informazioni precontrattuali di cui al primo comma del presente paragrafo siano fornite meno di un giorno prima che il consumatore sia vincolato dal contratto o dall’offerta di credito, il creditore deve inviare al consumatore un promemoria sulla possibilità di recedere dal contratto di credito e sulla procedura da seguire per il recesso. Il promemoria è fornito al consumatore, su supporto cartaceo o altro supporto durevole scelto dal consumatore e specificato nel contratto di credito. Inoltre, l’art.10 definisce in modo dettagliato tutte le informazioni davvero essenziali che obbligatoriamente devono essere messe in risalto nella pagina iniziale del contratto (e non “seppellite” quindi nei meandri del contratto stesso).
  • In base all’art.14 sono consentite le pratiche di commercializzazione aggregata, ma sono vietate le pratiche di commercializzazione abbinata, ossia l’istituto finanziario non può pretendere che la concessione del credito sia condizionata alla vendita anche di un qualche altro prodotto finanziario. Unica deroga ammessa è quella di abbinare l’erogazione del credito con l’apertura di un conto corrente di pagamento o risparmio. Inoltre, si potrà consentire ai creditori di richiedere al consumatore la sottoscrizione di una polizza assicurativa collegata al contratto di credito, rispettando il principio di proporzionalità. In tali casi il creditore sarà comunque tenuto ad accettare la polizza assicurativa di un fornitore diverso dal suo, qualora detta polizza fornisca un livello di copertura equivalente a quello della polizza proposta dal creditore, senza modificare le condizioni del credito offerto al consumatore. Inoltre i consumatori devono avere almeno tre giorni di tempo per confrontare diverse offerte di assicurazione.
  • In base all’art.15 i creditori e gli intermediari del credito non possano desumere che vi è il consenso del consumatore alla conclusione di contratti di credito o all’acquisto di servizi accessori presentati tramite opzioni predefinite. Le opzioni predefinite includono le caselle preselezionate. Il consenso del consumatore alla conclusione di contratti di credito o all’acquisto di servizi accessori presentati mediante caselle è dato tramite un’azione positiva chiara e inequivocabile con cui il consumatore fornisce un’indicazione libera, specifica, informata e inequivocabile del suo assenso in relazione al contenuto e alla sostanza associati alle caselle.
  • In base all’art.18 si impone che prima della conclusione di un contratto di credito, il creditore debba effettuare una valutazione approfondita del merito creditizio del consumatore. Tale valutazione è effettuata nell’interesse del consumatore, per evitare pratiche irresponsabili in materia di concessioni di prestiti e sovraindebitamento, e tiene adeguatamente conto dei fattori pertinenti ai fini della verifica delle prospettive di adempimento da parte del consumatore degli obblighi stabiliti dal contratto di credito. La valutazione del merito creditizio è effettuata sulla base di informazioni accurate sul reddito e sulle spese del consumatore e su altre informazioni sulla situazione economica e finanziaria, che siano necessarie e proporzionate rispetto alla natura, alla durata, al valore e ai rischi del credito per il consumatore. Se la richiesta di credito è presentata congiuntamente da più di un consumatore, il creditore effettua la valutazione del merito creditizio sulla base della capacità di rimborso congiunta dei consumatori. Il creditore erogherà il credito al consumatore solo quando i risultati della valutazione del merito creditizio indicano che gli obblighi derivanti dal contratto di credito saranno verosimilmente adempiuti.
  • L’art.22 impone che, prima di modificare le condizioni del contratto di credito, il creditore deve comunicare al consumatore, su supporto cartaceo o altro supporto durevole, le seguenti informazioni seguenti: a) una descrizione chiara delle modifiche proposte indicando, se del caso, la necessità del consenso del consumatore o una spiegazione delle modifiche introdotte per legge; b) il calendario per l’attuazione delle modifiche; c) i mezzi di reclamo a disposizione del consumatore in relazione alle modifiche; d) il periodo di tempo a disposizione per presentare un reclamo; e) il nome e l’indirizzo dell’autorità competente cui può essere presentato tale reclamo.
  • In base all’art.26 il consumatore possa recedere dal contratto di credito senza dare alcuna motivazione entro un periodo di 14 giorni dal l giorno della conclusione del contratto di credito oppure dal il giorno in cui il consumatore riceve le condizioni contrattuali e le informazioni essenziali, se tale giorno è posteriore a quello si stipula del contratto.
  • In base all’art.27 un consumatore che abbia esercitato il diritto di recesso riguardo a un contratto per la fornitura di merci o la prestazione di servizi non sarà più vincolato da un eventuale contratto di credito collegato: qualora le merci o i servizi oggetto di un contratto di credito collegato non siano forniti o prestati oppure siano forniti o prestati soltanto in parte oppure non siano conformi al contratto per la loro fornitura o prestazione, il consumatore ha il diritto di agire nei confronti del creditore se ha agito nei confronti del fornitore o prestatore senza ottenere la soddisfazione che gli spetta ai sensi della legge o in virtù del contratto per la fornitura di tali merci o la prestazione di tali servizi.
  • In base all’art.29 si conferma che il diritto del consumatore alla riduzione del costo totale del credito in caso di rimborso anticipato del credito include tutti i costi posti a carico del consumatore. La riduzione del costo totale del credito per il consumatore dovrebbe essere proporzionata alla durata residua del contratto di credito e comprendere anche i costi che non dipendono dalla durata di tale contratto di credito, compresi quelli upfront, ossia quelli che sono pienamente esauriti all’atto della concessione del credito. La Direttiva detta, inoltre, i principi per il calcolo dell’indennizzo spettante al creditore in caso di rimborso anticipato che comunque non potrà mai superare l’1% dell’importo del credito oggetto del rimborso anticipato.
Questo articolo è realizzato nell’ambito di Generazione F, un progetto finanziato dal MIMIT. D.M. 6/5/2022 art. 5
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Imballaggi sostenibili: quali sono, e perché sceglierli? Esistono numerose soluzioni sicure ed efficienti, che possono contribuire a ridurre il tuo impatto sul Pianeta

Parma, 18 dicembre 2023 – Ogni settimana il nostro carrello della spesa si riempie di confezioni che, dopo pochi giorni, sono destinate a diventare rifiuti. All’interno della filiera alimentare, gli imballaggi (spesso chiamati con il termine inglese packaging) rappresentano di certo uno strumento efficace per agevolare il trasporto e la conservazione dei prodotti. Da un punto di vista ecologico, però, gli imballaggi (soprattutto quelli in plastica) hanno un impatto molto significativo: per questo è importante conoscerli, sceglierli preferibilmente realizzati in materiali riciclati, e utilizzarli il meno possibile. In questo articolo vedremo quali sono le tipologie di imballaggi più diffuse e come si smaltiscono, e scopriremo quali sono oggi le principali tipologie di packaging sostenibili disponibili sul mercato.

UN MARE DI PLASTICA 

Quando acquistiamo beni alimentari, non sempre ci soffermiamo a riflettere sulle ricadute ambientali che può avere la confezione in cui sono conservati. Si stima che, annualmente, finiscano negli oceani diversi milioni di tonnellate di rifiuti di plastica, che sono responsabili dell’inquinamento delle acque e causano notevoli danni alla fauna selvatica e alla vita marina.

Fig.1 Inquinamento da plastica Fonti: Servizio di Ricerca del Parlamento europeo EPRS

La presenza di questi materiali nelle acque dei mari e degli oceani ha delle conseguenze significative su diversi aspetti come:

  • La vita marina;
  • La salute umana;
  • L’economia;
  • Il clima.

Attraverso la catena alimentare, i consumatori si ritrovano a loro volta a ingerire inconsapevolmente microplastiche che erano prima state ingerite dai pesci. Come si evince dai dati riportati dal Servizio di Ricerca del Parlamento europeo EPRS, la maggior parte dei rifiuti, circa il 49%, deriva da plastiche monouso: una delle caratteristiche che contraddistinguono molto spesso gli imballaggi alimentari.

Fig. 2 Tipi di rifiuti Fonte Commissione Europea

Per avere un’idea della quantità di plastica presente sul nostro Pianeta basta pensare che, secondo l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (Ocse), ogni anno nel mondo ne vengono prodotte 460 milioni di tonnellate. Inoltre, la produzione risulta più che raddoppiata dal 2000 e potrebbe quasi triplicare fino a 1.231 milioni di tonnellate entro il 2060.

Un altro problema riguarda il tempo di utilizzo degli oggetti in plastica: quasi due terzi dei rifiuti proviene da plastica con un ciclo di vita inferiore a cinque anni, soprattutto imballaggi alimentari (40%).

LA SICUREZZA DEGLI IMBALLAGGI

Quando si parla di imballaggi alimentari occorre ricordare che essi, oltre ad essere pratici e funzionali, devono rispettare gli standard di sicurezza per evitare la contaminazione del prodotto e garantire la corretta conservazione degli alimenti. Le normative dell’Unione Europea richiedono il rispetto degli standard di produzione per indicare che i materiali utilizzati nell’imballaggio sono idonei al contatto con gli alimenti e non contengono sostanze dannose per la salute dei consumatori e/o riducono le proprietà organolettiche degli alimenti.
La normativa di riferimento per i MOCA (Materiali e Oggetti a Contatto con gli Alimenti) è il Regolamento (CE) n. 1935/2004, che stabilisce i requisiti generali che devono soddisfare tutti i beni legati all’alimentazione. Tuttavia, la creazione del MOCA è disciplinata dal Regolamento (CE) n. 2023/2006 stabilisce una serie di pratiche e requisiti di sicurezza che tutti i produttori devono seguire. In pratica, per garantire la conformità e la sicurezza del MOCA, i produttori devono utilizzare:

  • Materiali di partenza adeguati al processo di produzione;
  • Uffici idonei e personale formato;
  • Sistema di controllo qualità efficace e documentato.

Il Regolamento (UE) n. 10/2011 costituisce una specifica misura del Regolamento (CE) n. 1935/2004, che stabilisce norme particolari per la fabbricazione e la commercializzazione di materiali e oggetti in materia plastica che dovrebbero venire a contatto con gli alimenti (o sono venuti a contatto con gli alimenti o si prevede che entrino in contatto con gli alimenti).
Questo regolamento si applica a tutti i materiali e gli articoli realizzati esclusivamente in plastica, inclusi:

  • Materiali, articoli e parti realizzati esclusivamente in plastica;
  • I materiali plastici multistrato sono tenuti insieme da un adesivo;
  • Materie plastiche rivestite o rivestite;
  • Lo strato o rivestimento che forma il sigillo di plastica del coperchio o della chiusura.

Il Regolamento UE 2020/1245, invece, rivede le restrizioni sulle sostanze consentite nei prodotti in plastica. Viene inoltre sottolineata l’importanza di una comunicazione chiara a tutti, soprattutto agli operatori economici che utilizzano i prodotti della zona intermedia, sui prodotti finiti in plastica e sui prodotti che si trovano al loro interno.

Gli imballaggi in plastica sono utilizzati da anni nell’industria alimentare come soluzione economica e conveniente per l’imballaggio alimentare ma, come abbiamo visto, questi prodotti hanno un enorme impatto sull’ambiente, dall’inquinamento degli oceani alle significative emissioni di gas serra derivanti dalla produzione e dallo smaltimento. Per questo è fondamentale conoscere le alternative, e acquistare consapevolmente.

I PACKAGING SOSTENIBILI

Scegliere un packaging sostenibile e “green” significa optare per soluzioni alimentari naturali, biodegradabili e riciclabili al 100%.
Vediamo quali sono oggi le opzioni migliori:

  1. Borse e sacchetti di carta certificata: con sacchetti e buste in carta certificata è possibile ottenere imballaggi green, imballaggi ecologici riciclabili e compostabili al 100%, perfetti per l’economia circolare.
  2. Packaging bio food in PLA: si tratta di una plastica biodegradabile ricavata dall’amido di mais, utilizzata per cibi e bevande fredde.
  3. Imballaggio green in CPLA: un materiale derivato sempre dall’amido di mais trattato mediante un processo di cristallizzazione. Pertanto, l’origine naturale dell’imballaggio rimane invariata, ma aumenta la resistenza al calore del prodotto. CPLA è un imballaggio ecologico che può resistere a temperature fino a 80-85 gradi ed è molto apprezzato per la gestione dei rifiuti compostabili e biodegradabili.
  4. Packaging ecosostenibile in bagassa: la bagassa è un composto biodegradabile ottenuto dalla polpa della canna da zucchero, sfruttando non la materia prima ma gli scarti di lavorazione. Sul mercato viene considerato un’alternativa agli imballaggi in polistirolo.

Quando si parla di sostenibilità dei packaging è indispensabile saper interpretare correttamente le varie sigle e simboli presenti sugli imballaggi allo scopo di smaltire correttamente i rifiuti. Cominciamo con i simboli più comuni:

Il simbolo può indicare che il materiale è riciclabile e che l’imballaggio è realizzato con materiali riciclati.
Si trova principalmente negli imballaggi multicolori di carta, cartone e cellulosa.

 

 

Questo è simbolo di riciclabilità: si trova principalmente sugli imballaggi in plastica e può indicare che l’imballaggio è riciclabile e che parte del materiale che lo compone è riciclato. All’interno sono presenti i numeri 1-6, che indicano il tipo di plastica in base a un codice univoco. Attenzione: se leggi il numero 7, significa che il materiale non è riciclabile!

 

Questo simbolo indica che il produttore segue un sistema di raccolta rifiuti: in Italia lo si trova soprattutto su prodotti importati.

 

 

Questo simbolo ci ricorda che è opportuno appiattire i rifiuti riciclabili per ridurne il volume: è particolarmente indicato per le bottiglie in tetrapak o in plastica.

 

 

Ecco infine alcuni tra i simboli più diffusi associati allo smaltimento della plastica. Il più comune e conosciuto è il PET, che sta per polietilene tereftalato: quando si incontra questo simbolo, significa che si è di fronte a materiali plastici non riciclabili.

 

COMPOSTABILE O BIODEGRADABILE?

Si incontrano spesso sugli imballaggi anche i termini compostabile e biodegradabile. Sebbene possano sembrare sinonimi, questi due termini sono diversi tra di loro. La “biodegradabilità” appartiene ai materiali organici che vengono scomposti in sostanze più semplici da microrganismi naturali fino a diventare acqua, metano e anidride carbonica. La biodegradabilità si riferisce quindi alla capacità di un materiale di subire una degradazione biologica. In poche parole, è la capacità di rompersi sotto l’influenza di fattori biologici.

La “compostabilità“, invece, è una caratteristica dei materiali organici che si trasformano in compost durante il procedimento del compostaggio. Il compost è il risultato della biodegradazione aerobica dei rifiuti organici. Per essere compostabile deve degradarsi in meno di tre mesi e superare i test di ecotossicità. Gli imballaggi compostabili non devono essere gettati nell’ambiente, ma devono essere inseriti tra i rifiuti organici per essere trattati in impianti di compostaggio industriale.

È importante infine ricordare che alcuni prodotti potrebbero richiedere istruzioni speciali per il riciclaggio; quindi, è sempre meglio leggere attentamente le istruzioni sull’etichetta e controllare le normative del comune di residenza.

ALCUNI CONSIGLI

Se desideri diventare un consumatore più responsabile, puoi adottare alcuni comportamenti che ti aiuteranno a ridurre l’impronta ecologica della tua spesa. Oltre ad acquistare alimenti contenuti in packaging sostenibili, prova a mettere in pratica questi accorgimenti:
Ecco alcuni esempi di comportamenti sostenibili:

  • Quando scegli i tuoi prodotti, opta per quelli che presentano imballaggi ridotti o che comunque sono composti da materiale riciclabile, cercando sempre di evitare l’uso di sacchetti usa e getta ma preferendo confezioni riutilizzabili (come, ad esempio, quelle di tela).
  • Se possibile, orienta i tuoi acquisti verso prodotti sfusi e utilizza contenitori riutilizzabili di tua proprietà, che magari, a loro volta, hanno già avuto una vita come imballaggi in precedenza.

Ricorda infine che, nella strada verso una maggiore sostenibilità, sono anche i piccoli gesti di ognuno a fare la differenza!

Fonti
https://www.salute.gov.it/imgs/C_17_opuscoliPoster_289_allegato.pdf

https://pensoinverde.it/blogs/sostenibilita/packaging-sostenibile

https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:32020R1245&from=IT

https://www.focus.it/ambiente/ecologia/giornata-mondiale-dell-ambiente-10-numeri-sull-inquinamento-da-plastica

https://www.itscompostable.com/packaging-sostenibile/differenza-tra-biodegradabile-e-compostabile/

Finanziato dal MIMIT D.M. 6/5/2022 art. 5
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Educazione finanziaria e sovraindebitamento Ecco tutte le attività previste dal progetto "Generazione F - Generiamo Futuro"

Sul versante dell’educazione finanziaria e del sovraindebitamento, Confconsumatori – attraverso il progetto “Generazione F – Generiamo Futuro” si impegna affinché i cittadini abbiano accesso a informazioni affidabili, complete e attendibili sui prodotti finanziari in cui investono, in modo da poter contribuire attivamente anche all’obiettivo di una maggiore sostenibilità. Questo filone progettuale è sviluppato in linea con la strategia dell’Unione in materia di finanza sostenibile (COM 2018/097 e COM 2021/180), che tra le altre cose introduce un regime di informativa obbligatorio, sia per le imprese finanziarie che per quelle non finanziarie, che fornisca agli investitori le informazioni necessarie per prendere decisioni con cognizione di causa in merito agli investimenti sostenibili. Gli obblighi di informativa comprendono ad esempio l’impatto delle attività di un’impresa sull’ambiente e sulla società, nonché i rischi operativi e finanziari affrontati da un’impresa a causa della sua esposizione a favore della sostenibilità (concetto di “doppia rilevanza”).

I cittadini devono essere messi nella condizione di conoscere e riconoscere i prodotti finanziari sostenibili e responsabili, rispettosi dei criteri ESG (analisi ambientale, sociale e di buon governo – dall’inglese Environmental, Social, Governance), anche attraverso la valorizzazione di certificazioni e marchi (ad esempio il marchio Ecolabel UE che, esteso a questo campo, può certificare i prodotti finanziari al dettaglio “verdi” e contrastare il greenwashing), così come di scegliere prodotti finanziari “a chilometro zero” che supportano l’economia reale italiana (ad es. titoli azionari o obbligazionari emessi da aziende italiane): questi sono alcuni degli obiettivi che gli interventi di Confconsumatori desiderano raggiungere.

Infine, con l’aumento della vulnerabilità finanziaria di tantissime famiglie, diventa ancora maggiore la necessità di informare i cittadini su come prevenire i rischi di insolvenza, come compiere scelte consapevoli al momento della conclusione di contratti di credito, come riconoscere prodotti creditizi sostenibili e responsabili, ma anche su come “curare” situazioni di sovraindebitamento.

CAMPAGNA INFORMATIVA

Confconsumatori promuove una campagna di informazione e sensibilizzazione sui temi legati alla finanza sostenibile e al sovraindebitamento che include, oltre alla diffusione di comunicati stampa e contenuti social, la pubblicazione di un numero speciale del periodico “Confconsumatori Notizie”, reso disponibile in versione digitale e in versione cartacea presso gli sportelli territoriali.

Sono state inoltre realizzate due guide in formato digitale, dal taglio pratico ed essenziale:

  • Guida alla finanza sostenibile
  • Guida sul sovraindebitamento

Su questo sito web sono infine pubblicate notizie e approfondimenti riguardanti le tematiche della finanza sostenibile e del sovraindebitamento), e vengono promossi gli eventi organizzati nel corso dei mesi.

Infine, in coda a questa pagina, è ospitata una raccolta di giurisprudenza in materia di sovraindebitamento, con l’intento di fornire ai professionisti specialisti del settore uno strumento utile a supporto della loro attività di assistenza delle persone in difficoltà.

Gli articoli
  • Nuova direttiva europea sul credito al consumo
  • Il debito sostenibile e la crisi da sovraindebitamento: come uscire dalla spirale negativa
  • Investimenti sostenibili: cosa dice la normativa e quali sono le prospettive
  • Il Mese dell’educazione finanziaria di Generazione F
  • Piani individuali di risparmio (Pir): la nuova guida di Abi
  • Investimenti sostenibili: come verificare se un prodotto finanziario rispetta i principi ESG?
I post
  • Finanza sostenibile, ma attenzione alle truffe online
  • Nuova direttiva europea sul credito al consumo/1
  • Nuova direttiva europea sul credito al consumo/2
  • Piani individuali di risparmio (Pir)
  • Crisi da sovraindebitamento: cos’è, e come si risolve?
  • L’Arbitro per le Controversie Finanziarie (ACF)
  • Come verificare la sostenibilità di un investimento
  • Criptoattività: quali differenze?
  • Truffa bancaria digitale, che fare? L’Abf
  • L’assicurazione vita sul mutuo

WEBINAR, CONVEGNI SUL TERRITORIO, FORMAZIONE

Nel corso del progetto Confconsumatori ha destinato alla cittadinanza diversi incontri informativi: sono stati organizzati in particolare due webinar – uno in tema di finanza sostenibile e uno in tema di sovraindebitamento – che si sono rivelato un’occasione di dibattito e confronto per i consumatori, ma anche per gli operatori dell’Associazione. L’attività di formazione è poi stata rivolta ad alcuni target specifici: è stato infatti organizzato un Convegno dedicato al tema del sovraindebitamento, pensato in particolare per gli operatori qualificati del settore, avvocati e commercialisti, a cui sono stati rilasciati crediti formativi.

Un ulteriore momento formativo, stavolta in modalità webinar, è stato invece indirizzato agli assistenti sociali, figure che svolgono un ruolo cruciale nel rapporto con le persone in difficoltà economica ed entrano a contatto con persone a rischio indebitamento o che già si trovano nella condizione.
Infine, nell’ottica di dedicare una attenzione particolare alle nuove generazioni che stanno per affacciarsi al mondo del lavoro, e alla gestione del denaro al di fuori della famiglia di origine, Confconsumatori ha realizzato alcune lezioni in collaborazione con le Università di Parma e di Siena.

I webinar

Finanza e titoli sostenibili: cosa occorre sapere,19 gennaio 2024

Il debito sostenibile e la crisi da sovraindebitamento, 23 febbraio 2024

Famiglia e sovraindebitamento. I riflessi socioeconomici del fenomeno, 11 luglio 2024

GLI SPORTELLI

Dal 24 giugno al 19 luglio 2024 è stato istituito il Mese dell’educazione finanziaria di Confconsumatori, durante il quale lo sportello online dell’associazione e sei sportelli territoriali si sono messi a disposizione dei cittadini per offrire loro assistenza in merito alle tematiche investimenti sostenibili e sovraindebitamento. Lo sportello online, in particolare, ha avuto il compito di coordinare l’assistenza, facendo da tramite tra i consumatori e gli esperti.

Maggiori informazioni sugli sportelli che hanno aderito all’iniziativa sono disponibili all’indirizzo: www.confconsumatori.it/il-mese-delleducazione-finanziaria-di-generazione-f/

Raccolta di giurisprudenza: sentenze, ordinanze e pronunce

  • Decisione Collegio ACF 14 novembre 2023 n. 6986 – Trading online
  • Decisione Collegio ACF 30 novembre 2023 n. 7032 – Corretta profilatura del risparmiatore con questionario Mifid
  • Ordinanza Tribunale di Catanzaro 18 aprile 2024 – Buoni Fruttiferi Postali e obblighi informativi
  • Sentenza Corte di Cassazione 28 marzo 2024 n. 8458 – Obblighi informativi vendita prodotti finanziari
  • Sentenza Tribunale di Grosseto 17 ottobre 2023 – Qualificazione polizza unit linked
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Educazione assicurativa, previdenziale e sanitaria Ecco tutte le attività previste dal progetto "Generazione F - Generiamo Futuro"

Dai primi mesi del 2023 abbiamo assistito in Italia al dissesto di una importante compagnia assicurativa specializzata nel ramo vita, con quasi 400.000 clienti e circa 19 miliardi di euro di loro risparmio coinvolti: tra questi clienti, circa 50.000 sono sottoscrittori di polizze integrative pensionistiche, con un volume di fondi pensione di circa 4 miliardi di euro. Si tratta del primo e unico caso italiano di dissesto di compagnia con forte raccolta di ramo vita.  Al di là delle “patologie” che si stanno verificando, sono comunque note la scarsa conoscenza e cultura assicurativa da parte del cittadino consumatore italiano: per questo Confconsumatori ha deciso di rendere l’educazione assicurativa e previdenziale uno dei temi centrali del progetto “Generazione F- Generiamo Futuro”.

“Pensare al futuro” in relazione alle polizze assicurative significa anche conoscere meglio le coperture assicurative finalizzate alla tutela della salute, del periodo post lavorativo, della eventuale non autosufficienza, e a garantire un adeguato sostegno economico ai propri cari in caso di decesso. È un dato di fatto che ancora oggi i consumatori non comprendano pienamente ciò che una polizza malattia può coprire, quale utilità può avere e quando è il momento più opportuno per assicurarsi (perché andando avanti con l’età le coperture hanno maggiori limitazioni e costi); così come poco conosciute sono sicuramente ancora le polizze, di relativa recente introduzione in Italia, cosiddette Long Term Care, che garantiscono una copertura di costi in caso di non autosufficienza, e il loro coordinamento con eventuali polizze o piani integrativi pensionistici.

Confconsumatori si propone dunque di informare i cittadini per renderli più consapevoli nella scelta globale dei prodotti assicurativi, perché siano in grado di individuare quelli più adeguati al proprio profilo, i più sostenibili, e i più utili per sé e per la propria famiglia: sia che si tratti del periodo lavorativo (polizze finalizzate a risparmio/investimento e tutela dalla salute), del periodo post lavoro (polizze sanitarie, Long Term Care, pensionistiche) o anche del post vita (copertura vita “temporanea caso morte”). In questo particolare ambito Confconsumatori ha deciso di sfruttare le potenzialità della collaborazione con SNA, Sindacato Nazionale degli Agenti di Assicurazione.

CAMPAGNA INFORMATIVA

Confconsumatori ha promosso, per tutta la durata del progetto, una campagna di informazione e sensibilizzazione sui temi legati all’educazione assicurativa, in particolare relativa alle forme di investimento assicurativo con polizze vita ramo I (gestione separata) e ramo II (unit/index linked), polizze integrative pensionistiche (le cosiddette PIP), polizze sanitarie e Long Term Care, polizze temporanee caso morte, polizze rispettose dei criteri ESG.

La campagna informativa è stata veicolata anche attraverso i canali social di Confconsumatori e proprio all’educazione assicurativa è inoltre stato dedicato un numero speciale del periodico “Confconsumatori Notizie”, disponibile in versione digitale, e in distribuzione presso gli sportelli territoriali dell’associazione.

Gli articoli:
  • Polizze vita: una guida completa
  • Cosa fare prima della stipula di una polizza malattia
  • Preoccupazione per i clienti Novis: manca la nomina del liquidatore
  • Polizze assicurative Tcm, ramo I, ramo III: facciamo chiarezza
  • Polizze integrative pensionistiche, long term care e malattia: quali prospettive?
  • Il Mese delle assicurazioni targato Generazione F
  • Polizze Tcm e aspetti fiscali
  • Fondi pensione e casse previdenziali: i numeri di Covip
  • Polizze ramo I e aspetti fiscali
  • Polizze ramo III e aspetti fiscali
I post:
  • Da Eurovita a Cronos
  • Polizze assicurative: attenzione ai siti abusivi
  • Polizze malattia
  • Polizze assicurative: quando e come pagarle
  • Assicurazioni: la Suprema Corte accoglie la tesi di Confconsumatori
  • Polizze TCM: benefici e altri aspetti fiscali
  • Polizze ramo I: benefici e altri aspetti fiscali
  • Polizze ramo III: quali benefici fiscali?
  • Assicurazioni sanitarie private: cosa sono e come funzionano?
  • Polizze sanitarie private: le esclusioni

WEBINAR, CONVEGNI SUL TERRITORIO, FORMAZIONE

Per quanto riguarda formazione e divulgazione, sono stati organizzati tre webinar rivolti ai cittadini, trasmessi anche in diretta streaming sulla pagina Facebook dell’associazione, aperti al dibattito ed alle domande dei partecipanti.

I webinar:
  • Le polizze per il rimborso delle spese sanitarie e le polizze vita, 4 marzo 2024
  • Polizze ramo I, ramo III e PIP. opportunità e rischi: cosa c’è da sapere, 13 marzo 2024
  • Invecchiamento e welfare carente: cosa c‘è da sapere sulle polizze LTC, 28 marzo 2024

Il webinar sulle polizze sanitarie e LTC, in particolare, è stato rivolto anche ai professionisti dell’ambito sociosanitario; tutti quanti gli incontri sono stati parallelamente destinati alla formazione e all’aggiornamento interni degli operatori di sportello.

Accanto ai webinar, è stato dedicato – nell’ambito del Convegno nazionale Generazione F – un Panel sul tema dei rischi e benefici delle polizze di vita di ramo I e ramo III, pensato per operatori qualificati del settore – come avvocati e commercialisti – ma aperto anche alla partecipazione dei cittadini interessati.

GLI SPORTELLI

Dal 20 maggio al 14 giugno è stato istituito il Mese delle assicurazioni di Confconsumatori, durante il quale lo Sportello online dell’associazione e sei sportelli territoriali si sono messi a disposizione dei cittadini per offrire gratuitamente consigli e in merito alle tematiche assicurative. Lo sportello online, in particolare, ha avuto il compito di coordinare l’assistenza, facendo da tramite tra i consumatori e gli esperti.

Maggiori informazioni sugli sportelli che hanno aderito all’iniziativa sono disponibili all’indirizzo: www.confconsumatori.it/il-mese-delle-assicurazioni-targato-generazione-f/.

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Consumi sostenibili ed economia circolare: il ruolo dell’alimentazione Ecco tutte le attività previste dal progetto "Generazione F - Generiamo futuro"

Confconsumatori, all’interno del progetto “Generazione F – Generiamo Futuro“, ha scelto di affrontare il tema dei consumi sostenibili e dell’economia circolare concentrandosi in particolare sugli aspetti legati all’alimentazione, al fine di aiutare i consumatori a compiere scelte alimentari informate, sane e sostenibili. Le iniziative hanno permesso di toccare, durante tutta la durata del progetto, temi di grande attualità come ad esempio nuovi cibi, etichettatura nutrizionale, di conservazione/scadenza, di sostenibilità e di provenienza dei prodotti alimentari, packaging in ambito food e, non ultimo, contrasto dello spreco alimentare.

Secondo l’indagine diffusa a inizio 2023 dall’Osservatorio Internazionale su cibo e sostenibilità Waste Watcher, lo spreco domestico di cibo in Italia è sì diminuito nel 2022 rispetto all’anno precedente (-12%), ma il suo valore resta comunque elevatissimo, 6,48 miliardi di euro all’anno, e rappresenta ancora ben più della metà del valore dello spreco di cibo considerata l’intera filiera (dal produttore al consumatore, fra perdite in campo e sprechi nella catena dell’industria e della distribuzione del cibo: valore 9,3 miliardi di euro).

CAMPAGNA INFORMATIVA

Tra le azioni messe in campo, Confconsumatori promuove una campagna di informazione e sensibilizzazione sui temi legati alla sostenibilità nell’ambito dell’alimentazione, adottando un approccio che metta in guardia i cittadini dalle fake news, orientandoli verso fonti di informazioni attendibili e scientificamente fondate, incoraggiandone il senso critico, anche per trovarsi meglio equipaggiati rispetto alla diffusione di strategie di greenwashing, ossia il cosiddetto “ecologismo di facciata”, messo in campo da alcune aziende per dare l’impressione – utilizzando informazioni non veritiere o presentate in modo confuso o fuorviante – che i prodotti/servizi da loro proposti siano rispettosi dell’ambiente, e quindi degni di una spesa più elevata da parte dell’acquirente.

Sul tema, sono state prodotte infografiche in formato digitale e ed è inoltre stato pubblicato un numero speciale del periodico “Confconsumatori Notizie”. La campagna è stata infine promossa attraverso i canali social di Confconsumatori.

Gli articoli
  • Spesa alimentare sostenibile: cosa significa davvero?
  • Imballaggi sostenibili: quali sono, e perché sceglierli?
  • Innovazione e alimentazione: i microrganismi sono una risorsa per la filiera
  • Congelato o surgelato? Come conservare gli alimenti sotto zero
  • Spreco alimentare: un problema per l’ambiente e le persone
  • Confconsumatori avverte: “Attenzione al rischio microbiologico nel consumo di prodotti ortofrutticoli crudi”
I post
  • Giornata mondiale della sicurezza alimentare
  • Spesa sostenibile: è possibile?
  • Imballaggi sostenibili
  • Giornata per la prevenzione dello spreco alimentare
  • Insetti e sostenibilità
  • Overshoot day in Italia
  • Innovazione e alimentazione
  • Spesa sostenibile: slogan ed etichette
  • Spreco alimentare
  • Metodi di conservazione
  • Rischi microbiologici ortaggi crudi

WEBINAR, CONVEGNI SUL TERRITORIO, FORMAZIONE

Sono stati destinati, ai cittadini e agli operatori delle sedi territoriali dell’associazione, incontri web con cui Confconsumatori ha cercato di sperimentare modalità innovative di fruizione, prevedendo anche momenti di scambio e confronto come sondaggi e domande dal pubblico. Sono inoltre stati organizzati anche eventi territoriali in presenza – a Parma, Bari e Grosseto – rivolti ai cittadini, che si sono rivelati un’occasione per fare rete con altre organizzazioni pubbliche e della società civile così amplificare l’impatto dell’azione formativa. Alcune delle attività formative sono state pensate per coinvolgere categorie professionali come quelle dei docenti e degli assistenti sociali, in grado di svolgere il ruolo di catalizzatori nella sensibilizzazione della popolazione.

I webinar

Il ruolo dell’innovazione nella qualità e nella sostenibilità degli alimenti, 22 maggio 2024

Spesa alimentare sostenibile: come orientarsi tra slogan ed etichette, 7 giugno 2024

Contrastare lo spreco alimentare e mangiare sostenibile, 18 giugno 2024

Gli incontri territoriali

Cibo e sostenibilità: il ruolo dello spreco alimentare, 8 ottobre 2024

Prodotti alimentari ‘senza’. I cibi ‘free from’ sono davvero un’opzione più sana?, 14 ottobre 2024

L’acqua: una risorsa essenziale per la salute delle persone e del pianeta, 8 novembre 2024

La formazione per insegnanti

Sulla piattaforma e-learning di Confconsumatori è disponibile il corso “Spreco alimentare: strumenti e strategie per contrastarlo”, che mira a fornire al personale docente nozioni e materiali didattici idonei a essere impiegati all’interno dei programmi di educazione civica, per approfondire i temi dello sviluppo sostenibile. Nel corso – organizzato in tre brevi moduli – i docenti troveranno ad esempio informazioni sull’impatto delle diverse filiere alimentari, e scopriranno come ridurre l’impronta ecologica della propria spesa attraverso consigli pratici e semplici ricette antispreco, a dimostrazione del fatto che ciascuno può contribuire al raggiungimento di un sistema alimentare più equo e sostenibile. Il corso è stato progettato per offrire ai docenti una fruizione giocosa e interattiva, garantendo al tempo stesso contenuti di valenza scientifica. Visita la piattaforma e iscriviti al corso: www.formazioneconfconsumatori.it

GLI SPORTELLI

Anche gli sportelli territoriali dell’associazione hanno svolto un ruolo attivo nella campagna informativa e sono stati dotati dei materiali informativi da distribuire ai cittadini che frequentano le sedi. Lo sportello online di Confconsumatori si è messo a disposizione degli sportelli territoriali per supportare nella gestione di eventuali richieste di informazioni o di assistenza provenienti dai consumatori.

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SEDE REGIONALE E PROVINCIALE
L’AQUILA
SULMONA
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